La scomparsa di Valentino Migliorini, vignaiolo di Langa per passione

Buon ultimo, non ho potuto farlo prima e mi scuso, mi unisco anch’io al cordoglio di tutti coloro che amano la Langa ed i suoi protagonisti per dedicare un pensiero ed un ricordo a Valentino Migliorini, scomparso il giorno di Santa Lucia nella sua amatissima Monforte d’Alba.
Non ho mai amato particolarmente i suoi vini, ma la persona, quella sì, che era squisita! Ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere Valentino nei primi anni Ottanta, quando era ancora un ottimo ristoratore in quel di Caorso nel piacentino, attivissimo membro di quella bellissima associazione di ristoratori che è stata Linea Italia in cucina. Ho ricordi bellissimi degli incontri conviviali che questo gruppo di amici, prima che colleghi, voluto da Franco Colombani del Sole di Maleo e fatto crescere da altri grandi, come Antonio Santini del Pescatore di Canneto sull’Oglio, Roberto Ferrari del Bersagliere di Goito, Tano Martini del Cigno di Mantova, Sauro Brunicardi della Mora di Ponte a Moriano, Romano Franceschini del Romano di Viareggio, Dino Boscarato dell’Amelia di Mestre, Tonino Verro della Contea di Neive (ne dimentico molti altrettanto importanti e me scuso), organizzava periodicamente. Incontri ai quali, divenuto amico di Linea Italia in cucina, ero invitato.
In queste riunioni, festose, Valentino era sempre presente, allegro, sorridente, sereno, positivo nello spirito impegnatissimo a fare bene.
Non fui sorpreso più di tanto quando scoprii che grande appassionato e profondo conoscitore di vini piemontesi Valentino, con il sempre forte supporto della moglie Jolanda, aveva deciso di trasformarsi in produttore e di farlo seriamente, addirittura calandosi nei panni, difficili, del produttore di Barolo, da grandi vigneti a Monforte d’Alba e dintorni. Purtroppo, pur essendo diventato un giornalista “barolocentrico”, non sono mai riuscito ad entrare in sintonia con i Barolo di Valentino, addirittura non riuscendo a fargli mai visita nella sua splendida cantina, ma ogni volta che mi capitava di incontrarlo, in Langa, da quel gran signore che era si comportava come se i nostri rapporti fossero rimasti quelli di una volta, lui ristoratore ed io giovane giornalista ai primi passi nel mondo della scrittura enogastronomica. Nessun rancore, nessuna polemica, la pacifica accettazione, che dovrebbe valere per tutti, che ad un giornalista i suoi vini non potessero piacere, o potessero piacere meno di altri. Questo perché la barrique nel Barolo per me è sempre un qualcosa che preferirei non ci fosse, anche quando non diventa una sfacciata protagonista. Ora Valentino, dopo una lunga malattia, ci ha lasciato, andando a raggiungere nel “paradiso” dei giusti, la sua carissima Jolanda, compagna e sodale di tutta una vita. Ci lascia, ma resterà nei nostri pensieri e nel nostro ricordo come una bella persona, vignaiolo per scelta e per passione, che mancherà a tutta la Langa e a tutti gli amici del Barolo e non solo ai figli, cui sono vicino, che proseguiranno il lavoro dei genitori. Che la terra ti sia leggera Valentino e riposa in pace…

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