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	<title>Commenti a: Vini di Valtellina: una stilistica eterogenea che crea confusione</title>
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	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Sara</title>
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		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 20:33:16 +0000</pubDate>
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		<description>La mia frase si riferiva all&#039;affermazione del sig. Carlo, che parlava di &quot;ancien régime&quot; in riferimento all&#039;idea di Ziliani sul modo in cui andrebbero prodotti i vini valtellinesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia frase si riferiva all&#8217;affermazione del sig. Carlo, che parlava di &#8220;ancien régime&#8221; in riferimento all&#8217;idea di Ziliani sul modo in cui andrebbero prodotti i vini valtellinesi</p>
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		<title>Di: matrixxxxxxxx</title>
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		<dc:creator>matrixxxxxxxx</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 16:59:36 +0000</pubDate>
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		<description>carissima sara,
in Valtellina il disciplinare dice che bisogna produrre Nebbiolo.....quindi rispettoso ma Nebbiolo, se vogliamo avere le denominazioni, altrimenti produciamo del rispettoso vino da tavola (neppure igt!!).
Mi piacerebbe sapere cosa intendi per &quot;Se fare vini rispettosi di un territorio vuol dire essere antiquati….&quot;. Scusa, chi è antiquato? cioè chi fa il vino rispettoso nel rispetto del disciplinare di produzione. Vorrei capire chi è antiquato e chi è innovativo....fermo restante il disciplinare.
Perchè il syrah non è molto autoctono, seppur magari interessante per qualcuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>carissima sara,<br />
in Valtellina il disciplinare dice che bisogna produrre Nebbiolo&#8230;..quindi rispettoso ma Nebbiolo, se vogliamo avere le denominazioni, altrimenti produciamo del rispettoso vino da tavola (neppure igt!!).<br />
Mi piacerebbe sapere cosa intendi per &#8220;Se fare vini rispettosi di un territorio vuol dire essere antiquati….&#8221;. Scusa, chi è antiquato? cioè chi fa il vino rispettoso nel rispetto del disciplinare di produzione. Vorrei capire chi è antiquato e chi è innovativo&#8230;.fermo restante il disciplinare.<br />
Perchè il syrah non è molto autoctono, seppur magari interessante per qualcuno.</p>
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		<title>Di: Sara</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2007/11/vini-di-valtellina-una-stilistica-eterogenea-che-crea-confusione.html#comment-5086</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 19:12:40 +0000</pubDate>
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		<description>Se fare vini rispettosi di un territorio vuol dire essere antiquati....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se fare vini rispettosi di un territorio vuol dire essere antiquati&#8230;.</p>
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		<title>Di: paolo</title>
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		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 22:49:24 +0000</pubDate>
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		<description>-E già, meno di tre anni e forse già il 50% dei terreni vitati potrebbero essere abbandonati dai cari anzianotti. -

Pensa se lo rendessero edificabile ed al posto delle vigne sorgessero tante belle villette a schiera, ma con i materiali autoctoni però...
