Picolit en primeur: a scuola di Picolit per capirlo meglio

Alzi la mano chi, giornalista o semplice appassionato, pensa di conoscere in profondità e di penetrare i misteri del Picolit. “Nettare da papi” lo definisce Andrea Scanzi in un capitolo del suo piacevolissimo volume Elogio dell’invecchiamento (Mondadori editore), vino raro (sono meno di sessanta gli ettari vitati che lo riguardano) prodotto, se è davvero solo Picolit e non viene “tagliato” con una quota di Verduzzo, in piccolissime quantità che rendono, giocoforza, i vini piuttosto costosi.
Vino difficile da produrre, per la nota vicenda dell’aborto floreale o spontaneo o acinellatura, ovvero “lo sviluppo anomalo e irregolare del grappolo, nel quale una parte degli acini risulta essere insufficientemente sviluppata e immatura a causa di una fecondazione parziale dell’infiorescenza”, vino misterioso che ha il suo habitat ristretto, la sua heimat a est di Udine, nell’areale di Cividale e nel Collio Goriziano.
E’ per questo motivo, anche i giornalisti hanno bisogno di farlo, che ho deciso di andare “a scuola di Picolit”, accogliendo con grande piacere, con grande curiosità e voglia di capire, l’invito da parte del Consorzio tutela vini Doc Colli Orientali del Friuli, a partecipare, da venerdì 12 a domenica 14, alla rassegna Picolit en primeur.
Ci sarà, ovviamente, occasione di degustare, en primeur i vini della vendemmia 2006, e poi, fatti più vini e acquisita la loro personalità, i prodotti di annate dal 2005 al 1997, di visitare una serie di cantine di alcuni dei più interessanti produttori di Picolit della zona, e di apprendere “tutto ciò che volevate sapere del Picolit ma non osavate chiedere”, come recita giustamente il sottotitolo del convegno “Picolit, antica grandeur e nuovi orizzonti”, in programma sabato 13 a partire dalle 10.30 presso la Chiesa di San Francesco di Cividale del Friuli.
Moderati da Claudio Fabbro parleranno, della storia del vino, della sua qualità, delle particolarità ampelografiche dell’uva, del presente e del futuro del Picolit, del suo rapporto con i grandi vini dolci del mondo, diversi relatori, dal produttore e grande comunicatore del Friuli Walter Filiputti al professor Roberto Zironi, dal ricercatore Enrico Peterlunger a giornalisti come il francese Bernard Burtschy (della Revue du Vin de France) a Ian D’Agata.
Sarà una bella occasione, dall’assaggio alla cieca di trenta Picolit 2006 in divenire, a quello, più meditato, dei campioni di vecchie annate, alle visite in cantina, per cercare di cogliere il “mistero” del Picolit, le ragioni della sua unicità, le metodologie produttive, la funzione della botrytis e, incredibile dictu, dell’acidità volatile, lo speciale rapporto con un terroir solitamente più noto e celebrato per i bianchi secchi che per questo vino, come diceva Veronelli che ne era un grande estimatore, “da meditazione”.
Vedremo, dopo due intense giornate, se questo nettare che poco conosco sarà riuscito a raccontarmi qualcosa o se piuttosto sarò stato io attento e sensibile a cogliere la sua voce, quello che a me, cronista del vino, prima che degustatore professionale, il Picolit avrà saputo dire…

2 pensieri su “Picolit en primeur: a scuola di Picolit per capirlo meglio

  1. Caro Franco;
    Io non mi aspetterei grandi cose, si ne ho assaggiato qualcuno che ne valeva la pena, ben fatto, con buona acidità, ma considerando i prezzi che chiedono, c’e molto di meglio in giro per la Penisola.
    Dovrebbero provare a fare il Picolit come fanno l’Icewine qui a Niagara, in Canada, forse il mercato reagirebbe meglio.
    Anzi direi che il Verduzzo di Ramandolo, in mia opinione e superiore, molto più complesso.
    Saluti
    Angelo

  2. Caro Franco;
    Io non mi aspetterei grandi cose, si ne ho assaggiato qualcuno che ne valeva la pena, ben fatto, con buona acidità, ma considerando i prezzi che chiedono, c’e molto di meglio in giro per la Penisola.
    Dovrebbero provare a fare il Picolit come fanno l’Icewine qui a Niagara, in Canada, forse il mercato reagirebbe meglio.
    Anzi direi che il Verduzzo di Ramandolo, in mia opinione e superiore, molto più complesso.
    Saluti
    Angelo

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