Wine Spectator o Wine Promotion? Due “tasting highlights” di Giacomino Suckling

Datemi pure del brontolone, dell’arteriosclerotico, del precocemente invecchiato e del noioso, ma, cosa ci volete fare, nonostante abbia già abbondantemente “inquadrato” e descritto il personaggio ed il suo modo, da “grande esperto” (di marketing, più che di vino) di James “Giacomino” Suckling, non riesco a non indignarmi dinnanzi all’ennesima dimostrazione del suo modo di fare e al suo disinvolto trattare le vicende vinicole italiane – e piemontesi in particolare – di cui dà periodicamente prova su Wine Spectator.
L’ultimo, ennesimo esempio, viene da due “Tasting Highlights”, ovvero scorci di degustazione in anteprima, utili ad indirizzare gli orientamenti del mercato e del consumatore, pubblicati nell’edizione on line della celebre (che non fa assolutamente rima con autorevole) rivista statunitense, dove il nostro James ci offre valutazioni in anteprima sui Barolo 2003 e sulle Barbera d’Alba 2005 che si trovano attualmente sul mercato americano.
Niente di particolarmente sconvolgente nelle (parola grossa, nel suo caso) analisi e nelle conclusioni tratte dai suoi wine tasting, sempre all’insegna di una banalità e di uno spirito da monsieur de La Palisse e di un ottimismo molto mercantile.
Suckling osserva difatti, con messaggi diretti tanto al consumatore che agli importatori e wine merchants, “avrei pensato che la bollente annata 2003 fosse una delle migliori di sempre per il Barbera piemontese, ma il 2005 potrebbe addirittura dimostrarsi migliore”, e che “con tanti Barbera di grande qualità oggi disponibili è facile concludere che per il più tipico dei vitigni piemontesi sia arrivato il momento magico”.
Oppure, nel caso del Barolo 2003, che “l’annata si sta rivelando migliore di quello che fosse possibile, anche da parte dei produttori, immaginare”, che sorprendentemente appare “molto buona, se non eccellente per i migliori produttori della zona”.
A qualche produttore, come ci racconta, sembra un’annata molto simile al 1997 (ovviamente sopravvalutata da Suckling e decisamente molto meno importante dei 1999 e dei 2001, nonché, in prospettiva, dei 2004, per chiunque conosca e capisca il Barolo), anche se Giacomino, pur confermando di essere un grande fan del 1997 si dice “non completamente sicuro che sia giusto porre il 2003 sullo stesso piano di questa annata classica”.
E basterebbe il giudizio di “annata classica” per il 1997 per chiudere il discorso e dedicarsi ad altro. Ma Suckling non si ferma, a tal punto da affermare che i Barolo 2003 “siano molto vicini come qualità ai 1999, anche se piuttosto differenti come stile”, anzi “agli antipodi dei chiusi e riservati 1999”.
Ci sarebbe già materia per imitare Grillo nell’invitare Suckling ad andare… a quel paese, ma ulteriori validi motivi vengono dopo, quando il nostro, nei suoi due “Tasting Highlights”, per confortare le sue stravaganti affermazioni cosa fa? Semplicemente, dà l’ennesima dimostrazione della sua arte sopraffina, quella di curare le pubbliche relazione del solito club di amici produttori, molti dei quali, vedi caso, distribuiti negli States da importantissimi importatori.
Ecco dunque breve interviste e soprattutto le consuete note di degustazione, con punteggi ovviamente elevati e flamboyant, ai soliti noti, ovvero sia, per il Barbera d’Alba,
Spinetta, Clerico, Vietti, Conterno Fantino, Pecchenino (ci sono anche Fontanafredda, Prunotto, Cordero di Montezemolo) e per il Barolo Paolo Scavino, Roberto Voerzio, Pio Cesare, Clerico, Conterno Fantino, Sandrone, Vietti, Corino, Silvio Grasso, Luigi Einaudi e, deo gratias, anche Bruno Giacosa.
L’amicizia è cosa bella e nobile e sono certo che è solo la friendship a portare
James a celebrare la grandezza ed i vini di queste aziende ben note, ma accidenti, sarà mai possibile che ogni anno che Bacco e Dio mandano in terra queste fenomenali riescano wineries sempre a cavare fuori dal cappello del mago le meglio cose e che finiscano inevitabilmente per piacere a Suckling più di molti altri vini, altrettanto buoni se non migliori, di aziende che hanno la fortuna, purtroppo, di contare sulla “protezione”, pardon sull’incondizionata simpatia e sul consenso del Giacomino da San Giustino Valdarno?
Ma se così non fosse non sarebbe Wine Speculator, pardon, Wine Spectator, no?

0 pensieri su “Wine Spectator o Wine Promotion? Due “tasting highlights” di Giacomino Suckling

  1. Caro Franco;
    Ho appena visto il video fatto da Mr. Suckling a Casanova di Neri durante la raccolta 2007 , e veramente impressionante il livello istruttivo e il beneficio che noi esseri comuni possiamo trarne guardandolo !
    Saluti
    Angelo

  2. Stiamo parlando di uno che ha valutato con 85/100 un Sangiovese da manuale di splendida annata e da un terroir magico come Le Pergole Torte 2004, ricordiamocelo. Meglio l’assoluta indifferenza per uno che scrive e critica il vino avendo nel tema la competenza del mio benzinaio – e forse meno – che il sembrare invidiosi della sua posizione di potere critico continuando a parlarne male, sterilmente.

  3. Caro Armando, “invidiosi” de che, della sua crassa insipienza e della sua assoluta mancanza di spirito critico? Ma é l’uomo giusto al posto giusto. Il giusto interprete dei desiderata e della prassi di un giornale come Wine Speculator… Ma visto il credito – incredibile! – che questo foglio continua a riscuotere, non m’interessa presso i lettori americani, ma soprattutto presso tante credulone aziende italiche, che prendono per oro colato le scempiaggini di Giacomino, é bene, sistematicamente, segnalare le loro topiche…

  4. Vivo negli States da molti anni e ci terrei molto ad informarvi di un MINUSCOLO (nel senso piu’ ridutto della parola) gruppetto di appassionati del ber bene e intelligente, vale a dire usando Wine Spectator solo come materiale da barzellette. Sono l’unico Italiano in questo gruppetto di appassionati yankees e mi sento in dovere di escludere da qualsiasi generalizzazione i miei pochi amici (si contano sulle dita di una mano) americani anti-giacominici e anti spectator-system…gli statunitensi che “pensano” a cio’ che consumano sono solo una tristissima nullita’, ma fortunatamente esistono.

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