La carne umana sa di maiale. D’accordo, ma a quale vino abbinarla?

Le anticipazioni via Internet dei vari quotidiani (vedi e vedi) on line e di Web news strillano, senza lasciare nulla all’immaginazione, che “La carne umana? E’ buonissima. E’ come quella del maiale, solo leggermente più amara”, oppure che “La carne umana è buona e sa di maiale”.
Sono titoli, sicuramente ad effetto, relativi alla confessione televisiva del “cannibale di Rotenburg” che
“nel 2001 aveva ucciso e mangiato un esperto di computer berlinese”, divorandone, semplicemente arrostendo “leggermente la carne” e salandola, qualcosa come venti chili.
E’ la stampa bellezza, verrebbe da dire, ovverosia quella forma di “informazione” che non risparmia i particolari, anche i più raccapriccianti, puntando sulla curiosità morbosa di chi legge (ma anche di chi scrive), che ha portato le telecamere della tv tedesca a raccogliere la confessione del criminale. E a diffonderla.
A modest proposal per dirla alla Swift: nel nome della completezza dell’informazione e per dare libera espressione a quella “fantasia” che anima talvolta i redattori più attenti al “colore”, domani gli stessi quotidiani nelle loro edizioni cartacee non potrebbero farci sapere, magari chiedendo lumi all’esperto di turno, oppure interrogando il loquace cannibale tedesco, quale possa essere il vino più adatto per questo tipo di abbinamento?
Potrebbe essere l’occasione buona per confutare un precedente storico, ovvero la discutibile soluzione di matrimonio cibo-umano/vino del dottor Lecter, protagonista del Silenzio degli innocenti, che consigliava “un bel piatto di fave e del buon Chianti”, come complemento ideale per gustare al meglio il fegato umano delle sue vittime…

0 pensieri su “La carne umana sa di maiale. D’accordo, ma a quale vino abbinarla?

  1. Sei il solito pressapochista 😉
    che carne umana? non si beve lo stesso vino insieme a una scaloppina di vitello o a un brasato di manzo, un arrosto o una fiorentina di chianina al sangue 😉

  2. Forse non “Il Silenzio degli Innocenti”, ma “Hannibal”, e non si parla nel libro di Amarone, ma di Chianti. Nel film, invece, il Chianti si trasforma chissà perchè in Amarone. Non è proprio la stessa cosa; di contorno alla pietanza principale, infatti, il Dr Lecter sceglie delle fave. Personalmente trovo orribile, primitivo e da selvaggi l’abbinamento con l’Amarone.

  3. Continuando in questa linea goliardica – humour noir, segnalo che un caro amico ristoratore delle Langhe mi ha scritto:”Direi meglio una Barbera che sgrassa! oppure un Barolo di Rinaldi “Citrico”, che è bello ruspante e ruvido!”…

  4. Divertente se parlassimo solo del film, un po’ meno visto che si tratta di un fatto realmente accaduto, e se troviamo sbagliato che i giornali riportino la notizia in maniera così ecclatante, mi sembra molto peggio sghignazzarci sopra.

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