Non sia mai!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>-E già, meno di tre anni e forse già il 50% dei terreni vitati potrebbero essere abbandonati dai cari anzianotti. -</p>
<p>Pensa se lo rendessero edificabile ed al posto delle vigne sorgessero tante belle villette a schiera, ma con i materiali autoctoni però&#8230;<br />
Non sia mai!</p>
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		<title>Di: matrixxxxxxxx</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2007/11/vini-di-valtellina-una-stilistica-eterogenea-che-crea-confusione.html#comment-5084</link>
		<dc:creator>matrixxxxxxxx</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 15:04:35 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,
allora ti sei accorto pure Te che il Consorzio di Tutela ha esaurito le proprie capacità??!!E forse Ti starai domandando se la Camera di Commercio con la sua Commissione sia effettivamente in grado di esprimere un giudizio organolettico omogeneo. Son in grado, tali Commissari a dare un indirizzo ai produttori vinicoli Valtellinesi? Dal Tuo articolo sembra un vero e prorio caos. No, penso sia un Far West, in cui ognuno presenta come meglio gli pare e piace, il suo vino....allora è barricato, tostato fumè, vanigliato, espettorante, talmente morbido che potremmo chiederci se davvero la sua base ampelografica sia la Chiavennasca...ah! scusate il Nebbiolo! Quante bottiglie lasciate a metà sui tavoli dei ristoranti e molte di più sulle mensole...dov&#039;è il buon vino da bere a pasto? No, bevi lo Sforzato ( a 14,5% di alcool??) o un ottimo Inferno (a 13%...). Ricordiamoci che in Italia il vino è ancora e spesso soprattutto un alimento, come il pane può accompagnare ed allietare il pasto.Vini venduti a prezzi fuori di mercato,...sai la fatica, la vigna, la passione,...non della Cantina trasformatrice penso, forse......Certo non guasterebbe un ottimo dolcissimo syrah con polenta taragna e costine... o un Rosso doc così acido (da avere 4g/L di tartarico) da pensare al merlot o meglio ancora al sangiovese, anonimo e colorato. Ma no, grazie vorrei sciatt su letto di cicorino con bianco igt della casa, quello profumato,...., chardonnay o sauvignon, morbido e strutturato, quasi internazionale....eh sì ho l&#039;impressione, Franco, che qui in Valtellina stiamo perdendo il Territorio. Sono tutti così preoccupati di prendere premi e menzioni, che questa spettacolare vendemmia ha sepolto in men che non si dica il problema dei non ritiri delle uve. Un territorio così ricco di menzioni e denominazioni che non vuole ritirare le uve???!! Sai, la Camera di Commercio fissa annualmente i prezzi delle uve e li consiglia, quest&#039;anno no. Poi il Consorzio invita i propri associati a ritirare l&#039;uva invenduta a metà prezzo creando un precedente non da poco. I viticoltori sono vecchi, ma non stupidi,...però ci non capiscono più niente.
Ma secondo Te, le organizzazioni sindacali sono state avvertite? Per me si sono dimenticati... E già, meno di tre anni e forse già il 50% dei terreni vitati potrebbero essere abbandonati dai cari anzianotti. Stiamo perdendo il territorio e a nessuno interessa collaborare. Non siamo in grado di apprezzare e vivere il nostro territorio, lo si vede nei vini che produciamo.
Cinque anni e milioni di euro graveranno le casse dei Comuni e della Provincia per contrastare il dissesto idrogeologico, ma il Sassella e l&#039;Inferno si produrranno lo stesso e forse di più di ora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
allora ti sei accorto pure Te che il Consorzio di Tutela ha esaurito le proprie capacità??!!E forse Ti starai domandando se la Camera di Commercio con la sua Commissione sia effettivamente in grado di esprimere un giudizio organolettico omogeneo. Son in grado, tali Commissari a dare un indirizzo ai produttori vinicoli Valtellinesi? Dal Tuo articolo sembra un vero e prorio caos. No, penso sia un Far West, in cui ognuno presenta come meglio gli pare e piace, il suo vino&#8230;.allora è barricato, tostato fumè, vanigliato, espettorante, talmente morbido che potremmo chiederci se davvero la sua base ampelografica sia la Chiavennasca&#8230;ah! scusate il Nebbiolo! Quante bottiglie lasciate a metà sui tavoli dei