Barbaresco 2004: secondo Juancho Asenjo “la elegancia triunfa”

Non posso non segnalarvi, à la volée, questo ampio e come sempre informato e intelligente articolo sui Barbaresco 2004 (leggete qui) del mio fraterno amico, mi hermano Juancho Asenjo, grande appassionato di Barolo e Barbaresco (“ho il Nebbiolo nel sangue”, dice) e ottimo conoscitore della Langa (oltre che del Roero, di Montalcino e di altre zone vinicole italiane) pubblicato su Elmundovino (vedi sito) il più importante sito Internet del vino spagnolo.
Articolo impeccabile, lucido, meditato, unico neo, per la serie “de gustibus” e l’approccio al vino è soggettivo, dei punteggi a mio avviso troppo alti (16,5- 16 – 15,5) dati ad alcuni vini, lascio a voi immaginare a quali mi riferisco (basta dire che sulle etichette campeggiano rinoceronti e piume d’oca…) che non sono proprio un esempio di quella “elegancia” che in questi fantastici Barbaresco 2004 Juancho, a ragione, dice di vedere trionfare…
Juancho carissimo, ma come diavolo fanno a piacerti vini del genere ?

0 pensieri su “Barbaresco 2004: secondo Juancho Asenjo “la elegancia triunfa”

  1. Beh, ricordo quando tre anni fa un ottimo osservatore (forse tu stesso) scrisse: 2004, finalmente un’annata normale, Il nebbiolo delle varieta’ michet, lampìa e rosé (quest’ultima c’e’ qualcuno che ancora la usa, per fortuna) e’ l’uva dalla maturazione piu’ lunga e non ama gli eccessi, ne’ di caldo in estate, ne’ di pioggia in autunno, ne’ di legno piccolo in cantina. Se ci ricordiamo bene, l’annata 1996 nelle Langhe e nel Roero era stata sottovalutata da molti proprio perche’ normale dal punto di vista climatico, anzi agli inizi le si preferiva il 1997 che abbondava invece di sole. Poi con gli anni, assaggiando bene i vini dopo un medio affinamento in bottiglia, i giudizi si sono invertiti. Barbaresco ed il Roero nel 2004 hanno goduto non solo della normalita’ climatica e quindi di vendemmie non anticipate, ma anche di un ritorno (se ti ricordi il tuo articolo: “la ricreazione e’ finita”) meditato e meritato ai fusti e ai mezzi fusti piuttosto che alle barriques.

  2. Sciùr Franco, le volevo far notare che il suo barbaresco preferito é sugli scaffali da monsù Oscar, a quando la Ziliani’s wineguide?
    (si scherza ovviamente…)

  3. Visti in una nota enoteca del centro di Torino:

    Dolcetto d’Alba 2003 “del rinoceronte” , bottiglia da 1500ml, euro 97.
    Barolo 2003 del monsù Bruno G., bottiglia da 1500 ml, euro 220.

  4. pagherei di tasca mia per conoscere di persona e magari fare loro qualche domanda ai “gonzi” che spenderanno (ma ci sarà mai qualcuno che lo farà?) queste rispettabilissime cifre per aggiudicarsi le due bute sopra indicate…

  5. Ci sono, ci sono…il cliente tipo di quell’enoteca é il professionista/dirigente che deve darsi un tono nella vita scegliendo determinati oggetti altrimenti si sente perso o non dimostra di appartenere ad una ristretta cerchia se non indossando certe scarpe, certi orologi e firmando gli assegni con certe penne, mentre ha posteggiato il suv tedesco sul marciapiede di fronte al negozio con le 4 frecce che lampeggiano. Ha presente?

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