Cascina delle Rose Barbaresco Rio Sordo 2004

Cari amici, non posso proprio fare a meno di segnalarvi, visti i sorprendenti risultati della degustazione di Barbaresco 2004 di cui sto ampiamente parlando (vedi e vedi ancora) e l’emergere, accanto a nomi notissimi, a cru classici, a vini affermati (e in qualche caso piuttosto costosi, come i vini di Gaja e di Bruno Giacosa ad esempio) anche di outsider, di aziende meno note, alcuni dei vini che maggiormente mi sono piaciuti. Piaciuti ancora di più soprattutto se considero che sono dotati di uno splendente rapporto prezzo – qualità che li rende very appealing.
Uno di questi, il cui prezzo al pubblico in cantina, “listino 2007, il 2008 cambierà di poco” è di 17.85 euro (oh yes, meno di 20 euro) è il Barbaresco, di un cru ben noto come il Rio Sordo, prodotto da una piccola azienda, 5 ettari di terreno di cui tre a vigneto e uno a noccioleto, situata nel territorio di Barbaresco, sul crinale del Rio Sordo in frazione Tre Stelle, condotta da Giovanna Rizzolio, dal marito Italo e da Davide figlio maggiore di Italo. Una cantina, Cascina delle Rose, proprietà familiare dal 1948, acquistata, mi racconta Giovanna, per “la sua posizione e la ricchezza di acque sotterranee”, che ho scoperto, insieme all’amico Roberto Giuliani (ma anche insieme all’ottimo collega inglese Stephen Brook, che in un suo articolo sui migliori Barbaresco 2004 pubblicato nel supplemento Italy 2008 di Decanter gli assegna 4 stelle su un massimo di 5), lo scorso settembre nel corso di Piacere Barbaresco.
In occasione di una delle cene cui partecipai, insieme agli altri giornalisti, nel corso di questa piacevole kermesse dedicata al Barbaresco, ebbi modo di conoscere Giovanna, che dal 1985 si occupa dell’azienda agricola e dal 1993 ha aperto un accogliente agriturismo, il primo nella zona del Barbaresco, e di apprezzare, notevolmente, il suo 2004.
Ora, riassaggiato in London, scopro che il Barbaresco della Cascina delle Rose, dove “la tradizione e l’eleganza sono le due parole chiave che devono essere il life motiv di questa piccolissima realtà” figura non solo al terzo posto, pari merito con altri vini, nella mia personale graduatoria tra i vini preferiti, ma che al terzo posto assoluto si è piazzato, con una media di 15,5/20, addirittura nella classifica finale della degustazione. A pari merito con il vino, che costa sei volte di più, di Monsù Gaja…
Cosa dirvi di questa piccola azienda? Che “in cantina, oltre all’acciaio, si usano solo botti grandi per l’affinamento dei vini e nessuna filtrazione. Un lieve residuo sul fondo delle bottiglie può essere tollerato in cambio di un vino integro nella sua struttura”. Il vino, osserva Giovanna, proprio “come il vigneto, va rispettato, anche nei tempi”.
Le mie note di degustazione del vino, che ha ricevuto un punteggio di 16/20 da Nicolas Belfrage e solo di 13 (darmagi!) da Simon Larkin, che non ha apprezzato più di tanto la sua innegabile componente floreale, la sua “leggerezza” e, a suo dire, la carenza di volume, dicono invece: “Brilliant ruby color.
The bouquet is complex, elegant, harmonic, with ripe, fleshy fruit (cherries and raspberry), an elegant hint of sweet tobacco, oriental spices, rosemary and aromatic herbs, very fluid and lively. Rich, large, very appealing, solid vibrant tannins, very earthy and rich of taste, long persistence and finish. Great terroir wine, still young but with important ageing potential”.
Che tradotto in italiano sarebbe “colore rubino brillante, bouquet complesso, elegante, armonico, con un frutto maturo e carnoso (ciliegia e lampone) una leggera punta di tabacco dolce, spezie orientali, rosmarino ed erbe aromatiche, a comporre un insieme fluido e vivo. Ricco, largo, molto piacevole in bocca, con tannini solidi e vibranti, terroso e ricco al gusto, con lunga persistenza. Un grande vino di terroir, ancora giovane, ma con un potenziale d’invecchiamento importante”.
Cosa volere di più a 18 euro? Della serie qualche volta anche il piccolo Davide può mettere in fila o non avere nulla da invidiare ai potenti Golia…

Cascina delle Rose
Strada Rio Sordo 58
frazione Tre Stelle Barbaresco
tel. e fax 0173 638292 – 638322
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0 pensieri su “Cascina delle Rose Barbaresco Rio Sordo 2004

  1. Non riesco, [doppia incidentale concatenata], non riuscire a non segnalarvi …
    Ziliani, la prego, abbia pietà di noi poveri lettori!
    Giuliano Boni
    n.b. di Ziliani Grazie per la segnalazione Giulo, era effettivamente un po’ contorto il ragionamento. Ho semplificato e corretto e reso più scorrevole, spero, l’attacco.

  2. Che gioia, nel leggere il suo articolo riguardante il barbaresco di Cascina delle rose!La dedizione di Giovanna è stata premiata,lo meritava…………
    Le invio i miei auguri più sinceri per un sereno Natale e un 2008 super!
    Viviana

  3. Grazie alla sua segnalazione e a
    lavinium, settimana scorsa sono stato
    finalmente in azienda a conoscere Italo, Davide e Giovanna.
    Deliziosa e fiera realtà di barbaresco, un accoglienza calorosa e vini notevoli (con davvero un filo conduttore netto,
    espressione della terra e della mano dell’ azienda)!
    il barbaresco 04 davvero impressionante per tutto, buonissimo, il migliore mio 04 sentito finora! ma anche gli altri,
    con uno 03 splendido che non ha risentito assolutamente della calura proprio per la zona ricca di acqua sotterranea,come mi spiegava Italo, e un 2002 sorprendente, con richiami distinti alla classe dello 04. Grazie Ziliani per questa piccola perla!

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