L’Alto Adige è sempre più… Süd Tirol: pensateci, prima di andare a Meran…

Leggo solo ora, per caso, questi due eccellenti articoli (12 ), opera di un cronista serio e documentato come Cristiano Gatti, inviato de Il Giornale, dedicati a quello che da Alto Adige si avvia sempre più a diventare… Süd Tirol. Questo anche se il magnifico territorio della provincia di Bolzano continua ad essere territorio della Repubblica Italiana, amministrativamente e politicamente parlando.
In Alto Adige, sfruttando furbescamente una congiuntura politica favorevole, il fatto che “tre senatori Svp che tengono in vita Prodi, possono chiedere qualunque cosa”, stanno per adottare la “pulizia toponomastica”, ovvero a far sparire da cartelli stradali e carte geografiche, dove dovrebbe essere rispettato il principio del bilinguismo previsto dallo Statuto per l’autonomia del 1972, il nome italiano accanto a quello tedesco.
Per questo motivo preparatevi a chiedere, in tedesco ovviamente, indicazioni dove siano Kurtasch e Olang se volete andare a Cortaccia o Valdaora e consultare preventivamente e salvarvi sul p.c., prima che la facciano sparire, questa tabella.
Leggete nell’articolo, senza incavolarvi troppo, è storia di ordinaria arroganza, i furbeschi pretesti che il presidente della Provincia di Bolzano Durnwalder intende prendere e le scuse perché non lo taccino di antidemocratico e di anti-italiano.
Ma non è finita, perché in questo ordinario clima dove la cosiddetta “minoranza linguistica”, che sarebbe quella di lingua tedesca, anche se nella realtà è diventata invece quella di lingua italiana, fa il bello ed il cattivo tempo, succede che i genitori di lingua tedesca che desiderino che all’asilo i propri figli imparino a parlare non solo la lingua di Goethe, ma anche quella di Dante, incontrano dei seri ostacoli.
Perché ufficialmente questo non è possibile e consentito, poiché, come “
ha spiegato pubblicamente il presidente della Provincia, Durnwalder, imparare due lingue assieme quando si è piccoli provoca la perdita dell’identità. Il ragazzino fa confusione. Potrebbe persino pensare di non essere tedesco” e quindi se si vuole ugualmente procedere nell’ottica, democratica e di civile pacifica convivenza, del bilinguismo, occorre farlo di nascosto.
E così, racconta Gatti, “A Sarentino, dopo aver invano supplicato per tre anni l’amministrazione provinciale, alcuni genitori si sono così organizzati: reclutata un’insegnante privata, hanno avviato il corso d’italiano fuori orario, fermando all’ asilo i figli. Un’ora alla settimana, a proprie spese (80 euro annuali a testa). Inutile però cercare un contatto con questi genitori: non vogliono comparire. Per nessun motivo. Temono che l’iniziativa venga affondata. Temono di essere comunque additati”. Questo perché, mentre da decenni gli asili italiani insegnano anche il tedesco, Durnwalder la pensa così: “la scuola plurilingue? Funziona nelle valli ladine e potrebbe probabilmente andar bene anche nel resto d’Italia, non in Alto Adige. Perché mai? Semplice. Nel resto del Paese si parla italiano: ciò significa che i ragazzi hanno già una propria identità e conoscono la madre lingua. Qui invece viviamo in una terra dove convivono due gruppi, e quindi è necessario che ciascun ragazzo impari bene innanzitutto la propria madrelingua”.
E così, anche a Cornaiano, pardon, Girlan, “dove i corsi funzionavano già da qualche anno nella biblioteca, ora hanno deciso addirittura di spostarli in un ambiente segreto. Per proteggere l’iniziativa, per evitare qualsiasi clamore. A scanso di rappresaglie”.
Ogni commento è superfluo. Beh, cari amici del vino, o wein freund, che prevedete di recarvi a breve nella bella e ospitale Meran, per il Wein, meglio Wine Festival, oppure in Val Venosta per il Rieslingtage di Naturn, ricordatevi bene queste evidenze, queste cose poco simpatiche, ma vere, quando programmerete la vostra trasferta e quando sarete giunti in Süd Tirol.
Posti bellissimi, buona cucina, ristorazione di qualità, buoni e talvolta ottimi vini, gente che sa anche essere simpatica e accogliente, ma poi ricordatevelo, (da parte mia ne sono ben consapevole) ci sono anche questi, che non sono poi così minoranza, e pensano che noi italiani siamo solo “ospiti”, più o meno desiderati, nella loro heimat di vino e mele. Simpatici finché siamo turisti paganti, molto meno, anzi da discriminare, senza problemi, quando in Alto Adige vogliamo viverci.
E questo grazie all’imbecille e vile calabraghismo di decenni di governi della Repubblica Italiana, di ogni colore, che per il quieto vivere o per salvare la cadrega, come oggi nel caso di Prodi, hanno tollerato, anzi incoraggiato, l’arroganza (vedi le illustrazioni che presentano il programma della Suedtiroler Freiheit, Freie Bündnis Für Tirol) della razza padrona. Vergogna!

0 pensieri su “L’Alto Adige è sempre più… Süd Tirol: pensateci, prima di andare a Meran…

  1. Vorrei gettare un po’ di acqua sul fuoco. L’articolo del giornalista Gatti, del quale si dà conto nel post soprastante, non presenta la situazione in modo obbiettivo. In Alto Adige non è in corso nessun tentativo di “pulizia toponomastica” e non ci troviamo difronte a nessun progetto eversivo capitanato dalla minoranza/maggioranza di lingua tedesca.

    http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=907

  2. Volevo anche aggiungere una cosa: il movimento di Eva Klotz (cioè il neofondato Südtiroler Freiheit) ha un potenziale elettorato che non è superiore al 2.5% dei voti. Tanto per farvi capire le proporzioni.

  3. Un po’ radicale come commento ma a mio modo di vedere, da cittadino altoatesino di madre lingua italiana, fondamentalmente corretto.
    Dico radicale perché la questione altoatesina andrebbe giudicata con un po’ di attenzione senza limitarsi a dire che in fondo siamo in Italia, ma forse avete una visione piú corretta voi da fuori che noi qui che storditi dai soldi che lo stato elargisce a piene mani, facciamo gli struzzi.

  4. di tutto il ridicolo sotto cui l’Alto Adige
    (e Prodi che cede COME SEMPRE ai ricatti di tutti, tanto a lui basta restare dove è…)
    la cosa più assurda è la frase sui presunti problemi dei piccoli.
    Se avesse un meraviglioso bambino italo tedesco come il mio saprebbe benissimo che per i bambini esiste solo la comunicazione e che le lingue sono STUPIDE convenzioni per comunicare meglio ( o peggio…) tra gli uomini.
    A me mio figlio Malwin che ha solo due anni ma già parla sia in tedesco (quello vero della Prussia, non il knodel-deutsch ridicolo del sud tirol tra l’altro) che in italiano (fiorentino, quello di Dante) pare già molto al di sopra di queste dispute territoriali che non fanno altro che scavare fossati dove non esistono e mettere paletti tra le persone dove invece ci potrebbe essere molto di più.
    Si tengano il sud tirol, il merano wine festival e i loro vini da vip, io mi bevo il riesling in germania e il chianti a casa mia…

  5. Dico solo una cosa: mai piu’ a Merano. Ci sono stato l’anno scorso a Natale e ne ho avuto abbastanza.Non voglio aggiungere altro, chi vuole capire, capisca. Inoltre ho avuto pure la sfiga di dover “usufruire” del pronto soccorso dell’ospedale…lasciamo perdere.

  6. Andrea Gori, anch’io ho due figli “bilingui” (la madre è tedesca, germanica). E anch’io penso che ciò sia una cosa meravigliosa. Ma lei commette un grave errore quando dice che il tedesco parlato in Sudtirolo è un Knödel-Deutsch. I dialetti sudtirolesi sono, per l’appunto, dialetti tedeschi. Non mi pare che ci sia tanto da ironizzare o – peggio – da disprezzare. La diglossia dialetto-lingua standard è un fatto del tutto comune e deve essere valutata positivamente (se non fosse perché dimostra che esiste un “plurilinguismo” intrenseco ad ogni lingua, il che è un’ottima base di partenza per estenderlo ad un “plurilinguismo esterno”). Purtroppo, devo dire, i “paletti” e i “fossati” vengono messi anche da giudizi come i suoi.

