Sepolcri imbiancati a Napoli: storie di ordinaria “emergenza”

Vorrei sapere con quale coraggio i soliti sepolcri imbiancati, i democratici custodi dell’ordine costituito, le vestali del politicamente corretto, gli ipocriti di ogni colore, di fronte a queste notizie (leggi) e a questo spettacolo di ordinaria “emergenza” rifiuti a Napoli ed in Campania (100 mila tonnellate di rifiuti lasciate sulle strade della regione) abbiano la gigantesca faccia di tolla di scandalizzarsi, parlando di provocazione, di gesto violento e altre simili corbellerie, per la protesta choc (leggi) messa in atto da alcuni esponenti di Alleanza nazionale.
Protesta non violenta che si è tradotta nell’appendere ventuno manichini impiccati agli alberi e ai pali della luce in zona corso Umberto a Napoli con cartelli recanti scritte come “Addio a ‘stu munno ‘e munnezza!” e altri che, siamo in una democrazia e si può protestare, vero?, mettevano sotto accusa il presidente della Regione Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
Poco importa che “la protesta-choc scuota e trovi l’appoggio di molti commercianti e residenti del centro storico”, (leggi e leggi ancora) poco conta che la città e l’hinterland siano invase e ammorbate dalla munnezza, che chi abita nei bassi sia rovinato e appestato dai rifiuti, che agli occhi del mondo “siamo la vergogna d’Italia e d’Europa” e facciamo ridere, poco importa lo scandalo dei due miliardi di euro dei contribuenti gettati dal 1994 dall’inizio della “emergenza”, il milione di euro che si spende ogni giorno per inviare i rifiuti in Germania per lo smaltimento, le discariche e gli impianti di smaltimento e i termovalorizzatori non costruiti.
L’importante è disporre affinché la polizia provvedesse rapidamente a rimuovere i manichini ‘impiccati’ agli alberi di Corso Umberto, a fare rilievi fotografici e a scoprire i colpevoli di questa “provocazione”, questi cattivoni…
A tutti costoro, alle autorità che non fanno un tubo e che invece si scandalizzano per questa forte, legittima protesta, urlo solo una cosa VERGOGNA! Addavenì ‘o Masaniello…

0 pensieri su “Sepolcri imbiancati a Napoli: storie di ordinaria “emergenza”

  1. ciao,
    Eppoi si dice che noi del nord siamo razzisti quando parliamo male dei meridionali e dei napoletani. Queste vicende fanno incazzare veramente.
    Sarà anche( sicuramente) colpa della iervolino e di bassolino, e di pecoraro scanio, ma anche i cittadini non hanno mosso un granchè il culo per sbrigare questa matassa se da un decennio sono in “emergenza”.
    Riporto un articolo che mi sembra interessante:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=231466

    Carlo

  2. Soldi spesi bene, quelli della Campania, per il padiglione regionale al Vinitaly 2007 (ve lo ricordate?).
    Se pensiamo che è solo la punta dell’iceberg, restano poche speranze.
    Come dice Cangini sul Resto del Carlino di ieri, concludendo un articolo sul malgoverno campano, “Non tutti sono sempre in grado di governarsi da sé. Ma per questo occorrerebbe una “democrazia governante” che non c’é.”.

  3. Il “caso Napoli” è una così colossale eccezione alla normalità che perfino il gigantesco scandalo della spazzatura finisce per apparire “logico” in quel sistema misto di anarchia, collusione, camorra, inefficenza croniche che è la Campania.
    Generalizzare è sempre sbagliato, ma il fatto è così enorme da non poter essere negato. Personalmente sono convinto che la rassegnazione della gente al malgoverno della città e della regione sia ormai talmente radicato, e il malaffare talmente e sottilmente ramificato, che prevalga una sorta di “rassegnazione culturale” all’impossibilità di avere un governo “normale”, con ciò che questo comporta, inclusi una legalità e una linearità dei procedimenti a cui i napoletani immagino siano giocoforza ormai estranei.
    Nello specifico, poi, dal tragico si cade nel grottesco quando si pensa che da tempo immemore Bassolino e Iervolino – non a caso pesci grossi di vecchi partiti – guidano Napoli e la Campania e che da due anni è ministro dell’ambiente lo “storico” leader dei Verdi, il campano Pecoraro Scanio.
    Un pasticcio di cui la sinistra istituzionale non può dunque non ritenersi responsabile. Eppure, con incredibile sfrontatezza, costoro fingono di criticare se stessi scaricando però le responsabilità sostanziali sui soliti “burattinai” senza nome (la malavita oggi, Berlusconi ieri, la P2 l’altroieri, la DC prima ancora).
    Non vorrei farne un discorso partitico, perchè come noto chi scrive è tutt’altro che simpatizzante per l’attuale opposizione di governo, ma sul fronte malgoverno & spazzatura campana gli attuali amministratori devono registrare una responsabilità diretta e indifferibile.
    Quanto al caso dei fantocci impiccati, concordo con Franco ma non mi stupisco. Il doppiopesismo è un classico della sinistra, basato sulla convinzione della loro “genetica” superiorità: i centri sociali possono spaccare le vetrine per protesta, gli altri no; Bompressi e Sofri possono essere in punto di morte e poi vivere sani e belli per anni fuori dal carcere nonostante una condanna infamante e passata in giudicato, Contrada e gli altri no; si possono scagliare oggetti contundenti a Berlusconi con il plauso generale, ma se si offende uno dei loro scattano querele e polizia; tutti possono intercettare tutti, ma se ci resta invischiato qualche sinistrorso si glissa, si ridimensiona e poi si rimuovono i magistrati responsabili.
    E’ così da sempre, come la ciclica crisi della spazzatura a Napoli: di che meravigliarsi? Alla fine sono sempre “compagni che sbagliano”.
    Ma aldilà del generale, mi piacerebbe sapere cosa pensa l’elettore in buona fede del centrosinistra davanti a questa devastante e tragicomica faccenda dei rifiuti in Campania.
    Buona Befana a tutti,

    Stefano

  4. Per televisione si continua a vedere cassonnetti (o meglio si vedevano quando non erano “sotterrati”) con “munnezza” di ogni genere: cassette con insalata, bottiglie di plastica, cartoni di imballo, vecchi giornali ecc…ma la raccolta differenziata dov’è?
    Noi ( e con questo non voglio fare la solita divisione populista “noi” e “loro”) alla sera dobbiamo guardare sempre il calendario per vedere quando passa l’umido, il vetro, il secco e il cartone.
    E se mai oso mettere per esempio una bottiglia di plastica nel secco, il giorno dopo ritrovo il sacco ancora lì con un cartello “non conforme”!!!
    Allora? E’ un problema di camorra come dicono? Di governo? Di strutture mancanti? Oppure di testa?

  5. La cosa più incredibile, a parer mio, è quella fetta di persone tutt’altro che piccola, che tuttora ha una vera e propria venerazione per Bassolino, ritenuto autore di un preteso “rinascimento”.

