Il Blend di Jimmy Scortona – la finestra di Briscola

L’Ufficio Marketing e Promozione, in gessato blu, entrò nella stanza del Signor Uffa con il piglio di chi è inseguito da un leone. l Signor Uffa sobbalzò sulla sedia, pensando “Che sia la volta buona?”, fra oniriche immagini di fauci spalancate, gladiatori e colossei.
“Ce l’ho!”, esclamò invece l’Ufficio Marketing e Promozione, piazzando di botto una bottiglia sulla scrivania del Signor Uffa, esattamente sopra la microcassetta del microregistratore che aveva registrato tutta la Conferenza Stampa dell’Azienda concorrente.
“Lo chiameremo MAN: Muscoli, Amore, Natura. O anche Merlot, Aleatico, Nebbiolo”.
Il Signor Uffa dispose le sopracciglia a guisa di punto interrogativo. “E’ un blend”, aggiunse l’Ufficio Marketing e Promozione. Le sopracciglia del Signor Uffa si sollevarono di un paio di centimetri. “Una cuvée”, disse l’Ufficio Marketing. Anche la fronte del Signor Uffa assunse la forma di punto interrogativo. “Oh, va bè…”, sbuffò l’Ufficio Marketing, “possibile che Lei abbia sempre da obbiettare? Lasci fare il proprio mestiere a chi lo sa fare”.
Il Signor Uffa assentì con il capo e avrebbe voluto adeguatamente commentare la frase appena udita, ma si limitò a chiedere: “Aleatico rosso o bianco?”.
L’Ufficio Marketing strabuzzò gli occhi, le mani strette a pugno: “E che ce frega se è bianco o rosso? Secondo Lei, mi fermo a questi dettagli? Questa è creatività, è arte del vendere, è commercio, è fantasia, cose che Lei, ovviamente, non può comprendere! E che evidentemente non ha compreso: s’è reso conto del geniale acrostico che ho ideato?”.
Il Signor Uffa sussurrò: “Acronimo, non acrostico…”…
“Ecco, vede che lo fa apposta? Lo dica che è contrario ad ogni novità che possa emozionare! Lei non ha una sfera emotiva: Lei è un antipatico!”, inveì l’Ufficio Marketing e Promozione.
Il Signor Uffa sussurrò: “Apatico, non antipatico…”. L’Ufficio Marketing serrò le labbra. Poi sbuffò. “Ma in fondo a me non importa di quel che Lei pensa di se stesso e non è questo l’argomento dell’incontro.
Le spiego accuratamente. Ho inventato il nome del vino che lanceremo nel 2008. Tralasciamo di che vino si tratta, non ci importa. Ci penserà l’enologo a farlo. Il nuovo vino si chiamerà MAN. Uomo, ok? Spero sia superfluo spiegarLe tutti i significati simbolici. L’importante è l’etichetta. E qui viene il bello”.
Il Signor Uffa sospirò, rasserenato: quel che aveva udito sino a quel momento non poteva dirsi confortante. “Avremo un testimonial. Il testimonial sarà Jimmy Scortona”.
Il Signor Uffa sorrise, tamburellò le dita sulla scrivania, si concentrò sulla disposizione del tagliacarte e chiese: “Chi è Jimmy Scortona?”. L’Ufficio Marketing e Promozione impallidì: “Non sa chi è Jimmy Scortona?”. Il Signor Uffa scosse il capo.
L’Ufficio Marketing proseguì, con compiaciuto e falso sconcerto: “Davvero mai sentito?” Il Signor Uffa scosse di nuovo il capo.
L’Ufficio Marketing sembrò riflettere e poi domandò: “Ma lei i giornali li legge?”. Domanda che, posta a un Ufficio Stampa, poteva risultare lievemente allusiva. Il Signor Uffa era consapevole che quella domanda, prima o poi, viene posta a ogni Ufficio Stampa. Eppure rispose: “Tutti i quotidiani e i giornali di settore”.

L’Ufficio Marketing inspirò.
Poi, come se spiegasse a un selvaggio cos’è un citofono, disse: “Jimmy Scortona è un attore. Meglio: è il più noto attore hard”. (nella foto qui sotto un suo celebre collega, Rocco Siffredi, con tanto di piede femminile che non si sa cosa ci faccia mai sulla sua spalla…)
Il Signor Uffa non diede cenno né di stupore né di entusiasmo. “Lei vorrebbe forse farmi credere di non saper nulla de ‘L’ultima volta in un sobborgo di Glasgow, a primavera inoltrata’?” chiese l’Ufficio Marketing. Di Glasgow il Signor Uffa ricordava un penetrante odore di malto, ma non lo confessò, soprattutto per non essere frainteso a causa del penetrante.
L’Ufficio Marketing levò le braccia al cielo: “E questo sarebbe un Ufficio Stampa? Cosa lo teniamo a fare?”. Era la stessa domanda che si stava ponendo il Signor Uffa.
“Guardi, lasciamo perdere le spiegazioni, meglio. Veniamo al dunque”, proseguì l’Ufficio Marketing. “Vede questa etichetta? Cosa vede, su, me lo dica”.
Il Signor Uffa fissò lo sguardo sull’etichetta: sotto la scritta M.A.N., rigorosamente puntata, compariva qualcosa di simile a un bicipite, evidentemente attaccato ad un braccio. “Un bicipite attaccato ad un braccio”, rispose di conseguenza all’Ufficio Marketing.
“Lo guardi meglio…”. Il Signor Uffa si avvicinò alla bottiglia: “Sul bicipite c’è una scritta. Mi pare sia…
Au revoir, ma cherie”.
L’Ufficio Marketing sorrise : “Esatto. E’ un tatuaggio e la frase con la quale Jimmy Scortona conclude tutti i suoi film. Le piace? Indirizzeremo la cuvée, il blend o cosa diavolo sarà ad un pubblico femminile, ma cercheremo di emozionare anche i clienti maschi, facendoli sentire tal quali a Scortona.
Lei, ad esempio, non sente già una certa somiglianza a Scortona, guardando questa etichetta?”. Il Signor Uffa si ricordò improvvisamente di dover pagare la bolletta della luce entro sera.
“No, vedo che Lei non la percepisce. Ma Lei è un caso limite, non fa testo”, disse risoluto l’Ufficio Marketing, afferrando la bottiglia e dirigendosi verso la porta.
Sulla soglia, si volse verso il Signor Uffa, strizzò un occhio e gli disse: “Comunque, non è un braccio”…

Many kisses! by Briscola

0 pensieri su “Il Blend di Jimmy Scortona – la finestra di Briscola

  1. io avrei un’ipotesi sul come e sul perché quel delizioso piedino femminile sia finito sulla spalla di Jimmy Scortona, pardon, Rocco Siffredi…. 🙂

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