  7. Sono convinto che il mondo politico faccia esclusivamente i propri interessi e miri a portare voti dalla propria parte. La gente deve imparare a ragionare con la propria testa, e non assumere atteggiamenti di chiusura o di rifiuto o di contrapposizione, perché istigata da chi fomenta per i propri interessi. La cosa migliore è il confronto, come a mio avviso sta da tempo cercando di fare il gruppo di persone di Brennerbasisdemokratie (http://www.brennerbasisdemokratie.eu/) che vive in quelle terre e che ha come obiettivo quello di oltrepassare gli spauracchi etnici per una politica di condivisione, crescita, rispetto. Un Sudtirolo che non è proprietà italiana né austriaca, ma semplicemente il luogo dove più etnie convivono e possono lavorare per un futuro più autonomo, non solo politicamente ma anche da un punto di vista di nuove regole per la collettività.

  8. I cicli della Storia sono inevitabili. E ora che una sana Destra raddrizzi le ossa a parecchia gente in questo Paese, ma soprattutto a chi per secoli a patito fame e calci in culo oggi vive nel lusso concesso e regalato dall’Italia e si permette pure di parlare.Non pretendiamo riconoscenza ( è una qualità dei grandi) da chi nella Storia non ha lasciato nessuna traccia, ma almeno il silenzio. Chi non vuole stare in Italia perchè gli fa schifo può accomodarsi nessuno lo frena. Come tanti che parlano male di Roma e dei suoi abitanti (città cosmopolita per eccellenza) dimentincantosi che fino a 40 anni fa ci andavano con le pezze al culo e i pidocchi in testa e una fetta di polenta in tasca, ma nessuno si è mai permesso di offenderli o di isolarli, ma dove hanno trovato solo solidarietà e ricchezza. Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.

  9. @Ioris
    potresti essere più preciso? Vorrei sapere cosa ti è successo in AA di tanto grave, cosa è accaduto al pronto soccorso le cui colpe ricadano sull’etnia “tedesca”, al punto di non volerci tornare più.

  10. @ Etranger, come le ho scritto può cortesemente spiegarci perché, come commenta, “L’articolo del giornalista Gatti, del quale si dà conto nel post soprastante, non presenta la situazione in modo obbiettivo”? Danke!

  11. @Andrea
    “…E ora che una sana Destra raddrizzi le ossa a parecchia gente in questo Paese…”
    complimenti per il fair play. Ci vuole sicuramente gente come te per migliorare il mondo e fare si che le guerre fra popoli finiscano. Bravo!

  12. @ Roberto
    E’ mia moglie che è stata al pronto soccorso, problema di allergie , di respirazione ecc.. Siamo arrivati alle 4 di notte, atteso non poco in “mezzo” a ragazzi ubriachi persi ( ci hanno detto che durante i mercatini natalizi è normale avere queste persone al PS) , il medico di turno – ovviamente di lingua tedesca – parlava malissimo l’italiano. Un aerosol di cinque minuti e via , naturalmente il pagamento del ticket è arrivato a casa, tramite bollettino.
    Altre cose? Se entro in un negozio perché inizialmente mi parlano in tedesco e poi in italiano? Siamo in Italia o no? Forse No. In uno dei locali dove mi sono fermato a mangiare, ho fatto notare che mancava il pane, bene, il pane mi è stato portato, ma non senza imprecazioni – e quelle erano- in tedesco. Sono stato in un negozio di articoli sportivi dove ho chiesto informazioni su materiale alpinistico e mi hanno “liquidato” con tre parole e non quattro, quando invece, notavo che con persone di lingua tedesca le cose stavano ben diversamente. Non gli siamo simpatici, mettiamola così. Saranno cazzate, ma danno fastidio, almeno a me.

  13. addenda bis: Etranger mi ha scritto segnalandomi questa confutazione dei due articoli de Il Giornale cui facci riferimento pubblicata da uno studente altoatesino-sudtirolese sul suo blog. Ecco il link per leggere quello che é stato scritto, in italiano, tedesco e ladino:
    http://voicefromsouthtyrol.blogspot.com/2007/10/toponomastika.html
    Questo per completezza dell’informazione. Poi, se Etranger fosse tanto gentile, come gli ho chiesto, di aiutarci a capire e di fornirci un suo contributo, un suo racconto, io sarò ben lieto di pubblicarlo integralmente.

  14. @etranger mi spiace aver ironizzato sul knodel deutsch e sui dialetti, ma il punto mi pare sia un altro, ovvero che non c’è scritto da nessuna parte che debbano avere una lingua madre e penso che anche tu sulle parole del presidente della provincia non ti trovi d’accordo.
    E quanto all’accoglienza in sud tirol, ci sono stato in vacanza due anni fa con i miei suoceri (tedeschi) e purtroppo di nuovo ho sperimentato come il trattamento che ricevevo stando con loro fosse molto diverso da quello che ricevevo quando ero da solo. E a parte in Sud Tirol, l’essere e il parlare italiano non mi ha mai fatto sentire straniero in nessun posto, NEMMENO IN FRANCIA, il che vuol dire tanto…

  15. Parere assolutamente personale, ma trovo tutto questo dissertare sul AltoAdige/Sudtirolo molto noioso. Come ho più volte detto a Franco, preferisco che si parli di vino nel suo bel blog. E come lui mi ha sempre detto, il blog è suo e ci fa quello che vuole. Ma è noioso!
    saluti

  16. Caro Roberto sarà anche noioso (ma non direi dal numero dei commenti arrivati, tra cui il suo), ma lo reputo legittimo, e non solo perché “il blog é mio e lo gestisco io”… Prima che un giornalista che si occupa di vino sono un cittadino italiano, una persona che conosce bene e ha frequentato molto (oggi un po’ meno…) l’Alto Adige. E come cittadino penso che sia giusto, anche in un blog che é dedicato al vino, non parlare dell’Alto Adige solo per il suo Lagrein, la Vernatsch, gli knodel o gli schlutzkrapfen, ma anche per le cose che succedono e che una persona che come me ama quella terra bellissima vorrebbe tanto non accadessero… porti pazienza Roberto, che poi nel blog di vino si torna sempre a discutere… 🙂

  17. Francamente ciò che più m’inquieta sono queste parole:

    “E ora che una sana Destra raddrizzi le ossa a parecchia gente in questo Paese, ma soprattutto a chi per secoli a patito fame e calci in culo oggi vive nel lusso concesso e regalato dall’Italia e si permette pure di parlare.”

    M’inquieta parecchio anche per l’uso dell’italiano… (visto che si parla di bilinguismo e diglossia, ecco…)

  18. @Loris
    cose analoghe capitano regolarmente anche negli ospedali di altre regioni, ti potrei fare mille esempi. Se pensi che sia la lingua a fare la differenza ti sbagli. L’inciviltà delle persone è cosa quotidiana, ovunque ci si trovi. Ho visto un’infinità di volte dottori trattare con sufficienza donne di colore o semplicemente straniere che avevano bisogno di cure come tutti gli altri. La strada per il rispetto è molto lontana e siamo tutti coinvolti con i nostri comportamenti. Più fuoco più cenere.

  19. E cosi’, caro Franco, gira che ti rigira anche tu sei andato a impantanarti con gli autodeterministi della BBD…
    Cosa vuoi che ti precisi meglio Etranger da Bressanone? Che la sua piattaforma Brennerbasisdemokratie vuole l’autogoverno del Sudtirolo (e non chiamarlo Alto Adige perche’ senno’ si offendono…) sia da Roma che da Vienna, un nuovo staterello indipendente? Se sarai tanto bravo da riuscire a fartelo spiegare in parole povere e comprensibili anziche’ con le solite giravolte dell’intellettualese che e’ la lingua in cui si esprimono piu’ volentieri in quel blog, ti regalo una penna nera da alpino tirata fuori dal baule dell’avvocato Prisco…

  20. Il tempo passa e le esigenze cambiano.
    Oggi l’Alto Adige non può essere italiano perché abitato anche da etnie che NON sono italiane, non può essere austriaco perché abitato da etnie che NON sono austriache.
    DEVE essere una regione multietnica libera da vincoli statali o con un proprio autogoverno nel quale vengano riconosciuti i diritti di tutte le etnie presenti.
    Se così non sarà, se non si lavorerà per questo, sarà sempre guerra fra etnie, mettetevelo bene in testa. E non saranno i politici a dare una mano in questo.

