Un sorso di Alto Adige: tutto sul vino aus Süd Tirol in 75 tappe

E’ con una certa comprensibile malinconia che mi sono avvicinato alla lettura di Un sorso di Alto Adige. Tenute e cantine vinicole selezionate, opera di Tobias Hierl e Christoph Tscholl (192 pagg. 12,50 euro) appena pubblicato da Folio editore in Bolzano.
Malinconia perché per tantissimi anni (diciamo dal 1982 a sino al 2006) assiduo frequentatore di quello che orgogliosamente i locali definiscono Süd Tirol, e “propagandista” in virtù di un sincero entusiasmo dei vini e della gastronomia altoatesina, ho sognato di poter scrivere io un libro del genere, ricollegandomi idealmente ad un libro che un altro pioniere della diffusione del verbo vinicolo bolzanino in Italia, il collega Francesco Arrigoni, aveva scritto, circa quindici anni fa, quando lavorava al Gambero rosso.
L’idea del libro, poi, come tante idee, è stata riposta nel cassetto (mi fossi chiamato Franz Zillian e fossi nato ad Eppan piuttosto che a Milano, le cose sarebbero andate diversamente) e quel divorante amore per l’Alto Adige che faceva dire a più di un produttore trentino che ero un “austriacante” e qualche amico a pensare che ci fossero altri motivi e non solo cibo e vino a portarmi così spesso tra la Weinstrasse e Santa Maddalena, non è scemato, ma ha aperto gli occhi.
Portandomi a non idealizzare più, come forse facevo, la regione della Vernatsch, del Lagrein e del Gewürztraminer. Ma ad accorgermi di alcune cose (che poi ho scritto) che prima, così preso com’ero, facevo finta di non vedere, a muovere alcune precise critiche all’andamento, a mio avviso non convincente e molto “modaiolo”, che aveva preso il mondo del vino sudtirolese, e di conseguenza a considerare l’Alto Adige   come un’interessante zona vinicola da tenere d’occhio e prendere seriamente in considerazione, tra le altre, in Italia.
Ma da non idealizzare più o considerare, come forse avevo più volte scritto con una considerazione molto generosa e un eccesso di entusiasmo “la terza forza vinicola italiana”.
Chiusa questa, per me indispensabile, premessa, non posso che definire il baedeker enologico scritto da Hierl, bavarese che vive a Vienna, e Tscholl, altoatesino, sommelier diplomato ma non A.I.S. bensì alla Weinakademie di Rust in Austria, come un lavoro puntuale e ben fatto e la guida di riferimento per chiunque voglia avere un’idea dell’attuale panorama vitivinicolo altoatesino e dei personaggi, aziende note e affermate, oppure piccoli vignerons emergenti e “saranno famosi”, che animano questa scena sempre molto animata.
I due autori hanno suddiviso il loro itinerario in zone ben definite, partendo dalla Val Venosta e spostandosi poi a Merano e dintorni, media Val d’Adige (per intendersi: Terlano e Nalles), quindi Bolzano e dintorni, Oltradige (Cornaiano, San Paolo, Appiano, Caldaro), Bassa Atesina (Termano, Cortaccia, Salorno) e all’estremo nord est quella grande capitale di bianchi che è la Valle Isarco.
Qual’è stata la loro scelta originale, e a mio avviso, vincente ? Quella di non dilungarsi più di tanto nel descriverci, lo fanno già le varie guide italiane ai vini in circolazione, i vini prodotti dalle singole aziende, bensì di fornire di ogni azienda selezionata un’esaustiva carta d’identità, redatta con oggettività giornalistica, che comprende una storia dell’azienda e dei personaggi che le animano, una “fotografia” della tenuta, del luogo dove è situata, della sua “filosofia”, qualche breve nota su “l’assortimento proposto” e poi, soprattutto, tante informazioni utili per l’eno – turista che ama recarsi direttamente in azienda per conoscerne i protagonisti e qualora possibile (a proposito sarebbe stato utile indicare se sia prevista o no una vendita diretta in cantina) acquistarne in loco i vini.
Troverete quindi, in ogni scheda aziendale, informazioni su come arrivare in azienda, orari di visita, anche per gruppi, indirizzo, telefono, e-mail sito Internet, consigli su uno o più locali dove mangiare e bere nei dintorni, e poi indicazioni di particolari “attrattive e curiosità” dell’azienda o della zona, e la possibilità – Folio è una cosa editrice molto attenta agli aspetti turistici e ha pubblicato altre guide, ad esempio Masi, malghe e osterie in Alto Adige, di riferimento per conoscere la zona – di compiere escursioni turistiche, passeggiate, camminate, da romantici Wanderer, tra vigneti, colline, boschi, montagne, castelli e abbazie.
Insomma, quando tornerete, spero con occhio più smagato e disincantato del mio d’antan, in Alto Adige e vorrete andare in giro anche per cantine, una guida imprescindibile.

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