Cosa non si fa per “fare notizia”! Se non parlano di te inventati un comunicato stampa…

… e l’anguilla “provvidenzialmente” abboccò all’amo… ovvero della raspelliana genialità
Le tecniche del marketing parlano chiaro: tutto è valido per fare parlare di sé e per catturare l’attenzione. Questo, anche la televisione e lo show business lo insegnano, soprattutto se nel tuo campo non sei più il numero uno, se stai percorrendo la parabola discendente della tua carriera, se non fai più opinione come un tempo, se quello che fai o scrivi non fa più notizia, ma fa sorridere…
Se poi il caso o la fortuna dicono che stai per esordire – grazie alle tue conoscenze, ad un costante tenerti buono chi all’occorrenza poteva servire – in un nuovo programma televisivo ad inizio 2008, riciclandoti in un ruolo ben diverso da quello che hai rivestito per decenni, con qualche perplessità su quelle che potranno essere la risposta del pubblico ed il responso dell’Auditel, inventarti un qualcosa che aiuti a ricordare che esisti ancora, che sei “importante”, perché andrai in tv come un reduce dal Grande Fratello o un naufrago dell’Isola, diventa fondamentale.
Dev’essere proprio questo il ragionamento che da solo, o con l’ausilio dei suoi consulenti e “addetti all’immagine”, dev’essersi fatto l’ex Savonarola della buona tavola, al secolo Edoardo Raspelli, che accingendosi a condurre su Rete 4, la stessa rete dove conduce lo spassoso Melaverde domenicale, un nuovo programma in seconda serata intitolato “Attenti al lupo“, è stato vittima di una disavventura.
Un inconveniente che poteva benissimo capitare a ciascuno di noi consumatori, a chiunque si fosse recato in un supermercato per acquistare una confezione di anguilla marinata da gustare a Natale o Santo Stefano. Con una sostanziale differenza. Che se la disavventura capitata al rotondo e barbuto aspirante Sherlock Holmes o Commissario Maigret della Bovisa fosse capitata a noi, ci saremmo limitati a recarci al supermercato per reclamare e chiedere spiegazioni dell’accaduto. Ma essendo capitata ad un “personaggio” televisivo, il “fattaccio” è diventato, vedi le tecniche del marketing e l’esigenza di fare parlare di sé, soprattutto quando non ti si fila più molto, il pretesto per diffondere urbi et orbi addirittura un comunicato stampa, per raccontare all’universo mondo quel che era successo.
E’ così accaduto, ad una sola settimana dall’esordio del nuovo programma televisivo, dove il goloso gourmet intende segnalare ai telespettatori quanto oggi succede in “cronaca nera”, scippi, furti, raggiri, rapimenti ecc: il tutto spiegato con attenzione, per evitare che qualche persona cada in questi odiosi tranelli, che il Raspelli miracolosamente e “provvidenzialmente” abbia rinvenuto, “in fondo alla confezione di plastica trasparente, tra due pezzi di anguilla, un ago di oltre tre centimetri”.
Attentato!, potrebbe esclamare il comico Beppe Braida, mentre il suo collega Antonio Cornacchione avrebbe  materia per ribattezzare per l’occasione in “Povero Edoardo” il celebre tormentone dedicato al “povero Silvio”!
Raspelli invece, cogliendo al volo l’occasione e quasi “benedicendo” l’amo che gli consentiva, ad una settimana dal suo programma, di far parlare di sé, ha pensato bene, si fa per dire, di diramare, tra Natale e Santo Stefano, questo comunicato stampa, che potrebbe costituire benissimo un valido canovaccio per uno sketch a Zelig o in qualche programma di satira televisiva.
Leggete e piegatevi anche voi in due dal ridere come ho fatto io. Titolo: All’Esselunga una brutta sorpresa per Edoardo Raspelli. Occhiello: Un amo di tre centimetri nell’anguilla della “Vigilia.
Il testo -apprezzate come preso da un attacco di megalomania l’ex Savonarola della buona tavola arrivi a parlare di sé in terza persona – recita: “