  21. caro Giuliani
    ci vuole una destra (che purtroppo non esiste). Non può esserci comportamento più odioso, vile,squallido di chi ha mangiato (dopo secoli di fame) e mangia tuttora sul piatto per poi sputarci sopra. Vocativo mi scuso con 2 errori di ortografia fatti nella fretta di scrivere. Un popolo che ha come politici gente che si chiama Di Pietro, Bossi, Mastella etc. quale futuro può avere. Io sarei uno pronto a schierarmi dalla parte dei tedeschi se in un territorio simile non fossero rispettate le loro prerogative, ma l’atteggiamento vile e codardo di chi parla solo dopo avere la pancia piena non l’accetto. Fatti raccontare come era Vipiteno prima che arrivassero attività e negozi dallo stile italiano? Popolo di provinciali questo siamo. La cosa inquietante è che la Chiesa, come al solito lungimirante all’infinito,ha fatto un Papa tedesco!

  22. Se ne esce approfondendo l’autonomia (cioè liquidando lo stato) e contestualmente chiedendo in cambio che le “etnie” facciano un passo indietro… questo è quel che chiede il signor ètranger. Oggi l’Alto Adige ha un articolo sulla scomparsa degli italiani. Sono numeri. Nega l’evidenza il signor ètranger…

  23. Andrea, non nutro alcuna simpatia, anzi, per i vari politicanti italici che lei cita (se ne potevano aggiungere tanti altri, da Fini a Berlusconi, da Fassino a Rutelli, Veltroni a D’Alema, ecc. ), ma sforziamoci di rimanere nel tema, che é la discriminazione nei confronti dei cittadini italiani residenti in provincia di Bolzano, ma anche l’opportunità che noi italiani si continui a venire, da turisti, in una terra dove la cosiddetta “minoranza linguistica” ci sopporta e non ci ama. Vediamo pertanto di rimanere in questo campo, senza tirare in ballo il Papa o altro…

  24. Trovo interessante che due persone che mi conoscono benissimo (si fa per dire), cioè il signor Crosta e la signora Failla, facciano finta di “smascherarmi”. Io non indosso nessuna maschera e dico quello che penso alla luce del sole. Roberto Giuliani ha detto in parole forse più comprensibili di quelle usate da me (da noi) qual è il punto delle questione. Chi volesse saperne di più si legga questo e misuri la distanza tra l’analisi proposta da Gatti (che del Sudtirolo capisce quanto ne capisce una Failla: cioè nulla) e quella che proponiamo noi. Grazie.

    http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=897
    http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=889

  25. e ho, caro Etranger, non mi sta bene che lei si permetta di dire che Gatti e Concetta Failla, che in Alto Adige vive, del Sudtirolo non capiscono nulla. Non é corretto, non é democratico, non vostra quella volontà di confronto, civile, senza urlare e senza insultarsi, che dovrebbe essere la base di partenza per ogni discussione. Mi auguro che sia la Failla che Gatti possano intervenire e dire la loro, civilmente, in merito…

  26. Ziliani, non sarà corretto, ma il testo di Gatti parla da solo. Basta leggerlo. Se uno non abita in Sudtirolo, non ne conosce la storia, non ne conosce le leggi, non conosce il tedesco, non segue la cronaca (come lei, per intenderci), è pienamente giustificato se non capisce “bene”. Ma Gatti è un giornalista di un giornale nazionale e, prima di scrivere certe cose, avrebbe dovuto pensarci bene, documentarsi bene. Failla, poi, non solo vive quassù, ma addirittura è una persona che è in “politica” (anche se in un partito, Forza Italia, che con l’Alto Adige non ha nulla a che vedere, giusto, forse, con quattro italiani che vivono a Bolzano). Quindi… tragga lei le conclusioni del caso.

  27. Sono fondamentalmente d’accordo con Giuliani. Rifugiarsi ad oltranza nelle identita’ nazionali, anzi peggio, linguistiche mi sembra antistorico, oltre che inutile. E’ probabile che tra qualche anno persino l’Alto Adige diventi multietnico, ovvero non solo italo-tirolese, e multilingua. Allora a che serve tutta questa polemica? Forse serve a nascondere qual’e’ il vero punto sensibile – come al solito – ovvero i soldi. Considero un errore mantenere le regioni a statuto speciale dopo ormai 60 anni dalla repubblica. Perche’ mai la Toscana o la Puglia non dovrebbero essere meno speciali del Sud Tirolo? Perche’ si vuole contoinuare a comprare il consenso delle popolazioni con i soldi pubblici? Facciamo invece una nazione fatta di comunita’ adulte, capaci di assumersi le responsabilita’ delle proprie scelte e che guardano ad un mondo dove le lingue meno che mai fanno l’identita’, e probabilmente neanche le geografie fanno le identita’ in un mondo dove e’ normale vivere in Italia e lavoarare in FRancia, sposarsi con un inglese ed avere figli bilingue o trilingue.
    E poi, che spreco di energie discutere sulle presunte superiorita’ degli uni o degli altri, quando la storia ci insegna che gli imbecilli non hanno patria.
    Guardiamo avanti qualche volta e non indietro, come fa Andrea con rancore muffoso. Il mondo e’ grande e se ne fotte di Merano come di Roma, e forse e’ meglio cosi’.
    Detto questo, devo testimoniare che per me l’Alto Adige e’ un posto bellissimo, dove porto in vacanza la famiglia almeno due volte l’anno, e dove la qualita’ dei servizi per chi e’ come me ospite, e’ spesso maggiore che in altre parti di Italia. Mi piaccioni i vini, la cucina, e non mi sono mai sentito trattato peggio, in media, che a Grosseto, dove vivo.

  28. caro Paglia, non la seguo quando si chiede:”Allora a che serve tutta questa polemica? Forse serve a nascondere qual’e’ il vero punto sensibile – come al solito – ovvero i soldi. Considero un errore mantenere le regioni a statuto speciale dopo ormai 60 anni dalla repubblica. Perche’ mai la Toscana o la Puglia non dovrebbero essere meno speciali del Sud Tirolo?”. Io questa polemica l’ho sollevata non certo per soldi, ma per ragioni ideali, perché come cittadino italiano penso che in quella parte del territorio italiano che é tuttora, sino a prova contraria, la provincia di Bolzano tutti i cittadini debbano godere degli stessi diritti e che non esistano cittadini di seria A, l’etnia tedesca, e quelli di serie B, l’etnia italiana. Le discriminazioni nei confronti della componente italiana sono ormai sotto gli occhi di tutti. E poi ho sollevato questa polemica per ragioni diciamo così “sentimentali”, perché ho molto amato questa terra, ci ho trascorso tanto tempo, le ho dedicato passione e tanto lavoro. E oggi, di fronte a queste brutte cose che accadono, non la riconosco più come quella terra stupenda che tante volte mi ha fatto sognare…

  29. Egregio Franco Ziliani,
    lo pseudonimo Etranger cela un editorialista di un quotidiano locale che mi ha già insultato pesantemente in altre occasioni, tanto che siamo dovuti arrivare persino a un chiarimento, dopo di che in ata 12 settembre 2007 etanger mi ha mandato una E-mail con tre punti significativi:

    1. Non mi pronuncerò più (né esplicitamente, né implicitamente) sul tuo conto o su quello del tuo blog.

    2. Continuerò a sostenere in modo corretto ed intransigente una posizione politica ed ideale diversa dalla tua.

    3. Da parte tua accetterò volentieri un contraddittorio che si esprima o sulle pagine del giornale (mediante lettere) oppure in privato (se mi scriverai io ti risponderò, molto gentilmente).

