Stelle, bicchieri, grappoli, bottiglie: accomodarsi prego!

Per gli appassionati del genere, per chi vorrà perdere tempo a compulsare, confrontare, verificare, trovare corrispondenze tra giudizi oppure forti differenziazioni (che in verità non ci sono), ecco gli elenchi, già on line su vari siti e forum, della crème de la crème, del Gotha del vino italiano. Secondo le varie guide, ovviamente. Tre bicchieri Vini d’Italia, cinque grappoli Duemilavini, cinque bottiglie Espresso, super tre stelle Veronelli (o meglio Brozzoni & Thomases).
Leggeteli, incavolatevi, se volete, contrapponete vostre nominations alternative, elencate le assenze (e le tante presenze) che gridano vendetta al cospetto di Bacco, ma non dimenticate una cosa importante, che guida resta sempre l’anagramma di giuda
p.s. per gli amanti del genere, ecco anche l’elenco dei vini prediletti dal teorico del vino frutto…che frutta, lo ieratico Maroni

0 pensieri su “Stelle, bicchieri, grappoli, bottiglie: accomodarsi prego!

  1. Entro nel merito delle guide…sono appassionato sommelier ad ampio raggio e da un paio d’anni mi concedo il Vinitaly….
    compariamo, sì nella squadra due “colleghi”, le varie guide ed estrapoliamo il “presunto” meglio…talvolta le sensazioni sul “campo” si discostano dalle referenze scritte pertanto ad Aprile andremo mirati alle “chicche” anche perché il nostro palato è sempre più esigente…….leggendoti già da un po’ penso di conoscere “abbastanza” il tuo “pensiero” in materia di riscoperta e di tradizione vitivinicola……ma potresti “consigliarmi” sulle aziende da non perdere?
    Grazie
    PS i complimenti non sono mai superflui …!
    abbasso i “teleguidati”!

  2. Aspettiamo la guida del Migliore: IL GURU!!!!!!
    A buon intenditor poche parole.
    Ciao a tutti.
    PS adesso Franco mi fa la predica.

  3. Caro Franco;
    Grazie tante, qui Lunedi e festa, cosi avro’ un giorno in piu per fare confronti incrociati ……e meno male che alcuni Produttori da me conosciuti non sono in queste liste, cosi i loro Prodotti rimangono con dei Prezzi umani !
    Saluti
    Angelo

  4. al di là delle polemiche non vi sembra strano che sulla 2000vini il piemonte straccia la toscana 72 a 47 mentre sul Gambero succede l’opposto???
    con i brunelli 2002 e i baroli 2003!

  5. con le guide, come dicono in Spagna, todo es possible! Ma se provassimo ad andare oltre e a pensare ad un’altra idea, ad un altro tipo di racconto del vino che non si fermi ai punteggi? Ma questo é un tema che conto di sviluppare, settimana prossima, in un’ampia riflessione…

  6. e si tutto e’ possibile, certo che in Toscana con i vari
    Chianti Classico riserva 2004 usciti, premiare sempre i soliti e
    tralasciare chi ha una alta continuita’ produttiva mi lascia
    alquanto preoccupato!

  7. Propongo la guida di chi non appare nelle guide. In pratica, tutti i vini, meritevoli di menzione, che non appaiono nemmeno una volta e nemmeno in una delle guide citate.
    Potremmo chiamarli “gli sguidati”. Ne ho già in mente alcuni… se ci mettiamo tutti insieme viene fuori un bell’elenco.

  8. è da tempo che ci si interroga su questo: raccontare i vini al di là dei punteggi.
    Sono curioso, dunque, della riflessione di Ziliani della prossima settimana.

    Tuttavia credo che Sangiorgi con Porthos riesca benissimo a farlo. E i blog e la rete hanno il diritto sacrosanto di fare lo stesso (e in parte, fortunetamente, già lo fanno) 🙂

  9. Ma siamo sicuri che i vini indicati sono stati tutti degustati?
    Rimango letteralmente esterefatto dal numero dei vini premiati dalla guida Veronelli ovvero Brozzoni/Thomases per i quali il dubbio mi aumenta.
    Personalmente attendo da anni una guida che vada al di la dei punteggi. Attendo con impazienza la tua riflessione.

  10. Credo che sia il concetto stesso di “guida” ad essere superato, più ancora delle degustazioni con o senza punteggio (Sangiorgi e la sua ciurma in questo senso sono già avanti a tutti da tempo). L’idea di guida è una idea elitaria e verticistica, sviluppata da persone che compiono forzatamente delle selezioni e delle esclusioni. La rete, i blog, le mille fiere che si svolgono per l’Italia, costituiscono invece una scoperta del mondo enoico orizzontale, autogestita, contaminante per definizione. In questo senso le guide appartengono al passato, sia per quanto concerne i punteggi, sia per quanto concerne la presentazione delle aziende. A parte il fatto che nascono sempre già vecchie.

  11. @Fiorenzo,
    non è affatto vero che nessuno ci ha pensato, ma fare una guida delle aziende “non in guida” non ha molto senso, per il semplice fatto che prima o poi ci finiscono molte di quelle che non ci sono ora. Io ho recensito moltissime aziende su laVINIum quando che non sono in guide, ma con il tempo molte di queste ci sono finite.

