Questo sì che é parlare chiaro… Sperando non siano solo parole parole parole…

Ricordate quello che avevo scritto una decina di giorni fa e l’invito, che più chiaro non si potrebbe (leggi) rivolto a Casini e Fini, a “rottamare” come leader del centro destra, e a mandare a quel paese “mi consenta” cavalier Berlusca?
Bene, dopo una settimana dove il leader di A.N. era sembrato abbastanza propenso ad accogliere il dietro front di mr.Mediaset e a ritornare, con la coda tra le gambe, all’ovile, oggi Fini, parlando all’assemblea di An riunita all’Ergife, ha, come riferisce (qui) il Corriere della Sera on line, parlato chiarissimo, che più chiaro non si può.
Ha annunciato a chiare lettere “l’ostruzionismo del suo partito nei confronti della riforma elettorale Vassallo” definita “un’autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perchè reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l’archiviazione del bipolarismo”.
Ma non basta, Fini ricordandosi improvvisamente di parlare con un linguaggio di destra ad un popolo di destra o del centro destra che ne ha piene le scatole del Berlusca e dei suoi deliri di onnipotenza, delle sue svolte populiste, dei partiti che cambiano ragione sociale , si sciolgono o nascono dal nulla secondo il responso dei sondaggi e l’umore e gli interessi del capo, ha detto, fuori dai denti, che “se Berlusconi pensa di fare l’asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa perchè una legge siffatta in Parlamento non passerà mai”.
Il finale del suo intervento è di quelli che tagliano la testa al toro e fanno capire come una ricucitura nel centro destra o un ritorno all’antica formula (della serie comanda il Berlusca e tutti gli altri a contornarlo come altrettanti yes men) sia possibile come una mia direzione di Wine Spectator o della guida Vini d’Italia.
Fini ha detto che “comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali” precisando poi:”da queste mie parole volutamente molto nette voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quello che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi”.
Accidenti Fini, ma perché diavolo non ha parlato prima con questo linguaggio chiaro e dignitoso, ricordando che “Alleanza nazionale non deve sentirsi assediata dagli eventi, deve avere idee, progetti e proposte e andare avanti per la sua strada”, facendo arrivare “il suo contributo con un documento non chiuso e autoreferenziale, pensato da noi non per An ma per il nostro Paese”, lasciando che l’ex governatore del Lazio, Francesco Storace, lasciasse An, con altri amici e annessi mondani vari (vedi Santanché) per fondare La Destra (vedi) perché in Alleanza Nazionale non sentiva più fare discorsi di destra, ma un generico appiattirsi sul Capo Berlusca o un tendere verso un improbabile affollatissimo centro?
Questo detto da un elettore ultradeluso, di destra (o piuttosto della mia personalissima idea di Destra da anarchico conservatore, che probabilmente non esiste o è nei miei sogni), che il suo partito non ha mai votato e chissà se arriverà mai a votare…
A 55 anni, sor Gianfranco, è giunto il momento che provi a vedere se una parte consistente di questo singolare amato-odiato Paese sia pronta a fidarsi di lei e a chiederle, dopo una sua chiara assunzione di responsabilità, che uscite di grande dignità come quella di oggi non siano solo tattica da politique politicienne, oppure belle parole (parole, parole, parole…), ma impegni precisi. Tipo, se l’espressione non fosse già stata usata e suonasse ormai antica, una sua “discesa in campo“… Se il leader annunciato del centro sinistra sarà Walter Veltroni, perché il nuovo leader del centro destra non potrebbe essere Fini?

0 pensieri su “Questo sì che é parlare chiaro… Sperando non siano solo parole parole parole…

  1. l’ho sempre ritenuto uno dei migliori politici italiani……e devo ammettere che una certa simpatia la provo piu’ per lui che per il “burattinaio ceralaccato di Arcore”……il paese ha bisogno di un intelligenza politica, qui stiamo raschiando il fondo del barile, e parlo anche della sinistra italiana non solo del centro destra… a proposito mi dovete spiegare anche l’aumento passato ai parlamentari in gran segreto (1135 euro!) io di questo passo diventerò davvero sovversivo…..

  2. La domanda di Franco è: “Se il leader annunciato del centro sinistra sarà Walter Veltroni, perché il nuovo leader del centro destra non potrebbe essere Fini?”