ristoranti e molte di più sulle mensole&#8230;dov&#8217;è il buon vino da bere a pasto? No, bevi lo Sforzato ( a 14,5% di alcool??) o un ottimo Inferno (a 13%&#8230;). Ricordiamoci che in Italia il vino è ancora e spesso soprattutto un alimento, come il pane può accompagnare ed allietare il pasto.Vini venduti a prezzi fuori di mercato,&#8230;sai la fatica, la vigna, la passione,&#8230;non della Cantina trasformatrice penso, forse&#8230;&#8230;Certo non guasterebbe un ottimo dolcissimo syrah con polenta taragna e costine&#8230; o un Rosso doc così acido (da avere 4g/L di tartarico) da pensare al merlot o meglio ancora al sangiovese, anonimo e colorato. Ma no, grazie vorrei sciatt su letto di cicorino con bianco igt della casa, quello profumato,&#8230;., chardonnay o sauvignon, morbido e strutturato, quasi internazionale&#8230;.eh sì ho l&#8217;impressione, Franco, che qui in Valtellina stiamo perdendo il Territorio. Sono tutti così preoccupati di prendere premi e menzioni, che questa spettacolare vendemmia ha sepolto in men che non si dica il problema dei non ritiri delle uve. Un territorio così ricco di menzioni e denominazioni che non vuole ritirare le uve???!! Sai, la Camera di Commercio fissa annualmente i prezzi delle uve e li consiglia, quest&#8217;anno no. Poi il Consorzio invita i propri associati a ritirare l&#8217;uva invenduta a metà prezzo creando un precedente non da poco. I viticoltori sono vecchi, ma non stupidi,&#8230;però ci non capiscono più niente.<br />
Ma secondo Te, le organizzazioni sindacali sono state avvertite? Per me si sono dimenticati&#8230; E già, meno di tre anni e forse già il 50% dei terreni vitati potrebbero essere abbandonati dai cari anzianotti. Stiamo perdendo il territorio e a nessuno interessa collaborare. Non siamo in grado di apprezzare e vivere il nostro territorio, lo si vede nei vini che produciamo.<br />
Cinque anni e milioni di euro graveranno le casse dei Comuni e della Provincia per contrastare il dissesto idrogeologico, ma il Sassella e l&#8217;Inferno si produrranno lo stesso e forse di più di ora.</p>
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		<title>Di: alan</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2007/11/vini-di-valtellina-una-stilistica-eterogenea-che-crea-confusione.html#comment-5083</link>
		<dc:creator>alan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 11:45:59 +0000</pubDate>
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		<description>Quando i vini della Valtellina a Bologna?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando i vini della Valtellina a Bologna?</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2007/11/vini-di-valtellina-una-stilistica-eterogenea-che-crea-confusione.html#comment-5082</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 10:13:52 +0000</pubDate>
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		<description>Sciùr Franco, un vino che sicuramente le piacerà per lo stile e la qualità e non era presente alla degustazione, é il Valgella del micro-produttore Renato Motalli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sciùr Franco, un vino che sicuramente le piacerà per lo stile e la qualità e non era presente alla degustazione, é il Valgella del micro-produttore Renato Motalli.</p>
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		<title>Di: Mario Crosta</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2007/11/vini-di-valtellina-una-stilistica-eterogenea-che-crea-confusione.html#comment-5081</link>
		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 10:13:33 +0000</pubDate>
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		<description>Franco, nel 1971 se non avessi bevuto a Milano un Inferno della Negri, che mi aveva incuriosito per il nome e per l&#039;etichetta infernale, ma che mi era anche piaciuto, non mi sarei mai ripromesso di andare con la mia &#039;500 alla scoperta di qualcosa che poi trovai ancora piu&#039; straordinario. Questo va detto. Nel mondo dell&#039;Est adesso si conoscono Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Amarone della Valpolicella, vini che in quei Paesi erano carissimi, costavano come o forse piu&#039; di uno stiupendio medio anche quelli da battaglia, ma se