Collio bianco Vecchie Vigne Roncus: un grande “uvaggio di vigna”

Piccolo interrogativo enoico. Cosa fa “grande” un vino bianco italiano? La varietalità sicuramente, ovvero la capacità di esprimere, in maniera tipica ed inconfondibile, il peculiare carattere varietale, quello che differenzia o dovrebbe differenziare uno Chardonnay da una Falanghina, un Sauvignon da un Vermentino, e poi la freschezza, l’equilibrio, quegli elementi, irrinunciabili in un bianco, che rendono il vino piacevole e invogliano golosamente la beva.
Aggiungerei poi, ancora più prezioso e raro, quello che i francesi definirebbero goût de terroir e gli inglesi taste of the earth, ovvero la capacità del vino di sviluppare aromi ed un gusto unico ed inimitabile legato al genius loci, al carattere, dovuto alla geologia, al microclima, all’altitudine, ai tempi di maturazione delle uve, insomma a tutto quello che siamo soliti definire “terroir”, di quel particolare milieu da cui provengono le uve, solo quelle uve, utilizzate per quel vino. E poi, quando esiste, come non definire in grado di fare la differenza, la mineralità?
A determinare la grandezza, poi, per quanto ami i vini bianchi freschi, beverini, “croccanti”, vibranti d’energia, godibilissimi perché giovani (il che non vuol dire freschi d’imbottigilamento – e di solforosa – ma colti in quell’arco di uno-due anni dove molti tirano fuori larga parte del loro meglio), direi contribuisca poi, in maniera importante, anche la possibilità di evolvere nel tempo, la capacità di “invecchiare”.
Elogio del bianco in barrique ? Niente affatto, o quantomeno non come strada unica e obbligata (ho ricordi bellissimi di verticali di grandi Chardonnay italiani, alcune raccontate (qui e qui) su un wine web magazine che qualche segno nella piccola storia dell’informazione vinosa in Rete l’abbia lasciato…), perché, ne sono persuaso, e l’esempio storico dei vini della Cantina sociale di Terlano nell’insuperabile gestione del mitico kellermeister Sebastian Stocker l’ha chiaramente indicato, una grande alternativa, praticabile e non utopica, è quella della maturazione – affinamento in legno, ma in botti di media capacità (e qui si apre la discussione sul tipo di legno, Slavonia o francese, rovere o come usa qualcuno acacia ?), di quelle che i cultori della tradizione usano per i vini rossi. Con questa formula si possono ottenere grandi vini bianchi italiani “di territorio”, che esprimano la “verità” del luogo di origine e delle uve utilizzate e il savoir faire del vignaiolo senza la “mediazione”, che talvolta diventa “invasione” data dalle cessioni di vaniglia e speziati vari della barrique.
In Italia qualcuno di questi grandi vini bianchi, concepiti, con studio e lunga pazienza, senza lasciare nulla al caso e ponderando bene tutti gli elementi (dalle uve da utilizzare al tipo di vigneto, sino alle vinificazioni e alla lunga permanenza in botte), comincia a venire fuori, a mostrare, con la tenuta nel tempo, la positiva evoluzione, la conquista di uno stile personale che passa, come un filo rosso, attraverso le annate, viene fuori.
Ad esempio, come ho cercato di testimoniare in questo lungo articolo, cronaca di una grande degustazione verticale di sei annate (1999-2004), con “l’uvaggio di vigna” Collio bianco Vecchie Vigne dell’azienda agricola Roncus di quella bella figura di “intellettuale-vignaiolo” che é Marco Perco a Capriva del Friuli, a mio avviso oggi uno dei più personali, interessanti e riusciti, vini bianchi italiani, splendida sintesi, sul tema “autoctoni friulani”, di Malvasia istriana, Ribolla gialla e Tocai friulano.
Un consiglio: procuratevi il 2004, bevetelo moderatamente e lasciatelo in cantina a diventare ancora più grande, ma mettete “nel mirino”, costringendo Perco ad aggiudicarvelo in una forma particolare di “en primeur”, il 2005 e soprattutto il 2006, che, lo scommetto e sottoscrivo, potranno darvi (a partire dal 2010?) vere soddisfazioni.

0 pensieri su “Collio bianco Vecchie Vigne Roncus: un grande “uvaggio di vigna”

  1. Questi blend friulani sono molto interessanti, il Vecchie vigne in particolare. Sono anni che aspetto che qualcuno detronizzi il fin troppo blasonato Cervaro della sala, vino che non ha più niente da dire, IMHO. La Malvasia istriana é un ottimo scheletro ed é più caratteristica dello chardonnay. Evidentemente dal medio evo in qua si é favorevolmente inserita nel territorio ed é una carta da giocare per chi vuol fare vini di cattere, così come l’uso del tonneaux per i bianchi. Cito un esempio: il Morus alba dei Vignai da Duline, 60% di malvasia e 40% di sauvignon.

  2. Anch’io devo ammettere di amare i bianchi beverini, non solo d’estate, che siano in grado di donarmi frescezza e sapidità in grado di ripulirmi le papille gustative, alcol ben amalgamato e una presenza di polialcoli in grado di offrirmi una discreta lunghezza gustativa.
    E’ per questo che spesso mi oriento verso il Trentino in generale o verso qualche buon Vermentino di Gallura, Trebbiano D’Abruzzo di livello, Falanghina dei Campi Flegrei o…
    Devo però ammettere che da recenti degustazioni, i nostri produttori stanno valorizzando meglio i vitigni bianchi in modo da farli durare qualche anno in più dei canonici 2/3 cercando di esprimere il terroir.
    Stò parlando di Col Disore 2001 di Russiz Superiore (legno grande e parte di uve colte surmature) molto godibile e dal lungo futuro, anche sè un pò ruffiano e costruito; Gavi di Gavi D’Antan 1997 La Scolca un vino sconvolgente per la gioventù che esprime; Cuveè Bois 2005 Le Cretes che finalmente ha trovato il giusto equilibrio del legno col vitigno, Fiano Vigna della Congregazione 2005 Villa Diamante dalla straordinaria mineralità, almeno per quanto concerne le mie esperienze enoiche.

  3. ” intellettuale-vignaiolo”????? Questa poi!!!! e chi sarebbe?
    Ma, Sig. Ziliani, lo conosce? oppure trae conclusioni riportando splendide frasi tratte dalle brochure scritte da altri che ne sanno.
    Ne parlo per conoscenza diretta.
    Niente di personale con nessuno.
    Devo dire che il termine intellettuale ha perso tutto il significato originario. Ma tant’è, così va questo paese….

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