Nodo al fazzoletto: è in arrivo il Franciacorta Festival

Nodo al fazzoletto per il prossimo fine settimana, ad Erbusco, presso Villa Lechi, è in arrivo l’annuale edizione del Festival Franciacorta, tre giorni, da sabato 22 a lunedì 24 settembre, dedicati alle “bollicine nobili” della celebre zona spumantistica bresciana.
Il programma completo –
festival_franciacorta_072.pdf – sul sito Internet del Consorzio tutela vini Franciacorta e una presentazione in questo articolo, pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers.

0 pensieri su “Nodo al fazzoletto: è in arrivo il Franciacorta Festival

  1. veramente il biglietto costa 30 euro, e i soci AIS hanno lo sconto di 5…
    cmq io ci sono stato l’anno scorso e mi sembra un giusto prezzo rispetto alla possibilità di assaggiare praticamente tutte le etichette di Franciacorta…

  2. Non devo certo difendere o propagandare il Festival Franciacorta: ma spendendo 30 euro (che sono sempre 60 mila delle vecchie care lire) volendo si possono degustare tutti i Franciacorta (circa un centinaio) delle innumerevoli (ho perso il conto) aziende franciacortine. Non sarà Champagne (é Franciacorta, appunto) mi sembra che il prezzo non sia esoso…

  3. Caro Ziliani, apriamo un dibattito: finche pago 5 Euro per degustare, so che sto remunerando l’organizzazione per le spese affrontate per l’evento. Quando pago 30 Euro per queste cose so per certo che sto creando guadagno, lucro, business per gli organizzatori che, nel contempo si autopromuovono. Allora: io DEVO PAGARE per l’attività di promozione dei produttori o di quel territorio? Non ci siamo! Facciamo i conti su questo esempio… un calice di Franciacorta quanto costerà, di base? 50 centesimi? Ok,
    con 30 Euro ripago 60 calici di vino che NON riuscirò a bere, perchè io personalmente, se vado oltre i 30 assaggi non capisco più niente. E questo l’organizzazione lo sa benissimo. Quindi, in sostanza c’è del guadagno, pur considerando di pagare le attrezzature, la gente che ci lavora, etc etc. Ecco perchè io mi rifiuto di andare a quelle degustazioni “commerciali” che costano più di 5/10 Euro. P.S.: e la benzina e l’autostrada per arrivare fino a lì? E il panino o il ristorante che mi devo pagare? Posso spendere in totale, io privato appassionato di vini, più di 50 Euro per degustare alcuni Franciacorta?
    Non pensa che come minimo, per il fatto di essermi recato fino a lì, quei calici i produttori o l’ente di riferimento dovrebbero offrirmeli?

  4. Interessanti osservazioni, Poldo, ma, come l’esempio storico del Wein (pardon, Wein, che fa più international…) Festival di Merano insegna, si decide di praticare un costo d’ingresso elevato (a Merano, se non sbaglio, sono arrivati a 60 euro al giorno), non solo per fini, più o meno legittimi, di guadagno, ma per creare una sorta di barriera psicologica per arginare l’afflusso degli appassionati, che rischia, in alcuni casi, di avere lo stesso impatto di una mandria di bisonti. Non so quali siano i motivi che hanno portato gli organizzatori del Festival Franciacorta a fissare in 30 euro il costo d’ingresso, ma mi sembra che questo prezzo sia nella media degli eventi di una qualche rilevanza. Trenta euro non sono pochi, ma consentono, volendo, di degustare tutti i Franciacorta, circa un centinaio, presenti al Festival. A Modena, martedì 25, l’A.I.S. Modena ha invece voluto fissare in soli 10 euro il costo d’ingresso ad uno dei banchi d’assaggio di vini rosati italiani più ricchi, con oltre 35 vini (leggi il mio post di presentazione di oggi), mai tentati in Italia. Vedremo se, anche in virtù di questo prezzo “popolare”, più che “politico”, l’A.I.S. Modena avrà avuto ragione…

  5. Se non sbaglio al Festival di Franciacorta possono partecipare solo le aziende consorziate; quindi non tutte…al di là di questo concordo pienamente con Poldo. Anzi aggiungerei che per un bresciano, magari operatore del settore, questo Festival ha veramente poco senso: se sei un ristoratore qualsiasi non c’è verso di avere un biglietto; una volta entrato se non sei accompagnato dai soliti noti certi vini ( tipo l’Annamaria Clementi) te li puoi scordare.
    Non dimentichiamo inoltre che il giorno successivo, con una telefonata diretta, in qualità di ristoratore o enotecario, il 90% delle cantine ti ricevono in degustazione presso la loro sede…gratis… magari offrendoti anche il pranzo…

  6. Pingback: KeL's HeLL

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