Semaforo “rosa” a Modena per i rosati d’Italia

Cosa dire di fronte ad uno spettacolo di quasi 400 persone che in un martedì pomeriggio di fine estate decidono di partecipare ad un banco d’assaggio non di Barolo o di Brunello di Montalcino, bensì, molto più semplicemente, di 38 vini rosati italiani ?
Escludendo che a Modena e dintorni non abbiano proprio niente di meglio da fare, e osservando piuttosto che gli abitanti della città della Ghirlandina sembrano, anche nel vino, dei goderecci, pronti ad apprezzare anche una proposta così inconsueta come una degustazione di rosati, di fronte ad un consenso del genere, anche a voler mantenere un doveroso aplomb, non si può che gridare che ad un piccolo “miracolo”.
Ci voleva difatti una non indifferente dose d’incoscienza, di salutare curiosità intellettuale, e di voglia di sperimentare e di mettersi in gioco, per accettare, cosa che gli amici dell’Associazione Italiana Sommeliers della città della Ghirlandina hanno prontamente fatto, la mia proposta di organizzare un banco d’assaggio riservato ai rosati d’Italia.
Convinto io, da rosatista ante marcia, che valesse la pena provarci, convinti il delegato A.I.S. di Modena Luigi Carnevali ed i suoi bravissimi collaboratori, da Barbara Brandoli a Rita Ronchetti dell’ottimo ristorante Strada facendo, che, insomma, qualcuno prima o poi dovesse vedere cosa sarebbe successo ad azzardare l’esperimento, il progetto, grazie alla disponibilità e alla fiducia di tante aziende, che hanno prontamente accolto il mio invito, ha preso quota, si è concretizzato, ed eccoci oggi a salutarne, con gioia, il successo.
Per quattro ore, dalle 17 alle 21, Modena si è non solo trasformata nella “capitale” dei rosati d’Italia, con quattro vins de pays (tre base Lambrusco e uno un grande metodo classico da Pinot nero) ad affiancare degnamente i vari Montepulciano Cerasuolo, Salento, Bardolino Chiaretto, ecc, ma, grazie al consenso di chi, spendendo solo dieci euro per poter degustare liberamente quasi 40 vini, accompagnati da prosciutto, mortadella, salame da urlo, è festosamente accorso, ha dimostrato che quella dei rosé non è solo una moda, l’ennesima moda, magari passeggera. Piuttosto un capitolo di quel progressivo riappropriarsi del piacere del vino che il consumatore ha deciso, vivaddio, debba essere il tema conduttore del consumo enoico di oggi.
Se Modena idealmente intonando “la vie en rose” ha mostrato il proprio convinto gradimento ed un ideale semaforo verde, pardon, rosa, per i rosati d’Italia, è perché la gente, quella che acquista le bottiglie, le paga e quando le stappa vorrebbe bere, si è accorta che nonostante quella che definirei “la sindrome del figlio di cui ci si vergogna”, ovvero l’atteggiamento non sufficientemente orgoglioso del produttore verso questo tipo di prodotto e lo stupido ostracismo da parte di tanta critica, che i rosati continua a snobbare, i rosati si stanno sempre più rivelando come dei vini cui dare piacevolmente del tu.
Vini, tutt’altro che banali, tutt’altro che “vinelli di serie B”, o “vini da donne” (come se le gentili signore quando sanno di vino non diano puntualmente dei punti a noi maschietti), ma vini, frutto di una precisa e consapevole attenta metodologia produttiva, di una scelta attenta dei vitigni più adatti, senza complessi d’inferiorità possibili nei confronti dei “colleghi” bianchi, rossi o spumanti o dolci, con una dignità e una “verità” meritevole di essere affermata e ribadita con pieno vanto, in ogni occasione.
Cosa ci ha insegnato dunque il banco d’assaggio dei rosati di martedì 25 a Modena ? Che alla gente, al popolo del vino, i rosati, quando sono ben fatti, presentati in maniera simpatica, “rivendicati” come vini a parte intera, vini di serie A, piacciono, che se si ha il coraggio-incoscienza di presentarli, proporli, raccontare come vini che si sposano meravigliosamente a tantissimi piatti della cucina di tutti i giorni o più ricercata, cucina estiva ma non solo, e, nel caso dei ristoratori e degli enotecari e responsabili di wine bar farli assaggiare, i rosati vincono ogni forma di stupida wine snobbery, incuriosiscono, stuzzicano l’attenzione (ed il palato) e, andando a segno, si fanno apprezzare.
