L’inconsapevole grandezza del Nebbiolo di Donnas emerge da una sorprendente verticale

Bellissima esperienza, a fine agosto, in quel di Donnas, la prima e la più “meridionale”- un paio di chilometri ed è già Piemonte, Carema – delle Doc valdostane.
Come raccontano in questi due articoli, Alessandro Franceschini su LaVINIum, ed il sottoscritto, nelle news del sito Internet dell’A.I.S. da una degustazione verticale (1995, 1996, 1997, 1999, 2001, 2003) organizzata non senza qualche fatica (beh, non tutti i produttori sono disposti o abituati a togliere la polvere da vecchie bottiglie che giacciono, en attendant Godot, in cantina…), presso le Caves Coopératives de Donnas, emerge, a sorpresa, l’inconsapevole grandezza del Nebbiolo di questo angolo della Vallée. Inconsapevole, la grandezza, perché gli stessi responsabili della cantina, non essendo abituati a stappare le vecchie annate ignoravano (o meglio, diciamo che non ricordavano) quanto buone possano essere, e perché provate a chiedere in giro, anche ai più incalliti
Nebbiolo fan, se nel loro curriculum figuri l’assaggio di un Donnas di dodici anni, e se abbiano una seppur pallida idea di quanto possa essere minerale, anzi petroso e vivo e scattante e godibilissimo da bere.
E tutto per un vino, dal rapporto prezzo-qualità incredibile e dalla qualità tutta da scoprire (basta acquistare un po’ di bottiglie delle annate giuste e “dimenticarsele” in cantina), che al punto vendita aziendale pagherete non più di sei euro… Ma con il Nebbiolo, inutile dirlo, le sorprese sono all’ordine del giorno…

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