Saluto…Romano

Questa é una storiella che mi é arrivata oggi via sms. E’ troppo divertente e ho deciso di girarvela. Ieri sera tardi un tipo é stato bloccato da Polizia e Carabinieri mentre davanti a Palazzo Chigi continuava a stendere ostentatamente il braccio destro in direzione della sede del Primo Ministro.
Ma cosa fa, gli hanno detto mentre lo portavano via, non lo sa che quel gesto é proibito, che é una chiara apologia del ventennio e che é un gesto nostalgico che nemmeno Fini o Storace usano più?
“Ma quale apologia, ma quale fascismo – ha protestato il malcapitato – io mi limito a fare una cosa semplice semplice, anche gentile se volete, senza nessuna venatura o intenzione politica!” Ma cosa faceva insomma, ci faccia capire! Ma é chiarissimo, saluto Romano…

0 pensieri su “Saluto…Romano

  1. Beh, allora ti aggiungo questa, risalente a quando Mortadella era ancora premier:

    “Ma quale crisi!”, si chiede un giorno Prodi mentre passeggia con la moglie Flavia per le via di Bologna. Si
    sofferma davanti a una vetrina e le dice:
    – Flavia, guarda qua: pantaloni 20 euro, camicia 17 euro,
    giubbotto in pelle 55 euro… Vedi? Non sono prezzi alti! E poi parlano di crisi”.
    E Flavia, guardandolo teneramente e con il tono che solo
    una donna innamorata:
    – COGLIONE, questa è una lavanderia!

  2. se questo ti fa ridere, beh allora sono finalmente chiarite le tue posizioni politiche, ma perchè non parlare solo di vini, campo in cui te la cavi decentemente?

  3. Gabriele,
    parafrasando Bennato ti ricordo che sono solo barzellette. E le barzellette fanno ridere o meno, ma non a seconda del colore politico del bersaglio. Personalmente a me Prodi faceva piangere, non ridere, mentre le barzellette carine (su lui, Berlusconi, Pannella, Fini, Bertinotti, etc.) mi fanno ridere.
    Sennò che ci resta da fare?
    Saluti,

    Stefano Tesi

  4. Ma cari Stefano e Franco, mi meraviglio: tutto questo tempo e non sapete ancora che la competenza in campo di vino è una vigna (meglio, un clos) dove possono operare solo principi illuminati o contadini altrettanto illuminati………. illuminati, sì, ma anche parecchio permalosi.
    E lasciatemi infine fare una supplica: che nessuno si risogni mai di ricandidarlo a niente. Vi prego. Grazie. Buon pomeriggio.

  5. ehi che collera! io questo blog continuerò a visitarlo quotidianamente come faccio già da molto tempo e dove, sono certo, continuerò a trovare spunti interessanti per quello che mi interessa, questo però non toglie nè che io già conosca siti e blog del vino da frequentare e nemmeno la mia critica per come a volte questo blog si butti inutilmente in politica e tra l’altro senza le appropriate conoscenze in materia che invece le riconosco quando parla di cose che riguardano la nostra comune passione per il vino.
    Mi scuso di aver urtato la sua suscettibilità
    saluti, gabriele

  6. Tommy spero tu non sia ironico con il sig. Ziliani…, io penso che non può un blogger del vino parlare senza cognizioni di causa (appropriate conoscenze in materia) di cose che esulano il motivo principe per il quale scrive e si confronta con altre persone, si rischiano solo sterili polemiche senza che nessuno apprenda nulla e anzi si produce una divisione inutile tra persone che stanno qui per condividere qualcosa e non per accanirsi tra loro. Ma forse lo Ziliani ci prova gusto

  7. “lo Ziliani”, come dice lei “ci prova gusto”. “Lo Ziliani” prima che un giornalista del vino e un wine blogger é un cittadino italiano. “Lo Ziliani” é anche una persona che gode del diritto di voto, che ha idee politiche, simpatie e idiosincrasie e le esprime. Per esprimerle che credenziali occorre avere? Essere politologi, sociologi, polemologi, editorialisti di Repubblica, dell’Unità o del Corriere, o semplicemente, come penso io, essere cittadini italiani e dire, finché é possibile, come la si pensa? Oppure occorre chiedere il “permesso” al Gabriele di turno e superare magari un esame preventivo di corretta politicità? Suvvia…

  8. ok a questo punto vado a farmi un giro al bar sport, li ci si sfotte alla grande ed ognuno dice ciò che gli pare, un pò come qui
    vado, buona serata

  9. Franco, potresti spiegare a noi americani che significa “il braccio destro” nel senso che l’ha usato qui nel post? Capsico “right-hand mand” ma forse c’é una definizione diversa? Grazie!
    Wolfgang

  10. Gabriele, visto che reiteri il concetto, io reitero la domanda di Tommaso Farina: quali sarebbero le “appropriate conoscenze in materia” senza le quali “un blogger del vino” non puo’ parlare “di cose che esultano il motivo principe per il quale scrive” (by the way, complimenti per la dispositio dei concetti)? Segnatamente: quale sarebbe il passaggio del post che stiamo commentando, che mostrerebbe con evidenza da un lato la mancanza di tali appropriate eccetera, dall’altro l’inopportunita’ di parlare dell’argomento scelto in assenza di quelle?
    Incidentalmente: Franco Ziliani potra’ anche essere suscettibile. Lei pero’ concedera’ che l’apprezzamento di “cavarsela decentemente” di scrittura di vino rivolto a chi svolge questa attivita’ a tempo pieno da un bel po’ di tempo, e’ alquanto offensivo.