E’ il suo rito tradizionale della Vigilia: la cena in famiglia rigorosamente di magro prima della Messa di mezzanotte. Cosi anche l’altra sera, Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore su Rete 4 di Mela Verde e “Attenti al lupo” era in casa ( a Bresso, provincia di Milano) con moglie e suoceri; dopo le tartine di pesce in gelatina e prima della bagna cauda, nel menu era prevista anche l’anguilla marinata che la moglie aveva comperato alla Esselunga. In fondo alla confezione di plastica trasparente, tra due pezzacchioni avanzati, ecco spuntare un ago di oltre tre centimetri. Ritengo l’Esselunga il miglior supermercato alimentare italiano, ma non pensavo che si arrivasse addirittura a vendere anguille pescate all’amo ! La prossima volta mi sa che cercherò anguille allevate e pescate con la rete ” dice Edoardo Raspelli.
” Faccio la spesa alla Esselunga dalla sua apertura, dal suo primo supermercato della sua storia, in Viale Regina Giovanna a Millano ( da bambino viveva poco lontano): in mezzo secolo non mi è capitato nulla, ma certo che quest’amo non ci voleva, Mi sto domandando come sia finito…… “.
Questo lo spassoso resoconto dell’accaduto, che ripreso dall’Ansa (vedi – si sa bene come in questi giorni certe “notizie” siano benedette e aiutino a riempire notiziari e giornali…) ha portato da parte dell’agenzia addirittura ad un commento. “Si tratta di una evento “estremamente raro ma che può verificarsi” dice all’ANSA il direttore qualità Esselunga, Salvatore Ranchetti. “Invitiamo il signor Raspelli a contattare il nostro servizio clienti. In questo modo – spiega – potremo dargli spiegazioni dettagliate verificando, attraverso il codice di rintracciabilità sulla vaschetta, chi è il fornitore, se il pesce è pescato o allevato, quale è la zona di pesca. Senza questi dati è possibile solo presumere che si tratti di un pesce pescato all’amo e che l’amo sia rimasto in bocca all’animale nella movimentazione e nello spezzettamento“. “La segnalazione – fa notare Ranchetti – non è solo un diritto del cliente ma anche, diciamo così, un dovere: permette di migliore la qualità del servizio”. Dopo una segnalazione, spiega, Esselunga stringe i controlli sul fornitore per capire se sia incappato in un incidente o se invece non risponda allo standard di qualità richiesto dai supermercati della famiglia Caprotti: “Se la qualità non migliora – spiega Ranchetti – si arriva a tagliare il fornitore“. Se Raspelli desiderasse un nuovo trancio di anguilla non abbia comunque timore: “certamente sostituiremo il prodotto. Esselunga rimborsa sempre quello che si deve rimborsare“.
Risposta impeccabile quella del direttore qualità di Esselunga, pronto a sostituire il prodotto e a capire come questo miracoloso amo sia finito proprio nella confezione di anguilla acquistata dalla gentile Signora Raspelli o non in quelle portate a casa dalla signora Maria Brambilla o dal signor Pasquale Esposito.
Da parte nostra, in attesa di assistere alla prima puntata del programma che vedrà il Raspelli porsi “dalla parte della gente”, c’è da sperare non proprio come fece, con infausti risultati, con la sua rivista Buffet, fallita ignominiosamente (leggi) dopo solo quattro numeri, senza pubblicità e senza lettori, e di capire se per caso in questo programma dedicato a scippi, furti, raggiri, rapimenti l’Edoardo da Bresso parlerà anche della vicenda Buffet e della sola tirata ai collaboratori da lui e dal suo amico “editore”, non possiamo che registrare l’ennesimo capitolo del malinconico tramonto dell’ex importante enogastronomo.
Nonché rilevare, seriamente, senza alcuna ironia possibile, come il caso, la fortuna, il destino, materializzatisi in un “provvidenziale” amo trovato in una confezione d’anguilla, gli abbiano offerto lo spunto per far parlare di sé e del suo prossimo Attenti al lupo. Che forse, visti i precedenti raspelliani tipo Buffet, sarebbe stato meglio chiamare… “Attenti al Raspelli”.
Quando dopo la prima puntata (e forse l’ultima, chissà) del suo programma l’inesorabile legge dell’audience e dei numeri non gli daranno ragione, cosa si inventerà mai il “povero Edoardo” per fare parlare di sé, per dare l’illusione, soprattutto a sé stesso, di essere ancora quello di un tempo, il Savonarola della buona tavola che i cuochi ed i ristoratori, con le sue inflessibili investigazioni delle toilette dei locali, “tremare” fece?

0 pensieri su “Cosa non si fa per “fare notizia”! Se non parlano di te inventati un comunicato stampa…

  1. Avevo notato, zappando questi giorni, un paio di lanci a quel programma. In uno mi pare di aver intravisto la “mole raspelliana” pedalare a vuoto su di una pseudobicicletta, ho pensato: “Che sa’ da fa’ per campa’”. Fossi stato in lui avrei un pochino alzato il tiro, che so un sorcio morto in una confezione di merluzzo findus, o magari un gatto squartato sul pianerottolo di casa, questo sarebbe stato anche in linea con il tema della nuova trasmissione.
    Saluti, Marco

  2. potendo scegliere il sorcio morto nella confezione di merluzzo sarebbe stato più coreografico! Ma poiché l’ex Savonarola della buona tavola l’amo l’ha trovato per davvero nella confezione di anguilla marinata, anche se viene da pensare che sia stata proprio l’anguilla ad abboccare “provvidenzialmente” all’amo teso speranzosamente da Raspelli, dobbiamo accontentarci di questo incredibile ritrovamento, che ha prodotto questo geniale comunicato stampa. Che rivela l’uomo Raspelli, il suo “stile”, i suoi metodi…

  3. Seguo il blog da un po’ e mi piace davvero. Tutto ok … solo che “attentato” è da attribuire al grande Braida (di Zelig) e non all’altrettanto ottimo Cornacchione.Saluti.

  4. Ma dovrebbe essere contento: vuol dire che l’Anguilla è assolutamente “Selvaggia” e non d’allevamento: infatti è stata pescata con l’amo,come ormai usano solo pochi pescatori sui nostri laghi!
    E’ come la mela o l’insalata col bruco: di sicuro è buona!!
    Max Perbellini

  5. quali “figuracce” di grazia, misterioso, ma non tanto enotecaro valtellinese, che preferisce gettare il sasso, con un gesto da monello, piuttosto che spiegarsi. O rispondere alle mail… suvvia sgav73, un po’ di coraggio!

  6. non volevo fare il monello ma solo dire che nell’articolo che ho letto e’ ben specificato che “attentato” e’ riferito a Beppe Braida .
    Cornacchione (Il famoso “Povero Silvio”)viene riportato nella riga sotto.
    Spero di non aver offeso nessuno e mi scuso nel non aver messo le virgolette in figuracce
    Comunque auguro un buon 2008 a tutti anche a wawos che ha dovuto interpellare Franco Ziliani per rispondermi.

  7. Ho comprato il primo numero di Buffet era magro di contenuti e tra i componenti dello staff c’erano 2 o tre gruppi familiari (fratelli, sorelle, figli) che si dividevano gli incarichi.
    Mi è venuto da vomitare, purtroppo viviamo in una società non meritocratica ma clientelare…
    Per il resto, ormai molti si vendono per il Dio denaro e per puro narcisismo perdendo obiettività e autorevolezza.

  8. perche’ Buffet era una rivista?…mi sembrava il giornalino della parrocchia, ma dai!…..a proposito il gruppo di matti ha dietro un ottima tipografia, interessata ai progetti…..mi sa che….

  9. No, Raspa no… è come sparare sulla croce rossa … mi astengo … ;o)

    Ciao e auguri a Franco Ziliani e a chi, nonostante tutto (lingua tagliente e Inter in primis), gli vuole bene ;o)

    Pierpaolo

  10. sarà anche la Croce Rossa, sarà anche indifeso e indifendibile, ma quel tizio (che per anni chiamai, da vero ingenuo, amico) merita davvero questa e altre “sparatorie”, ovviamente verbali… mi sto già preparando, sine ira ac studio ovviamente, a commentare la prima (e forse ultima, chissà, i flop sono dietro l’angolo e l’Auditel ha leggi impietose..) puntata del suo nuovo programma televisivo… 🙂

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