Enogea 14: tutto (o quasi) sull’Alto Adige ed i suoi vini

Uscita numero 14 (datata agosto-settembre, ma stampata il 10 settembre) per Enogea, news letter bimestrale indipendente diretta e realizzata in stile one man band dal wine writer Alessandro Masnaghetti (per abbonamenti e-mail).
Aperto da un divertentissimo “Diario del Capitano” dove il Masna ironizza giustamente sull’”Appello del vino italiano” e sulle pretese di molte grandi aziende di poter fare (più di quanto abbondantemente possano già fare) quello che vogliono in cantina (avvertenza al Masna: ci sono anche il sottoscritto e questo blog e non solo le testate che hai citato a “lanciare qualche noce di cocco sul corteo reale”…), il numero è in larga parte, fatta eccezione per una seconda parte marchigiana riservata ai Verdicchio e ai Rosso Conero e ad un aggiornamento dall’universo Sagrantino di Montefalco, dedicata all’Alto Adige – Süd Tirol e ai suoi vini.
Masnaghetti ed il suo alter ego Persichetti hanno assaggiato quasi tutto l’assaggiabile in provincia di Bolzano, concludendo, gli elevati punteggi lo testimoniano, che sui vini bianchi “il giudizio non può che essere ottimo: il 2006 è una delle migliori annate per i bianchi altoatesini che io ricordi” a tal punto che “se prendiamo in considerazione lo Chardonnay, i Sauvignon (era ora) e in parte i Gewürztraminer, è difficile trovare qualcosa di meglio in passato”.
Al massimo, sottolinea il Masna, “volendo cercare il pelo nell’uovo, possiamo dire che se il livello qualitativo medio è molto elevato, è altrettanto vero che gli acuti non sono superiori a quelli di altre annate”. Quanto ai rossi, Masnaghetti conferma quello che chiama il suo “rapporto difficile”, relativo anche al Lagrein “che pur senza deludere non mi ha dato le soddisfazioni dello scorso anno, con Merlot e Cabernet, seppure ben fatti, che non mi seducono”.
I punteggi riflettono queste sue valutazioni globalmente positive ma senza grandissimi acuti, con punteggi massimi nell’ordine degli 88-88/100 per i Pinot bianco, Pinot grigio e gli Chardonnay, di 91-90/100 per i Sauvignon ed il Gewürztraminer, 87-88 per i Sylvaner ed i Kerner della Valle Isarco, 89 per i Riesling, 90 e 89/100 per i bianchi affinati in legno e gli uvaggi bianchi.
Si scende decisamente, ma è noto che Masnaghetti non è certo un aficionado del genere, con i vini base Vernatsch/Schiava, ovvero Santa Maddalena e Lago di Caldaro, con un massimo di 85/100. Lagrein definito “un vitigno molto personale, esuberante, molto legato alla zona di origine, ma la finezza non è esattamente il suo punto di forza”, a 88/100 massimo, ma con tanti vini a punteggi leggermente inferiori, Pinot nero – Blauburgunder con un unico caso (Stroblhof) a 89/100 e tutti gli altri spalmati tra gli 87 e gli 83, Merlot di media intorno agli 85 (con rare punte di 87-88), Cabernet e tagli Merlot/Cabernet che si attestano al massimo sugli 88-89/100, punteggio massimo relativo anche agli uvaggi rossi. Nemmeno i vini dolci, Rosenmuskateller e bianchi passiti vari, una notoria passione del Masna, che oggi, dice, pratica “con minore assiduità” che in passato, entusiasmano, più di tanto, l’ex direttore della guida vini, nella sua migliore e insuperata edizione, dell’Espresso, ed ex collaboratore di Veronelli: un solo Moscato rosa tocca gli 87/100 e 4 bianchi passiti raggiungono gli 89/100, con svariati 87 nelle posizioni di rincalzo. Punteggi buoni, intorno agli 87-88 centesimi anche per i collaudati spumanti metodo classico di alcuni produttori di “Sekt” locali, a dimostrazione che se il livello complessivo raggiunto dalla vitivinicoltura altoatesina è indubbiamente buono, l’eccellenza resta, in molti casi, ancora un obiettivo tutto da raggiungere.
Molto interessante in questo numero, ancora di argomento altoatesino, la carta dei vigneti di Mazzon, piccola frazione nel comune di Egna nella Bassa Atesina che rappresenta forse la zona migliore in assoluto di tutta la provincia di Bolzano (insieme ad alcune aree di Cornaiano e di Appiano monte e qualche “fazzoletto” in Val Venosta) per la produzione del Pinot nero.
Alla consueta precisa e puntuale e utilissima rappresentazione in cartina dei vigneti Masnaghetti abbina questa volta una serie di belle interviste ai principali produttori, da Hofstätter a Gottardi, da Franz Haas a Brunnerhof Rottensteiner, proprietari di appezzamenti di vigneto da cui nascono i celebrati Blauburguner aus Mazzon. Testimonianze utili per cogliere le caratteristiche e la specificità di questo celebrato “angolo di Bourgogne” in terra altoatesina.

