Sarkozy a Roma: Dolcetto o sorbetto?

La notizia era di quelle perfette per la fase natalizia o di fine anno quando i giornali “benedicono” l’arrivo di queste nugae, bazzecole, piccole cose senza importanza che pure consentono di riempire, in assenza di notizie vere, le pagine.
Sarko, ovvero il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, in visita in Italia e fresco di battage mediatico dopo la scoperta della sua liaison amoureuse con la bellissima ex mannequin e ora raffinata cantautrice Carla Bruni, ha scelto di mangiare e soprattutto bere à l’italienne nel corso del pranzo, in un notissimo locale molto alla moda, che ha fatto seguito alla sua visita al Papa.
Sollecitato da un post (leggi) del come sempre acuto Fiorenzo Sartore, blogger spiritoso e mai banale e amaro quando serve (leggi), ho cercato anch’io di capire se l’uomo che è tombé amoureux della deliziosa autrice di Quelqu’un m’a dit (vedi e senti), avesse, a seconda dei resoconti che ho trovato su Internet:
a) bevuto Dolcetto e vino bianco di Orvieto;
b) bevuto Dolcetto d’Alba e Orvieto bianco;
c) bevuto Dolcetto (d’Alba o generico) su un menu composto da
prosciutto e mozzarella di bufala, fritti vegetali alla romana come antipasto quindi tagliatelle al ragù seguite da una cotoletta alla bolognese;
d) come affermava in una cronaca (leggi qui) il quotidiano romano Il Tempo, Sarkozy avesse, inopinatamente “optato per il Dolcetto d’Alba per accompagnare il sorbetto di frutta”.
Prima di commentare qualsiasi cosa, ma pronto a perdonare a Sarko anche la peggiore nefandezza enologica, anche se avesse scelto un merlottone toscano superconcentrato, oppure il terribile “Barbaresco” del rinoceronte – Nicolas è per me in pieno e perfetto état de grâce visto che ha avuto il buongusto e la chance di scegliere (o farsi scegliere, perché no?) come nuova compagna la charmante Carla – ho cercato di documentarmi.
Non posso però ancora affermare con assoluta certezza se Nicolas abbia ordinato il Dolcetto in abbinamento al sorbetto di frutta o se l’abbia correttamente scelto (o gliel’abbiano consigliato, piuttosto) in abbinamento ai piatti che ha ordinato.
Propendendo, visto che è solo Il Tempo ad ipotizzare, ma senza battere ciglio, segno che il cronista di vino non capisce un tubo, l’orribile abbinamento Dolcetto – sorbetto (che propongo di utilizzare in occasione del prossimo Halloween invece dell’abusato dolcetto – scherzetto), per la seconda ipotesi, dico non solo bravo bravissimo a Monsieur le Président e al suo entourage, ma voglio spendere due parole in più.
In primis consiglierei gli amici Claudio Rosso e Claudio Salaris, presidente e direttore del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero (che ha giurisdizione anche sui vari Dolcetto albesi) di studiare rapidamente un’iniziativa per premiare Sarko di questa scelta – sicuramente dettata anche dal momento particolare che Sarko vive e dove sta gustando tutta la douceur de vivre, the sweetness of life –
del più popolare, gustoso e allegro dei vini di Langa.
E addirittura, tramite Ambasciata francese, ambasciatore italiano a Parigi e corpo diplomatico schierato per l’occasione, di proporre a Sarkozy (l’uomo é spiritoso, aperto, molto moderno) un ruolo di “testimonial” del celebre vino piemontese.
Se invece fosse stata vera la prima ipotesi, il Dolcetto sul sorbetto, sarebbe solo l’ennesima dimostrazione di come il nome Dolcetto tragga in inganno i non esperti e faccia pensare che si tratti di un vino dolce, cosa che non é assolutamente vera. Ma vallo a dire ai tanti che ancora pensano, sbagliando di grosso, perché non sono esperti di vino, perché il nome Dolcetto (che è quello del vitigno) è simpatico ma può portare fuori strada, che si tratti di un vino dolce, mentre dolce è solo l’uva a piena maturazione!
Mi sorge un dubbio atroce: avranno mica avuto ragione gli “illuminati pasdaran” che hanno preteso lo status di Docg per il Dolcetto di Dogliani ad avere chiamato Dogliani tout court, senza indicazione di vitigno, quel loro vino che con il Dolcetto in verità ha davvero ben poco a che spartire?…

0 pensieri su “Sarkozy a Roma: Dolcetto o sorbetto?

  1. Ma caro Ziliani, nemmeno per il primo giorno dell’anno si prende una pausa? Siamo di fronte ad uno eno-Stachanov? E sempre con la solita arguzia e pungenza…per niente disturbata quindi dagli eventuali bagordi del cenone!! 😉

  2. Merci, Armel, un filmato molto divertente quello che propone e complimenti per il suo blog (linkato su Vino al Vino) e per la sua attività di “ambassadeur” dei vini italiani nella Douce France!

  3. Vino francese = 100 volte migliore del vino italiano

    Armel, tu n’as pas l’air d’être à la hauteur de la connaissance des vins français qui sont les meilleurs

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