Ma perché non lo mandate a quel Paese? Modesto consiglio a Fini e Casini

Ora il Berlusca, dopo aver sfasciato (quel poco che ne restava) il cosiddetto Polo o Casa delle Libertà e aver deciso, senza consultare, anzi, a dispetto degli alleati, di creare il “Partito del popolo della libertà o Partito della libertà”, con una deriva chiaramente populista e con un palese disprezzo delle alleanze e degli antichi sodali di governo, con la consueta “coerenza” che lo contraddistingue cosa fa? Lancia un appello agli alleati e dice “stiamo tutti insieme”, non si sa bene se appassionatamente come una volta oppure no.
Ieri mister “mi consenta” é andato a Bari e poi a Palermo (leggi) e passeggiando tra la gente se ne é uscito dicendo che “con gli alleati vogliamo fare un percorso condiviso” e che il nuovo partito (quella cosa che pensa di creare cambiando ragione sociale alla bottega, con una furbesca trovata di marketing politico) “è pensato per questo obiettivo di unità. Bisogna eliminare ogni divisione tra alleati”.
Domanda: ma non sarà che questa ennesima giravolta nasce dal fatto che, come scrive oggi sul Corriere della Sera Renato Mannheimer (leggi), i sondaggi, quel termometro del sentire della gente che Berlusconi tiene così tanto in considerazione, non gli sorridono tanto e dimostrano che “la contraddittorietà dei messaggi provenienti dal Cavaliere e la contemporanea esplosione della conflittualità tra le forze del centrodestra hanno rimesso in trambusto gli elettori della coalizione” e non sembrerebbero premiare, virtualmente s’intende, la scelta di sbarazzarsi degli alleati e di dire “faso tuto mi”?
A Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, che non mi piacciono, così come non mi piace (l’ho votato in passato, per puro anticomunismo, come unica soluzione contro l’ipotesi, a me non graditissima, di un governo Prodi ostaggio della sinistra massimalista) mister Bandana, vorrei dire, da quasi ex elettore (nauseato) del centro destra, solo una cosa: ma perché non lo mandate, una volta per tutte, con la sua politica di plastica, il suo potere, le sue televisioni, le sue uscite indifendibili, le sue imbarazzanti trovate, a quel Paese?
Perché non trovate il modo, visto che ha ampiamente dimostrato di considerarvi solo come ingombranti accessori, di fare a meno di lui, rivolgendovi, da destra, ai suoi elettori (che non sono mica stupidi e non sono tutti tarantolati dal suo carisma di tycoon e self made man) proponendo, a chi non vota e non voterà, con tutto il rispetto per chi lo fa, a sinistra, una seria alternativa, politica, ad un modo di fare “politica” che è puro marketing, trovate pubblicitarie, consigli per gli acquisti?
Persa per persa la partita, perché lui hai i soldi, é potente, spregiudicato, furbo e ora flirta pure con Veltroni e dice che di lui si fida, avrete almeno salvato la faccia, no?

0 pensieri su “Ma perché non lo mandate a quel Paese? Modesto consiglio a Fini e Casini

  1. Fini paga lo scotto di essergli sempre stato troppo fedele, quasi un cagnolino scodinzolante e plaudente.
    Casini, con sopratutto Tabacci, un po’ meno allineato ma pur sempre “complice”. Eh si, caro Ziliani, come complici.
    In nome di un anticomunismo ormai fuori dal tempo, atterriti dalla paura di trovarsi in balia dell’orda comunista e massimalista avete fatto sorbire al Paese cinque anni di pessimo governo. Cinque anni durante i quali il Berlusca ha ipnotizzato i suoi alleati mentre lui risolveva od allontanava da se tutti i possibili problemi. Cinque anni dove nei TG non si parlava altro che di magistrati disturbati che lo perseguitavano, di leggi che gli volevano togliere la proprietà delle sue Aziende colpendo così il Presidente eletto dagli Italiani (curioso il fatto che adesso che non è più il Presidente eletto dagli Italiani Lui si senta intoccabile perché capo dell’Opposizione) mentre il paese deriso ed irriso all’estero andava alla deriva.
    Con le cene del lunedì a tenere uniti chi l’Italia la vuole disgregare (Lega) con chi l’Italia la vuole unita e Patria (AN).
    Caro Ziliani, si sa che io sono di parte però la serietà formale e sostanziale di questa Governo rispetto al precedente balza agli occhi. Certo, io sogno un governo monocolore di Rifondazione, nel frattempo mi accontento !
    Ah, dimenticavo di ripeterle che il luminosissimo Compagno Vendola come Governatore della Puglia sta facendo un ottimo lavoro…. Roma non è poi così lontana !!!
    Ciao

  2. caro Luciano, mi consenta, non mi tiri troppo per la giacchetta! Avrei molto da eccepire al suo commento, che condivido solo nella parte iniziale. Ma preferisco non “litigare” con lei e mantenere lo spirito amichevole che abbiamo avuto nel corso del piacevolissimo e simpatico colloquio telefonico di stamane. Quello che ci unisce é sostanzialmente un “purismo” di fondo, un essere idealisti e nemici, da sponde diverse, dei conformismi, degli opportunismi, dei calcoli e delle falsità. tanti cari saluti e al piacere di farle presto visita (il Barolo buono lo porto io…) nella sua Osteria!

