Finalmente a casa!

La legge dei numeri ha parlato chiaro: questo governo non ha più i numeri (in verità non li aveva più da un sacco di tempo e restava a galla solo grazie al sostegno, chiaramente schierato, dei senatori a vita) per continuare a (s)governare e si deve dimettere chiudendo una delle pagine più buie e vergognose della storia di questa Repubblica.
Romano Prodi se ne vada a casa per sempre e la parola passi ai cittadini, al popolo sovrano. E che gli dei siano benigni e ce la mandino buona…

0 pensieri su “Finalmente a casa!

  1. Franco,
    in tutta sincerità io non sarei così entusiasta. Siamo alla frutta, non con questo governo ma proprio con questa Italia. Dove credi che andremo ora? A migliorare? Assolutamente no. Mi è bastato assistere ai discorsi preparati da altri ai vari senatori per capire che siamo ridotti davvero male. La caduta di un governo non è mai, in ogni caso una bella cosa, a prescindere dal fatto se sia di destra, di sinistra o di centro. La tua intelligenza e sensibilità potrebbe partorire un post assai più ricco di spessore, perché quando vuoi ne sei capace. Forse ti irriterò, magari comincerai a guardarmi in modo meno amichevole, ma io da te mi aspetto lo stesso livello anche quando non parli di vino, perché so che ne sei capace. Con un’Italia che paga oltre ventanni di malgoverni, cosa pensavi che avrebbe potuto fare Prodi quando né la maggioranza né l’opposizione hanno intenzione di mettere da parte le proprie smanie di potere e protagonismo a vantaggio delle necessità dei cittadini?

  2. Almeno si fosse fatta una nuova legge elettorale , ma credo che voteremo prima o poi ancora con questa legge-porcata come l’ha definita quel “grande personaggio” che è Calderoli.

  3. Parodia del go(away)verno prodi:
    La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l’inverno.
    La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l’estate.
    Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate. La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d’essere al caldo e ben nutrita, mentre altri meno fortunati come lei muoiono di freddo e fame.
    Santoro la ospita nel suo programma e dà la colpa a Berlusconi. Il portavoce di Rifondazione Comunista parla di una grave ingiustizia sociale. Rai 3 organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di Dio.
    I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri come la formica vivono nell’abbondanza.
    I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala mentre i giornalisti di sinistra organizzano delle interviste e si domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché anch’essa paghi la sua giusta parte. Alla pacifica manifestazione partecipano anche i centri sociali che bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.
    In linea con i sondaggi il governo Prodi redige una legge per l’eguaglianza economica ed una ( retroattiva all’estate precedente ) anti-discriminatoria. Visco e D’Alema affermano che giustizia è fatta. Mastella chiede una legge speciale per le cicale del sud. Di Pietro chiede l’apertura di una inchiesta su Berlusconi.
    Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtenstein.
    La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.
    L’ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorarsi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.
    Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all’interno della sinistra per la divisione delle poltrone. Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati. Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto. I ragni organizzano un traffico d’eroina, una gang di ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
    Il partito della sinistra propone quindi l’integrazione perché la repressione genera violenza, e violenza chiama violenza… E il mondo va a putt… 20 mesi di di Sgoverno prodi richiederanno 40 mesi solo per sistemarne i danni!!

  4. “E che gli dei siano benigni e ce la mandino buona…”
    Domani farò 29 anni. E ho già perso ogni speranza…
    Mamma mia.

    Beviamoci sopra và!

