Un Marzemino del Garda vagamente sovversivo (del gusto, ovviamente)…

Sbaglierebbe, e di grosso chi magari lasciandosi condizionare dal tourbillon di commenti a ruota libera che hanno fatto seguito a questo post (leggi) del Corsaro Edoardo, concludesse che I Sovversivi del Gusto (visita qui il loro blog) non siano una cosa seria. E che molto meglio sia stato restarsene a casa, magari davanti a Criminal minds (vedi – lo confesso: non mi perdo un episodio e quando non sono a casa, me li faccio registrare) piuttosto che partecipare, come io ho fatto, alla riunione, organizzata da Adriano Liloni (nella foto) nella sua Trattoria Pegaso di Soprazzocco di Gavardo. Riunione indetta per presentare il libro (testi e foto) dedicato ad una serie di “artigiani che ancora oggi continuano a salvaguardare sapori, profumi, lavorazioni che rischiano di scomparire ed essere dimenticati”.
Come ho già annotato sul blog dei SdG, in verità non c’é stato nulla di quello che avrebbe dovuto esserci, almeno nei presupposti iniziali. Non si é discusso tutti insieme, non si é parlato, se non tra gruppetti ristretti e tra vicini di tavolo, non é stato possibile fare il punto della situazione per poi capire quale sia la direzione giusta per il gruppo. Ed il libro, che doveva essere pronto e presentato martedì sera, si é scoperto essere ancora… in fieri, work in progress, con vari aggiustamenti necessari, soprattutto relativi ai testi (alcuni hanno scritto 4 righe, altri di più, ma occorre, come ho detto ad Adriano, una misura comune, un’unità narrativa, un filo rosso che colleghi parole ed immagini, bellissime) anche se l’impostazione appare già, dalla bozza che ci è stata mostrata, pienamente convincente.
Per me è pienamente valso la pena esserci, e non solo per le cose buone che ci sono arrivate dalla cucina (su tutte uno spiedo alla bresciana che avrei lucullianamente divorato in quantità industriali…), e per la contagiosa simpatia che quel misto tra un divertito casinista ed un parsifaliano “puro folle” che è il Troglo, alias Adriano, immancabilmente suscita.
Metto il bilancio della serata ampiamente al positivo anche per la possibilità che mi è stata data di cominciare a cogliere (anche se mancavano “pilastri” come Carlo Zaccaria e Edoardo Bresciano, Filippo Cintolesi e Francesco Travaglini) lo spirito, più che la “filosofia” (sino ad ora un po’ confusamente delineata, leggi) dei Sovversivi del Gusto e dei suoi aderenti (elenco incompleto qui). Nonché per il grande piacere di incontrare persone fantastiche come sciur Lino Cantaluppi, che Dio e Bacco l’abbiano in gloria anche se ha a che fare, a Como, con una golosa associazione che nel cor notoriamente non mi sta, e altri personaggi che corrono seriamente il “rischio” di diventare degli amici.
Parlo ad esempio di Giorgio Baravalle, conduttore in quel di Savigliano del Bed & Breakfast Il Segreto di Milia, che a giudicare dal sito Internet (vedi) sembra un posto delizioso dove spero di approdare presto, nel corso di una delle mie periodiche scorribande in Langa.
La serata è stata poi molto proficua, giornalisticamente e golosamente parlando, per la scoperta, diciamo i prodromi di una vera e propria scoperta, di una serie di realtà produttive dell’entourage “liloniano”, ovverosia la zona dell’entroterra di quell’angolo di Garda bresciano posto tra Gavardo e Salò e dintorni, realtà che conto di monitorare attentamente in loco con una serie di visite.
Parlo di Flavio Calabria, serio, poche parole e tanti fatti, produttore di salumi in quel di Muscoline (via Burago 6 tel. 0365 373668) , di cui abbiamo assaggiato, ad inizio cena, una squisita ben stagionata ma dolce, sapida senza essere salata, coppa. Flavio mi ha accennato agli altri salumi, alcuni molto particolari, che produce, da maiali che provvede ad allevare e far crescere al punto giusto, alimentandoli alla vecchia maniera, e che vende, oltre che in alcune botteghe specializzate, tipo La Fucina dei Sapori di Daniele Segala a Prevalle (via Fucine 15, tel. 030 6801251), presente anche lui alla serata, ma con il quale non ho avuto il piacere di parlare, anche direttamente in laboratorio. Ho poi rivisto, dopo anni, Cristina Pellegrini, produttrice di miele montano valcamuno, una sua amica, Elena Parona produttrice di buoni vini, con solo un filo di legno di troppo, nell’azienda agricola, anche agriturismo e centro ippico in località Basia di Puegnago (sito Internet), e ho scoperto, davvero una scoperta !, una giovane pasticcera, Eva Bontempi, di cui conto di parlare presto. Mi ha colpito moltissimo, non solo perché è giovane (beata lei, e molto ma molto carina, e simpatica, il che non guasta mai), ma per il suo carattere determinatissimo (frutto anche di esperienze professionali maturate tra un locale come la Trattoria alle Rose di Salò ed anni trascorsi alla scuola di quel sommo pasticcere che è Iginio Massari a Brescia), le idee chiare, la refrattarietà, che mostrava parlando, con ritrosia, di sé, ad accettare compromessi, per proporre solo la sua idea di pasticceria, quella in cui crede.
