Il Sant’Uffizio (Stampa) La Giuria di Vino al Vino

Dopo aver assolto all’esposizione dei capi d’accusa contro Franco degli Ziliani (leggi qui e qui), il Vinquisitore passò alla fase 2 (decisa in this moment da Briscola per dare una svolta interattiva al processo).
“Oh, popolo del vino! – disse il Vinquisitore, secondo la formula di rito – Oh, popolo di Vino al Vino! Vi sono ora chiare le ragioni che hanno condotto il qui presente Franco degli Ziliani al banco degli accusati.
Ma un giudizio di colpa o di innocenza non può essere soltanto il frutto dell’arbitrio di un singolo giudice, quale io sono per carica, ruolo e perizia, giacché il singolo può errare, ma il popolo no. Il popolo è sovrano”.
La Guida diede di gomito al Presidente e chiese: “Che sta a dì?”.
Il Vinquisitore gli lanciò un’occhiata di rimprovero: “E’ così che si fa, mica che uno arriva e comanda, altrimenti gli altri s’incacchiano. Bisogna che anche gli altri dicano la loro! Siamo in una democrazia!”. “Da quando?”, domandò ad alta voce Ampsicore del Cannonau. “Lei non può parlare senza alzare l’imbuto e senza attendere il mio permesso, che peraltro potrei negarle”, gli rispose il Vinquisitore.
Un silenzio colmo di punti interrogativi si diffuse nella sala. “E quindi – riprese il Vinquisitore – chiamo i lettori di Vino al Vino a pronunciarsi sulla sentenza: colpevole o innocente? La giuria popolare avrà modo di esprimersi sino a venerdì 14 dicembre.
Dopo di che, mi riservo di pronunciare la sentenza definitiva”.
La sentenza pareva, però, ormai scontata, non foss’altro per quel movimento di tronchi e rami portati sulla pubblica piazza dai boscaioli del villaggio.
Et per quel palo, issato fra i legni.
Et per quell’uomo, incappucciato di nero e a torso nudo che sembrava attendere qualcosa, accanto al palo.
Et per quel fumo che andava levandosi.
L’urlo di un predicatore errante penetrò dalla piazza alla sala del processo: “Penitenziagite! Penitenziagite!”.
Il Vinquisitore sobbalzò sullo scranno: “Ma questo del Penitenziagite non l’avevamo già fatto fuori l’altra volta, che nemmeno Sean Connery era riuscito a salvarlo?”
“Indulto, Venerabile Vinquisitore, era scattato l’indulto alla prima levata di fiamma!”, lo aggiornò un valletto in calzamaglia gialla e blu.
Il Vinquisitore sospirò, ricordando improvvisamente che là dove aveva fallito Gugliemo da Barkerville, tanto aveva potuto un cambio di Governo.
“Torniamo a noi – iniziò il Vinquisitore-. L’accusato è pregato di intervenire soltanto su domanda esplicita.
Franco degli Ziliani! La camera di giudizio, tenuto conto delle prove e degli indizi a tuo sfavore, affida alla Giuria Popolare di Vino al Vino il compito di valutare la tua innocenza o colpevolezza. Sebbene sia abbastanza chiaro dove andremo a parare…”.
Tutto il pubblico presente applaudì alla frase finale. I quattro Grandi Accusatori si strinsero le mani l’un l’altro.
Il lupo iniziò a ululacchiare allegramente, la civetta si librò nell’aria come colomba dal desio chiamata, il vento si trasformò in tiepida brezza, un sole splendente giuse a dar man forte al sole già alto in cielo e sbocciarono rose nei cortili, benché fosse dicembre.
Alcuni mercanti s’apprestarono ad allestire i loro banchetti intorno alla pira, noncuranti dell’orrendo foco: chi vendeva arance dell’Antartide, chi birra dell’Ecuador, chi la lumaca (una sola, presidiata) del Tanganica, cibi preziosi destinati ad accompagnare il più trendy banchetto dell’anno (non gratis, ovviamente, perché esserci costa).
In tale tripudio di cosmica armonia, Franco degli Ziliani chiese: “E la domanda esplicita?”. “Oh, già!” rammentò il Vinquisitore.
La folla tacque. Anche il lupo interruppe il suo ululacchiato, la civetta si posò su un ciuffo di margherite, il vento cessò, il secondo sole si affievolì di un paio di gradi, le rose si rattrappirono nei boccioli e i mercanti coprirono i loro banchetti con teli di nylon, avendo soprattutto cura che non scappasse la lumaca (presidiata) del Tanganica.
“Come ti dichiari?”, domandò il Vinquisitore. “Mi dichiaro giornalista, faccio il mio lavoro, del resto poco mi curo”, rispose Franco degli Ziliani.
Il Vinquisitore concluse con un sardonico “Staremo a vedere…”
Many kisses, by Briscola

0 pensieri su “Il Sant’Uffizio (Stampa) La Giuria di Vino al Vino

  1. vista la (brutta) aria che tira e visto che l’ultimatum per esprimervi prima di lasciare la decisione al Vinquisitore scade proprio venerdì 14, penso che resterò, prudenzialmente, a Londra e che chiederò asilo politico lanciando un nuovo blog, quello del free shooter… 🙂

  2. don’t worry Mario, sarò sempre in compagnia di wine writer di provata amicizia e fiducia e potrò bere (Barbaresco) ed eventuali altri wines senza alcun timore di essere avvelenato! A meno che “il rinoceronte” non abbia preparato un campione speciale apposta per me…

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