non c&#039;erano i Chianti Ruffino ed i Valpolicella Pasqua la gente non si sarebbe incuriosita per i vini italiani in genere e per quelli di qualita&#039; maggiore in particolare. Sono certo che ad un certo punto avrai dovuto scegliere o questo o quello e che dunque hai preferito degustare quello che ti piaceva o ti incuriosiva di piu&#039;, purtroppo siamo fatti di carne e non si puo&#039; degustare sempre tutto, c&#039;e&#039; un limite fisiologico per ciascuno, a me adesso bastano anche solo 8 vini a volte per decidere di non andare oltre e darmi all&#039;acqua minerale gassata, una volta arrivavo anche a 25 ma mai di piu&#039;. Sicuramente tu hai un limite fisiologico perlomeno da degustatore professionista, intorno agli 80, credo che sia per questo che forse Carlo ti invita a provare anche quelli che sai gia&#039; che non ti piacciono, ma che vengono venduti a milioni di bottiglie a quei consumatori medi che cercano soprattutto il prezzo e quindi secondo il mio modesto parere bisognerebbe che gli esperti di vino come te (cioe&#039; quelli sinceri e ce ne sono davvero pochi) ne parlino anche e con cognizione di causa, anche male se occorresse. Ricordo la rubrica &quot;Vino all&#039;Indice&quot; del tuo Winereport, che tanti occhi ha aperto a tanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franco, nel 1971 se non avessi bevuto a Milano un Inferno della Negri, che mi aveva incuriosito per il nome e per l&#8217;etichetta infernale, ma che mi era anche piaciuto, non mi sarei mai ripromesso di andare con la mia &#8217;500 alla scoperta di qualcosa che poi trovai ancora piu&#8217; straordinario. Questo va detto. Nel mondo dell&#8217;Est adesso si conoscono Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Amarone della Valpolicella, vini che in quei Paesi erano carissimi, costavano come o forse piu&#8217; di uno stiupendio medio anche quelli da battaglia, ma se non c&#8217;erano i Chianti Ruffino ed i Valpolicella Pasqua la gente non si sarebbe incuriosita per i vini italiani in genere e per quelli di qualita&#8217; maggiore in particolare. Sono certo che ad un certo punto avrai dovuto scegliere o questo o quello e che dunque hai preferito degustare quello che ti piaceva o ti incuriosiva di piu&#8217;, purtroppo siamo fatti di carne e non si puo&#8217; degustare sempre tutto, c&#8217;e&#8217; un limite fisiologico per ciascuno, a me adesso bastano anche solo 8 vini a volte per decidere di non andare oltre e darmi all&#8217;acqua minerale gassata, una volta arrivavo anche a 25 ma mai di piu&#8217;. Sicuramente tu hai un limite fisiologico perlomeno da degustatore professionista, intorno agli 80, credo che sia per questo che forse Carlo ti invita a provare anche quelli che sai gia&#8217; che non ti piacciono, ma che vengono venduti a milioni di bottiglie a quei consumatori medi che cercano soprattutto il prezzo e quindi secondo il mio modesto parere bisognerebbe che gli esperti di vino come te (cioe&#8217; quelli sinceri e ce ne sono davvero pochi) ne parlino anche e con cognizione di causa, anche male se occorresse. Ricordo la rubrica &#8220;Vino all&#8217;Indice&#8221; del tuo Winereport, che tanti occhi ha aperto a tanti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2007/11/vini-di-valtellina-una-stilistica-eterogenea-che-crea-confusione.html#comment-5080</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 07:57:06 +0000</pubDate>
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		<description>però i vini della Nino Negri li doveva provare Ziliani, bisogna sempre concedere una chance, una possibilità di rifarsi... Magari i vini, nottetempo, sono cambiati, e non sono più quelli che le dispiacciono tanto perché non si confanno alla sua estetica, un po&#039; ancien régime se mi permette, dei vini valtellinesi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>però i vini della Nino Negri li doveva provare Ziliani, bisogna sempre concedere una chance, una possibilità di rifarsi&#8230; Magari i vini, nottetempo, sono cambiati, e non sono più quelli che le dispiacciono tanto perché non si confanno alla sua estetica, un po&#8217; ancien régime se mi permette, dei vini valtellinesi!</p>
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