Le guide dei vini: un sondaggio de I numeri del vino

L’ottimo Marco Baccaglio, creatore di quell’indispensabile blog dedicato all’analisi della produzione vinicola dal punto di vista economico che è I numeri del vino, nella sezione intitolata “le opinioni del vino” ha lanciato da qualche giorno un sondaggio particolarmente stimolante intitolato, molto sinteticamente,”le guide“.
Invito i lettori di questo blog, che hanno più volte dimostrato di avere il “polso caldo” e le idee ben chiare (e voglia di esprimerle) in materia di baedeker enologici, a partecipare, iscrivendosi al panel, rispondendo alle cinque domande 5, semplici, dirette, che consentiranno poi, con l’elaborazione delle risposte pervenute, di delineare quale sia il “sentimento” del pubblico nei confronti di questi strumenti informativi e di conoscenza del panorama vinicolo italiano.
Strumenti nei confronti dei quali anche un personaggio che ha contribuito a crearli e ne è tuttora ispiratore, nientemeno che Carlin Petrini, (mica il Gigi Piumatti della situazione) comincia a testimoniare qualche significativa perplessità, tanto da aver indotto il profeta di Slow Food a dichiarare in pubblico che “questa nostra guida, (la Guida al Vino quotidiano) ma anche quella realizzata con il Gambero Rosso, hanno un’impostazione obsoleta nella loro profonda essenza”. Questo perché “i tempi sono maturi per ragionare in un altro modo, che non veda graduatorie di merito ma che sia basato sulla qualità di quanti hanno un corretto approccio con il vino”.
Bene, dedicate cinque minuti scarsi del vostro tempo a rispondere al sondaggio (entro il 30 novembre), date la testimonianza del vostro sentire, fatevi “auscultare” per capire come reagite di fronte alla parola guida.
“Rischiate”, tra l’altro, di vincere qualche bottiglia di vino, messa in palio da Baccaglio, grazie alla buona volontà di un produttore blogger, tra tutti coloro che partecipano al sondaggio…

0 pensieri su “Le guide dei vini: un sondaggio de I numeri del vino

  1. Sappiamo cosa c’é dietro le affermazioni di Petrini e lo dico da socio Slowfood deluso: la politica.
    Per 10/15 anni si sono professati paladini nel difendere questo o quel prodotto, adesso i prodotti sono per lo più industriali e lo Slowfood si é calato le braghe davanti al denaro, che non puzza e non ha colore politico. Il solito magnamagna all’italiana, adesso glielo vada a spiegare lui ai contadini che mangiare é un atto agricolo.

  2. Ormai è invasione, piovono da tutte le parti, a decine e decine da ogni parte d’Italia le guidette improvvisate, il vino tira e non c’è più giornale o associazione che non l’abbia presentata o si appresti a farlo, ma i contenuti ? Spesso nei tanti i comunicati stampa che mi arrivano, oltre alla presentazione della nuova pubblicazione, che di solito è dedicata ad una regione italiana o al massimo ad un area geografica che ne comprende due, sono presenti gli elenchi dettagliati dei vini premiati, e salta agli occhi in modo evidente che questi sono quasi esclusivamente del territorio di maggiore diffusione della testata in questione, coltivando il proprio giardinetto di distribuzione, ovvero, la guida dei Vini Lombardi edita da un giornale di Brescia, guarda caso, presenta la maggior parte dei vini premiati della Franciacorta, e i grandi vini di Valtellina ? La guida sui vini di Sicilia di un noto giornale del capoluogo siciliano, premia in particolare i vini della provincia di Palermo e Trapani, e gli splendidi Nerelli e Bianchi dell’Etna ?, e si potrebbe andare avanti con tantissimi esempi. Ed il consumatore, l’attento lettore, come riesce a districarsi da questo businnes? Mi piace ricordare a questo proposito che le guide del vino, che hanno una storia editoriale, sono “sei”: Annuario dei Migliori Vini Italiani di Luca Maroni, Duemilavini A.I.S., I Vini di Veronelli, Vini Buoni D’Italia Touring Club, Vini dell’Espresso, Vini d’Italia Gambero Rosso. Discutibili per quanto si voglia, i loro pareri sono certamente più affidabili, frutto di commissioni regionali per la selezione dei vini, e di valutazioni successive in ambito colleggiale da parte di commissioni nazionali che danno la valutazione finale. Con la speranza che questo fenomeno tutto italiano delle guidette si attenui, riportando chi si occupava di gossip o nera al proprio lavoro, anzichè occuparsi del chiacchierato e reditizzio vino, intanto ai lettori occhio in libreria.

    Luigi Salvo

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