  5. Caro Franco;
    Sante parole, veramente che qualcuno ce la mandi buona, per voi e anche per noi che siamo fuori dalla Nazione !
    Purtroppo si é ridata a Prodi la seconda chance, che e stato solo una perdita di tempo, denaro, e tante azzuffate. Ma sapendo i nomi delle aquile che sono appollaiate al Governo, mi viene difficile dire che il peggio sia passato !
    Grazie
    Angelo

  6. Ziliani, suvvia: posso condividere il giudizio negativo sul governo Prodi, ma dire che abbia coinciso con una delle pagine più buie e vergognose della Repubblica ce ne passa. Senza nemmeno scomodarsi a citare quella roba che l’ha preceduto (e nel sostantivo “roba” esprimo il concetto più elegante che me lo raffigura) credo, per rispetto della passata storia d’Italia, che ci sia stato di gran peggio.
    Condivido invece con lei (o con te, se me lo concede) l’invocazione disperata e disperante agli dei: ci son rimasti solo loro perché, diciamocelo: andiamo ad elezioni in primavera, vince Berlusconi e sappiamo già che Tavernello inacidito aspettarci. Purtroppo questo è quello che offre il supermercato Italia: non molto ben fornito, ne convengo.
    I miei omaggi. Prosit.

  7. Che a mente fredda ci sia poco da esultare posso anche essere d’accordo e che il quadro sia desolante e senza vie d’uscita è inconstestabile. Su questo Giuliani ha purtroppo ragione.
    Concediamoci però un attimo di follia liberatoria, festeggiamo almeno per una notte di esserci sbarazzati del più pesante tra i macigni che ci zavorrano.
    Questo non per sopravvalutare l’incapacità di Prodi, un povero ostaggio nelle mani della politica, ma perchè davvero, nella sua vuota pochezza, questo governo ha prodotto danni tremendi, per cerri aspetti irreversibili, sul già debole corpo di un’Italia provata da se stessa.
    Da domani dovremo ricominciare a sorbirci il balletto. E chissà che ne verrà fuori.
    Ma per stanotte, euforia!
    Beviamo, è morto Pittaco!

    Stefano

  8. A casa? Speriamo, ma ho qualche motivo per dubitarne. Questi sono troppo attaccati alla poltrona e tenteranno di prolungare l’agonia della legislatura almeno fino ad ottobre, quando scattano i 30 mesi per poter assicurare la pensione di parlamentare a 400 parlamentari di prima nomina che se andassero adesso a casa non la otterrebbero. Temo che ancora una volta saranno gli interessi della casta per ottenere dei privilegi a decidere delle mosse politiche, invece che gli interessi dei cittadini. Del resto un governaccio traballante da mesi su questioni di importanza capitale non e’ mai caduto, ma e’ caduto subito non appena un giudice ha osato toccare un politico e il suo entourage (indipendentemente se abbia anche esagerato o no con gli arresti ed i capi d’imputazione). Staremo a vedere. Del camaleontismo di Napolitano ho gia’ avuto in passato prove evidenti, come gli Ungheresi che hanno memoria lunga.

  9. Sono d’accordo con il sig. Ziliani, speriamo in nuovo un governo Berlusconi: magari ci mettiamo Toto Cuffaro come ministro dell’interno.

    Hasta la vista

  10. Pezzi di grande giornalismo (?) anche oggi su Libero e Il Giornale…. ma chi è il proprietario di questi giornali (?) … ma chissà chi lo sa. Ci attende un altro bel ventennio evviva!!!!

  11. non solo sei maroniano Angelo, ma anche disinformato: non c’é nulla in comune tra la proprietà del Giornale e di Libero. Sono soggetti completamente distinti, senza nulla in comune. L’editore di Libero ha addirittura a che fare con la proprietà dell’Unità: informati, please!

  12. Interesante come la caduta di un governo sia accolta con festeggiamenti tipo vittoria ai mondiali…cin cin virtuali, bottiglie d’annata stappate…”ma per stanotte euforia”…mi sembra la fotografia di una Nazione allo sbando…mano male che i militari dormono!