Spero di poterla andare presto a trovare, nel suo negozio di via della Ferrovia a Gavardo (Pasticceria Bontempi tel. 0365 32730), e magari lo farò chiedendo di accompagnarmi ai suoi cugini, Gian Pietro e Mauro Trevisani, produttori di validissimi vini in quel di Soprazzocco di Gavardo (via Galuzzo 2 tel. 0365 651987) dove hanno l’azienda agricola (sito Internet) e dove gestiscono un agriturismo dove si mangia splendidamente e dove conto di tornare presto. I loro vini, in particolare il Suer, la selezione di Rebo in purezza Benácus, sono un termine di riferimento in zona.
Tornando alla cugina, ad Eva Bontempi, ricordo benissimo la fragranza del panettone, giallo di burro e “croccante”, prodotto con lievito madre, la squisitezza degli altri dolci che ha portato e che abbiamo gustato a fine cena, e penso che mi farebbe proprio piacere poterlo avere a Natale sulla mia tavola. Da Bergamo a Gavardo, dove ho già un altro punto fermo di riferimento, Enrico Orioli con la sua splendida bottega Il mercato coperto dei formaggi (via Molino 3 tel. 0365 31110), dove si può trovare il miglior bagoss della zona, ovvero del mondo (qualche nascosta cantina di Bagolino a parte..) e tante altre squisitezze casearie (un Parmigiano Reggiano da mucche bianche – non rosse – di 24 mesi, addirittura da urlo), non sono tanti chilometri e vale la pena fare la strada…
La “rivelazione” della serata però, è stata, con mia grande sorpresa, enoica, e porta il nome di un’azienda agricola di cui confesso non conoscevo l’esistenza, la Cascina Belmonte posta in località Toppe Moniga del Bosco di Muscoline (tel. 333 5051606).
Se visiterete il bel sito Internet aziendale (qui), scoprirete che Muscoline, che conoscevo sinora come sede dell’attività di un amica fotografa, Giovanna Magri (sito Internet – autrice della mia foto che compare sulla home page di questo blog) “è un piccolo comune sulla sponda bresciana del Lago di Garda, a dieci chilometri dal lago, a metà strada tra Desenzano e Salò”, e che l’azienda, condotta dal giovane e determinato Enrico Di Martino, può contare su poco più di 4 ettari, con vigneti che vanno dai trent’anni sino ad impianti più recenti del 2001, 2004 e 2005.
Vitigni in azienda ce ne sono diversi, dal nobilissimo Riesling renano all’intrigante Incrocio Manzoni bianco, e poi Barbera e, immancabili come la gramigna, i due Cabernet ed il Merlot. Per fortuna però (non ho assaggiato gli alti vini, il Sangiovanni, il Garda Merlot Stramonia, l’uvaggio bianco Sorese, il vino da tavola Singia), alla Cascina Belmonte hanno pensato bene anche di puntare su due uve molto interessanti. Parlo del Marzemino varietà Refrontolo (grappoli piccoli) e del Rebo, che con una percentuale rispettiva 85% – 15%, vanno a determinare il vino che ho scoperto martedì sera e che ho continuato a bere nel corso della serata, il Garda Marzemino, annata 2005, da uve provenienti da un unico appezzamento, posto presso la frazione di Moniga del Bosco, con impianti del 2000- 2001.
Vinificazione in acciaio, sei giorni di macerazione sulle bucce, dati analitici che parlano di una bella ricchezza d’estratti e di un’acidità calibrata, ed il risultato, da un vitigno, tipicamente trentino, ma anche veneto (nel Don Giovanni di Mozart quando il librettista Lorenzo Da Ponte scrive “
Versa il vino! Eccellente marzimino!” pensa alla sua terra natale, Ceneda, nell’area del coneglianese – il suo nome originale era Emanuele Conegliano – non alla Vallagarina) , radicato nella storia vinicola della Valtenesi, è sorprendentemente piacevole, gustoso. Violaceo intenso profondo, ma luminoso il colore, un naso fitto, vinoso, fragrante profumato di viola, sottobosco e marasca, un’energia pimpante, succosa, ben polputa, con tannini mordenti il giusto e buona rotondità e nerbo al gusto ed il vino si fa splendidamente bere, abbinandosi alla grande al risotto (Carnaroli Zaccaria, ovviamente) con salsicce e ancora più allo spiedo bresciano, con grande equilibrio, piacevolezza, ricchezza di sapore, perfetto bilanciamento in tutte le sue parti. Piccola produzione, nemmeno tremila bottiglie che si vendono senza problemi (e vorrei vedere il contrario) ed un modo giusto di indicare la via maestra per una viticoltura della Valtenesi e del Garda bresciano che merita proprio di essere presa in considerazione. E bravo “Troglo” e bravi Sovversivi del Gusto che me l’avete fatto conoscere!

