Vini d’Elite, eventi unici ed esclusivi: ma che palle !

Come molti altri colleghi ho ricevuto dagli organizzatori del Merano International Wine Festival questa comunicazione (vedi l’annuncio sul sito Internet della manifestazione) dal titolo: L’Elite: vini elitari e leggendari (100/100 points).
“Nell’ambito del Merano International WineFestival & Culinaria e in un ambiente storico all’interno del Castel Trauttmansdorff, il famoso castello di Sissi-imperatrice d’Austria, quest’anno Vi proponiamo un evento unico ed esclusivo con la degustazione di 8 vini valutati con il massimo dei punteggi -100/100!
Sotto la direzione professionale di due noti esperti internazionali del settore vitivinicolo, potrete assaggiare le seguenti gemme preziose: Chapoutier Ermitage Cuvée de l’Orée 2000; Zind Humbrecht Pinot Gris Clos Windsbuhl 2001; Château Latour Pauillac 2000; E. Guigal Côte Rotie 1995; Tua Rita Redigaffi 2000; Tenuta dell’Ornellaia Masseto 2001; Paul Jaboulet Aine Hermitage la Chapelle 1978; Château Climens 2001.
Ian d’Agata
, direttore della International Wine Academy di Roma, degustatore capo per Stephen Tanzer’s International Wine Cellar e Bertrand Burtschy, degustatore capo della rivista specializzata francese ”Revue de Vin de France“, Vi accompagneranno in questo mondo esclusivo di vini elitari e Vi informeranno sulle particolarità dei singoli prodotti e sulle possibilità di classificare e considerare al meglio i vini preziosi.
Questa grande serata merita l’integrazione di uno dei chef rinomati e ai massimi livelli della gastronomia nazionale, Pino Lavarro, **Michelin, del ristorante Rossellini della Tenuta Sasso di Ravello che creerà il miglior abbinamento per il Vostro palato offrendo prelibatezze selezionate della sua cucina gourmet.
Questa rara ed unica possibilità sarà riservata ad un pubblico limitato di sole 60 persone il che comporta un biglietto d’ingresso del costo di 350 Euro che può essere prenotato da subito dal nostro sito internet. La prenotazione è indispensabile in quanto non ci sarà una cassa all’evento. Lunedì 12 novembre 2007 dalle ore 17 alle 20”.
Con tutto il rispetto per i vini, alcuni dei quali sono effettivamente eccellenti, nonché per il duo Ian d’Agata-Bertrand Burtschy, chiamati a svolgere con competenza il loro lavoro di “imbonitori”, pardon, introduttori alle stravolgenti mirabilie di questi vini, non sarebbe ora di dire agli ideatori e organizzatori di simili cose, che di “gemme preziose”, “vini elitari e leggendari”, “eventi unici ed esclusivi”, “massimo dei punteggi -100/100”, di “vini preziosi”, “chef rinomati e ai massimi livelli”, “rare e uniche possibilità”, ne abbiamo piene le scatole e che questo modo di “drogare” il rapporto con il vino, caricandolo di un’insopportabile aura di preziosa esclusività, ci ha letteralmente, scusate il francesismo, rotto i corbelli?
Ma che bello sarebbe se questo invito a tirare fuori la bazzecola di “350 euro”, opportunità “riservata ad un pubblico limitato di sole 60 persone” non venisse raccolto ed “i vini elitari e leggendari (100/100 points)” se ne restassero in cantina, con gran dispitto di wine snob ed “eno-sboroni” vari!

0 pensieri su “Vini d’Elite, eventi unici ed esclusivi: ma che palle !

  1. Caro Franco,
    il mondo borghese trionfa con i suoi valori squallidi, privando anche il vino di quella sua naturale indole di unire le genti per il piacere e la giovialità.
    Finché ci sarà chi ritiene normale spendere 350 euro per degustare vini di cui, spesso, non afferrerà neanche il senso, queste cose continueranno ad essere proposte.

  2. La manifestazione di Merano é già “esclusiva” di per sé: gli espositori hanno accesso su invito dell’organizzazione, ma pagano, gli operatori del settore pure, i visitatori sono selezionati e strapagano (l’ingresso costa più del doppio che al Vinitaly), non mi meraviglio della serata con l’angolo Gourmet&Vippaio (pagante), mi meraviglio di quelli che pensano che questa manifestazione abbia ancora un senso, dal punto di vista economico rende (e bene) solo agli organizzatori, oltretutto Merano non é dietro l’angolo. Io l’abolirei!

