Che cos’è e dove sta andando il wine blogging: perché non discuterne anche in Italia?

Intelligentissima e quanto mai opportuna iniziativa dell’ottimo wine blogger statunitense Tim Elliott, autore, dal dicembre 2004, di Winecast (vedi) wine podcast and blog come lo definisce e tra i primi e migliori esempi di blog sul vino che si serve anche di  video e di registrazioni audio proposte con il sistema del podcast.
Tim, professore di marketing, studioso del vino dal punto di vista del mercato e della comunicazione, nonché acuto e originale wine blogger, ha pensato di realizzare e proporre, ovviamente in audio, su Winecast, uno state of the art, una fotografia, un bilancio, un’analisi, chiamatelo come volete, dell’attuale situazione del wine blogging, ovvero del parlare di vino via blog, negli Stati Uniti.
Così, coinvolgendo una serie di top wine blogger, da Alder Yarrow di Vinography (vedi) al Dr. Debs di Good wine under $20 (vedi), a Gabriella & Ryan Opaz di Catavino (vedi), ha tirato fuori dal cappello del mago un dibattito a più voci, una bella e lunga trasmissione che si può ascoltare ovviamente in podcast ed in inglese (ascolta qui), che costituisce il tentativo più organico sinora messo a segno per capire cosa sia il fenomeno del wine blog, dove stia andando, quale sia il suo impatto sugli appassionati, sui consumatori, sull’industria del vino, quale modello di comunicazione e d’informazione sul vino proponga. Una cosa fantastica, da standing ovation.
Ho attentamente ascoltato le domande e gli stimoli alla discussione proposti da Tim e le risposte dei wine blogger e gli spunti, tantissimi, emersi dal dialogo (tra cui queste riflessioni – vedi – di Alder Yarrow) e mi sono chiesto: perché non fare qualcosa del genere anche in Italia, realizzando un analogo state of the art sul fenomeno del wine blogging nell’Enotria tellus, nella nostra Italia del vino?
Nei giorni scorsi ho già provveduto a contattare un paio di grandi esperti in materia, le persone che a mio avviso, per capacità tecniche e per fantasia, intraprendenza, un pizzico di follia, potrebbero, lasciandomi il ruolo di “regista” e coordinatore del progetto, un po’ come ha fatto Tim Elliott, darmi il loro supporto e affiancarsi a me. Le discussioni e le valutazioni sono tuttora in corso e spero abbiano esito positivo. Ho ho già in mente le domande e l’elenco dei wine blogger da interpellare.
Mi farò presto vivo, lo prometto, per tenervi informato sugli sviluppi di questo che per ora è solo un pour parler, e che mi auguro possa diventare presto, diciamo entro metà gennaio, cosa fatta.
Io assicuro tutto il mio impegno, adoperandomi anche per innescare e attivare un discorso di sinergie e collaborazione tra soggetti diversi, ma tutti validi, e mandare in porto una bella chiacchierata a più voci, ascoltabile via Internet, tra i diversi wine blogger italiani (intendendo per blog qualcosa che consenta ai lettori di interagire ed intervenire tramite commenti, altrimenti non è un blog, è solo un, seppure ottimo, sito Internet).
Se non ci riuscirò, vi autorizzo sin d’ora a darmi del fafiuché (come definiscono in Langa quelli che parlano tanto e non concludono) oppure dell’utopista. Perché l’idea l’ho avuta, ma per metterla in pratica ho bisogno anche di altri che, come me ci credano. Li saprò contagiare con il mio entusiasmo e coinvolgere in questo progetto?

0 pensieri su “Che cos’è e dove sta andando il wine blogging: perché non discuterne anche in Italia?

  1. L’idea é valida e spero sia utile ai neofiti che vogliono capire di più sul vino e alle aziende che devono sentire più campane e non solo quelle false delle guide.
    Non é una novita che le più importanti aziende del mondo, in ogni settore, dedichino ai blog molta attenzione poiché il blog é una fondamentale leva del marketing.
    Auspico che non siano sempre i soliti 4 gatti a scrivere, spesso autoreferenziali, perché sennò restiamo al piano terra e non cresciamo mai. I vari blog italiani, oltre ad essere poco aggiornati, sono francamente penosi e troppo spesso partigiani.

  2. caro Franco intanto auguri di Buon anno. Sono pienamente d’accordo con te, per quanto ci riguarda la nostra piccola testa non ha il ruolo di blog, ma possiamo certamente rilanciare la discussione nelle pagine del nostro giornale on line ed anche su i nostri free press, tienimi informato per quel ti è possibile, i progetti innovativi trovano sempre spazio con noi. Francesco Turri presidente della Con Gusto Comunicazione.

  3. Non si offenda sciùr Franco, la mia non é una critica a lei, semmai é uno stimolo!
    Intanto apprezzo l’idea nuova e mi piacerebbe sentire delle inteviste audio in podcast anche qui da lei, così come ho piacere di leggere le interviste che fa agli operatori stranieri perché sono molto interessanti.
    Lo sa benissimo che gli autori di un blog scrivono anche nei blogs degli altri, vedi i links qui alla nostra destra, così alla fine scrivono sempre le solite persone, me compreso s’intende.
    Così non si cresce!
    Mi sembra più importante conoscere mondi nuovi piuttosto che riportare solo dei si dice o dei dicono che.

  4. Mi sembra un ottima idea,abbiamo bisogno di voci parlate sul web e non soltanto scritte.Se chiaramente il tutto non si basera^ solo su discussioni tipo beghe televisive .
    BUON ANNO A TUTTI DAL GIAPPONE
    Paolo Penso

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