Se vi piace, chiamatelo Oscar: Monsù Farinetti batte ancora un colpo

Il sabato, anche se festivo o da ponte di Sant’Ambroeus come questo, è proprio il mio giorno da Oscar! Tranquilli, non mi hanno (ancora) premiato per qualche interpretazione e non ho deciso di darmi al cinema piuttosto che all’ippica come qualcuno mi ha suggerito. Molto più semplicemente, così com’è accaduto anche sabato scorso, anche oggi mi si è materializzato all’improvviso il Farinetti.
Questa volta non con un intervento su questo blog, a commentare, come un normale lettore, la notizia, (leggi) da me data in anteprima (anche se qualche distrattovedi – ha fatto finta di non sapere) del suo acquisto, sto parlando del patron di Eataly, della celebre e storica azienda Giacomo Borgogno di Barolo.
Questa volta Oscar F. mi ha ancora una volta favorevolmente stupito (prego gli stupidotti che hanno affermato che in questo modo accetto anch’io la logica dei tarallucci e vino di scatenarsi e di reiterare pure le loro inutili sciocchezze) manifestandosi via voce questa mattina con una telefonata dove, bando alle ciance, mi ha detto “allora Ziliani quando ci incontriamo?”.
Devo confessare, per onestà intellettuale, che stavo giusto chiedendomi che fine avesse fatto Oscar e se il suo intervento sul blog dove mi diceva testualmente “Spero di conoscerla. Magari davanti ad una fetta di salame, incominciamo a discutere da qui” non fosse stato solo un brillantissimo modo di fare bella figura e di mostrarsi come un imprenditore illuminato dal volto umano.
Honny soit qui mail y pense! Detto fatto O.F., grazie ai suoi potenti mezzi e ad una tecnologia post Unieuro, ha letto nei miei malfidati pensieri e addirittura da un numero di cellulare riconoscibile e memorizzabile mi ha subito chiamato per fugare perplessità e arrière pensées e dare seguito alle promesse fatte via blog.
Vorrei accompagnarla in visita ad Eataly” mi ha detto – anche se forse sarebbe meglio che la mia prima volta al maxi enogastrostore torinese avvenisse in totale solitudine o accompagnato al massimo da qualche fidato lettore della “colonna” torinese – con una semplicità ed un modo diretto di comunicare, da imprenditore che sa quello che vuole ed è abituato a trattare con i Grandi Papaveri della Coop, con il lider maximo di Slow Food, con Sindaci e Governatori (non solo della Chiocciola) che mi è decisamente piaciuto.
Per questo motivo, sperando, se possibile prima di Natale ma non settimana prossima – che per me tra impegni di scrittura e una trasferta di due giorni a Londra (Barbaresco 2004 wine tasting da me organizzato con gli amici di The World of Fine Wine – sito Internet – con forse anche un’appendice Franciacorta-Prosecco) sarà un vero tour de force – di poter accogliere il suo invito e di incontrarci, a Torino o altrove.
Dato il feeling, ovverosia il parlarci chiaro senza nasconderci dietro ad un dito, che si è stabilito tra noi, voglio dedicare ad Oscar, sostenitore dell’assioma secondo il quale “non c’è altra strada che il marketing della verità” un ricordo spero divertente. Visto che siamo quasi coetanei, lui del 1954 (leggi) io del 1956, sono certo che Farinetti, che di televisione se n’intende di sicuro visto che ne ha vendute a carrettate, ricorderà un celebre Oscar televisivo.
Parlo, anche se è finito nel dimenticatoio delle mille cose della televisione commerciale più ruspante ed emergente, di
Oscar, il Super Telegattone, presenza fissa del programma musicale SuperClassifica Show che dal 1981 al 1985 è andato in onda ogni domenica all’ora di pranzo su Canale 5.
Oscar ballava sull’immagine delle rotative di TV Sorrisi e Canzoni mentre annunciava le new entry. La voce ufficiale di questa classifica settimanale era quella del Dj Super X, un volto ottenuto con una palla da discoteca con cuffie e microfono, mentre in studio il conduttore era (do you remember? leggi) Maurizio Seymandi che ostentando un clamoroso evidente parrucchino si occupava delle interviste o di presentare video e curiosità.
Con la voce del celebre imitatore Franco Rosi (sito) Oscar cantava una famosissima sigla il cui testo (ineffabile) si chiudeva con la frase “Se vi piace chiamatemi Oscar” (leggi e ascolta).
Con “quei baffi all’insù ù ù ù ù”, come diceva la canzone, e con quel suo modo sornione e pelpato di fare Farinetti non è forse il Super Telegattone dell’odierno panorama enogastronomico italico? Allora se vi piace chiamatelo Oscar!

