Le confessioni di una Cassandra: sento aria da Cinque Maggio…

L’ho già scritto ieri in sede di commento e voglio ripeterlo ora, per i pochi che invece di spassarsela in giro per il mondo sono qui, con commovente fedeltà, davanti al p.c. a visitare anche oggi, domenica 23 dicembre, questo blog.
Non sto parlando di vino, parlo della Beneamata, della squadra che batter il cor, da sempre, mi fa, parlo dell’Inter.
Ho cattive vibrazioni, bad feelings, per il derby di questo pomeriggio, il numero 266, che vedrà affrontarsi i Campioni d’Italia nerazzurri e la squadra largamente in testa alla classifica ed i Campioni d’Europa, pardon, Campioni del Mondo, gli intercontinentali, interstellari, interplanetari (sempre inter comunque…) rossoneri.
Sarò un’infausta Cassandra, magari così dicendo porterò sfiga, ma lo so già come andrà a finire questo pomeriggio.
Vincerà il Milan, e non lo dico per scaramanzia, dicendo che vinceranno i cugini mentre in cuor mio sono certo della nostra vittoria, ma lo dico perché “sento” che i ragazzi della Beneamata, che sono tutti dei bravi fioeu, ma provenendo un po’ da tutto il mondo non sono italiani né tantomeno milanesi e certe cose non le possono capire fino in fondo, non capiranno, come già altre volte è successo, che quella di oggi non é una partita qualunque, un derby come tanti, che si possono vincere (come accadde due volte nel corso dello scorso campionato, pareggiare o persino perdere, come ci è accaduto per anni).
Non è un derby qualsiasi, ma, pur senza drammatizzare, perché di fubal, come diceva il Gioann Brera, sempre si tratta, è la madre di tutte le partite e di tutti i derby, è una partita che si deve vincere ad ogni costo, andando all’assalto con la baionetta tra i denti se necessario, con una ferocia e una sagacia e una lucidità assolute, lottando come se fosse l’ultima partita della vita.
Temo, anzi lo sento, che “i ragazzi” questa partita, che è fondamentale per la loro, la nostra credibilità, la prenderanno invece sottogamba, senza capire che é l’occasione unica, grandiosa ed eroica, per mettere a tacere la prosopopea becera dei “campioni d’Europa e del mondo” e del loro insopportabile logorroico presidente e della sua corte di servi sciocchi, e per dedicare la vittoria alla sacra memoria di Peppino Prisco, di Giacinto Facchetti e del vero Moratti, l’unico, l’inimitabile, Angelo, il Presidente. Così, o strapperanno uno stupido pareggio che non serve a niente, che non dice niente, che è insipido, oppure perderanno (perderemo), magari anche solo per un golletto di stinco di Superpippo Inzaghi (che campione signori miei!) facendoci ridere dietro da tutti, milanisti e gobbi malefici in primis, e vanificando quel che di buono abbiamo fatto in questi ultimi anni.
Mi sembra di sentirlo già, ci tireranno in ballo lo “scudetto di cartone” vinto, meritatamente, a tavolino, sminuiranno, anche se lo scorso anno erano gli uni, i gobbi, in B e gli altri, i cugini, a distanze siderali (quarti a – 36 punti) lo scudetto dei record 2006-2007, insomma ci spernacchieranno selvaggiamente.
Io spero di essere smentito dai fatti, da una prestazione maschia, orgogliosa, gagliarda (mi verrebbe un altro aggettivo, ma me lo tengo per me…) di Ibracadabra, del capitano Saverio Zanetti, del Jardinero Cruz, del “cuchu” Cambiasso, del Muro Samuel, e, se giocheranno, del grande Hernan Crespo e di Matrix (che nei miei sogni reconditi vorrei tanto fosse l’autore del gol decisivo), ma ho questo tipo di cattive vibrazioni e non penso a niente di buono.
Sento troppo un’aria da Cinque Maggio, da sconfitte inopinate e senza senso che fanno tanto la storia dell’Inter (“non vincete mai” ci cantavano per irriderci ed in fondo noi interisti siamo un po’ dei loser, dei lonesome cowboys), per pensare di poter dispiegare a gola piena “
All’alba vincerò, vincerò!”… Ma se anche accadrà, come sento e temo, viva Inter sempre e comunque, perché gli uomini, i presidenti buonisti, gli allenatori fighetti, i calciatori-mercenari passano, l’Inter resta…