    Allora io Le chiedo signor Ziliani, c’è da fidarsi di una persona che non mantiene fede a ciò che lui stesso ha scritto pochi giorni fa e che coglie nuovamente l’occaione per insultarmi nuovamente?

  30. Oddio, quante assurdità in un colpo solo! Lei è un’aquila, signor Ziliani, come “aquile” sono quegli strani personaggi (vedi l'”enologo” Crosta) che si aggirano nel web, convinti di comprendere una realtà (a loro DEL TUTTO SCONOSCIUTA) dalla sola lettura di Gatti su “Il Giornale” o del blog di Concetta Failla. Da sudtirolese autoctono – originario tra le altre cose proprio di Kurtatsch-Cortaccia, località che scopro essere da Lei tanto amata – e studente di una scuola italoparlante a Bolzano-Bozen, ove sono residente, nonché fautore della piattaforma in “intellettualese” Brennerbasisdemokratie assieme a Étranger, pérvasion e altri amici, posso confermarLe che quanto scrive Gatti non è affatto “senza dubbio giusto perchè si tratta della verità”, come sostiene un profetico coetaneo di AG.

    Roberto Giuliani, l’eccezione che conferma la regola, a differenza Sua ha compreso bene quanto la questione dell'”Alto Adige-Südtirol” (così è indicato dalla Costituzione!) sia qualcosa di più che una battaglia di nomi – fermo restando che la toponomastica bi/trilingue ufficiale relativa ai 116 comuni, alle frazioni, ai fiumi, alle principali cime NON sarà oggetto di modifiche e quindi NON è destinata alla scomparsa.

    Smettetela di mortificare chi si adopera con mezzi DEMOCRATICI per migliorare in chiave europeista, plurilinguistica e post-etnica (ovvero oltre i vetusti schemi etnici) la già pacifica “convivenza” in Sudtirolo, che il noto Alexander Langer voleva fosse indiviso, ovvero una terra nella quale i concittadini di un’altra madrelingua non venissero considerati invasori od ospiti, dove si possa padroneggiare la lingua di Dante e di Goethe al contempo, ove non vi fossero né vincitori né vinti, in cui “tedeschi”, “italiani” e “ladini” non escludano l’identità dell’altro dalla propria bensì la considerino parte di un asse ereditario nel quale si fondino questi elementi. La sfida, piuttosto, è far sì quest’idea evolutiva per la 21^ regione d’Italia si concretizzi e realizzi compiutamente.

    Altro che cartelli!

  31. Inoltre ricordo che Forza Italia è il primo partito in Alto Adige, chiaramente dopo il partito di raccolta del gruppo etnico tedesco SVP dove gli appartenenti al gruppo etnico italiano (gruppo minoritario in Alto Adige) non possono essere iscritti in quanto vietato per statuto.

    Ricordo a tutti i lettori che qui in Alto Adige siamo tutti tenuti a sottoscrivere una dichiarazione obbligatoria di appartenenza linguistica. Siamo divisi in tre gruppi etnici: Tedesco, italiano e ladino.
    Anche gli stranieri devono scegliere obbligatoriamente uno di questi tre gruppi. Chi non si dichiara non ha più diritto ad avere ad esempio un alloggio ad affitto agevolato, un contributo da parte della provincia, non ha diritto a lavorare in un ente pubblico, non può candidarsi alle elezioni.
    Tutto è regolamentato in base alle proporzioni di appartenenza etnica. Abbiamo le scuole divise, la rai divisa, il teatro diviso, l’assessorato alla cultura diviso, le associazioni sportive e ricreative, le sante messe.

  32. Sto cercando di farmi un’idea di quello che proponga il sito Internet http://www.brennerbasisdemokratie.eu più volte citato. Ho letto diversi post e non riesco a dimenticare che il sottotitolo recita Plataforma per l’autodeterminaziun, ovvero qualcosa che si capisce bene anche senza tradurlo. Ho letto l’interessante intervento sulla questione della toponomastica http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=268 ma poi nel post intitolato Stampa italica e Sudtirolo http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=907 leggo questo bell’esempio di “democratico” ragionamento a proposito dei due articoli di argomento altoatesino di Cristiano Gatti più volte citati: ”Un esempio recente di questo pessimo giornalismo lo si può trovare in un articolo pubblicato adesso sulla versione on line de “Il Giornale”. E pensare che ci sono non pochi “altoatesini” che, la mattina, entrano nelle edicole e comprano questo fogliaccio proprio per sorbirsi la loro razione quotidiana di becero nazionalismo!”. Allora, anche dopo aver letto anche qualche commento arrivato sul post e qualche argomentazione arrogante un filo, mi chiedo se questo modo di ragionare sia davvero, in fondo, così diverso dalle eloquenti, anche per chi non capisce il tedesco come me, tesi dei “patrioti” della Südtiroler freiheit http://www.suedtiroler-freiheit.com che almeno non si nascondono dietro ad un dito e dicono con grande chiarezza quello che vogliono…

  33. Signor Ziliani, nemmeno noi ci nascondiamo dietro un dito. Anzi. Vuol sapere la differenza tra il movimento della Klotz e noi? Semplicissimo. La Klotz pensa ad un Sudtirolo (anzi: Südtirol) riannesso all’Austria, considerata la patria unica e definitiva del gruppo maggioritario presente sul territorio (ovvero i tedeschi). Degli italiani, la Klotz se ne fotte (insomma che si arrangino). Noi invece pensiamo ad un Sudtirolo indipendente (quindi né austriaco né italiano) e nel quale il dichiararsi “italiano”, “tedesco” o “ladino” non sia più né necessario né tanto meno auspicabile. Un Sudtirolo libero e post etnico, nel quale fioriscano scuole bilingui e per il quale l’identità sudtirolese non venga perennemente frammentata come avviene adesso.

  34. Mi duole notare che il caro étranger continua a non voler distinguere tra le sue idee sull’autodeterminazione e sulla proibizione statutaria oltre che un po’ sovietica di ogni identità, argomentazioni piuttosto confuse in verità, con la realtà dei numeri, che parlano di una scomparsa del gruppo italiano e di problemi enormi di ripartizione equa e democratica delle risorse. L’Italia, qui, caro Ziliani, ha fallito. La solita Italietta del vivacchiare e dei furbastri, del centro che predica male e razzola peggio, di una sinistra cieca nel suo vedere la lotta di classe come unico obiettivo, al di là delle evidenze etniche e “politiche” della situazione locale. Sbaglia ètranger a voler dare sempre e comunque delle patenti di legittimità, un giochetto ridicolo che sa tanto di vecchio. Se esiste quello che anche Giudiceandrea definisce, ma lo leggono i nostri saputelli?, unj sistema di segregazione, bisogna ringraziare chi? Solo ed unicamente l’Italia. Questa èla tragica verità. PROSIT

  35. E finalmente e’ arrivato anche Superciuk! Ci mancava proprio. Adesso sono piu’ tranquillo. Dovrebbero arrivare anche Matteo Gesualdo Corvaja dalla Germania e il patron della BBD, l’ architetto Constantini alias pervasion e ci trasferiamo tutti nella tavernetta ben rifornita di Franco Ziliani finché canta il gallo. La prima carriola che porta tutti a casa all’alba ha un wine-bar con un Moscato Rosa da podio…

  36. @superciuck
    Non solo conoscono Giudiceandrea ma lo hanno anche intervistato. Hanno condiviso alcuni aspetti e ne hanno discussi altri, con la partecipazione diretta dell’autore, come si dovrebbe fare normalmente. Ma evidentemente quando non si è interessati a conoscere le ragioni degli altri…
    in fondo è comodo limitarsi a scaricare colpe e responsabilità, il difficile è tirarsi su le maniche e lavorare per risolvere i problemi.
    Coloro che in quei luoghi ci vivono non la pensano tutti allo stesso modo, che siano italiani, tedeschi o ladini. Alcuni esprimono astio e rigidità di fondo, manifestano intolleranza e incapacità di comprendere le ragioni di chi hanno di fronte, altri si sforzano di andare oltre, di dare vita a qualcosa dove ci sia spazio per tutti in ugual misura. Non c’è niente di assoluto o perfetto, ma i tentativi è giusto farli e confrontarsi su di essi.
    E’ ora di spegnere gli incendi, non di alimentarli.