  6. Caro Franco, capisco il tuo sfogo(anche se i manichini impiccati nono sono proprio una cosa bella da vedere, specie quando appesi da fascisti: sai, ricordano certe vicende…), anche se a me pare un po’ superficiale; trovo invece molto divertente la lezioncina morale del signor Tesi, che si esibisce in un bell’esercizietto di anticomunismo spicciolo (ma che c’entreranno poi i ragazzi dei centri sociali, Sofri, Pietrostefani e Bompressi e il muratore mantovano con questa storia?) privo di costrutto e di un minimo senso dell’oggettività. Vi invito a leggere quanto scrive oggi su “Repubblica” Roberto Saviano riguardo alle responsabilità e alle dinamiche che stanno all’origine di questa dolorosa situazione, ben più complesse della solita, noiosa, inutile, scontata, demagogica tiratina sulle colpe della destra e/o della sinistra, sui “compagni che sbagliano”, sulla superiorità morale e culturale (si chiama così, signor Tesi) della sinistra, firmata da chi evidentemente non conosce Napoli né tantomeno la ama. Napoli, egregio signor Tesi, è ben altro che le canzuncielle scritte da Apicella ad uso e consumo di berlusconi (ma lei deve qualcosa al cavaliere, per caso? No, perché pare che guai a toccarglielo…) e questa storia va ben oltre il pastone politico del Tg delle 20. E affermare che questa vicenda abbia molto a che fare con la criminalità organizzata non mi sembra voler scaricare proprio nulla. A meno che lei – come del resto certuni altissimi esponenti del partito di proprietà del cavaliere nero – non ritenga che la mafia non esista, sia ben chiaro.
    Saluti

  7. Eccolo là, lo aspettavo al varco il solito militante vittimista dell’antiberlusconismo ideologico, il quale ci ribadisce che la sinistra (o meglio ciò che ne resta o meglio ancora ciò che non si vergogna ad autodefinirsi tale di fronte allo sconcio napoletano) gode di una “superiorità morale e culturale” (sic!) e che ci tira le orecchie per aver errato, a suo dire, la definizione “tecnica” (qundo si dice i massimalisti!) di tale Verità Indiscutibile. Lui, da uomo di sinistra, mica si unisce al coro bi,tri o multipartisan di chi si vergogna dell’ignobile prova di sè che da anni danno gli amministratori partenopei. No, macchè. Anzi: il medesimo, evidentemente in piena sindrome da lesa maestà sinistroide, confonde e mescola i classici fischi con gli altrettanto classici fiaschi, scambiandoci (?!?) come difensori d’ufficio di Berlusconi, nota origine di ogni male, inclusi la lebbra in Africa e ovviamente la spazzatura nella Campania di Jervolino-Bassolino-Pecoraro (olè: certo che ce ne vuole di faccia tosta), sollevando il tipico caso di umorismo involontario. E non contento, ci taccia di “anticomunismo” (o bella, ma non ci raccontavano che il comunismo non esisteva più e che se esisteva era comunque “di lotta e di governo”), accusandoci stalinisticamente, com’è ovvio, di essere servi del “partito di proprietà di Berlusconi” (e ti pareva?). Inoltre, dando prova di lluminatissima apertura di orizzonti, cita a suo sostegno gli scritti dell’organo ufficiale del centrosinistra, cioè di quel Repubblica di cui tutto si può dire (incluse cose ottime, lo sottolineo) tranne che sia un giornale terzo, obiettivo e indipendente, per alludere alle immancabili “responsabilità e dinamiche” che starebbero “a monte” (mi stupisco non abbia utilizzato quest’inciso) della catastrofe.
    E perchè tutto questo? Ma è ovvio: perchè la “colpa” della spazzatura nelle strade campane mica è di chi da lustri e lustri amministra la regione e la città e pontifica di ambientalismo, trasformando il potere in sistema, come il trio di cui sopra; e non è neanche, è ovvio, dei cittadini, che per definizione sono anch’essi “vittime” (ok: ma vittime di chi, se non dei propri scellerati amministratori?). O, bella: ma la colpa è della solita della malavita senza volto, più o meno pilotata (indovinate da chi? Ma dal Berlusca, no?), che quindi di concerto con Dell’Utri, Galliani (c’entra, c’entra: vuole rubare i giocatori al Napoli per portarli al Milan), Gelli, Sindona, Zio Paperone (è un bieco capitalista, c’entra per forza), Craxi (è morto ma non si sa mai), Gigi Sabani (idem), i “padroni” (c’entrano sempre per definizione), Guccini (ora che si è scoperto che non è un compagno, prima no), Albertazzi (è un ex Decima Mas come Dario Fo, ma quest’ultimo è un compagno che sbaglia), Minnie, Topolino, Nonna Papera e Ciccio da tempo trama alle spalle dei poveri napoletani per imporgli Apicella come nuovo sindaco. Ecco scoperto il trucco!
    Come? Che c’entra Apicella con la munnezza per le strade? Secondo me nulla, ma siccome l’ha tirato fuori il signor Arturi che, a leggere quello che scrive, è uno dei massimi docenti mondiali di cose partenopee, deve entrarci per forza.
    Non mancano ovviamente le perle finali: la classica accusa a me che evidentemente (ma che ne sa lui?) “non conosco nè amo Napoli” (eh già, la amano la Jervolino, Bassolino e Pecoraro, eccome!) e l’invettiva finale contro il cavaliere “nero”. “Nero”, brrrr, che aggettivo sinistro, evocativo di orrori e paure, immancabile quando si cita il berlusca.
    Il tutto per dire cosa? Che Sindaco e Governatore della regione, nonchè il ministro verde all’Ambiente, campano, sono “innocenti”, perchè la colpa è della camorra più o meno telecomandata da Berlusconi.
    Senta Arturi, questi sono giorni di festa e forse ha mangiato pesante. Non me ne voglia: si beva un digestivo, ci rifletta un secondo su, e poi si schiarisca le idee. Capirà così che io non ho nulla a che fare con Berlusconi, che la sconcertante indulgenza della sinistra di governo verso gli incapaci amministratori napoletani può essere dettata solo dal cointeresse o dall’indulgenza partitica (scelga lei la soluzione preferibile), che la gente ha sacrosanta ragione a incazzarsi e ad appendere i manichini agli alberi, salvo che se Sindaco fosse stato uno dell’opposizione nessun a sinistra si sarebbe scandalizzato. Esattamente come – e qui le spiego, visto che è un po’ duro d’orecchio, che c’entrano i personaggi da me citati- la sinistra dell’indulto oggi arriccia il naso se si cerca di scarcerare Contrada, ma ha riempito le piazze e le colonne dei giornali amici per scarcerare i “moribondi” (come no! O forse guariti dall’acqua santa delle Frattocchie?) Baraldini, Sofri e Bonmpressi.
    Tutto chiarito, spero.
    Senza rancore, per carità.
    Cordiali saluti,

    Stefano Tesi

    PS: per farsi un’idea più precisa di ciò che penso su Berlusconi, Forza Italia e tutta la cosiddetta “destra” o centrodestra si legga, se ne ha voglia, qualcuno dei miei passati interventi su questo blog: potrà fugare ogni dubbio sulla mia presunta appartenenza a questa o a quella parrocchia. Ciò che non mi impedisce di dire, appunto, le cose “vino al vino”.

  8. Ziliani da un po’ seguo il suo blog e dopo aver letto il suo scritto, in una sorta di “monnezzizzazione” le lascio il mio primo commento(perché napoletana?Anche!).
    Personalmente credo che nessun essere umano(dalla Val Brembana alla Gallura) abbia voglia di rassegnarsi, per giunta senza lottare, ad una ingiusta sottrazione quale quella del diritto, di diritto oserei dire. E’ chiaro che l’utilizzo di tale lemma appartiene alle più ampie e vaste accezioni, che non sto qui ad elencare.La violenza (e si intenda ogni forma di usurpazione et censura) che da anni si riversa sulla mia terra, altro non è che lo scotto pagato a stemmi e bandiere di ogni partito ed ideologia, che a turno hanno governato.Regnano i regnanti e mi si lasci il gioco di parole usato.
    Non alludo a nessuno/a in particolare, sia ben chiaro, ne avrei fatto il nome ahimè i nomi.
    Ma questo Re che Re non è, è un Re “stronato”, un Re senza trono che non vuole abdicare, pur sapendo di non avere popolo.Quello che manca al reuccio di turno, da anni ormai, non è un popolo ma il popolo. La sottile differenza è proprio questa. Per avere un popolo basta crearsi una piccola corte di turno che ad ogni tuo respiro, sospiro, s’inchina e venera, sperando nel favore di sua divina grazia, mentre il popolo che nasce, patisce e muore, è l’agglomerato di menti e braccia che pensano e lavorano al meglio e per meglio vivere, senza aver problemi (per usare un eufemismo) a tagliarti pubblicamente la testa, seppur con ori e pietre rivestita.Dico questo perché parte della mia gente non è serva e non serve nessuno, anzi tenta attraverso lo strumento della lotta di riconoscere e di farsi riconoscere, l’umano diritto. Inutile girare intorno a colpe e colpevoli, dalle mie parti la gente comune, si rimbocca le maniche per come puo’ e per come sa fare, difendendosi.
    Io sto con loro e con la nostra vergogna.
    Cordialmente Antonella

  9. splendido intervento il suo Antonella, dotato della giusta dose di sana incazzatura, perché quanno ce vo’ ce vo’ dicono a Roma, ma anche di ironia. Complimenti e torni presto, quando vuole, a commentare

  10. grazie Ziliani anche se il mio pc fa le bizze e per giunta aggiunge forse non a caso un aggettivo in più.
    la vergogna è rigorosamente tutta italiana
    antonella

  11. Carlo il problema dalle vs. parti non è essere razzisti è essere analfabeti e di tutta quella presa per il culo del “miracolo del Nord-Est” ne riparleremo tra 3-4 anni, qualcuno da San Bonifacio verso Est escludendo forse Padova e Venezia, tornerà a fare la valigia. Di tutta la “schifo” che avete portato a Napoli in un accorda tra camorra e mafia del Brenta che ne dici? Io in Veneto ci lavoro e ci vivo.

  12. “Personalmente sono convinto che la rassegnazione della gente al malgoverno della città e della regione sia ormai talmente radicato, e il malaffare talmente e sottilmente ramificato, che prevalga una sorta di “rassegnazione culturale” all’impossibilità di avere un governo “normale”, con ciò che questo comporta, inclusi una legalità e una linearità dei procedimenti a cui i napoletani immagino siano giocoforza ormai estranei.”

    Mi scusi Tesi, ma questa sua convinzione da dove nasce? Quand’anche avesse ragione, ma questa “rassegnazione culturale” di cui parla crede sia prerogativa tutta partenopea o la possiamo estendere all’Italia (quella in declino secondo alcuni giornali stranieri) intera?

    Mauro Erro (un partenopeo non rassegnato per niente).

  13. Ricordo ancora quando piu’ di trent’anni fa vaccinarono me e tanti altri come me contro il colera, perche’ a Napoli scoppio’ il colera e c’erano gia’ diversi morti. Vedendo cio’ che succede, mi aspetto da un momento all’altro che scoppi ancora il colera. Cioe’ sono passati inutilmente piu’ di trent’anni. Per piu’ di trent’anni a Napoli non ci sono stati sindaci, governatori, senatori, deputati, ministri, governi. Solo mondezza, tutta mondezza, politici mondezza. Laggiu’ non esiste lo Stato. Antonella ha scritto che è inutile girare intorno a colpe e colpevoli e che dalle sue parti la gente comune si rimbocca le maniche per come puo’ e per come sa fare, difendendosi. Speriamo che chi li ha lasciati colpevolmente soli anche in questi piu’ di trent’anni faccia lo stesso, rimboccandosi le mani nella solidarieta’. Tutte le regioni d’Italia per piu’ di trent’anni hanno spedito laggiu’ la mondezza che non riuscivano a smaltire in casa, percio’ il problema non e’ campano, ma nazionale. Quello che non riescono a smaltire adesso intorno a Napoli dovrebbe prendere la via del ritorno per quelle regioni che invece ci stanno riuscendo. Chi non da’ una mano, peste lo colga.

  14. @ Tesi: Spettabile signor Tesi, io non le ho dato in alcun modo del servo nel mio commento. Del resto non ho alcun motivo di ritenere che lei lo sia, anzi da come e da cosa scrive mi sembra una persona decisamente padrona delle proprie convinzioni. Vorrei che questo fosse chiaro. Il suo intervento mi è parso (liberamente) a senso unico, tutto qui. Io non sono un “militante vittimista dell’antiberlusconismo ideologico”, come lei mi ha amabilmente definito: sono, orgogliosamente, un comunista (ci sono ancora, i comunisti, eccome, e non siamo nemmeno pochi: con buona pace di chi sta sempre lì a dire che non esistiamo più) che, in quanto tale, non ha nulla a che vedere con Veltroni, Prodi, Bassolino e Jervolino. Io non ho assolto nessuno dalle sue responsabilità, anzi ritengo che l’atteggiamento del governo in questo contesto sia indegno. Ma la situazione di Napoli ha tanti, troppi, colpevoli: secondo me, a destra come a sinistra. La criminalità organizzata c’entra eccome e ha volti, nomi e cognomi. Che capita siano in qualche maniera legati, non sono io a dirlo, a taluni partiti: talvolta anche del centrosinistra, specie in Campania, più spesso nel centrodestra. Sempre che la mafia esista, signor Tesi, e che tutte le sentenze a riguardo non siano opera di una magistratura deviata e bolscevica…

    “Repubblica” non è il mio organo ufficiale di riferimento, nonostante io abbia collaborato per anni con alcuni quotidiani a diffusione locale del gruppo Finegil. Però l’articolo di Saviano mi è sembrato un ottimo pezzo, che indaga a fondo e in maniera documentata. Mi permetto solo di aggiungere che l’accusa di parzialità nei confronti di quello che rimane comunque un giornale importante assume i toni del “classico caso di umorismo involontario” (mi permetta la citazione…) quando avanzata da qualcuno che scrive per il quotidiano dal quale è stato costretto ad andarsene il più grande giornalista italiano poiché colpevole di avere rifiutato il ruolo di maggiordomo dell’editore che, guarda caso, di cognome faceva e continua a fare Berlusconi. Dico la verità, signor Tesi, o mi invento qualcosa? Oppure ha da ridire anche su Montanelli, come ha già fatto riguardo a Biagi in altro commento? La sua penna potrà anche essere libera, io questo non mi permetto assolutamente di metterlo in discussione (non ho mai avuto modo di leggere un suo pezzo) ma mi conceda gentilmente il diritto di pensare che il “Giornale” non sia esattamente il foglio principe dell’imparzialità e dell’indipendenza di giudizio.

    Per quanto riguarda l’aggettivo “nero” associato alla figura del cavaliere di Arcore, lei lo comprenderebbe perfettamente se solo fosse stato, come è successo a me, a manifestare pacificamente (senza spaccare vetrine né altro, civilissimo e civico signor Tesi, ché non è mia abitudine anche se ho passato anni nei centri sociali) per le strade di Genova nel 2001. Ma dubito che lei concordi sul fatto che i pestaggi indiscriminati per le strade e il massacro della Diaz siano state azioni di chiaro stampo fascista.

    Non ho mangiato pesante, signor Tesi: io sono fatto così, come ben sa chi frequenta abitualmente questo blog. Come del resto sa che io sono abituato a discutere in maniera anche aspra ma senza mai mancare di rispetto ai miei interlocutori: per questo mi scuso per aver involontariamente lasciato intendere che lei non conosce e non ama Napoli. La mia voleva essere una critica dell’atteggiamento dei tanti che stanno pontificando senza conoscere la situazione, e riconosco di averla “buttata nel calderone” in maniera superficiale. Resta tuttavia la mia convinzione relativa all’inutilità per Napoli e i napoletani di ridurre il tutto a una specie di “Porta a porta” con il solito balletto delle accuse tra destra e sinistra. Sarebbe utile se in questo benedetto paese si cominciasse ad andare più in profondità nell’analisi dei problemi.

    Non sono neppure “duro d’orecchio” (la ringrazio per il complimento) e ho capito perfettamente ciò che lei intendeva tirando in ballo certe vicende giudiziarie.

    Non è bello, e in questo devo darle perfettamente ragione, vedere l’atteggiamento vergognoso della compagine di governo. Anzi, a me fa abbastanza schifo. Come mi ha fatto schifo il modo in cui il Governo Berlusconi ha trattato Napoli nei cinque anni che lo hanno visto al potere: ecco il significato del mio riferimento alle “canzuncielle” di Mariano Apicella.

    Per quanto concerne la superiorità morale e culturale della sinistra, non posso non notare come lei non abbia colto l’ironia contenuta nella mia affermazione…

    Le accuse di stalinismo che mi ha rivolto le avrebbe potute tranquillamente tenere per sé, ma sappiamo che fanno parte del kit fornito in dotazione ad ogni anticomunista che si rispetti.

    Chiudo ricordandole che se in Italia esiste la libertà di stampa il merito è anche e soprattutto dei comunisti. Prima della Resistenza in questo paese le sedi dei giornali si bruciavano, signor Tesi. E durante la Resistenza le strade erano piene di uomini impiccati con dei cartelli appesi al collo. Sono morti così per garantirci questo e altri diritti. Ecco perché quando un fascista appende un manichino a un albero l’impressione non è delle migliori. Almeno per chi, come me, è orgogliosamente antifascista.

  15. credo che la “schiena diritta” l’abbia, a pieno diritto e con pari dignità, anche Stefano, e non solo Marco. Hanno idee profondamente diverse (e personalmente mi sento più vicino a Stefano che a Marco) ed entrambi le esprimono con coraggio, forza, assoluta indipendenza. Penso addirittura che si conoscessero si potrebbero dare la mano e rispettarsi. Questo detto senza alcun buonismo, che, come é noto mi é totalmente alieno e mi fa venire l’orticaria…
    A proposito della situazione a Napoli e della situazione allucinante in Campania (pare che il Governo finalmente si riunirà domani, con calma, l’importante é dare il tempo ai vari ministri di tornare dalle vacanze…) e del Governatore Bassolino segnalo questi due articoli: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=231889http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=231913
    Accidenti, mi beccherò l’accusa di reazionario e di Giornalista Al Soldo di Berlusconi, segnalando due articoli pubblicati sul quotidiano proprietà della famiglia di un personaggio che ho più volte criticato qui, e che criticherò ancora perché lo ritengo indifendibile (e lo dice uno che l’ha anche votato…). Ma che ci volete fare, a simili ridicole accuse sono abituato da una vita, da quando anni e anni fa, su Il Giornale, quello diretto da Montanelli e quello diretto da Feltri, ci scrivevo…

  16. Cercherò di rispondere sinteticamente, in un solo post, a chi mi ha scritto. Cosa non facile vista l’eterogeneità degli argomenti e la mia intolleranza verso chi, come ora io stesso mi accingo a fare, tende a trasformare i dibattiti in ping pong a due. Ma ci provo.

    Per il signor Erro: mi fa piacere sapere, ovviamente, che, come lei e Antonella, ci siano napoletani “non rassegnati”, sono anzi certo che ce ne siano moltissimi. Mi sembra tuttavia difficile negare che anche la percentuale dei “rassegnati” è altissima. Una convinzione che mi viene sia dalle mie personali frequentazioni della città e dei suoi cittadini, sia dalla constatazione che passano gli anni, passano i governi, cambiano soprattuto i tempi, ma a Napoli molte cose restano sempre le stesse. Vorrei evitare discorsi qualunquisti, ma mi darà atto che certi amministratori qualcuno li dovrà pur eleggere e perfino rieleggere, quindi votare. Ecco perchè parlavo di rassegnazione “culturale”, che qui rettificherei addirittura in “esistenziale”.
    Sul fatto che la rassegnazione possa poi essere italiana, oltre che partenopea, lei ha perfettamente ragione. Forse, però, visto cosa succede lì, a Napoli la percentuale dei rassegnati è più alta della media. E non credo si possano per questo biasimare i napoletani.
    Quanto al presunto declino italiano mi sono già espresso altrove e non vorrei ripetermi, ma all’estero non vedo in realtà grandi cabrate rispetto alle nostre paventate picchiate…

    Per il signor Arturi: qui la risposta è più articolata, in quanto si toccano varie questioni. Le affronto in ordine di comparizione.
    1) I comunisti. Non sto a ricordarle, per evitare l’ovvio, le benemerenze passate e presenti dei comunisti sovietici, cinesi, polpotiani, cubani, nordocoreani e, perchè no, italiani (dalle BR alla “Volante Rossa” del dopoguerra), che hanno fatto più morti, disastri, deportazioni di una guerra mondiale. Rispetto il suo orgoglio di essere comunista perchè, d’istinto, ho sempre rispetto per chi ha grandi e viscerali passioni, ma spero non si offenda se in generale trovo “l’orgoglio comunista” un po’ patetico, vista la piega che ha preso la storia.
    2) Il comunismo di Prodi, Veltroni, Bassolino, Jervolino, Pecoraro, etc.. Si tratta non solo di politici di lungo corso, radicatissimi nel sistema, tutti appartenenti al medesimo schieramento che comprende, lo ricordo, Rifondazione, C.I. ,etc (almeno loro spero si possano definire comunisti, no?): è dunque così sbagliato dire che fanno parte di un governo a sostegno comunista? Senza contare il fatto che, aldilà delle usuali capriole dialettiche del trasformismo politico, sia Veltroni che Bassolino provengono direttamente dal PCI. Il quale, con tutti i distingo che si vuole, era e resta il Partito Comunista Italiano, il che vorrà pure dire qualcosa. I Verdi, poi, si ascrivono alla cosiddetta “sinistra radicale” che comprende RC, CI, etc. Mi pare dunque che l’establishment di potere napoletano oggi in carica, di riffa o di raffa, con il comunismo c’entri parecchio anche se nominalmente non può definirsi tale.
    3) Repubbica, Il Giornale e Montanelli. A scanso di equivoci, la informo di essere arrivato al Giornale nel 1987, di essere stato presentato a Montanelli in persona e di aver ricevuto personalmente dal lui ben due proposte di assunzione: le garantisco quindi che conosco benissimo, e non solo per sentito dire, la figura del grande “Cilindro”. Quella del “maggiordomo” e del distacco di Montanelli dal Giornale fu questione però molto più complessa di quanto la vulgata corrente non cerchi di far credere e fu legata moltissimo anche al non facile carattere del direttore, nonchè ad alcune sue derive che avevano inciso pesantemente sia sui lettori che sulla redazione. Senza con questo voler ridimensionare la figura di colui che, su questo ha ragione, è stato il più grande giornalista italiano (ora che è morto, mi perdoni l’impertinenza, lo dicono anche quelli che prima, però, avrebbero voluto appenderlo a Piazzale Loreto), ci andrei cauto sulla banale fola del Montanelli in fuga da ricatto di Berlusconi.
    3) Quanto al Giornale e a Repubblica, si tratta di due giornali schierati (e in questo non ci trovo nulla di male). La differenza però è che mentre il primo non fa mistero della sua linea editoriale, il secondo ama farsi credere portatore di una patina di terzietà a cui, tra gli addetti ai lavori e non solo, non crede nessuno. Lo dico con rispetto e stima per i tanti colleghi che ci lavorano con bravura e onestà intellettuale. Ma una cosa sono i giornali e un’altra i giornalisti. E che Repubblica abbia sostituito da tempo l’Unità come portavoce ufficiale dei DS, oggi PD, lo sanno anche i sassi.
    4) Mafia e politica. Che si intreccino, o meglio che si possano intrecciare, mi pare evidente. E’ così da sempre e ovunque. Ma se questo è vero, lei vorrebbe farci credere che il trittico Bassolino-Jervolino-Pecoraro, con apparato a seguito, che è al potere a Napoli da tempo immemorabile, è immune al fenomeno? Forse un altro miracolo di San Gennaro? E allora perchè San Gennaro non fa un altro miracolo e fa sparire la spazzatura dalle strade o, meglio ancora, non libera i napoletani dai suoi amministratori? Dunque, delle due l’una: o la mafia non esiste o, se esiste, impregna tutti. Compagno Bassolino e sodali inclusi, che da lustri interi prendono per i fondelli i napoletani e gli italiani (e non solo con la munnezza).
    5) Centri sociali, Genova e spaccatori di vetrine. Guardi, io posso anche credere che a Genova ci sia stato chi abbia usato una mano troppo pesante e questo, ovviamente, non va bene. Ma da qui a far passare le teste calde (le tantissime teste calde) intente premeditatamente a spaccare auto e vetrine per povere vittime e a gabellare un delinquente che vuole ammazzare un carabiniere con un estintore da venti chili in faccia per un martire, ce ne corre. Perchè non si ha il coraggio di ammettere che in Italia vigono sacche di impunità a cui, per un malinteso senso di solidarietà ideologica e di tolleranza a senso unico, si tende a perdonare tutto? Se lei ha frequentato i centri sociali sa benissimo di che parlo. E conosce benissimo il culto dell’illegalità, o meglio dell'”illegalità lecita” (tipo gli espropri proletari, uccidere un fascista non è un reato, i proverbiali “compagni che sbagliano”, etc.) che costitutivamente serpeggia in quegli ambienti. Che poi non siano tutti malfattori, siamo d’accordo. Ma è come se, per difendere l’onore dei napoletani, si negasse che a Napoli esiste la camorra e che questa trova consensi, collusioni, fiancheggiamenti in vaste parti della società partenoepa. Cose che i napoletani sanno benissimo e che, infatti, non negano. La cosiddetta sinistra antagonista, invece, nega furti, vandalismi, tentati omicidi, armi, spranghe, droghe e così via. Alla Diaz ci saranno anche stati pestaggi (ho più di un amico che c’era e non ho motivo di credere che racconti balle), ma le immagini delle devastazioni genovesi le abbiamo viste tutti, le aggressioni alla polizia, la guerriglia organizzata e abbiamo visto il Giuliani con l’estintore sollevato sopra la testa e puntato verso la camionetta dei carabinieri. Ma, già, lui è una povera vittima, stava solo sgomberando il terreno dai rottami perchè il Defender dell’Arma potesse uscire meglio. Mi arresto per pietà.
    6) Napoli e Berlusconi: guardi che durante il governo Berlusconi (pessimo governo, sia chiaro, ma questo è un altro discorso) Sindaco è stata la Jervolino e Governatore Bassolino. Come fa ad affermare che Berlusconi ha “trattato male” Napoli, scusi? Solo perchè fa cantare Apicella? Io capisco la passione politica, ma un po’ di senso del ridicolo a volte non guasta, no? Dire che dopo 15 anni di Bassolino i mali di Napoli sono di Berlusconi è un’altra uscita di comicità involontaria ma irresistibile.
    7) Chiudo, e mi scuserà se, un po’ per smorzare i toni e un po’ perchè proprio non ce la faccio a trattenermi, con le sue ultime surreali afformazioni a proposito di comunismo e di libertà di stampa la butto in gherminella. Mi perdoni se glielo chiedo, ma lei è davvero comunista (e orgoglioso di esserlo) come afferma? No, perchè dire che la libertà di stampa in Italia è anche “merito” dei comunisti mi sembra una boutade insuperabile. I comunisti sono quelli che in Cina censurano Google e Yahoo, figuriamoci i giornali (lei c’è stato in Cina? Io sì). Sono quelli che a Cuba censurano tutto (ma i soldi dei turisti se li prendono eccome) e spacciano il simulacro di Castro per un arzillo giovanotto (lei c’è mai stato a Cuba? Io sì). Devo spiegarle cosa fanno i compagni nord coreani o rispiegarle che libertà di stampa hanno dato in settant’anni i sovietici (lei c’è stato in Urss? Io sì)? Devo ricordarle chi è stato a gambizzare Montanelli e a sparare a Tobagi (certo, in nome della libertà di stampa da difendere)? Devo illustrarle il conformismo cieco, l’ortodossia osservante, gli apriorismi infrangibili (se lei è comunista li conosce benissimo) della militanza comunista a tutti i livelli? Gli ostracismi contro gli intellettuali non allineati e organici? L’egemonia cultirale nelle case editrici? No, perchè se scherziamo è un conto, se si parla seriamente un altro. Se lei avesse scritto che, come in tutte le ideologia a senso unico, il comunismo prevede un’unica strada e che pertanto non tollera voci discordanti, non avrei condiviso ma avrei compreso. Ma se mi dice che il comunismo è un paladino della libertà di stampa mi fa davvero pensare a una burla di carnevale un po’ troppo anticipata.
    Proprio per finire, la tiritera della resistenza. Per favore. Si legga il libri del compagno Pansa per capire cos’è (anche) stata la resistenza. E se lo lasci dire da uno come me che l’odio preconcetto dei comunisti se lo porta addosso da sempre, ascendenti compresi. Ah, dimenticavo: proprio l’hanno scorso i paladini della libertà di stampa, cioè i comunisti, hanno più volte impedito a Pansa di presentare pubblicamente il suo libro. Forse lo scrittore si era dimenticato di ringraziarli per avergli almeno concesso di scrivere?
    Cordiali saluti, Stefano Tesi
    N.B. di Franco Ziliani: sottoscrivo in pieno quanto ha detto Stefano (soprattutto la parte relativa al Giornale e Montanelli, che ho avuto anch’io il privilegio di conoscere e frequentare, come pure l’indimenticabile Giovanni Arpino) e al simpatico Marco Arturi, che simpatico é e che ha idee che non condivido, ma rispetto, dico solo, torniamo a parlare di vino e di Barolo e Barbaresco, che su quello andiamo sicuramente d’accordo…

  17. Era davvero molto tempo che non leggevo una simile accozzaglia di luoghi comuni anti-comunisti tutti in una volta sola; conditi, peraltro, da una sana retorica revisionista per cui si mette tutto insieme, Resistenza e Brigate Rosse, Cina e PCI, centri sociali e Case Editrici. Complimenti. Capisco il prurito di chi ha sofferto e forse continua a soffrire l’egemonia culturale ma, posto ch’essa è tramontata (per colpa della sinistra stessa, sia ben chiaro, e non dei grandi intellettuali apparsi a destra), appena un minimo di decenza storica non guasterebbe. Come sempre: i problemi sono un pò più complessi. E chi si loda della propria “indipendenza” dovrebbe saperlo.

  18. Per il Sig. Tesi: Se la presunta rassegnazione lei la desume dai risultati delle elezioni amministrative, allora continuo a trovarmi in disaccordo. Credo si chiami democrazia e partecipazione attiva e credo che la gran parte dei miei cittadini, “turandosi il naso” (cosa che a me proprio non riesce), vota il meno peggio (per la cronaca, il primo Commissario Straordinario era di A.N.). Credo che alla stessa maniera si regoli il resto d’Italia quando decide di votare alle politiche per l’una o l’altra fazione (cambia ben poco). Parlerei di un misto tra rassegnazione e speranza. La mia di speranza, invece, è che si ingrossino le fila di quel partito degli Apoti, (quelli che non la bevono) a cui, nonostante non abbia compiuto trent’anni, scelsi di aderire tempo fa.

  19. Caro Dottori,
    quando si leggono cose su cui non si concorda, o che non si sa come negare perchè sono vere, si dice sempre che si tratta di “accozzaglie” e di “luoghi comuni” dettati dal preconcetto. A lei il mio sembra revisionismo, libero di pensarla come vuole. Anche a me i suoi sembrano i disperati distinguo di chi non sa come liberarsi di certi ingombranti scheletri nell’armadio che trasversalmente solcano, quasi fossero un peccato originale, la sinistra tutta, dalla moderata all’estrema.
    Glielo dico da persona che spesso (in quanto visceralmente non conformista e come tale ostracizzata da entrame i poli) viene tacciata di essere più di sinistra di chi è di sinistra. L’indipendenza di pensiero su cui lei ironizza, del resto, consiste proprio in questo: non farsi accecare dalle divisioni strumentali e manichee che sei decenni non sono bastati a mostrare per quelle che sono, cioè rottami.
    Se lei mi rispondesse sui fatti, invece di generalizzare, mi saprebbe forse spiegare, ad esempio (gliene sarei grato, perchè davvero non lo capisco), la differenza intercorrente tra l’omicida Bompressi e Contrada e quindi la disparità di trattamento loro riservata dal sistema carcerario e dall’opinione pubblica della sua parte. O quella tra Carlo Giuliani e Mario Placanica, dove non solo si tende ad appaiare aggressore e aggredito, ma addirittura a eroicizzare il primo e a colpevolizzare il secondo. O ancora come sia possibile che Bassolino e la Jervolino siano ancora al loro posto e che il governo non sia ancora intervenuto a Napoli dopo lustri di disastri (mica sarà perchè Prodi non può delegittimare amministrazioni “sue”? Nooo…). Oppure il caso Forleo. O ancora quello Consorte/Unipol e via cantando.
    Su una cosa ha ragione: è vero, le cose sono sempre più complesse di come appaiono. Mio darà atto però che non è questa la sede per sviscerarle, quindi perchè mi accusa? E mi darà anche atto, spero, che non sempre le semplicazioni sono inutili, soprattutto quando colgono certe verità.
    C’è un filo sottile (ovviamente rosso) che lega tutte queste cose e lei lo sa benissimo: la più o meno forte, ma innegabile, contiguità politico-ideologica dei protagonisti. Lo chiami soccorso rosso o come vuole. Una rete fatta di punti in comune che nessun distinguo potrà mai separare.
    Negare certe verità appartiene proprio all’indecenza storica che lei mi rimprovera. Così come è indecente la scansione, che lei fa, degli intellettuali in base all’area di appartenenza ideologica invece che allo spessore del pensiero che esprimono. Vedasi i recentissimi ma chiarissimi casi degli eretici Pansa e Asor Rosa che, colpevoli di aver disobbebito al conformismo e alla vulgata, sono stati messi all’indice e sbeffeggiati pubblicamente.
    Sono io dunque che faccio i complimenti a lei. Per la coerenza, davvero. Duro e puro, come il compagno G. Sì, lo so (o meglio posso immaginarlo) che lei forse non è, come Arturi, un militante fondamentalista e un “comunista orgoglioso”. Ma lo ammetta, quella sottile nostalgia, quell’imprinting lontano ma innegabile, lei lo sente eccome. Eh già, formidabili quegli anni vero?
    Guardi, mi creda: finchè non cesserà il riflesso condizionato di dividere il mondo tra buoni e cattivi, tra destra e sinistra e tra altre artificiose ripartizioni, non credo che andremo avanti.
    Saluti,

    Stefano Tesi

  20. Stefano, ammiro l’onestà intellettuale di quel che dici. Io, come te, sono un altro che non ha vergogna a pensarla in un certo modo. E non capisco perché dovrei averla. Io forse ho un atteggiamento diverso sulla questione della cosiddetta “superiorità culturale” e financo morale della sinistra. Tu ti arrabbi, io mi limito a riderci sopra.
    Quanto all’intervento “Angelico”, vorrei tanto sapere che c’entra il coraggio…
    Comunque, un abbraccio anche a te Angelo.

  21. Viva Berlusconi paladino della libertà di stampa, abbasso i partigiani criminali e i comunisti italiani, questa massa di ladri, devastatori, repressori, censori e assassini.
    Viva Tesi che è stato in Cina, in Russia e a Cuba, abbasso Arturi che non si è mai mosso di casa e non sa niente del mondo.
    Viva il decreto salvapreviti e la depenalizzazione del falso in bilancio, abbasso le scarcerazioni di Baraldini e Sofri.
    Abbasso Arturi che fa della comicità involontaria, viva Tesi che invece non fa sorridere quando parla del “comunismo di Prodi”.
    Chiudiamola qui con tanti saluti, signor Tesi. Lei scrive “Senza rancore, per carità” ma a me sembra che lei sia carico di odio allo stato puro. La lascio dunque al suo patetico e antistorico (è evidente come lei non sappia o finga di non sapere cosa è stata la Resistenza e cosa accadde a Genova nel 2001) esercizio di anticomunismo di ordinanza. Buon lavoro.
    N.B. di Ziliani – pubblico integralmente, pur trovandolo eccessivo e sopra le righe questo intervento di Marco Arturi e invito tutti, di destra o di sinistra, laici o credenti, ad incazzarsi di brutto per la notizia contenuta in un post che pubblicherò tra pochi minuti e che davvero é vergognosa…

  22. Non avevo visto l’intervento del signor Farina, uno che non si vergogna a pensarla in un certo modo. Lo sappiamo signor Farina, lo sappiamo…

  23. Grazie per l’abbraccio e contraccambio. Qui siamo entrati in un terreno minato dove le ideologie la fanno da padrone. Per rispondere ci vorrebbero pagine e pagine e poi per cosa tutti rimarremmo sulle nostre posizioni e con le nostre idee. Pertanto oggi mi sono stappato un bottiglia di Monfortino annata 1988 per riappacificarmi con tutti.
    Salute.

  24. Grazie Tommaso. E’ vero, bisognerebbe riderci sopra, ma a volte è difficile sopportare le solite cose rifritte. E grazie a Erro per la rivelazione per partito degli Apoti, a cui idealmente mi iscrivo.
    Saluti,

    Stefano

  25. Caro Arturi,
    dia retta a me. Metta il naso fuori dal paesello e dalla cellula, giri il mondo, legga i libri (non solo quelli imposti dalla farmacopea rossa, però, anche qualcos’altro) e poi si esprima. Ciò che dice e le amenità che affastella la qualificano. Buona domenica e, di nuovo: si curi il fegato.

    Stefano Tesi

    PS: e si disintossichi dal veleno antiberlusconista, non ne vale la pena, riservi il suo livore giacobino per cause migliori.

  26. Non é un partito, ma una Società degli Apoti, ovvero coloro che non la bevono, http://it.wikipedia.org/wiki/La_Rivoluzione_liberale ed io sono idealmente iscritto già da una vita, con un mio personale slogan che forse ricorderà quanto disse il buon Sciascia in piena emergenza Brigate Rosse (“i compagni che sbagliano” ). Lui disse “Nè con le BR nè con questo Stato”, io che non sono un intellettuale acuto come Sciascia mi limito a dire: né con Prodi né con Berlusconi… né tantomeno con la corte di satelliti e dioscuri vari che li circondano, a “destra” come a “sinistra”. Penso che su questo assunto Stefano, Marco Arturi, Corrado ed io possiamo tranquillamente essere d’accordo

  27. Franco, l’intervento “sopra le righe” sarebbe il mio? Guarda che non sono stato io a dare del fondamentalista al mio interlocutore, né ad offendere le sue idee, né a parlare più volte di “comicità involontaria”, né a tirare in ballo attentati terroristici degli anni ’70. Faccio sapere a Tesi che non ho mai militato nelle Br e che non ho mai sparato a nessuno. Per quanto a lui possa apparire inverosimile, sono una persona onesta e non violenta. E anche educata, mi pare: quando ho sbagliato nei suoi confronti (riguardo al fatto di aver scritto che non conoscesse e non amasse Napoli) mi sono puntualmente scusato. Tesi scrive e pontifica, ma avrei voluto vedere lui a difendere sua moglie, come è accaduto a me, dalla rabbia cieca e immotivata (ci tenevamo ben alla larga dagli scontri) di uomini in divisa che caricavano e picchiavano selvaggiamente urlando: “comunisti di merda, zecche schifose, vi ammazziamo”. Uomini in divisa. Polizia di Stato. E questa è cronaca, signori, questa è storia. Che non potrà essere cancellata da nessun revisionismo.
    E al signor Tesi farei conoscere certi amici miei, gente che ha passato gli ottanta, che un giorno del 1943 non ebbe dubbi sulla parte da scegliere, su cosa era giusto e su cosa non lo era. Scelsero di andare in montagna, alcuni di loro erano e sono compagni, altri no. Io credo di dovere a loro la mia libertà e mi sento offeso da certe parole del signor Tesi sulla Resistenza. Venga a conoscerli, poi mi dica che sono dei banditi. E venga a parlarmi del comunismo in un certo modo di fronte a quelli che tra loro ebbero il coraggio di scioperare qui a Torino nel marzo del ’43, davanti alle armi spianate dei nazifascisti. Venga, signor Tesi, a parlargli della “tiritera della Resistenza” e delle mie “surreali affermazioni sulla libertà di stampa dovuta anche ai comunicsti”. La aspetto.
    Ad ogni modo, credo che tu abbia tutte le più sacrosante ragioni a desiderare che la discussione finisca qui. Se Tesi lo desidera può comodamente continuare a insultarmi in privato: potrai fornirgli tu uno dei miei indirizzi di posta elettronica.
    p.s. — Beato lei, Angelo, che dispone di tali risorse in cantina per riappacificarsi…ma a me oggi non basterebbe neppure un Monfortino.
    N.B. di Ziliani – Marco pubblico e non commento e invito sia te che Stefano a chiudere qui questa che é diventata una querelle privata e non ha più ragione di essere. Ognuno ha le sue idee, le sue convinzioni, le sue buone (o cattive) ragioni e non servirebbe nemmeno uno scambio di 100 commenti a farle cambiare o arretrare di un millimetro. In fondo anche questa é Italia, e Stefano che é toscano ne converrà, l’eterno aspro e talvolta feroce scontro tra Guelfi e Ghibellini. Che, questo il pregio maggiore, in un’epoca di diffuso e squallido trasformismo, non esitano a rimanere tali e ne sono giustamente fieri e orgogliosi…

  28. Fin quando esisterà un bacino immenso di voti “sporchi” come la spazzatura, Bassolino e Co. continueranno a perseguire i propri interessi. Bassolino ha fatto bene solo i primi 4 anni perchè Napoli era nella fogna e il neo-eletto sindaco ha semplicemente sfruttato l’effetto G7 in maniera egregia. Poi le collusioni hanno portato a posizionare solo le persone di fiducia nei punti strategici del potere sparsi in tutta la regione ed a far piombare nuovamente Napoli nella fogna.
    Anche se sono moltissimi i cittadini che si rimboccano le maniche, sono purtroppo i pochi personaggi disinvolti che governano e gestiscono a proprio vantaggio la ricchezza, ed io purtroppo fino a 4 anni fa credevo ancora nelle capacità di queste persone.
    Come si può essere stimolati alla raccolta differenziata, che comunque comporta un cambio radicale del proprio stile di vita se non esistono strutture di smaltimento dei rifiuti, di riciclaggio degli stessi ed un indotto che crei business dalla riutilizzazione dei rifiuti…
    Per passare di palla in frasca, sono oltre 15 anni che l’Italsider è chiusa e non si è in grado a Bagnoli di realizzare business ad alto livello da uno degli scorci più straordinari del mondo.

