Slovenia wine tour: tra Muskat Otonel, Rebula e Malvazija

Appena il tempo di tornare, sabato pomeriggio, dalla degustazione dei Chianti Rufina (vedi) organizzata dal relativo Consorzio, che domenica mattina il vostro wine trotter riprenderà il viaggio.
Questa volta la meta, misteriosa e affascinate perché sconosciuta e perché sarà la prima volta che ci metto piede, è nientemeno che la Slovenia, entrata dal 2007 nella Comunità Europea, per un wine tour di quasi cinque giorni cui sono stato invitato, per il tramite del wine writer inglese David Furer, da Bruno Gaberšek, segretario della Združenje družinskih vinogradnikov-vinarjev Slovenije, praticamente l’associazione dei vignaioli o delle aziende a proprietà familiare attive nel Paese già membro della federazione Jugoslava.
Della Slovenia, dal punto di vista prettamente vitivinicolo, so ben poco e affronto pertanto questi giorni intensi, un vero tour de force con diverse visite in cantina ogni giorno inserite in un programma che condividerò con alcuni colleghi britannici ed il segretario della Fijev Hervé Lalau, con la curiosità di cercare di capire, attraverso i contatti e le conoscenze fatte, i vini degustati, le cantine passate in rassegna, lo spirito di questo Paese vinicolo (vedi) in qualche modo “fratello”, visto che costituisce la parte più ad est di quel Collio e di quell’Isonzo Goriziano che tutti gli appassionati di vino amano.
Ritorno venerdì sera e appena possibile, prima di ripartire per una nuova trasferta, questa volta obiettivo l’Alto Piemonte, la zona novarese del Boca, piccola Doc tra i grandi Nebbiolo piemontesi, un doveroso, dettagliato racconto di questa esperienza, che mi auguro memorabile.

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