A scuola di vini italiani in Tailandia

Interessante iniziativa di un importatore e distributore di vini italiani in Tailandia, come riferisce un articolo del quotidiano The Nation. Per favorire la conoscenza (e di conseguenza anche il commercio) dei vini italiani nel Paese asiatico (dove si producono vini ed è attiva una Thai Wine Association) ha deciso di creare una Sommelier School, un corso di educazione sul vino che fornisca elementi generali d’informazione e di cultura e consumo del vino.
Un corso che consenta anche alla ristorazione locale, ai ristoranti che operano all’interno dei grandi hotel rivolti ad una clientela soprattutto internazionale, di operare con cognizione di causa e consapevolezza le proprie scelte relative ai vini da inserire in carta.
Davide Vacchiotti, questo il nome dell’importatore italiano, ha deciso di riservare inizialmente la partecipazione ai corsi agli esponenti del wine business tailandese, ma di aprire al pubblico dei semplici appassionati in una seconda fase, a partire dal prossimo aprile.
I consumatori tailandesi, a suo dire, “incontrano numerose difficoltà nel leggere ed interpretare le etichette dei vini italiani, a districarsi, tra marchi, denominazioni e vitigni che non conoscono, a differenza dai vini australiani e da quelli inglesi, che portano tutte le indicazioni in inglese e sono più immediate da decodificare”.
Attualmente i vini distribuiti dalla compagnia di Vacchiotti sono disponibili in qualcosa come 300 ristoranti (in gran parte italiani) ed in alcuni grandi centri commerciali, ma si punta ad una maggiore espansione sfruttando una congiuntura favorevole che vede i vini italiani leader di mercato in quanto a volumi, con una percentuale del 33 per cento (qualcosa come 660 mila casse di vino), seguiti dai vini francesi e australiani, ma Vacchiotti ritiene che anche grazie all’opera d’informazione favorita dalla Sommelier School, il vino italiano possa agevolmente raggiungere uno share del 50 per cento, questo non nel corso del 2007, a causa di una crisi economica che sta rallentando una crescita che negli altri anni si era mantenuta nell’ordine del 10, 15 per cento, ma nel corso dei prossimi anni.
Questo nonostante le pesantissime tasse sulle esportazioni dei vini esteri, che gravano con un incredibile 420 per cento, rendendo la tassazione tailandese una delle più elevate nel mondo.

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