    Semplice: perché dal 1994 ad oggi ha vestito i panni del maggiordomo, accettando qualsiasi bestialità del cavaliere nero di Arcore e dei suoi amici nonché di gente che con lui e An avrebbe ben poco a che vedere come Bossi, Borghezio e Calderoli. Adesso sta disperatamente tentando di salvare quel che rimane del suo partito dal progetto “cannibale” di Berlusconi. Sarà già tanto se riuscirà in questo intento, altro che leader. Ad ogni modo io resto convinto che anche stavolta finirà con una bella pacca sulle spalle.

  3. concordo su quasi tutto Marco, ma voglio fare una (cauta) apertura di credito e sperare, come diceva il povero Nino Manfredi, “Fusse ca fusse la vorta bbona“… Mi sembra sia davvero the last chance per G.F.

  4. Caro Franco,
    per una volta non credo di essere d’accordo con te. Come sai, non posso essere sospettato di simpatie sinistroidi. Appartengo tuttavia a quella vasta schiera di persone che da tempo (da anni!) ha cessato di credere all’ormai ridicola scansione destra/sinistra e l’ha presa per quella che è: una trappola finalizzata al mantenimento dello status quo, un pietoso gioco delle parti, un panem et circenses ad uso elettorale, un manicheismo artificioso e strumentale di fronte al quale non solo io, ma tantissimi che sono cresciuti nella cosiddetta o nell’ambito della cosiddetta “destra” (un contenitore ormai vuoto, inutile sentina residuale di chi è o era “contro”: conservatori, neofascisti, monarchici, altoborghesi, rivoluzionari, nostalgici, etc) ci siamo ritratti, schifati.
    Per opportunismo e calcolo politico (dal suo punto di vista, ottimo), Fini, il cui fiuto non è in discussione, ha via via svenduto come ciarpame tutti i simboli su cui aveva costruito, li si condividesse o meno, la sua credibilità ideologica. E’ andato a Gerusalemme come a Canossa, si è messo la kippah, ha detto che Mussolini è stato il male assoluto, ha nascosto la fiamma, ha rinnegato radici e decenni di militanza: insomma, per rifarsi una verginità e adeguarsi al politicamente corretto, si è normalizzato. Ha tentato poi, a lungo riuscendoci, di far passare il mal di pancia ai tanti dissidenti stordendoli con la litania del potere raggiunto e della destra di governo, facendo patti nel nome del dollaro (esattamente come i suoi dirimpettai comunisti) col nemico di sempre: i demoscristiani e tutti quelli che per quasi quarant’anni avevano costituito la “conventio ad excludendum” per far fuori l’Msi dalla politica italiana, inventandosi la storiella dell'”arco costituzionale”. Con una logica intrinsecamente “rossa” ha con pertinacia perseguito la logica della selezione al ribasso, emarginando le menti scomode e critiche e circondandosi gramscianamente di intellettuali “organici”. Il tutto per darsi una legittimità, giocare sul palcoscenico parlamentare, entrare nel salotto buono del conformismo italico. Lo ha fatto però con le armi che aveva, quelle dettate dalla forma mentis di un politico di professione.
    Ma il Berlusca è infinitamente più furbo, scaltro, abile, disinvolto di lui. Con mossa politicamente acutissima, tipica di chi è estraneo agli aparati, ha in un colpo solo scaricato, avendone pragmaticamente intuito l’inutilità, tutti i ferrivecchi della defunta Cdl, ricacciando AN, Fini e il suo triste apparato di burocrati camuffati da “destri” ai margini del sistema. E neutralizzandoli proprio in quanto, ormai, partito senza artew nè parte.
    Sia chiaro: la mia ammirazione per Berlusconi sta solo nella sua intelligenza, la sua prontezza, il suo fiuto e il suo ingegno. Ideologicamente parlando nulla mi è più estraneo di lui. Ma le qualità gli vanno riconosciute e lui ne ha da vendere.
    Quello che è successo l’ha descritto magnificamente su “Il Giornale” di qualche settimana fa un altro che non può essere sospettato nè di filocomunismo nè di filoberlusconismo, ma che anzi è una delle menti più lucide e brillanti di quella che fu, ma per fortuna non è più, “destra”, visto che l’espressione in sè ha ormai poco senso: Stenio Solinas (vedi http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=221988).
    Ecco perchè, caro Franco, per questa volta non sono d’accordo con te. Fini non è, ammesso che lo sia mai stato, ciò che oggi vuole illuderci di essere o di essere tornato a essere. Per intravedere uno straccio di progetto in questo paese occorre andare ben oltre, superare le scansioni artificiose e strumentali tra destra e sinistra e avvicinarsi a quelle “nuove sintesi” teorizzate, tra gli altri, da un altro grande ex di quella parte politica, Marco Tarchi. Che non a caso anni fa pubblicò un libro dal titolo significativo: “Per farla finita con la destra” (e di conseguenza, aggiungo io, anche con la sinistra).
    Credimi, chi come noi non sopporta l’opportunismo, l’autoreferenzialità, l’ambiguità, la spocchia della cosiddetta sinistra, non può trovare conforto tra le braccia di Fini, il loro compagno di merende.
    Un abbraccio,