0 pensieri su “Se vi piace, chiamatelo Oscar: Monsù Farinetti batte ancora un colpo

  1. Francamente faccio fatica a capire questa tua allegria e disponibilità.
    Non volermene, ma penso che lo scambio di due allegre battute non debba necessariamente portarci tutti a fare una doccia insieme…
    Niente guerre si intende, solo trincee che delimitano zone libere ove vivere con onestà quello in cui si crede.
    Forse sono io che sono sempre più corsaro e di conseguenza più solo. E’ possibile. Ma ti assicuro, amico mio, che quando mi guardo allo specchio mi riconosco ancora per quello che sono. Non per quello che altri vorrebbero che sia. Con grande rispetto, ciao.

  2. caro Corsaro, non penso di fare una doccia insieme ad Oscar (non é il mio tipo e sicuramente io non sono il suo…) né di arrendermi o diventare altro da quello che sono. Semplicemente se c’incontreremo (a quattr’occhi), si tratterà di confrontarci e di parlare con franchezza, di fargli delle domande e avere delle risposte (spero convincenti) o di rispondere a sue domande, perché un filo di curiosità nei miei confronti penso che anche Oscar l’abbia. Lui resterà l’imprenditore illuminato di successo, amico del consigliere strategico, alias Carlin, dei grandi papaveri della Coop rossa. Io il giornalista, scomodo e controcorrente, che dice quello che pensa e non guarda in faccia a nessuno. E non si fa condizionare sapendo che il tipo che critica é un potente amico dei potenti di turno, che domani, chissà, potrebbero venire utili. Non preoccuparti, franchi tiratori o corsari o sovversivi del gusto si resta nell’animo, anche se si dialoga con Farinetti… 🙂

  3. Corsaro, ovviamente quando scrivevo “(prego gli stupidotti che hanno affermato che in questo modo accetto anch’io la logica dei tarallucci e vino di scatenarsi e di reiterare pure le loro inutili sciocchezze”) non pensavo a te. Primo perché non ti ritengo uno “stupidotto”, ma solo uno ancora più puro e duro e idealista di me e secondo perché avevo scritto quelle parole prima del tuo intervento… 🙂

  4. Ok, tutto chiarito. Ma se ti senti in pericolo chiama: “Arriveremo a bassa quota con il sole alle spalle, e a un miglio di distanza gli sbattiamo la musica. La musica ? Io uso Wagner, fa cacare sotto i Vietnamiti. I miei ragazzi l’adorano!”

  5. Beh, caro Corsaro, ben più famoso è il sole di Austerlitz !!!
    Napoleone pose le sue armate con il sole nascente alle spalle che per lunghissimi minuti accecò le truppe dei due Imperatori avversari in quell’epica giornata di sole invernale (02/12/1805)
    Con quella vittoria Napoleone divenne il padrone d’Europa.
    E se Ziliani, quando incontrerà Farinetti, sarà tatticamente ben disposto avrà la vittoria in pugno !!!

    Caro Ziliani, avanti a passo di carica, fronte al “nemico”….la vittoria ci arriderà !!! 😉

    Ciao

  6. Avranno anche fatto cacare addosso i vietnamiti, ma dai coglioni dal Vietnam si sono tolti proprio i “ragazzi”. Ben contenti di farlo.

  7. Caro “Corsaro” Edoardo, te li sei proprio andati a cercare gli interventi dei simpatici “companeros” Filippo e Vignadelmar…
    Ci mancava solo che tu scrivessi “vincere e vinceremo!” e saremmo stati a posto… Intanto loro ci “spezzano le reni” con la loro graffiante ironia… 🙂

  8. Generale Ziliani, suona anche bene, mi propongo come Suo aiutante di campo !
    Marcerò naturalmente alla sua Sinistra, armato di belle bottiglie da condividere….l’appuntamento con la Storia è fissato….la Gloria ci attende !!

    Ciao

  9. niente affatto! il “generale” trova che determinati commenti, soprattutto da parte di due amici, siano ingenerosi e fuori misura. Queste cose di me non le dicono i consueti soloni che hanno sempre da criticarmi e me le devo sentire dire da Edoardo (con il quale mi sono chiarito) e da te? Non mi garba molto, Troglo!…

  10. va bene Troglo, visto che mi hai telefonato per questa volta ti perdono. Vedrò di spendere due buone parole per te con Oscar e di farlo aderire ai Sovversivi del Gusto. Altro che i “Presidi” del suo amico e consigliere strategico Carlin!…

  11. Egr Dott Farinetti……vedrei bene il sig. Ziliani quale responsabile settore VINI area Valtellina……………

    Ps. Naturalmente è una battuta!

  12. Il mondo va visto e conosciuto. Anche le iniziative importanti nel settore eno-gastronomico vanno conosciute e apprezzate o criticate a seconda delle opinioni. Essere sovversivi non significa foderarsi gli occhi estraniandosi dal mondo. Andremo a Malpensa e anche in tanti altri posti. Saranno in tanti a conoscerci e ad apprezzare il nostro modo di intendere la produzione e il gusto delle cose buone. Solo il confronto nel panorama italiano dell’enogastronomia permetterà al nostro pensiero di essere veicolato a dovere.

