Bolgheri, zona vinicola di lotta e di governo! Wine Spectator dixit…

A Bolgheri e dintorni, dove i cipressi saranno anche “alti e schietti” ma dove il wine business non sembra proprio andare, considerati gli investimenti miliardari, a gonfie vele, devono accendere un cero a Wine Spectator e al suo tosco ambasciatore Giacomino Suckling.
In un paio di articoli pubblicati difatti nel numero del 31 ottobre (i cui contenuti possono essere già letti dagli abbonati – quorum ego – nella versione on line), alla rivista riesce un virtuosismo davvero strepitoso, rendere la zona patria del Sassicaia insieme carnivora e vegetariana, rigidamente eterosessuale e contemporaneamente gay.
In altre parole W.S. recupera per Bolgheri quella definizione riferita al P.C.I. dei tempi di Enrico Berlinguer “partito di lotta e di governo”, parte (non dichiarata) della maggioranza eppure fieramente e puramente all’opposizione, facendo della zona vinicola dei carducciani cipressi contemporaneamente l’area dove si producono vini stellari da 100 centesimi e da 150 o 250 dollari di costo negli States, ma anche, nessuno l’avrebbe mai pensato, una zona dove si producono great values wines, vini dal correttissimo, esemplare rapporto prezzo qualità. Diavolo di Suckling e della poliedrica rivista, sempre così attenta e abile quando si tratta, nel nome del business e del marketing, di contribuire a rivitalizzare i pregi di una zona vinicola e di catturare l’attenzione di quella (purtroppo vasta) fascia di consumatori, soprattutto negli States, che prendono per oro colato e come termine di riferimento per gli acquisti i vaticini espressi in termini di punteggi dai vari columnist.
Ci stava benissimo, siamo abituati a questo, che Suckling di fronte a dei 2004 sicuramente, dato il valore dell’annata, di ottimo livello, andasse in brodo di giuggiole ed elargisse pertanto valutazioni spaziali, 100/100 per il Messorio, 98 per il Masseto, 97 per l’Ornellaia, 97 per il Syrah di Tua Rita, a vini che normalmente fanno parte del suo enologico Gotha.
Molto più sorprendente, invece, che in un servizio dedicato a delineare un’immaginaria mappa internazionale dei “great values wines”, dove ovviamente i vini del Nuovo Mondo “stracciano” quelli europei con 166 vini selezionati contro 92 (37 francesi, 17 italiani, 16 spagnoli, 11 portoghesi, 7 greci, 3 austriaci e uno libanese), nella quale i vini presentano un prezzo massimo di 20 dollari o inferiore e dal conteggio statistico effettuato dalla rivista tra tutti i vini selezionati scaturisce che il prezzo medio è di 12,71 dollari ed il punteggio è di 87/100, salti fuori a sorpresa che Bolgheri sia un’inesplorata e sconosciuta miniera di vini di qualità (punteggi dai 90 ai 91 centesimi) che costano da un minimo di 15 ad un massimo di 20 dollari.
Il fantastico trio di bolgheresi che, pare, è possibile portare via dalle cantine senza svenarsi è costituito dal Bolgheri Ocra (uve Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot) 2005 della tenuta Villa Le Pavoniere dei conti Guicciardini Strozzi, dal Poggio ai Ginepri 2005 (uve Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot) della Tenuta Argentiera e dal Moreccio 2005 (Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon) della Fattoria Casa di Terra.
Aziende meno mediatiche di quelle che tanto fanno sdilinquire Giacomino e i cui vini costano dieci e più volte di meno. Anche se ne ripercorrono la formula di tagli e uvaggi bordolesi e delle Côte du Rhône, al massimo con una spruzzata di Sangiovese (tanto per salvarsi l’anima) in terra toscana.
Siamo ben contenti, pertanto, che in questa ideale carrellata nell’universo dei vini a buon mercato dove la Toscana si aggiudica 12 posti su 17 (oltre ai tre bolgheresi abbiamo due Chianti classico, due Chianti generici, un Chianti Rufina, due Toscana Igt, un rosato e un bianco) e dove il palmarès dice Australia 45 vini, California 44, Francia 37, Argentina 21, Cile 21, Washington 20, Italia 17, Spagna 16, Portogallo 11, Sud Africa 8, Grecia 7, Nuova Zelanda 4, Oregon 3, Austria 3, Libano 1), tre vini di Bolgheri, zona solitamente citata per i suoi vini dai prezzi robusti, si facciano notare per dei prezzi virtuosi.
Ma, per curiosità, visti i ricarichi che fanno gli importatori ed i wine retailers negli States, si può sapere a quale prezzo escono dalle loro cantine se possono finire sugli scaffali a 15, 19, 20 dollari?
Va benissimo vendere e guadagnare il giusto, ma valeva la pena investire tanti soldi, in vigneti e cantine, a Bolgheri se poi per vendere si deve essere ridotti a…svendere?

0 pensieri su “Bolgheri, zona vinicola di lotta e di governo! Wine Spectator dixit…

  1. Ho assaggiato i primi due e non sono male, specie il Poggio ai Ginepri. Costo intorno agli 8 euro per entrambi!!! Il Moreccio non lo conosco.

  2. Vero, il Poggio ai Ginepri si trova anche all’Esselunga a un prezzo ragionevolmente “corto” (perdonatemi, non sono riuscito a trattenermi …) e non è affatto male.

  3. L’ocra 2004 l’ho bevuto qualche settimana fa e devo dire che è stata una piacevolissima sopresa davvero, sugli 11-12€ .

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