    Stefano

  5. carissimo Stefano, grazie per il tuo intervento che condivido totalmente. Avevo letto l’articolo di Solinas, vecchio amico che leggo sempre con interesse ma che non vedo più da anni, e mi aveva fatto riflettere su tante cose. Sul senso di parole come comunità e senso di appartenenza, ad esempio… Tornando a noi – e pronto a beccarmi l’accusa di destrorse o nostalgiche tentazioni (nostalgia? ma di cosa?) perché su un blog dedicato al vino parlo anche di cose politiche (lo faccio ogni tanto, quando mi viene l’uzzolo…) – voglio dirti che non penso assolutamente di cercare e “trovare conforto tra le braccia di Fini”. Non mi é mai piaciuto, continua a non piacermi, molto probabilmente, come ho detto, le sue uscite di oggi sono tardive, tattiche e strumentali. Ma penso che anche se lontano dalla mia idea di uomo politico e pieno di contraddizioni e di cose che non mi garbano punto, sia decisamente meglio (beh, diciamo meno peggio…) il sor Gianfranco piuttosto che il furbissimo Cavalier mi consenta come leader di un seppur scalcagnato e molto filo democristiano centro destra! Stai tranquillo: le “merende” preferirò sempre farle con amici sinceri e di vecchia data come te. un abbraccio

  6. aldilà di Fini, Berlusca o Veltroni non sarà più la politica a cambiare le sorti di questo Paese, sarà la Storia e gli eventi che ne conseguono. La globalizzazione, l’apertura dei mercati e il libero muoversi delle genti, ripulirà e spazzerà via tutto questo vecchiume che si è accumulato negli ultimi 30 anni di storia di questo paese.Un Paese dove la maggioranza della gente non lavora più, non studia più, dove la cultura del ’68 ha appiattito tutto, dove oltre il 50% sono dipendenti pubblici ( dopo 30 anni non ho ancora capito cosa fa un “funzionario regionale”), dove domenica mattina alla stazione di Verona trovo l’edicola chiusa (basterebbe un bel sorridente pakistano con la voglia e la possibilità di aprire un edicola e tutto sarebbe risolto), dove nel mio quartiere alle 7,45 di mattina bar e pasticcerie sono chiuse, solo perchè le licenze sono contingentate. Sono andato in Svizzera per una Fiera e quando mi hanno dato l’elenco espositori mi sono accorto che l’unico coglione ero io che ho pagato 3 mila euro di stand, gli altri avevano scritto: Coespositore Camera di Commercio di …..! Cioè soldi pubblici, in pratica io ho pagato per me e per gli altri.Il sistema sta crollando e crollerà per un motivo semplice quasi fisico ad un sistema arcaico -medievale rigido come il nostro (unico) si è affiancato un sistema dinamico e snello in movimento, il sistema rigido non si piega crolla!

  7. Scusate il ritardo, ma non credo che G.F. meriti più alcuna apertura di credito, in particolare quando parla che la legge Vassallo in parlamento “non passerà mai”.

    O CHE FURIOSA INDIGNAZIONE. MA DOV’ERI QUANDO TU ED I TUOI PARLAMENTARI VOTAVANO L’ATTUALE LEGGE ELETTORALE? BULGARA ED ANTIDEMOCRATICA.

    Oggi in teoria un privato cittadino potrebbe diventare PAPA ma non più parlamentare.

    Perdonami Franco tu mi conosci e conosci le mie idee politiche ma questa legge elettorale attualmente in vigore non la manderò mai più giù, soprattutto perchè partorita dalla CASA DELLE LIBERTA’ (SIC)

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