0 pensieri su “Le confessioni di una Cassandra: sento aria da Cinque Maggio…

  1. Caro Ziliani, lei mischia troppo spesso il sacro al profano ! Mi chiedo come si possa confondere la morte dell’Imperatore con una partita di calcio. Capisco che i temi enologici importanti languano, che anche Lei sotto Natale sia diventato inopinatamente più buono, però si lasci dire di aver compiuto un atto di lesa Maestà. Passi per gli altri, ma io che in Osteria ho esposto un piatto in finissima porcellana che vede riprodotto il celebre dipinto del David che rappresenta l’Imperatore in groppa al suo cavallo bianco, non posso certo fargliela passare. Tutto questo poi per parlare di una squadra che per vincere qualcosa ha dovuto spendere negli anni precedenti parecchie centinaia di milioni di euro, cambiare un mare di allenatori (persino il bravissimo Simoni), acquistare centinaia di giocatori riuscendo alla fine a selezionarne qualcuno buono. Una squadra tutta straniera che per Lei conservatore degli italici costumi ed ideali dovrebbe almeno stridere. Per non parlare poi della squadra avversaria, quella del magn…ate dell’informazione, l’uomo di plastica, colui che ci ha degnamente rappresentato per 5 anni in tutti i consessi internazionali (anche con la Sua colpevole complicità….non dimentichiamolo). Insomma caro Ziliani, se dobbiamo scomodare i Grandi della storia facciamolo almeno per una degna causa ! Ma si, facciamo un po’ di gazzarra, quest’atmosfera melliflua che aleggia sulla povera Italia mi induce più del solito a provocare…..
    Ciao

  2. Caro Franco, per una volta dissento. Io avverto buone vibrazioni. Tanto buone che, anche in caso di inopinata sconfitta, resterò di ottimo umore perchè, anche perdendo il derby, resto convinto che tra noi e il Milan le distanze resteranno siderali: per qualità, tecnica, solidità e stile. Sì, stile.
    Nulla mi toglierà dalla testa che i millanta punti che ci separano dai cugini non riflettano la differenza di valore in campo. Niente da dire su molti dei singoli, ma nell’insieme il Milan somiglia all’Italia: una realtà triste e in declino. Una squadra che deve affidarsi al proverbiale fattore C (vogliamo parlare ancora del gol di rinterzo da Inzaghi in finale di Champions, tanto per citare un caso?) o ai guizzi individuali per vincere trofei in cui le prestazione episodica conta più della continuità.
    E se per la coppa dei campioni almeno il fatto di aver competuto contro le più forti squadre europee ha un senso, per la cosiddetta intercontinentale, via, siamo seri, quello era un torneino tipo olimpiadi, quando il Brasile deve affrontare le Vanuatu facendo finta che siano avversarie degne solo perché lo predicava De Coubertin. Si definisce “trionfale” un’annata in cui il Milan resta invischiato in calciopoli (hehehehe…ed è appena tornato fuori Meani…), becca decine di punti di distacco e nel campionato in corso non è ancora riuscito a vincere in casa. Ma per favore.
    Sì, d’accordo, riconosco al Milan la mentalità, il “piglio”, il palmares, ma da qui a farmi spaventare o ad avvertire cattive vibrazioni per il derby, ce ne corre. Proprio perché, appunto, le forze in campo sono così palesemente dispari che anche se perdessimo la sconfitta sarebbe del tutto ininfluente su tutto. Che vincano pure se così dev’essere, mi verrebbe da dire. E’ naturale che mi auguro il contrario, sia chiaro. Ed è per questo che sono pure ottimista.
    Lo scudetto di cartone? Ma non mi facciano ridere. Nessuno dice che la medaglia d’oro olimpica di Lewis è di cartone, solo perchè l’hanno tolta al dopato Johnson: anzi, tutti esaltano la vittoria pulita del primo e biasimano quella truccata del secondo. E noi dovremmo vergognarci di un campionato vinto a tavolino? Ma proprio il contrario: è un godimento doppio, primo perché è una vittoria e secondo perchè questa viene tolta a un avversario sleale. E mi sa che di “scudetti di cartone” ce ne dovrebbero dare tanti, Milan e Juve, se si andasse a scavare più indietro (dopo calciopoli c’è ancora chi crede alla buona fede di Ceccarini nel famoso scontro Ronaldo-Iuliano?).
    Vignadelmar ha da ridire sul fatto che si è speso troppo, male e a lungo prima di vincere? In parte gli rispondo che, come le sentenze hanno dimostrato, non si giocava alla pari. In parte che a spendere non ci vedo nulla di male, finché si può. E che l’Inter “povera” di Simoni, quella con Ciccio Colonnese per capirsi, avrebbe vinto comunque se il sistema non l’avesse fermata. Senza stare a rivangare i misteri del 5 maggio e la semifinale di Champions persa da Cuper contro il Milan senza perdere…
    Per concludere: forse per la prima volta da quando sono interista, cioè da sempre, affronto il derby con euforia, perché comunque vada non cambierà nulla. Resteremo più forti del Milan, davanti a loro anni luce in classifica e con una squadra cento volte migliore. E se poi vincere il derby gli servirà da foglia di fico o da contentino, facciano pure. Ai poveracci bisogna pur dare qualche soddisfazione ogni tanto, vero Ambrosini. Per dire che la coppetta intercontinentale e anche l’eventuale vittoria nel derby potranno comunque metterla da qualche parte.Dunque, sorridiamo: stasera saremo comunque davanti. Di parecchio. e probabilmente ci resteremo.
    Saluti,Stefano