0 pensieri su “Un Marzemino del Garda vagamente sovversivo (del gusto, ovviamente)…

  1. Mi scusi signor Ziliani, se non ho mal compreso il suo scritto, l’incontro dei Sovversivi è stata solo una mangiata???

    Si guarda con interesse a questo gruppo di produttori, si guarda anche con interesse verso il suo leader, ma se questi si limita a dar da mangiare e non traccia le giuste linee guida, si va allo sfascio.

    Prenda Lei in mano la situazione.

  2. Caro Franco,
    dopoavere letto il tuo resoconto sulla serata non posoche essere concorde sulla positività del bilancio,non fosse altro per l’opportunità di incontrare, conoscere ed assaggiare in un clima di autentica simpatia.
    Attendo una delle tue scorribande in Langa per verificare insieme se il Segreto di Emilia risponde alle aspettative create dal sito.

  3. Pierpaolo, io non posso, né voglio, prendere in mano alcunché. Io sono un “fiancheggiatore” (anche se detto di un gruppo che si definisce di “sovversivi” potrebbe essere un’affermazione pericolosa, quasi una confessione di colpevolezza…) del gruppo, un amico e basta. Non sono un produttore se non di parole e qualche volta di idee. Non si preoccupi: non v’é alcun pericolo di andare “allo sfascio” come lei paventa. Adriano é e rimane il deus ex machina del gruppo, il geniale inventore, il punto di riferimento, il parsifaliano “puro folle” come l’ho definito. La barra é ben salda e molto presto, lasciamo passare i bagordi ed i festeggiamenti natalizi, ci sarà tempo e modo di trovarci a discutere, a fare quella riflessione, necessaria e doverosa, che non é stata possibile nel corso dell’allegra kermesse di martedì 27 da Adriano 🙂

  4. capisco le perplessita’ del signor pierpaolo, effettivamente la serata per un imprevisto sovraffollamento non si e’ svolta come doveva essere…infatti la distribuzione effettiva del libro finito avverra’ certamente in altro luogo con numero ristretto di partecipanti, VERAMENTE INTERESSATI a seguire il percorso iniziato. Se lei vorra’ contatti Ziliani che le fara’ sapere …..
    saluti.
    ps Franco non esagerare che crei i presupposti per chissa’ quale cosa… :-O)

  5. Un abbraccio sincero al grande “troglo” Adriano Liloni ed alla sua bella iniziativa, chissa’ che non sia proprio questa la strada buona per unire cucina, simpatia, piacere della scoperta. Lasciatemi un filo d’olio extravergine su qualche fetta di patata bollita. Ciaooo

  6. Per precisazione: Ceneda e’ uno dei borghi della attuale Vittorio Veneto (creata unendo Ceneda, Meschio, Serravalle alla fine della prima guerra mondiale).

    W il Marzemino (ed il Rebo)!

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