  13. Ho solo detto che EAT “filosoficamente” non coincide con il progetto dei sovversivi. Niente di più. Ciò non toglie che un produttore sovversivo possa scegliere questa o altre forme distributive. Perchè quello che accomuna il pensiero e le azioni dei sovversivi è fare altro, cercare altre soluzioni.
    Un’alternativa, non un’azione contro qualcuno.

  14. Antonio, non sarai in malafede, però il tuo commento sembra voler insinuare qualcosa… Forse appartieni alla schiera di chi crede che Eataly abbia inventato qualcosa: a me, personalmente (ed è solo un parere), non risulta affatto! In qualità (tu) di aficionados di Eataly, non dirmi che non sei contento della gamma di risi che attualmente Eataly propone ai suoi clienti?! E il riso di Zaccaria credi che non lo si possa comprare da nessun’altra parte? Perfidia o malafede, non lo so: però contento di che? Luca

  15. Luca, io non insinuo nulla, se hai letto altri miei commenti avrai notato che sono favorevole a questa novità che si chiama i “Sovversivi del Gusto”, però sembra quasi che siate sempre sulla difensiva, come a dovervi giustificare se Zaccaria va ad eataly o adesso andate a Malpensa. Comunque Carlo Zaccaria ha lasciato un’ottimo commento poco sopra. Che il suo riso si trovi da altre parti lo so benissimo. Il “contento” era riferito semplicemente al fatto che ora lo troverò pure ad eataly, tutto qui. Che poi a Torino abbiano inventato qualcosa oppure no, è un’altro paio di maniche.Ciao

  16. da semplice “fiancheggiatore” dei Sovversivi del Gusto intervengo anche qui, come ho fatto sul blog dei SdG, per dire che a mio avviso é importante che i golosi sovversivi siano presenti in forze alla rassegna di Malpensa. Di cui so poco, ma di cui conto di sapere qualcosa di più nel pomeriggio. Non credo che partecipare a questa manifestazione, come l’avere il riso, l’ottimo riso di Carlo Zaccaria, a Eataly corrompa o intacchi la purezza rivoluzionaria dei Sovversivi. Che tali restano anche se i loro prodotti finiscono in vendita chez Farinetti, oppure se vengono presentati in occasione di quella rassegna che davvero, svolgendosi a Malpensa, potrebbe consentire ai Sovversivi di spiccare, e non solo metaforicamente, il volo… 🙂

  17. Grazie Franco per la tua chiarezza e per il tuo saper mettere ordine fra le varie affermazioni che emergono dai commenti.

    Credo che la forza di noi Sovversivi del Gusto stia proprio nel fatto che niente riuscirà ad intaccare la nostra purezza rivoluzionaria. Malpensa sarà l’occasione giusta per spiccare il volo.

  18. Emilia, permettimi di approfittare della chiarezza delle tue parole “EAT “filosoficamente” non coincide con il progetto dei sovversivi”, per chiederti la cortesia di dirmi in estrema sintesi quali ritieni che siano i connotati filosofici dell’una e dell’altra iniziativa. Scusa la pedanteria ma intravedo la possibilita’ per me di chiarire un punto abbastanza interessante.

  19. Certo Filippo, ti rispondo.
    Eataly è intermediario tra produttore e consumatore.
    Buon intermediario, cattivo intermediario? Non posso dirlo, ci sono anche qui ” campanili” ( ndr SDG) Sicuramente per i consumatori è una buona opportunità.
    La “filosofia” dei Sovversivi è quella di metterci la faccia, quindi trovare quel canale diretto, quella conoscenza diretta produttore/ consumatore di là dagli intermediari di “massa”.
    E con questo termine non intendo insultare l’idea comunque geniale di Monsù Farinetti.
    E se a EAT si troveranno anche i prodotti dei Sovversivi, non ci vedo nulla di sbagliato.
    Quello che conta è riuscire a creare quel connubio produttore/ territorio e provare che altre ditribuzioni/ vendite sono possibili. Più autonome, meno condizionate PIU’ LIBERE. Un vantaggio sia per il produttore che per il consumatore.

  20. Emilia, grazie, ora credo di aver capito meglio. Il punto fondante e’ dunque questo della distribuzione diretta, chiamiamola cosi’. Non che la distribuzione intermediata escluda la possibilita’ per i produttori di metterci la faccia, secondo me. Non a priori almeno. Ma sicuramente, al di la’ del discorso della “faccia”, l’eliminazione di qualunque “man in the middle” e’ un valore, o per meglio dire consente al produttore da un lato, al consumatore dall’altro, di riappropriarsi di quote di valore.

  21. Si proprio così Filippo. Poi la “faccia” per me è importante. Intesa soprattutto come persona. Sto iniziando a conoscere i vari sovversivi e devo dire che continuo ad essere incuriosita ed apprezzare le “teste” di ciascuno di voi. Un altro valore aggiunto in un’epoca dove l’autentico è spesso confuso con l’immagine che si vuole dare di esso. ( oddio un po’ contorta… ma sono fatta così)

  22. Pingback: Quinto quarto » Blog Archive » Incredibile ma vero..si torna a parlare di Eataly!

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