  37. é davvero incredibile l’irenismo di certe persone! Siamo qui a discutere, anche animatamente, del confronto di etnie e culture diverse, di discriminazioni nei confronti dei cittadini altoatesini di lingua italiana e qualcuno, distrattamente, come se fosse catapultato dalla luna, cosa fa? Si chiede perché qualcuno, che nei commenti aveva fatto accenno a lui, si inquieti per il “Papa tedesco”… Incredibile, irreale, anzi…

  38. Egregio G.Paolo
    Rancore = sentimento di odio, sdegno , risentimento nascosto. Ziliani ha innescato una discussione partendo da dati reali e verificabili. Perché non rimaniamo a discutere dei fatti.La Sua visione di un mondo ideale va fuori tema almeno rispetto alle mie considerazioni “odiose e sdegnose”. Forse può dipendere da un motivo.Io, figlio di boscaioli, ho sempre tirato la carretta, Lei forse ha trovato la pappa pronta o quantomeno solo da gestire. Quando qualcuno nella vita mi ha aiutato ha tirare il carro ho sempre detto grazie(anche se lo pagavo) ma soprattutto non ho mai dimenticato che senza Lui non sarei mai arrivato alla meta successiva.Lei, come sottolinea, Ziliani sogna un mondo ideale senza storia e senza passato. Sarebbe bellissimo.Ma in questa disputa chi si è rapportato senza pensare al passato sono stati proprio gli Italiani. Critico ferocemente questo Paese, ma se c’è stato una volta che l’Italia si è comportata da Grande Paese è stato proprio con la questione Alto Adige. C’erano 2 strade da percorrere, tutte e 2 sacrosante. Nella prima sarebbe bastato 1 settimana per annientare quello spara petardi del padre della Klotz ( perchè tale era) oppure imboccare la strada della civile convivenza, elargendo fior fiori di quattrini per fare vivere quelle popolazioni nel massimo agio, rispettando inoltre tutte le loro tradizioni.Questa seconda strada, soprattutto per il periodo che è stata intrapresa, è costata a noi Italiani sacrifici immani. Chi parla è originario dell’Appennino nato a 1000 metri s.l.m. Intere popolazioni con le stesse problematiche quotidiane di quelle alpine – altoatesine, hanno dovuto fare la valigia e andare ad ingrossare le periferie di Roma e Milano per non dire delle metropoli dell’estero, per un tozzo di pane e la casa se la sono fatta con i loro risparmi e hanno mandato i figli a scuola con i loro soldi. Se un evento della Storia (vede come ci ritorniamo) ha disegnato quella convivenza o si ha il coraggio di rimettere mani alle carte (ma i privilegi dopo la fame non si vogliono perdere) o si dona qualcosa del proprio per vivere civilmente e in armonico sviluppo. Noi Italiani abbiamo già abbondantemente donato. Questo è rancore?

  39. Ziliani:
    “é davvero incredibile l’irenismo di certe persone”.
    Ziliani se vogliamo fare gli ingenui facciamolo pure , ma nella sua discussione le sa benissimo il ruolo importante che ha avuto la Chiesa in quel territorio.

    Tommaso Farina: “Andrea, perché il Papa tedesco ti inquieta?”
    Perchè nelle scelte della Chiesa ci sono orizzonti talmente lunghi che a una persona della mia ignoranza creano paura e timore.

  40. Onestamente mi sembra un copione già visto, egregio Signor Ziliani. Sul sito della Signora Klotz si troverà sempre qualche spunto per gridare al pericolo.

    Sarebbe come giudicare l’Italia e gli italiani prendendo spunti dal sito web di Forza Nuova.

  41. Caro Werner (posso chiamarla così?), la ringrazio per quanto ha scritto, perché ha centrato un punto nodale. E’ vero quello che lei dice, ovvero che la posizione della Signora Eva Klotz e dei suoi seguaci é minoritaria, ma quello che voglio dire e che m’indigna, é questa evidenza la pronuncia lei, che mi sembra una persona civile e aperta al dialogo, non il presidente Durnwalder e i capi della SVP, oppure i Sindaci dei Comuni, si ricorda, che chiesero ancora, lo scorso anno, all’Austria una forma di tutela da inserire nella Costituzione. Perché tace la SVP, perché non prende APERTAMENTE e risolutamente le distanze? Per convenienza politica, per conformismo, perché le “teste calde” é meglio tenerle buone, oppure, viene da pensare, perché sotto sotto, come certe misure che l’Amministrazione Provinciale di Bolzano prende dimostrano, la pensa proprio come la Klotz, anche se non conviene, non é politicamente corretto, non é furbo dirlo chiaramente ? Mi aiuti, per favore, a capire…
    cordialità e gruss Gott!

  42. Egregio Signor Ziliani,

    purtroppo non ho nessun filo diretto verso la SVP, che – nel suo piccolo, è un attore come la vecchia DC, cioè molto eterogeneo. Capisco bene: La SVP dovrebbe prendere le distanze dalla SF (partitino della Signora Klotz)? Mi pare che lo faccia: La proposta Durnwalder sulla toponomastica viene fortemente criticata dalla destra germanofona, idem l’appoggio al Governo Prodi, etc. etc. Sulla famosa petizione, che è stata rivolta verso l’Austria e ampiamente discussa perché senza nessun valore giuridico, penso che sia stato detto già tutto. Per farla breve: Prodi e Gusenbauer pochi giorni fa hanno detto che l’Alto Adige – Südtirol accomuna Italia e Austria. La fonte di potere della SVP è la permanenza del Südtirolo all’Italia, la SVP è dal 1969 il partito dell’autonomia. Non penso che esista un concetto di “ritedeschizzazione” del Südtirolo all’interno della SVP; vedo – questo si – fatiche ad adeguarsi a certi processi, che nella società oramai sono dati per scontati, p.es. le scuole bilingui.
    La SVP non è solo (o meglio: non è più) il partito del richiamo etnico, ma – e questo motivo dovrebbe essere il più determinante – il partito di clientelismo ragionato (magari più distributivo ed equo che quello in Sicilia). Il grande compromesso tra SVP e Italia è questo: Noi non chiediamo la secessione, voi in sostanza ci lasciate in pace. Il mio auspico personale è che la storia e la lingua contino sempre di meno. In un Südtirolo condiviso e indipendente. Ammetto di avere simpatie per [bbd].
    Per tutte le altre questioni (scuola, lingua, rapporti con Austria e Italia) rimando al blog http://www.brennerbasisdemokratie.eu . E mi lasci dire: le critiche più fondate al “Modell Südtirol” si trovano li.
    Grazie per l’attenzione.
    Werner

  43. grazie a lei Werner, e complimenti, sinceri, per le sue argomentazioni, nitide e pienamente condivisibili. Se il dialogo avvenisse sempre con persone di buona volontà e aperte al confronto senza arrière pensées come lei la pacifica convivenza tra etnie e culture diverse sarebbe molto più facile. Al piacere di poterla magari conoscere personalmente e magari stringerle la mano, davanti ad un bicchiere di Vernatsch, il vino della convivialità e dell’amicizia, in occasione di una prossima trasferta nella sua bellissima terra. Che non tarderà, lo sento, perchè, nonostante tutto, le sono affezionato e ne ho una grande nostalgia…
    Franco

  44. Beh, Werner Pramstrahler, anche lui della BBD, essendo un politologo dovrebbe in effetti aiutarti meglio a capire. Da parte mia posso soltanto dire che tra i residenti nella porovincia di Bolzano quelli che vogliono separarsi dall’italia per tornare all’Austria (come il partito della Kloz) oppure per autodeterminarsi (come la piattaforma bbd di Etranger, Valentino, Werner ed altri che coglieranno l’occasione per intervenire) non raggiungono il 15%. Il resto degli altoatesini non si pongono il problema, nemmeno gli elettori della SVP se lo pongono, perche’ hanno accettato i patti firmati in proposito negli ultimi anni (in cambio di qualcosa come 9.000 miliardi…). Franco, tieni conto che alcuni di questi personaggi non possono essere troppo chiari come si vorrebbe (come invece e’ stato chiarissimo Roberto Giuliani, onore alla sua sempre gradita penna), perche’ pur aderendo al separatismo o all’autodeterminismo sono contemporaneamente impegnati nelle elezioni a sostenere le liste proprio di quei partiti che da Roma non ci vogliono sentire affatto su queste loro aspirazioni di fare un nuovo staterello dolomitico e che non glielo daranno mai. E sottolineo mai. Ne’ Bertinotti, ne’ Veltroni, ne’ Pecoraro Scanio, ne’ Diliberto si sognerebbero di liberarsi dell’Alto Adige. Ma hanno bisogno dei voti anche di questa minoranza e percio’ e’ un mal comune mezzo gaudio che si gioca fra giri di parole, fra detto e non detto, per non rompere i difficili equilibri raggiunti.