  3. Sono d’accordo sul fatto che i termini usati per presentare i vini e l’evento siano esagerati ma mi sembra che la conclusionie sia allo stesso livello: ugualmente esagerata.
    Personalmente ho avuto la fortuna qualche anno fa di partecipare ad una cena nell’ambito del WF al Castello Trauttsmandoff ad un prezzo certamente più contenuto ma decisamente elevato.
    Non solo ho goduto della perfetta organizzazione, dei vini squisiti, dei cibi eccellenti e della sede davvero unica ma ho anche conosciuto persone davvero interessanti che, come me, hanno voluto permettersi per una sera qualcosa di insolito anche se a caro prezzo.
    Credo che i giudizi a priori siano troppo facili.
    Luciano

  4. Caro Luciano ti ricordo incavolato (eufemismo) come me quando in Val Venosta facevano i seminari sul Riesling rivolti agli appassionati anche italiani solo in tedesco, e ti ritrovo oggi, a sorpresa, difensore delle degustazioni élitarie organizzate dal Wein (pardon, Wine, che fa più international) Festival di Merano.. I vini saranno anche fantastici, ma il prezzo, ed il modo di presentarli sono francamente fuori luogo… Penso che ne convenga con me anche uno dei due wine writer incaricati di presentarli, Ian D’Agata, che ho intercettato a New York e che mi ha promesso un commento al mio post al suo ritorno… at home…
    Mi sembra che Gabry, con il suo “io con 350 euro ci mangio un mese” abbia pronunciato, alla faccia degli snobismi élitari, una verità profonda e incontrovertibile…

  5. ..io l’abolirei”

    Le manifestazioni si aboliscono da sole, soprattutto con questi chiari di luna.A Merano vai e non porti a casa niente. Non è più possibile.Avete notato che ultimamente le ns. Fiere sono piene di Enti, camere di commercio, etc cioè “economia della politica”. Ancora ( non so per quanto) resiste questa assurda regionalizzazione, che da gran tromboni esportiamo anche all’Estero. Ma noi per l’economia del 2+2=4 siamo finiti, quelli che girano sono fantasmi. Non sono riandato a Squisito perchè nel mio posto (villaggio degli Artigiani)quest’anno erano state invitate le Regioni, cioè buoni, cattivi, veri , falsi figli di, cugini del, etc.Italia 3 saloni del Vino ogni anno (follia allo stato puro) e i commercianti seri vanno a Bordeaux. Ultima Fiera a Londra con il mio importatore e a mie spese, davanti a noi uno stand 10 volte più grande con tante vetrine e tante sedie ma soprattutto tanta gente ( credetemi 30 persone)mi avvicino per chiedere chi fossero , risposta testuale ” siamo in rappresentanza istituzionale della Provincia (leggesi provincia)di Caserta. W l’Italia

  6. Dopo le “Donne de Vino” ed il vino dei Vip a Cortina d’Ampezzo ecco i Vini d’elite.
    L’amico bergamasco direbbe :

    Du Kall grosse Komm du Was Mein Herr!!!

  7. Caro Franco, il ricordo più piacevole che ho del WF non è una cena elitaria o una degustazione sontuosa, ma le ore passate con te (parlo di 4 o 5 anni fa). Mi ricordo come fosse ieri che mi hai presentato personaggi come Librandi, i Cavallotto ed altri ed assieme abbiamo fatto le nostre considerazioni su questo e quel vino.
    Non sono il difensore di nessuno, ma non mi sento di augurare agli organizzatori di questo evento un flop come quello che tu auguri e nemmeno di definire eno-sboroni coloro che, riterranno di partecipare a questa manifestazione.
    Luciano

  8. Sarà come la favola della volpe e l’uva ? Adesso ditemi che Parker è un coglione e che chi cucina in un 2 stelle è poco più che un pizzaiolo e che magari Latour 2000 si equivale ad un negramaro…Mi sa tanto di qualunquismo ( sport in cui gli italiani sono secondi a nessuno ); e prendiamocela allora con chi compra le Ferrari e chi si veste da Armani…ma perchè non dire basta ai vini di me@@a ed ai ristoranti che fanno vomitare ?

  9. In questo pazzo mondo il problema non è tanto il prezzo, per me proibitivo, in quanto potremmo fare un lungo elenco di oggetti, cibi, e quant’altro a prezzi ‘fuor di testa’.Io personalmente non sopporto più i 100/100 e quando li sento rammentare in qualsiasi evento mi arrabbio(dovrei dire in altro modo a dire la verità).A questo punto mi aspetto solo che qualche vino prenda 102/103 perchè i 100 punti non bastano più

  10. secondo me per il valore che sul mercato che hanno quei vini 350 euro non sono tanti e obbiettivamente se fosse un pò più dietro l’angolo (e magari non proprio in sud-tirolo, dove mi sono beccato solo messe cattoliche in tedesco che in italiano dicono solo “amen”) ci farei volentieri un salto, così come vado molto volentieri al bibenda day a roma e dovunque si possano bere questi vini che per chi li vende ( i vini veri, non quelli lì) sono un pò come le ferrari per le auto. Magari non le compri e non le consumi, ma se uno ti chiede come vanno e tu vendi automobili, devi almeno esserci salito una volta.
    Dall’ultimo bibenda day mi sono portato via nei barattolini di omogeneizzati dei miei bimbi un pò di Chapotuier Hermitage 1993 e un pò di Cheval Blanc 97 e li ho continuati ad annusare per gionri una volta tornato a firenze. ecco, secondo me non si impara a fare il sommelier senza bere i grandi vini.
    Quindi ben vengano questi appuntamenti ma sono anche d’accordo con voi che andrebbe cambiato modo di comunicarli e di pubblicizzarli che così si fa solo del male al vino quello buono e non solo trendy

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