  13. A ecco appunto non lo sapevo, dallo spessore, dalla profondità e dalla scrittura profonda e meditata degli articoli pensavo fossero del centro destra più precisamente Forza Italia mi sbagliavo.
    Ciao

  14. Scusi, pato, ma secondo lei la caduta di Prodi andava accolta con le smorfie di falsa contrizione con cui l’hanno accolta metà dei suoi alleati (oddio, alleati…) di governo? Adesso non si può più nemmeno gioire perchè un politico, che si reputa pernicioso, cade?
    E non le sembra di esagerare evocando l’ombra addirittura dei militari?
    Un po’ di leggerezza, via!
    Saluti,

    Stefano Tesi

  15. caro Stefano, é la consueta, insostenibile pesantezza della sinistra italiana alla quale l’ironia e la satira vanno bene, ma solo quando hanno come bersaglio gli avversari politici, o meglio, quelli che loro continuano a considerare i “nemici”…
    Noi che diciamo di essere di Destra,seppure a modo nostro, scherziamo e prendiamo in giro gli uomini politici che dello schieramento di “destra” o presunto tale fanno parte. E poi scherziamo sulla sinistra, sul mortadella che cade, ma in piedi, con una sua certa dignità. Loro, invece, cosa fanno? Se la prendono se noi scherziamo sulla caduta di Prodi. E loro cosa avrebbero fatto se fosse caduto il governo del trapiantato di Arcore?

  16. Ma caro Ziliani, fa riferimento a me quando dice “insostenibile pesantezza(?) della sinistra italiana”? se sì mi sembra un ruolo un pò pesante per me, farmi carico addirittura di un pensiero nazionale…Voi di destra siete quelli che assecondate la censura di personaggi come Grillo, Travaglio, Luttazzi, Guzzanti, BIAGI…eppure loro spesso e volentieri prendono (prendevano) di mira le sinistre (ed a ragion veduta!!)…e mi viene a dire che sapete essere autoironici per qualche frecciatina a Bellachioma?
    Comunque io facevo riferimento ad un governo in senso lato…mi avrebbero fatto ridere alla stessa maniera (forse peggio) i caroselli e le sceneggiate in Senato, se fosse caduto un governo di centro-destra!

  17. Da El Pais di stamani (ovviamente tradotto dallo spagnolo):…”Comunque vadano le cose, non c’è dubbio che chi prenderà il timone del paese dovrà affrontare tempi difficili. La sensazione è che l’Italia sia avviata lentamente verso un’inesorabile decadenza, dalla quale sarà difficile risollevarsi.”

  18. Io che pur giovane non voto più (alle politiche nazionali-europee) dal “lontano” 1994 mi sento allo sbando.
    Odio Prodi (fin dalla sua 1a volta) per la totale incapacità dimostrata e Berlusconi per la sua spregiudicatezza, ma soprattutto mi disgusto sempre di più per la pochezza della nostra classe politica. Il senato dovrebbe essere l’eccellenza di ciò che l’italia (ormai la i è minuscola) politica sa esprimere ed invece è un orgia di “minus habens” (permettetemi la parola); poi c’è chi si scandalizza di cosa accade ai giovanissimi nelle scuole dell’obbligo… Forse è ciò che ci meritiamo e ciò che ci rappresenta veramente dato che noi italiani continuiamo soltanto a darci contro “tu sei giallo, io rosso, lui blu…”.
    Siamo una nazione (un popolo) allo sfascio.

  19. In questi ultimi anni è l’intera classe politica italian che si è screditata (e devo dire che già di credito ne aveva prochissimo), senza distinzione riguardo allo schieramento politico.

    Non vedo luce davanti a noi, solo tanto proporzionale e il procrastinare del male italiano che tutti ben conosciamo: corporativismo associato a una maggioranza del paese priva di senso etico (e consiglierei di leggere “Il mare delle verità di Andrea De Carlo che dedica un passaggio molto bello alla frontiera mobile fra lecito e illecito che si fa passare per “flessibilità all’italiana” ).

    In un mondo globalizzato (e ormai non si puo’ certo pensare di ritornare in Italia al “sistema all’albanese di Hoxha”) questa incapacità di diventare “cittadini affidabili” e quindi “paese affidabile” ci condanna purtroppo ad un lento ma inesorabile scivolamento.

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