  45. Concordo pienamente con te, Franco, Werner e’ molto concreto, parla e scrive sempre meglio in italiano, spero che possiate anche conoscervi di persona. Non ha soltanto buona fede e buone intenzioni, ma anche delle buone maniere, il che non guasta affatto visto che nel dibattito politico queste vengono spesso a mancare. Forse e’ uno dei pochi che non frequenta il blog di radio Tandem, chiamato “il Muro” http://www.radiotandem.it/public/muro/muro_elenco.asp, che ti consiglierei di visitare tanto per farti un’idea del clima che si respira a Bolzano.

  46. Sono contentissimo che il modo con il quale Werner ha proposto qui le idee di BBD (ma potrei citare allo stesso modo l’amico Roberto Giuliani) sia risultato più “comprensibile”. Del resto, BBD non è né un partito politico, né un movimento, né un club o una setta segreta. La sua definizione è quella di uno “spazio articolato da e in una comunità di discussione”, quindi è piuttosto irrilevante stabilire una priorità tra chi, discutendo, riesce ad illuminarne meglio il significato. Per quanto mi riguarda mi contento di essere uno degli artefici della piattaforma e uno dei suoi più attivi animatori (al momento: il suo più attivo animatore).

  47. “I cicli della Storia sono inevitabili. E ora che una sana Destra raddrizzi le ossa a parecchia gente in questo Paese”. Caro Franco, io ho in passato difeso pubblicamente la tua decisione di “moderare” i commenti, ma mi trovo costretto a chiederti: se lasci passare così, bello integro e offensivo e carico di violenza com’é, un commento del genere, allora che moderi a fare?
    Aggiungo a beneficio del signor Andrea: ci ha messo tanta tanta paura, signor Andrea. Specie per la sua totale mancanza di senso del ridicolo. Quindi, timoroso e tremante, cerco il coraggio che da debosciato e vile comunista non avrò mai nelle liriche che seguono.
    Saluti
    Marco Arturi

    Sopra un prototipo di missile tedesco
    con sei gallette cadauno come desco
    i nostri eroi van dritti al cuor della marziana
    le verdi antenne al nostro duce piegherai

    Fascisti su Marte
    rosso pianeta bolscevico e traditor
    fascisti su Marte
    con un moschetto e un menefrego dentro al cuor
    siamo incredibili
    siam sommergibili
    siamo gli ignifughi
    gli irrevocabili conquistator
    del sangue e con l’odor
    ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem

    Fascisti su Marte
    pianeta rosso aspetta che veniam da te
    fascisti su Marte
    noi ti daremo al nostro duce e al nostro re
    siamo incredibili
    siam sommergibili
    siamo gli ignifughi
    gli irrevocabili conquistator
    il mondo ha il nostro odor
    ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem

  48. Dimenticavo signor Andrea: “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”, scrive in chiusura del suo simpatico commentino. Infatti, aggiungo io.

  49. Guardi Ziliani che non volevo dire che il suo post e’ un inutile polemica, ma che il tema del nazionalismo e dell’identita’ culturale nazionale e’ spesso solo una copertura per tornaconti economici. Poi e’ chiaro che si trova sempre quello che ci crede davvero e arriva a teorizzare soluzioni drastiche e reazionarie.
    Il senso del mio intervento era piuttosto quello di un invito a guardare in avanti, a quello che sara’ il mondo tra poco, venti o trenta anni. Altro che fuga dalla realta’ o auspicio di un paese ideale. Mentre in Alto Adige si discutera’ tra l’essere una provincia austriaca o italiana, con le reazioni del caso, i nostri figli lavoreranno in diversi paesi e la prima lingua sara’ l’inglese, e poi le altre, quella natia e quella del partner che sara’ in molti casi di una terza nazionalita’.
    Lo sa cosa mi fa rabbia piu’ di tutto? Nelle scuole materne inglesi si sta introducendo la conoscenza del “mandarino”, e noi ci stiamo ancora arrovellando con questioni delle quali si interessano relativamente poche persone, e che ancor meno rilevanza avranno in futuro, ed e’ forse chi ha paura di un futuro che rimane arroccato all’identita’ culturale e linguistica come fossero bastioni immutabili e impenentrabili.
    Mi sembra sempre piu’ vero che in questo paese si discute sempre dei massimi sistemi e le questioni di principio sono sempre sbandierate come sul fortino del forte apache. Poi, qui da noi non cambia mai nulla, mentre altre nazioni, forse meno eroiche e piu’ prosaiche, si attrezzano per la vita che verra’, o che e’ gia’ presente oggi.

  50. Marco, leggo il tuo intervento” io ho in passato difeso pubblicamente la tua decisione di “moderare” i commenti, ma mi trovo costretto a chiederti: se lasci passare così, bello integro e offensivo e carico di violenza com’é, un commento del genere, allora che moderi a fare?”. Ti rispondo, non mi sembrava un commento così clamorosamente violento e pericoloso come tu lo giudichi… Non ti sembra di esagerare?

  51. Ho letto con atenzione i vostri post specialmente quello
    scritto da andrea, il 27 Ottobre, 2007 at 15:52
    Critico ferocemente questo Paese, ma se c’è stato una volta che l’Italia si è comportata da Grande Paese è stato proprio con la questione Alto Adige. C’erano 2 strade da percorrere, tutte e 2 sacrosante. Nella prima sarebbe bastato 1 settimana per annientare quello spara petardi del padre della Klotz ( perchè tale era) oppure imboccare la strada della civile convivenza, elargendo fior fiori di quattrini per fare vivere quelle popolazioni nel massimo agio, rispettando inoltre tutte le loro tradizioni.Questa seconda strada, soprattutto per il periodo che è stata intrapresa, è costata a noi Italiani sacrifici immani.”

    Mi sembra strano che NESSUNO di voi, tantomeno i Sudtirolesi , abbia accennato alla “causa” di tutto questo bailamme. Nl 1947 il nostro Preidente del Consiglio di allora: Alcide Degasperi BARATTO’ l’ITALIANISSIMA Istria ,(con conseguente esodo di 350.000 persone)per tenere l’Alto Adige nei territorio italiano, impedendo anche un Referendum agli stessi per decidere se andare con l’Austria.

    Cmq potete stare tranquilli nella mia regione… il FVG, stanno per approvare l’OBBLIGATORIETA? del friulano “curricolare” a scuola (cioè gli insegnanti, ad esempio un siciliano, che non sappiano insegnare anche la matematica in friulano, non avranno la cattedra) nei 126 comuni friulofoni con un “acconto” di spesa di 5 milioni di euro, che saranno pagati con le tasse del 60% della Regione.
    Le strade , i cartelli, i biglietti del bus ….dovranno essere anche in friulano, ci dovrà essere un interprete in ogni ufficio comunale, provinciale e statale.
    Io sarei favorevole allora che fossero ammmesse anche le altre parlate del FVG:
    la Veneta, la Slava, la Tedesca, la Ladina, la Carnica.