  3. Vignadelmar, di grazia, in cosa risiederebbe la “serietà formale e sostanziale” di questo governo? Nelle facce di Mastella e Dini? Oppure nel comportamento di Rifondazione, che vede quotidianamente mortificate tutte le proprie istanze e continua ad astenersi, a non votare, inventando di tutto pur di mantenere in vita questo pataracchio che qualcuno ha il coraggio di definire governo?

    Esagero? Può essere, solo che il programma con il quale il centrosinistra si è presentato agli elettori è stato totalmente disatteso. E questa, almeno moralmente, è una truffa. Già, ma se le merdate (scusate il termine) le fa Berlusca andiamo tutti in piazza. Se le fa Prodi o Veltrozemolo, invece…

    La promessa tassazione delle rendite dov’è?
    La lotta alla precarietà e la cancellazione della Legge 30 che fine hanno fatto?
    Cosa stanno facendo i soldati italiani a Kabul, perché quella missione è stata rifinanziata?
    L’indulto a cosa è servito, Vigndelmar, dato che i poveracci sono tornati quasi tutti dentro e i “furbetti” truffatori e intrallazzatori stanno pancia all’aria a godersi il frutto delle loro opere?
    La promessa Commissione di inchiesta su Genova 2001, Vignadelmar, dove sta (vergogna, vergogna, vergogna)?
    Il conflitto di interessi quando lo si risolve? Aspettiamo che Silvio e Piersilvio passino a miglior vita?
    Questa benedetta Tav si deve fare? Perché allora sul programma non c’è scritto?
    Il cuneo fiscale dove è finito,in quali tasche?
    E il “tesoretto”?
    Ah già, dimenticavo che un punto del programma è stato mantenuto: la cancellazione dello Scalone Maroni, che infatti è stato addirittura peggiorato…
    Vado avanti, Vignadelmar? O devo parlare del vergognoso decreto razzista di Amato? E’roba degna di Calderoli e Borghezio, Vignadelmar.
    Può dirmi in cosa questo sarebbe un governo di sinistra? Perché “Liberazione” ha pubblicato un editoriale di Sansonetti titolato “Cosa ci restiamo ancora a fare?”?
    Vendola quando arriverà a Roma si adeguerà, preciso a come hanno fatto Bertinotti, Giordano & co. Vedrà adesso con San Veltroni quante belle cose di sinistra comincieremo a vedere, glielo dice un noto fasciocapitalista berlusconiano.
    Saluti
    Marco

  4. @ Franco: altro che mandarlo a quel paese, tempo due giorni e saranno tutti e due di nuovo lì, a fare le piroette per la gioia del padrone. Il centrodestra non esiste, dal 1994.

  5. Pur non condividendo spesso alcune posizioni dello Ziliani, mi è piacito leggere questo suo post, trattante di politica in un blog decisamente (e giustamente, per fortuna) eno-centrico.
    Troppi giornalisti nascondono le proprie simpatie celandosi dietro una presunta obiettività (poi tranquillamente calpestata con articoli e servizi vari).
    Almeno qualcuno, per fortuna, si ricorda del grande Indro Montanelli quando diceva che l’unica garanzia di obiettività, per un giornalista, è la dichiarazione della propria soggettività.
    Finalmente qualcuno che ne parla liberamente, che dice dove si colloca politicamente ed esplicita il proprio dissenso.
    Mi dichiaro felice di dissentire ma altrettanto felice di leggere.
    Alla prossima

  6. magari il Berlusca proverà a farsi perdonare e a ricucire con l’ex amico Gianfranco facendo il brillante e mandando un bel mazzo di rose alla neo mamma della figlia del leader di A.N. che é nata oggi… tipico gesto berlusconiano e valido pretesto per una pace che, così come stanno le cose oggi, non potrebbe che fornire argomenti (ne ha già abbastanza a mio avviso) a Storace e alla sua formazione La Destra… Formazione tra l’altro paradossalmente “benedetta” alla sua nascita proprio dal Berlusca… Questa é la politica italiana oggi: sozza e squallida anche nell’ambito della cosiddetta Casa della Libertà o come diavolo si chiamerà ora…

  7. Poi magari quando hanno un attimino di tempo Fini & Casini ci spiegano che cosa hanno contro la “famiglia non tradizionale”, quella non sancita dal matrimonio, quella contro la quale scagliare cattolicissimi anatemi…

  8. Marco, non credo che abbiano tempo per risponderti. Sono troppo impegnati a divorziare, loro difensori a spada tratta della FAMIGLIA (come il Berlusca), e a risposarsi e a fare figli con donne che poi, magari diventano anche mogli… 🙂

  9. E Fini, strenuo difensore della Santa Romana Chiesa Cattolica Apostolica, adesso convive con la nuova compagna dalla quale ha avuto un figlio fuori dal matrimonio.
    Mentre del primo matrimonio celebrato con rito civile con una Divorziata….nessuno parla più !!

    C’è una sola parola: IPOCRITI !!!!

    Rafforzativo: molto spesso è vero anche questo, cattolicesimo=ipocrisia…..ma si sa, io sono anche un anticlericale feroce !!

    Ciao

  10. Se vai a rileggere sopra, il 2 dicembre gli avevo dato due giorni di tempo. Oggi è il 4 dicembre.

    Sono più credibili quelli che fanno il gioco delle tre carte a Porta Portese la domenica mattina.

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