  3. fratello Stefano, innanzitutto un forte abbraccio e una salda stretta di mano, perché, ancora una volta, come nei tuoi splendidi pensieri sul Natale, che ho avuto molto piacere a pubblicare, dimostri che splendida persona sei. E quale sia il tuo stile. Spero che tu abbia, comunque, ragione, ma continuo ad avere cattive sensazioni. A me i cugini piacerebbe tanto travolgerli, stracciarli, lasciarli senza parole (come loro senza parole, anzi di m…. ci lasciarono, anni fa, battendoci 6 a 0 in un derby…) annichilirli. Temo che così non accadrà e che resterà un sogno, ma mi fa piacere vedere un amico toscano, pardon senese, essere più ottimista, fazioso e interista di me, nello scrivere, con splendida chiarezza, quello che hai scritto. Forza Inter sempre e comunque: eravamo interisti anche negli anni bui, dell’interismo inteso come sottile piacere della sconfitta, interisti e orgogliosi lo rimarremo anche se oggi, come sento, dovesse andare male…

  4. Ripeto qui un commento che ho lasciato ieri su un altro post di questo blog, mancano ancora due ore al derby ma lo spirito rimane lo stesso:

    “Franco, Vincenzo Moscatelli (Cino), il commissario politico delle divisioni Garibaldi che scrisse “Il Monte Rosa e’ sceso a Milano” mi disse, commentando la battaglia di Fara-Romagnano-Prato Sesia, che l’importante non e’ vincere una sola battaglia e aggiunse: “possiamo perderne anche 99 ma basta vincere la centesima, purche’ sia l’ultima e con essa si vinca tutta la guerra”. Non era milanista, stai tranquillo…”

  5. Per il Milan assediante sarà una Stalingrado, l’inizio della dissoluzione. !!!!

    Nonostante tutto, io oggi e solo oggi, tifo Inter….normalmente non tifo nessuno !!