    Mandi
    AdriBELL

  52. “Nelle scuole materne inglesi si sta introducendo la conoscenza del “mandarino”,. Gianpaolo io sono perfettamente d’accordo con la sua prospettiva, nei limiti delle mie possibilità è il mio ideale di vita. Ma attenzione che non tutti si potranno permettere di essere così globali per cui proprio per difendere quello che lei auspica bisogna intervenire su il problema sollevato da Ziliani.Questo Paese con localismi e regionalismi esasperati sta facendo esattamente l’opposto.”Raddrizzare le ossa” ringrazio il Sig. Ziliani che ha capito la mia provocazione usata per rispondere a quei signori che utilizzano quel linguaggio che ha aperto questa discussione.Del vuoto e della inutilità, delle filastrocche scritte dal figlio di un senatore che ormai per quanti partiti ha cambiato non se li ricorda nemmeno lui e nipote di un ex ministro della Sanità (te lo raccomando)e di chi la scritte….amen!

  53. “..Se un evento della Storia (vede come ci ritorniamo) ha disegnato quella convivenza o si ha il coraggio di rimettere mani alle carte…” AdriBELL io ho detto anche questo!
    Di quello che Tu scrivi leggi GianPaolo per renderti conto che certi territori torneranno indietro di 40 anni. Quali vantaggi ha il Friuli Venezia Giulia a non avere un professore siciliano, patria di Pirandello e di qualche altro? Il brutto di questa cosa che si accentuerà una nuova”divisione di classe” tra chi potrà mandare il figlio a studiare latino-italiano e inglese più un’altra buona lingua infischiandosene di queste assurde decisioni e il leghista che vivrà in isolamento eterno fino alla fame. Il Friuli fece una legge sugli appalti(poi credo modificata)che favoriva le imprese friulane dimenticantosi che la gran parte delle imprese friulane lavorano su tutto il territorio italiano e in altre Regioni.Se il Lazio avesse fatto ( fortunatamente no)la stessa cosa, cosa facevamo?

  54. Leggo dal quotidiano Alto Adige di oggi: “Il reggente di Forza Italia inizia subito. Per martedì è stato organizzato il primo appuntamento di Francesco Nitto Palma con il presidente provinciale Luis Durnwalder. “E poi conto di incontrare altri esponenti dell’Svp”, fa sapere il senatore. “Con l’Svp abbiamo molti punti in comune”, spiega e chiarisce che su temi come toponomastica e bilinguismo fa fede lo Statuto. Precisa: Forza Italia non fa shopping al Senato, non accelera il dissenso degli scontenti. Toponomastica: “Il disegno di legge di Durnwalder è una proposta intelligente, perché divide macro e micro toponomastica e si sposta in sede comunale le eventuali contestazioni giuridiche. Il problema è che costituzionalmente non si dà una distinzione tra micro e macro toponomastica. Questo problema verrà risolto in sede autonomistica e su eventuali controversie deciderà la Corte costituzionale”. Ma non è questo tema “che può frenare la discussione con l’Svp. Il problema è aperto da oltre dieci anni e non ha avuto sbocchi, di qualunque colore fosse il governo”. Bilinguismo: “Lo statuto è chiaro, non credo che Forza Italia retrocederà dalla sua ferma posizione su questo argomento”.
    Bene, prendo atto che il coordinatore reggente del partito che in provincia di Bolzano ha in qualche modo indotto la coordinatrice uscente, Micaela Biancofiore, alla “autosospensione” – perché “non volevo essere di ostacolo al confronto con la Svp”, dice – un magistrato nato a Roma ed eletto in Lombardia, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, giudica il disegno di legge sulla toponomastica di Durnwalder, quello che vorrebbe abolire il doppio nome, tedesco e italiano sui cartelli stradali, “una proposta intelligente”.
    Mi sa tanto che in nome del “confronto con la Svp”, che magari non seguirà alla lettera il copione descritto in questo articolo http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local//1837389 dall’Espresso, ma chissà mai a cosa mira…, i cittadini italiani residenti in provincia di Bolzano dovranno digerire altri rospi, nel nome della Realpolitik, beninteso, dei superiori interessi nazionali, di quel “dialogo” che la focosa e polemica (diciamo piuttosto coerente) Biancofiore non facilitava.
    E mi sa tanto che a difendere i loro interessi, i cittadini altoatesini, si troveranno da soli. A meno che un altro partito, a Bolzano, non si smarchi dalla logica di schieramento e ritrovi il sano piacere di un orgoglio dell’appartenenza e un dovere di rappresentare davvero gli interessi dei cittadini italiani, troppo spesso dimenticato, in nome dell’alleanza con “Silvio”…

  55. Ziliani, nel blog della signora Failla, che lei vedo frequenta, la padrona di casa scrive: “Purtroppo non sono in grado di giudicare la proposta di Durnwalder [sulla toponomastica: n.d.r], perchè effettivamente non la conosco nel dettaglio”. Ecco, si ricorda quando io dicevo che la signora Failla denuncia lacune almeno comparabili a quelle di Gatti? Finché gli “italiani” dell’Alto Adige hanno questi rappresentanti le sorti della comunità “italiana” sono segnate. E non sarà certo grazie alla venuta di un certo Nitto Palma (il quale la settimana prossima omaggerà il presidente Durnwalder con un bel fico d’India) a risolvere la questione.

  56. Signor Ziliani, evidentemente certe persone che intervengono sul suo blog non capiscono nemmeno ciò che scrivono: “1. Non mi pronuncerò più (né esplicitamente, né implicitamente) sul tuo conto o su quello del tuo blog”.
    Che siano accecate dall’amore?

  57. Concetta, visto che il “patto di non pronunciamento” era in qualche modo reciproco e tu l’hai disatteso pubblicando opinioni (peraltro inadeguate) sul mio conto, non vedo perché non debba rispondere qui, in campo neutro. Ma la questione “personale” tra noi due non penso che sia di grande interesse (anzi). Piuttosto, Franco Ziliani ha messo chiaramente il dito nella piaga. Sarebbe interessante sapere da te cosa ne pensi e non limitandoti semplicemente a dire, come hai fatto, che Nitto Palma è una persona competente e che la direzione del partito non ha intenzione di cambiare strategia politica. La strategia politica è cambiata (eccome!), la testa della bionda Michaela è ancora lì che rotola e AN (grazie alla mediazione di Fini) si appresta a rosicchiarvi i voti che voi gli avete rosicchiato negli ultimi anni (rosicchiamento e controrosicchiamente che lasciano ovviamente sul tappeto tutti i “problemi” degli altoatesini che voi, a parole, vorreste contribuire a risolvere). La verità? Brancolate nel buio. Forse sarebbe davvero ora che ne prendeste atto.

  58. Da un esponente della BBD ricevo questa interessante riflessione che vi giro:”la nostra proposta dice: la SVP si è presa tutto quello che si poteva prendere e ha spinto gli italiani della provincia di Bolzano in un angolo. Per uscirne ci vuole un gesto che scombussoli l’equilibrio (apparente) nel quale viviamo consentendo agli italiani di uscire dall’angolo. Come fare? Ogni rivendicazione di “pari dignità”, “pari opportunità” ecc. proclamato dalla destra italiana non paga, perché viene da forze che storicamente si sono sempre schierate contro l’autonomia. La sinistra è minoritaria all’interno dello stesso gruppo italiano e serve né più né meno a fare da stampella al sistema. Quindi, a mio avviso se ne esce solo in un modo: smantellando alla radice la dialettica maggioranza/minoranza costruita sul versante etnico. Per far questo, però, occorre togliere di mezzo la grande SCUSA che rende finora il sistema inattaccabile, ovvero l’appartenenza formale del Sudtirolo all’Italia. Facendo questo la minoranza tedesca non potrebbe più dire di essere “minacciata” e sarebbe costretta ad abbassare la guardia. La SVP, inoltra, non avrebbe più motivo di esistere in quanto “partito di raccolta” e probabilmente si libererebbero le energie contraddittorie che dormono (neppure tanto) al suo interno. È chiaro che una mossa del genere dovrebbe costituire, per il gruppo linguistico italiano, un’occasione di far pesare maggiormente le proprie istanze ed avvenire sul presupposto di una partecipazione condivisa e paritaria (cioè non più su base numerica ed etnica) al potere.Ma gli italiani sono talmente “fessi” che piuttosto che fare questo continueranno a concedere alla SVP tutto quello che vuole e a mantenere in piedi il filo di ferro dell’appartenenza statale che in realtà, ad ogni giro, si stringe sempre di più attorno al loro collo?”. Chiamatela posizione “terzista”, ma espressa in questi termini é una posizione che merita di essere attentamente valutata…

  59. Sig. Ziliani,

    La posizione di BBD ha senz’altro un fondamento logico e anche un certo fascino teorico. Ma si fonda su un presupposto tutto da verificare (anzi a mio avviso falso) : la popolazione di lingua tedesca non sarebbe veramente rappresentata dalla SVP e sarebbe molto piú propensa alla pacifica convivenza e all’integrazione. La SVP esisterebbe solo perché viviamo nello Stato Italiano che fa sentire i sudtirolesi minacciati.

    Questa é una generalizzazione illecita e per certi versi anche banale(mi perdonino quelli di BBD) delle posizioni di una certa “elite” culturale. Dico banale perché assomiglia molto a quella per cui gli italiani sarebbero tutti di destra e con forte spirito nazionalistico e razionario (perché votano AN).

    La realtá altoatesina é molto piú complessa e variegata ed é pertanto molto difficile da descrvere e male si presta ad essere schematizzata. Mi limito solo a sottolineare come la SVP, proprio per rincorrere i propri elettori, nell’avvicinarsi all’appuntamento elettorale si sposta sempre piú a destra perché é lí che teme di perdere consensi.

    Purtroppo non si possono fare esperimenti ma sarebbe veramente interessante vedere cosa succederebbe realmente se lo stato italiano si ritirasse da qui. Io non sono affatto certo che si creerebbero i presupposti per una convivenza migliore, anzi…

    Oggi come oggi il problema sudtirolese é complesso e non credo che esistano formule magiche che possano risolverlo in senso positivo. Anzi, se proprio dovessi sbilanciarmi in una previsione credo proprio che la tendenza attuale sará confermata e che, diciamo in un 20 forse 30 anni, il problema si sará risolto da solo con la sostanziale scomparsa del gruppo italiano (cosa per altro giá avvenuta nelle valli). Noti che questa é comunque una soluzione al problema e nemmeno la peggiore possibile soprattutto se si realizzerá senza violenze o soprusi. Di fatto é la meta non dichiarata (ma palese) della SVP e forse anche l’idea sottostante e inesprimibile alla base dell’accordo De Gasperi – Gruber.

  60. Mi pare molto interessante confrontare il primo e l’ultimo intervento del sig. Ziliani in materia, molto interessante …

  61. Ha perfettamente ragione, signor Ziliani!
    È una posizione che merita di essere molto attentamente valutata.
    Lei scrive più sopra che non sa il tedesco. Se vuole, Le posso raccontare un paio di cose lette su siti tedeschi sudtirolesi.
    Un paio di settimane fa, leggevo sulla homepage del Heimatbund di quanto sia forte l’ italianizzazione strisciante del Sudtirolo e si gridava all’ allarme perché il confine linguistico non si trova più (secondo loro) alla Chiusa di Salorno (Salurner Klause) ma che stia procedendo sempre più inesorabilmente verso nord e che si trovi già presso Bolzano.
    Sulla homepage della SF si può leggere “Weg mit Prodi – Los von Rom” (via Prodi! Via da Roma!).
    Una sorta di disagio (per di più, secondo me, non motivato) alla tedesca.
    Sia nella destra tedesca che in quella italiana, ci sono persone che preferirebbero spostare indietro le lancette dell’ orologio e questo è il problema.
    Se poi si va a vedere, un Sudtirolo dal Brennero a Salorno non è mai esistito, il Sudtirolo storico andava dal Brennero finno a Borghetto, poco prima della Chiusa Veronese.
    Quindi, se i separatisti vogliono un Sudtirolo riunito all’ Austria, dovrebbero rivendicare anche il Trentino/Welschtirol (o Welschsüdtirol) che pure è stato austriaco fino al Novembre del 1918.
    Leggo proprio ora dal sito stol.it che ci sono i primi risultati del referendum dei comuni ladini del Bellunese riguardo al loro passaggio alla Provincia Autonoma di Bolzano:
    Affluenza alle urne: Anpez 70,18%; Fodom 78,22%; Col 66,6%.
    Risultati già ufficiali:
    Fodom: 834 voti a favore (87,51%) e 119 voti contrari (12,49%) al passaggio al Sudtirolo.
    Col: 225 voti a favore (84,59%) e 41 contrari (15,41%)

  62. “del Papa vale sempre la pena di parlare”
    Infatti, signor Farina, parliamone: perché la chiesa del papa tedesco (come del resto anche quella del polacco, non è questione di nazionalità: quelli che mi inquietano maggiormente sono gli italianissimi “governatori” del Vaticano che pretendono, peraltro riuscendoci, di spiegarci come governare l’Italia) non paga l’ici? E perché lo stato sovrano di Città del Vaticano usufruisce gratuitamente delle risorse idriche italiane? E ancora, perché quello che è stato definito dal “Manifesto” il “pastore tedesco” non si indigna per l’inqualificabile scandalo dei ripetitori di Cesano? Parliamone pure, del suo papa. Di quello che sta a capo di una chiesa capace di tributare tutti i cattolicissimi riti funebri alla salma del sanguinario assassino Pinochet per poi negarli, per giunta sotto Natale (quando siamo tutti più buoni e cattolici…), a Piergiorgio Welby. Parliamone pure, signor Farina…

  63. L’articolo sul Giornale è fazioso e pure pieno di e(o)rrori ortografici. Alcuni (per fortuna una minoranza) degli italiani che vivono qui si lamentano della situazione quando è proprio per colpa dell’Italia che si è creata questa situazione visto che ha invaso una terra dove viveva una popolazione che nulla ha a che vedere con l’Italia ed ha rinunciato a terre dove invece viveva una minoranza italiana (vedi Istria).
    Preso coscienza di questo fatto, come dice Skafa su http://voicefromsouthtyrol.blogspot.com/2007/10/toponomastika.html
    dove cita le varie falsità di quell’articolo su “Il Giornale”:

    “- l’articolo inizia con il pretesto della difficoltà nella pronuncia di toponimi tedeschi: uno a caso…”Glockenkaarkofl” (oggidì forse più noto come Glockenkarkopf), che, in italiano venne tradotto con “Vetta d’Italia” (forse più noto come il nome dell’organo di un partito attivo da questa parte del Brennero). Anche “Courmayeur” [curmaiör] è difficile da pronunciare per chi non conosce il francese, eppure è una località situata in Italia.”

    Piantiamola coi piagnistei dei “poveri italiani” contro i “tedeschi cattivi”

    Se l’Italia fosse stata da subito uno stato federale sul modello della svizzera non esisterebbero questi problemi. Ma, come disse giustamente Metternich «L’Italia è un’espressione geografica»

  64. “la pacchia è finita” soprattutto per qualche imbecille.Ma gli italiani non rimarranno con il cerino acceso in mano state sicuri!

  65. Occorre ribadire che la toponomastica ‘italiana’ in Sud Tirol è stata inventata di sana pianta ed imposta dal regime fascista nemmeno 80 anni fa, non è così sbagliato eliminarla perchè non esprime nulla di veramente territoriale, se non una vilenza etnico-politica. Ci sarebbe anche da dire che con le fandonie nazionalistiche della prima guerra il ‘regno’ italico descriveva l’Austria come il male assoluto, quando invece i cittadini della valle del Brennero (allora austro-ungarica) di lingua ed etnia italiana godevano di diritti di libertà e democrazia impensabile nell’italia giolittiana. Ai Sudtirolesi è chiesta (e mi pare confermata) l’intelligenza nonchè la moralità di convivenza tra etnie oggi non più così conflittuali, nell’interesse comune di mantenere la qualità della vita migliore tra le regioni in italia.

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