7 pensieri su “Enogea 14: tutto (o quasi) sull’Alto Adige ed i suoi vini

  1. Fino a quando parli di Enogea non me ne frega nulla, ma lascia stare la prima edizione della guida Espresso.

    In realtà in quella occasione l’alter ego di Persichetti si distinse soprattutto per una gestione inqualificabile delle risorse umane.

    E’ solo questione di rispetto.

  2. Francesco, io non lascio stare proprio un bel niente! A me, lettore, collega e amico di Alessandro, la prima edizione della Guida Espresso versione Masnaghetti piacque molto come impostazione e come tentativo (ne scrissi anche su WineReport) di realizzare più un libro che una semplice guida. Delle questioni cui accenni, da lettore m’interessa ben poco. Se hai del contenzioso con il Masna rivolgiti a lui e non a me, che sul lavoro del Masna ho idee precise, sicuramente diverse dalle tue da quanto ho modo di capire…

  3. scusate il mio intervento…

    da amico, da “alunno” del grande Masna e collaboratore suo per la Guida dei Vini 2003,posso dire che Alessandro è una delle persone più corrette, disponibili al dialogo, appassionate e con una conoscenza dell’argomento come ce ne sono poche al Mondo.
    Non credo che il suo comportamento nella sua edizione fosse poi così inqualificabile. Confortato poi anche dalla sua prima edizione, molto bella di Enogea, poi seguì il suo periodo “sabbatico”, dove molti sentirono la sua mancanza ed infine (si spera!) la professionalità nella seconda ed. di Enogea più ricca e bella che mai con un approccio molto serioso e approfondito nell’analisi organolettica dei vini ma con un taglio anche un po’ autoironico (tipico del personaggio Persichetti) che ne facilita la lettura.

    Scusa “maestro” non volevo prendere le tue difese ma…dovevo intervenire!

  4. Dico solo: bravo Alessandro Masnaghetti, e finché continui a fare un Enogea così bella e così divertente i miei 50-60 euretti l’anno di abbonamento li porti a casa sempre.

  5. Non conosco Persichetti, ma la Guida dell’Espresso sotto Masnaghetti, nelle due edizioni in cui ha visto la luce, era proprio bella. Su nessun’altra guida credo di aver visto recensiti dei Collina Torinese Cari o dei Cacc’e’mmitte di Lucera, né di aver letto prese di posizione oneste come quelle riguardo le bottiglie di Gravner, che il curatore preferiva non giudicare perché “lontane dal suo modo di vedere il vino”. E da nessun’altra parte ho letto dei “consigli” sul vino come quelli del Masna (ad esempio, la diffidenza nell’uso del decanter, sostenendo – secondo me a gran ragione – che nel 95% dei casi basta un bel bicchiere debitamente ampio).

  6. Vorrei raccontare un piccolo episodio, premettendo che non ho la più pallida idea di quanto asserisca il sig. Annibali.
    Quando Enogea “prima versione” chiuse i battenti per problemi personali dell’autore, Masnaghetti scrisse a ciascuno degli abbonati per offrirgli il rimborso di quanto anticipato e non onorato. A me mancava solo un numero prima di dover rinnovare l’abbonamento, e quindi risposi a Masnaghetti di non preoccuparsi per il rimborso di così poche lire. Per tutta risposta, mi vidi recapitare a casa per una sua iniziativa spontanea i sei (o forse sette) numeri arretrati della rivista precedenti alla data del mio abbonamento.
    Non l’ho mai conosciuto personalmente, e a maggior ragione grido il mio “ce ne fossero”, di persone come Masnaghetti; nel mondo del vino come in ogni altro mondo.

    Per il sig. Farina: quasi tutte le guide italiane recensiscono sia dei Cacc’emmitte di Lucera sia dei Collina Torinese, sia dei Vin Santo di Albarola, sia dei Valsusa Avanà; e a gran ragione su moltissimi testi si consiglia prudenza nell’uso dei decanter.

  7. Davvero molto belle le cartine che mette su ogni numero….i giudizi sui vini poi,com’è giusto che sia,sono molto personali. Ricordo qualche numero fa, sui brunelli 2001, la sua preferenza (voti over 90) sui brunelli cosiddetti “modernisti”………

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