Bisogna solo, se si intende portarli alla gente, renderli parte dell’italian (ma perché anche non English, Deutsch, American, Swedish?) way to wine, fare in modo che banchi d’assaggio come quelli di Modena non restino un simpatico episodio, e che tramite un intelligente modus operandi i principali produttori si mettano in testa di diffondere “l’italian wine en rosé”, facendo “sistema” e team, programmando una serie di iniziative promozionali, da programmarsi a partire dall’aprile 2008, in giro per l’Italia e in alcune strategiche città del vino estere.
Un rosè wine tour che potrebbe veramente, con un’organicità e sistematicità di metodo che il banco d’assaggio di Modena non poteva di certo avere, contribuire a far ulteriormente conoscere il volto rosa del vino italiano.
Un universo, Le Vin en rosé di Modena l’ha conformato, popolato da stili, sensibilità, sfumature (di colore, bellissime, ma anche aromatiche, di gusto) estremamente diverse tra loro, tra modi differenziati di pensare il rosato (più sul floreale per alcuni, giocato su un frutto succoso per altri) in forma di chiaretto (e non solo per i gardesani) per certi, con colori e strutture sostenute per altri, quasi in forma di vino rosso (solo leggermente più chiaro e con un contenuto tannico decisamente inferiore) per altri.
Un bel panorama, un assortimento che ho cercato di rendere il più didascalico, ampio e multicolore possibile (mancavano all’appello, e mi dispiace tanto, solo due-tre rosati di quelli che considero di riferimento: Rosa del Golfo e Il Rogito di Cantina del Notaio, oltre che il sommo Montepulciano Cerasuolo di Valentini), perché testimoniasse della multiformità, della vivacità, della ricchezza della produzione vinicola italiana en rosé.
E questo limitandoci ai rosati “fermi”, perché il banco, con l’eccezione dei vini emiliani, simpaticamente mossi, ha voluto concentrarsi sui rosati italiani senza bollicine, tagliando fuori, non per un discrimine qualitativo, ma solo come impostazione di lavoro, i rosati spumanti, tipo i Franciacorta, i Trento Doc, gli Oltrepò Pavese e qualche altro, metodo classico.
Ma se la gente a Modena, tanti giovani, tante donne, tante persone entusiaste, attente, curiose, disponibili, assolutamente noncuranti dei luoghi comuni che bollano il rosato come vino “minore”, ha pronunciato un convinto ed entusiasta sì ai 38 vini rosati a disposizione, perché escludere di ripetere l’esperienza, in altre piazze, comprendendo, la prossima volta, anche le rosate bollicine nobili?
A chiunque voglia crederci, come ci hanno creduto a Modena e come ci credo testardamente io da anni, non posso che dire “a disposizione”… Quello dei rosati è un piacere allegro, ecumenico, bipartisan, a-confessionale, anti dogmatico, perché non condividerlo?

0 pensieri su “Semaforo “rosa” a Modena per i rosati d’Italia

  1. Gentile Gaetano, ogni selezione é, per sua definizione, soggettiva. Vorrei pregarla di segnalarmi i “molti rosati di gran lunga superiori” a quelli che ho selezionato che, a suo soggettivo avviso, mancavano all’appello. Io, a parte Rosa del Golfo e il rosato di Cantine del Notaio, non ne trovo sinceramente molti…

  2. signor Gaetano leggo solo ora il suo comento sulla manifestazione dei rosati. Che lei non creda a questo tipo di degustazioni non è un’argomento pertinente; perchè non è mica il medico a ordinaLe queste frequentazioni.Che mancassero MOLTI rosati ne dubito.Poi l’evento era stato largamente pubblicizzato con tanto di nomi di cantine e di tipologie di vini. O lei è distratto o lei non ha partecipato alla degustazione

  3. Premetto subito che purtroppo non sono riuscito a venire e ne sono molto dispiaciuto. Chi c’è stato mi ha parlato di una bellissima iniziativa però mi permetto di dire che forse non mancavano tanti rosati di livello, ma sicuramente il migliore d’Italia. Non credo serva dire che è il Cerasuolo di Valentini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *