Piccole realtà di Franciacorta crescono

Domani, come dice il titolo del post, trasferta in Franciacorta, ad una sola settimana di distanza dal Franciacorta Festival. Itinerario, vista la vicinanza della celebre zona spumantistica bresciana a Bergamo, dove vivo, di approfondimento, per fugare alcuni dubbi e perplessità sorte nel corso della kermesse e un’occasione valida per saperne di più di alcuni piccoli produttori, i cui vini, durante il Festival, per un motivo o per l’altro mi avevano colpito.
Piccole realtà di Franciacorta emergono e crescono, potrebbe essere l’ideale titolo di questa trasferta (da cui conto di ricavare utile materiale anche per un articolo che sto preparando per De Vinis), alla ricerca di una dimensione più umana, più artigianale, più antica e più vera che ho l’impressione che, crescendo e sviluppandosi, la zona vinicola bresciana, la capitale italiana del metodo classico, la nostra “piccola Champagne”, abbia progressivamente, ma spero non definitivamente, smarrito…
Dato l’impegno in trasferta, ovviamente la moderazione dei vostri commenti (sono pronto a scommettere che ce ne saranno….) é rimandata a domani sera. Prosit!

0 pensieri su “Piccole realtà di Franciacorta crescono

  1. Ciao Franco,

    sono stato al festival la scorsa settimana, e non posso che confermare quanto tu dici… lo slogan di questo festival per me è stato ” … evviva i piccoli produttori” coloro i quali mi hanno dato più soddisfazione e sono riusciti al meglio ad esprimere il territorio …

  2. sono stato al festival di franciacorta nella giornata di lunedì e devo dire di esser rimasto almeno deluso dalla proposta di metodo classico delle aziende bresciane.
    A memoria ho solo due assaggi che mi son piaciuti e questi sono: millesimato 1994 Gatta (non Gatti, che ho invece trovato abbastanza goffo) e un saten di un’azienda della quale non farò il nome perchè secondo me in quelle bottiglie non c’era franciacorta, ma Champagne!!!!

    Per il resto posso dire di aver trovati al limite dell’abboccato i due vini presetati da Bellavista, il millesimato di Ronco Calino prigioniero del proprio legno, neanche Vezzoli e Faccoli, che di solito non mi deludono, quest’anno hanno presentato niente di passabile.

    Tristezza assoluta!

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