    @Andrea Gori
    L’Altraguida era nata con lo stesso obiettivo, era un database di degustazioni scritte liberamente, anche se i portali a comporla erano solo quattro, ma i degustatori erano almeno una dozzina.
    Però oggi mi sembra una cosa comunque superata. E’ molto più divertente leggere blog e siti in modo indipendente, e non accumulare tutto in un unico sito. Fra l’altro sarebbe un database enorme, con degustazioni assai poco accorpabili viste le differenze spesso notevoli fra un modo e l’altro di descrivere i vini. Non ci sono omogeneità. Ne l’Altraguida, invece, c’era uno schema preciso che permetteva a chiunque di trovare quello che cercava. Ma, ripeto, è a mio avviso cosa vecchia.

  12. Purtroppo le guide vengono lette da chi capisce poco di vini, non sono “strumenti per il professionista” come le case editrici vorrebbero far credere. Molte volte creano falsi miti, ricordo che Franz Haas 10 anni fa si lamentava del fatto che tutti telefonavano in cantina solo per chiedere il moscato rosa, come se non producesse altri vini, altre volte stroncano piccole aziende che su l’onda dei 3 bicchieri entrano nel perverso giro dei distributori non avendo sufficiente prodotto e vengono tritati nel meccanismo dei pagamenti a 120 giorni, sperando che gli assegni siano coperti. E’ successo anche quest’anno con una new entry friulana, mi auguro che non restino in braghe di tela, perché l’Italia é un paese dove tutti sono bravi, a parole, ma nessuno ha mai colpa.

  13. A mio avviso la guida dei vini che non sono sulle guide finirebbe per legittimare il concetto stesso di guida, che come ha scritto giustamente qualcuno è chiaramente superato per varie ragioni. E poi si finirebbe comunque con il lasciare fuori qualcuno: poi cosa si farà, la guida degli “sguidati” che sono rimasti fuori anche dalla “guida di quelli che non apparivano nelle guide”? Per il resto sono completamente d’accordo con quanto ha scritto il signor Dottori, anche se mi rendo conto che i concetti di guida, recensione e punteggio posseggono un fascino particolare: per i vini succede un po’ la stessa cosa che accadeva fino a pochi anni fa (e che c’é ancora, ma in un ambito molto ristretto) riguardo ai dischi di musica rock e pop, con le classifiche critiche di fine anno, i premi all’artista dell’anno, alla band dell’anno, al miglior live dell’anno e così via.

  14. Il numero sempre maggiore di vini presente sul mercato impone i tipi di guida che escono fatte appunto per soddisfare il mercato degli acquirenti che con una semplice occhiata al punteggio senza neanche entrare nel merito del racconto del vino stabiliscono cosa comprare. Ed è questo numero esorbitante di vini che mi lascia dubbioso sulla effettiva degustazione degli stessi in quanto ritengo che per molti si dia spazio alla scheda tecnica rilasciata dal produttore e si stabilsca con troppa facilità il punteggio. Io sono fermamente convinto che i vini vanno assaggiati più volte e da diverse bottiglie prima di assegnare un giudizio che poi si esprime in punteggi e sono uno strenuo assertore della bottiglia riassaggiata il giorno dopo.
    Ma questo come si potrebbe conciliare con il numero sempre crescente di vini che appaiono sul mercato ed alla necessità di fare uscire ogni anno la guida?
    Mi fu riferito alcuni anni fa di una degustazione di Barolo in Barolo, non ricordo di quale annata, organizzata per i giornalisti di Wine Spectators. Erano presenti centinaia di vini e questi signori con una semplice sorsata assegnavano i punteggi più disparati e tutto si esaurì nel giro di poche ore. E’ credibile una degustazione come questa?
    Io credo che sarà difficile uscire da questa situazione qualunque sia la guida, anche se fra le stesse ci sono quelle che preferisco ad altre, perche le logiche commerciali vogliono questa situazione.
    Io attendo sempre una guida diversa, come ho sopra dichiarato, ma non credo sarò accontentato.

  15. L’elenco degli “sguidati” era una specie provocazione. Capisco che potrebbe durare poco. Forse bisognerebbe ispirarsi a Wikipedia, dove tutti partecipano alla compilazione del “sapere” e chiunque può sbugiardare chi fa il furbo o chi mette informazioni non corrette. Forse ci vorrebbe una specie di Wikivinis… ma bisogna pensarla bene… quello che risulta evidente è che in questo blog e in alcuni altri c’é gente molto competene, onesta, seria e appassionata il cui sapere sarebbe molto utile a tutti. Non è facile trovare il modo di utilizzare questo “sapere” efficacemente. Ma ci si può provare.

  16. In genere l’enoappassionato e’ un curioso del territorio, della sua cucina, della sua cultura, delle attrattive turistiche di un dato posto e considera il vino come l’ambasciatore naturale appunto di ogni territorio. Quando si va in un posto bello, che piace, con la famiglia, servirebbe qualcosa che ti indichi le migliori cantine ed i migliori vini di quel posto, magari con una descrizione delle cantine, dei vini, un giudizio a cinque livelli e non a 100/100, ed anche una fascia di prezzo indicativa. Altrimenti ci sono vini e posti che nelle guide non entrano mai, vedasi solo per fare un esempio Casa d’Ambra ad Ischia o il Rossese di Dolceacqua in Liguria, ma e’ mai concepibile?

  17. Pingback: Vino da Burde - » Un esempio di WOM che finisce in guida…allora le guide funzionano???

  18. Le guide sono un’antologia di marchette, è un fatto della vita. Mi piace molto l’idea di cellartracker, ma anche quella non è una panacea: si sa che il parere della maggioranza non è necessariamente garanzia di virtù, in tutti i campi ahinoi.
    Però a qualche santo noi poveri utenti/consumatori/profani dobbiamo pur votarci! Condivido pertanto l’auspicio di Raffaele: Ziliani ascolti la nostra supplica.

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