    Uniti nella lotta. 🙂

    Ciao

  6. Caro Franco,
    grazie per le belle e quasi imbarazzanti parole, che davvero non merito ma che, ovviamente, mi fanno piacere.
    Permettimi di fare un parallelo con l’altro post “caldo” del blog, quello sul presunto declino italiano. Anche il calcio, come in generale tutto lo sport, è in declino. In declino, prima ancora che come disciplina in sè, come valore e come espressione di una società e di un’identità nazionale che probabilmente ha fatto il suo tempo sotto i colpi dell’omologazione.
    Tuttavia, nel comune declino (come nell’invecchiare), si può declinare meglio o peggio. Ecco: il Milan e il milanismo stanno invecchiando peggio e più in fretta dell’Inter e dell’interismo. Una magra consolazione? Forse sì. Ma il calcio vive anche di emozioni effimere, quindi godiamoci il momento. Vuoi mettere: perdiamo il derby (pura ipotesi, ovviamente) e possiamo permetterci che possa non fregarcene nulla o quasi, perchè la nostra superiorità è per una volta tanto manifesta, ultratecnica, ultraritmetica, ultratutto che non lascia il segno. Con questi poveretti che fingono di gonfiare il petto per la coppetta intercontinentale e sul collo il fiato di moggiopoli 2?
    Mi dirai: occhio, potrebbe arrivare moggiopoli 3, la faccenda dei bilanci (mal comune…), etc. Vabbene. Ma chi se ne frega? Intanto loro sono laggiù, nell’abisso, a meno centomila. Anche se vincessero tutte le tre partite da recuperare resterebbero a distanze siderali. Hanno tra i piedi quella piaga tragicomica di Ronaldo (da settimane mi tormento per decidere se sia più ridicola la capigliatura dell’ex fenomeno o la vicenda da malato immaginario che lo riguarda) e non sanno come giustificarla, ma ti rendo conto della rivincita? E di Gilardino che sembra diventato Maurizio Ganz, vogliamo parlarne? E dei gol, che se non glieli fa il trentaquattrenne Inzaghi loro sono fritti? E di Pato/patè?
    L’unico che, nella sua esistenziale tristezza, mi ispira simpatia e senso di solidarietà è il povero Dida, vero simbolo della crisi tecnica e della piombante immogitudine rossonera, quella pateticamente celebrata da certi giornalisti-tifosi dalla facile iperbole e dall’adulazione istintiva.
    Ma sì, se oggi il fato vuole che vincano (a volte, per eleganza o per vezzo culturale, si può chiamare fato anche il fattore C), vincano pure il derby questi poveri milanisti.
    Tanto resteranno sempre…milanisti!
    Un caro abbraccio,

    Stefano

  7. Dai, Franco, e’ sempre successo che la squadra favorita nel nostro derby e’ quella messa peggio in classifica, pero’ noi abbiamo altre mire…
    Ricordo un anno che per vincere inutilmente contro il Milan a poche giornate dal termine abbiamo speso tante energie che poi abbiamo pareggiato con la Juventus e questa vinse lo scudetto!!! Insomma, far bella figura in campo lo capisco anche, ma intanto lasciamo pure che si mangino la polvere, che lo sanno fare benissimo…

  8. Posso sapere da un interista DOC come te perché molti interisti abbiano questo culto sperticato per Materazzi? Io lo ritengo un giocatore fisicamente dotato ma caratterialmente insopportabile, oltre che spesso violento a sproposito. Altri amori interisti imperscrutabili, almeno per me, sono poi stati quelli per Diego Pablo Simeone e, soprattutto, per l’indicibile scarpone Zamorano, un centravanti che dopo aver lasciato le squadre spagnole perse man mano la capacità di far gol.

  9. CUORE NERAZZURRO BATTE POLENTE ROSSONERE: Dida a 1. Adesso, dalla fossa delle Marianne della classifica, possono mettersi dove sanno la coppetta intercondominiale vinta alle giostre di Yokohama.
    Bye bye Ambrosini…

    Stefano

  10. Stefano,un poco di eleganza non guasterebbe.
    Prendi esempio dal Presidente Moratti che in tanti momenti di delusione da parte della (adesso) grande sua squadra ha rarissimamente perso il suo applomb.
    Comunque l’Inter ha vinto. Onore all’Inter.
    Luciano

  11. Caro Luciano,
    lasciami la soddisfazione di gioire. Del resto certi eleganti striscioni del recente passato mica li ho inalberati io. E nemmeno io ho fatto ironie sullo scudetto di cartone e il titolo degli onesti, ti pare?
    Saluti, Stefano

  12. Caro Stefano, ci mancherebbe! E’ giusto e sacrosanto che tu e tutti gli interisti gioiscano.
    Per il resto, riguardo alla questione degli insulti sugli striscioni, sei libero di crederci o meno, non solo non li ho condivisi ma li ho trovati di pessimo gusto e del tutto controproducenti (nel senso che facevano più male al Milan che all’Inter).
    La gioia, l’entusiasmo non devono trascendere nella volgarità becera; e questo, a mio parere vale per milanisti, iuventini, italiani o francesi (pessimo anche fischiare la Marsigliese.
    Troppe volte ci dimentichiamo che stiamo solo parlando di una partita di pallone.
    Auguri.
    Luciano

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