  11. Appunto Franco, era quel che gli chiedevo io. Quali sono le “conoscenze in materia” che dovremmo avere? Anch’io, ogni tanto, ho il vizietto di parlare d’attualità e politica. Lo posso fare, o devo prendere la laurea in Scienze Politiche ad Harvard (o magari in Sociologia a Trento)?

  12. wellcome to Vino al Vino Wolfgang! il braccio destro é proprio, come dici tu, the right-hand mand”, the fellow worker, il principale aiutante o consigliere di un uomo politico, in questo caso! Come giudichi, osservando dagli States, quello che accade in Italia in questi giorni?

  13. beh, gli italiani si sono tolti (per ora) dalle scatole il mortadella, ma rischiano seriamente di beccarsi (e l’hanno, l’abbiamo già provato…) sor “mi consenta”, che ha già aperto la sua campagna elettorale affermando: “‘Ho in mente 10-12 disegni di legge tra i quali ‘uno per l’abolizione dell’Ici”. Quando prometterà “chiu’ pilu pe’ tutti” (vedi http://www.youtube.com/watch?v=r50R36kCkCs&feature=related ) oppure di mettere la luce nei campi? Possibile che tra due risvolti della stessa medaglia (fasulla),ovvero Prodi e Berlusconi non esista una seria alternativa possibile e che gli italiani debbano passare dalla padella alla brace? Cosa fa la CEE, perché non ci adotta, ci commissaria, ci mette sotto tutela, ci manda come premier un Kohl, un Blair, un Aznar, uno Chirac?

  14. concordo l’ho scritto anche di la’..ramazziamo via questa neve al sole cambiamo la classe politica sporca truffaldina ed indecente…..sx dx sx dx sx dx e’ uguale la marcia “marcia”……

  15. Bravo Pierpaolo,
    bella e impegnativa domanda! Nominativamente un’indicazione non sa saprei dare (Walter Luchetti? Piero Antinori?), ma conoscendo benissimo l’agricoltura direi che ci vuole un ministro tecnicamente preparato, ma anche politicamente esperto, perchè la materia è ostica. Ovviamente, affinchè il ministro faccia bene occorre che a monte la linea del governo sia alla francese, cioè abbia tra i suoi presupposti fondamentali la difesa a oltranza del mondo agricolo come risorsa primaria per il paese e non l’idea di un’agricoltura da usare come merce di scambio per avere benefici in altri settori comunitari o internazionali (WTO, etc).
    E gli altri che ne pensano?
    Saluti,

    Stefano Tesi

  16. Piero Antinori non accetterebbe mai, e non per questioni politiche. Se lo facesse, gli scrivero’ come fece Indro con il Cavaliere. Di imprenditori privati e pubblici passati inutilmente alla politica ce n’e’ gia’ abbastanza, ma anche di quelli che riescono ancora a far finta di essere imprenditori come Cordero di Montezemolo.

  17. Che tristezza parlare anche qui di politica!

    Vabbè che nel bicchiere ormai ci troviamo anche quella,
    tra tocai e DOCG varie assegnate ad capocchiam (per non dire ad cazzum).

    Vi lascio al Vostro frugale spuntino mortadella e Champagne (cit.) e
    ai Vostri sputi verso chi ha idee diverse.

    Saluti

  18. ma ci mancherebbe altro! Io ne scriverò e dirò la mia, come semplice cittadino, che non pretende di essere un politologo o un commentatore politico, ma che ha le sue idee, quando ne avrò voglia. Piaccia o meno a Giulio e Gabriele…

  19. Caro Gabriele, condivido il tuo primo messagio, credo comunque che Ziliani faccia bene a lanciare qualche provocazione. Siamo cittadini, e’ vero, e solo la divisione in due gruppi, che a seconda delle visioni si pensa furbi o completamente rincoglioniti, non fa altro che aumentare l´indifferenza di chi crede ormai di poter decidere come crede, indipendentemente dal colore. Siamo al paradosso che cade un governo per evitare un referendum che avrebbe iniziato a ridare un minimo di decenza democratica con la scelta degli eletti e l´eliminazione della buffunata delle candidature multiple….. Parliamone in tutti i loughi, anche qui, e diamoci una mossa a riappropriarci il diritto di scegliere… nel bene o nel male….

  20. Beh, non esageriamo, che il governo non e’ proprio caduto per evitare il referendum, ma perche’ un sostituto procuratore ha arrestato la moglie ed il suocero di un ministro ed ha indagato il ministro, gli amici e gli amici degli amici. E poi se n’e’ bellamente lavato le mani, dichiarandosi non competente e passando gli atti a Napoli. Cioe’ a me sembra che ci sia almeno da una quindicina di anni una magistratura che vuol fare e disfare i governi a suo piacimento almeno ogni tre mesi, in tutt’altre faccende affacendata tranne che a fare quello per cui e’ profumatamente pagata e cioe’ la giustizia, che invece giace nei sotterranei e nei corridoi di tribunali dove le cause non finiscono mai. Aveva ragione chi diceva che c’e’ un potere legislativo, un potere esecutivo ed un ordine (non un potere) giudiziario. Ecco, vogliono smettere di essere un ordine (perche’ si sono dimostrati un disordine, anzi un disastro) e diventare un potere. Questo e’ il loro sogno: manette, manette, manette a tutti gli altri! Quando sbagliano loro, tutti assolti. Su 3.800 cause contro dei giudici, 3.800 assoluzioni…

  21. calma ragazzi, da domani a venerdì sera, lo leggerete domani, sarò via e la moderazione dei commenti passa nelle mani di un amico e collega fidato. Non mettetelo in difficoltà e non costringetelo a mettere in stand by i vostri interventi, soprattutto quelli politici, fino a che non sarò tornato a casa…

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