  29. Napoletana, trapiantata a Milano. Parte di quella generazione del fenomeno post migratorio, quello, per intenderci, dei laureati masterizzati che vanno al Nord per guadagnare qualcosa e quel qualcosa è sempre poco, ma è qualcosa sempre più del niente. Perchè Napoli non ti leva tutto ma ti abitua a non avere più nulla e peggio ancora ti abitua all’idea di non dover chiedere nulla di più. Non voglio rispondere nota per nota alle tante cose scritte in questi giorni sul blog del sig.Ziliani. TAnte cose, giuste, sbagliate, discutibili. Voglio dirvi che chi come me si ritiene una persona perbene segue l’ennesima vicenda scandalosa targata made in Naples con rabbia e dolore. Rabbia e dolore che nascono dalla consapevolezza di ciò che stiamo inesorabilmente perdendo, tutti e non solo i napoletani e i campani. Io stessa avrei dovuto forse rimanere, mostrare nel mio piccolo il volto di chi vuole qualcosa di diverso senza alzare barricate e o impiccare pupazzi agli alberi. A suo tempo ho provato a farlo: mi sono arresa e sono scappata. Torno giù da turista di tanto in tanto e la passione per il vino che a voi mi accomuna mi porta a incontrare territori e persone meravigliose, grandi bottiglie che sanno di mare o di montagna. Non voglio gettarmi anche io in disquisizioni politiche, in considerazioni sulla criminalità, in congetture antropologiche sul modus vivendi del napoletano. Preferisco tediarvi con i tramonti che vedo dal terrazzo del parco Virgiliano a Posillipo e se butto lo sguardo giù vedo la baia di Trentaremi. Con l’oasi di Montenuovo, una miriade di crateri spenti che in primavera sono ricoperti dal profumo e dal colore della zagara. COn il lago D’Averno d’inverno quando una sottile nebbia scende sulla superficie dell’acqua e allora pensi a Caronte e agli studi classici. Con una piccola barca a vela che puoi affittare al circolo Savoia e farti il periplo delle isole magari bevendo un buon bianco fresco e tornare all’alba e vedere la città dal mare come riposa ancora, come il tufo giallo respira e rilascia il freddo della notte. Scendere nelle sue viscere,perdersi in cunicole e grotte. Riemergere e, per quanto possa suonare oleografico, gettarsi in quel continuo melodramma che ogni giorno a Napoli sale su un palco.

  30. FIRMATE E DIFFONDETE!!!

    Ale Presidente della Repubblica

    PREMESSO CHE la cosiddetta “emergenza rifiuti” da anni affligge Napoli e gran parte della Regione Campania comportando gravissimi danni di carattere sanitario e ambientale oltre che di ordine pubblico e d’immagine.

    CONSIDERATO CHE l’attuale Presidente della Giunta Regionale nonchè ex Sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, in questi anni di attività amministrativa ha palesato una totale incuranza al problema sopracitato, evidenziando la sua pressochè totale incapacità a svolgere l’incarico assegnatogli.

    CONSIDERATO CHE la Costituzione Italiana, all’articolo 126, consente al Presidente della Repubblica, emanando un decreto motivato, di sciogliere la giunta “per ragioni di sicurezza nazionale”.

    I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI CHIEDONO Di prendere atto della manifesta incapacità del Signor Antonio Bassolino e della sua Giunta a porre rimedio a quella che si configura come una gravissima “emergenza nazionale” (per la quale, tra l’altro, rischiamo forti sanzioni da parte dell’UE) e, quindi, di applicare l’articolo 126 della Carta Costituzionale per lo scioglimento della Giunta Regionale Campana.

    Per firmare vai su: http://www.petitiononline.com/monnezza/petition.html

  31. Non ho capito molto bene i riferimenti alla Resistenza fatti in un commento che rimanda, senza meglio chiarire, al “libro di Pansa”. Credo che se una cosa e’ dicibile sia anche riassumibile in breve, quasi parafrasando Einstein (a proposito di scienza e di salumieri), senza bisogno di artifici retorici. Incidentalmente osservo che se sono comunisti non solo Diliberto e compagni (sedicenti tali), ma persino Veltroni e soci (per l’essere stati membri del sedicente Partito Comunista), allora non c’e’ dubbio che l’opposizione odierna sia “sostenuta dai nazi-fascisti”. E siccome il termine “comunismo” non l’ha inventato Stalin (ecco cosa potrebbero essere correttamente definiti tutti i suddetti: stalinisti; non comunisti, ma stalinisti; un tempo era un po’ piu’ chiara questa distinzione), mentre sicuramente il termine fascismo e’ conio di Mussolini (a parte -forse- l’esperienza dei fasci siciliani), ecco che la seconda identificazione e’ molto piu’ a luogo della prima.

    Replicando ad altri: quanto alla liberta’ di stampa per la quale dovremmo ringraziare “i comunisti” (e siccome sono quasi certo che per “comunisti” si intendano “gli stalinisti”, ossia il PCI) credo che sia veramente azzardato (a dire poco!) far passare quel partito di intolleranti e di settari per il rifugio di democratici che da un po’ amano considerarsi. Il PCI e’ (stato) come la Chiesa: la tolleranza l’hanno dovuta ingollare a forza e a malincuore. Stalinisti e preti, a lasciarli padroni del campo, si e’ visto bene cosa amavano fare e come. E gli uni come gli altri, non a caso, sono antitetici rispetto alla Giustizia. Sempre non a caso, infatti, gli unici (a parte i delegati dei preti, ovviamente) a votare l’articolo 7 della Costituzione, furono gli stessi che firmarono l’amnistia a beneficio di coloro che in qualunque paese civile sarebbero finiti impiccati. Non per i piedi, non a Piazzale Loreto, non nel corso di una jaquerie, certamente, e tuttavia pacatamente, laicamente, giustamente per il collo appesi in seguito a processo e nella discrezione del cortile di un carcere. Detto da uno che considera il massimo vanto della sua terra quello di essere stato il primo paese al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura, una ventina d’anni prima della rivoluzione francese.

  32. Comunisti, Fascisti, Preti, Laici Politicucchi non serve più a nulla. Campania? L’ Europa ci farà un c..o così! Qualche turista farà a meno di andarci per tanti motivi! Le aziende si terranno alla larga!Le mozzarelle di bufala già le stanno facendo in altre zone!In Campania la legalità la porterà la camorra altrimenti non sopravvive neanche Lei!

  33. riporto da un quotidiano di oggi: “il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, dalla Slovenia, ieri ha fatto sapere che l’emergenza rifiuti «ha preso un rilievo al di là di ogni giusta misura», soprattutto per quanto riguarda il rilievo mediatico che ha avuto nella stampa di tutta Europa. Cioè. La misura è stata superata sui giornali, non a Napoli. Tutte cose che fanno male «all’immagine internazionale dell’Italia», dice Napolitano, sottintendendo quella Commissione Europea che ha aperto una procedura di accertamento nei confronti del nostro Paese”. Per carità di patria, no comment!

  34. Egregio Ziliani

    la cosa peggiore è l’orrore all’orrore, la stupidità congenita alla stupidità. Non ha parlato nessuno soltanto dal Veneto si è elevata la voce di una denuncia per danni d’immagine dovuti alla Campania. Si può rispondere purtroppo scendendo nel misero linguaggio del denunciante. A veronetta ,quartiere di Verona , 4 commercianti di vino arrestati per aver fatto e venduto intere cisterne di vino al metanolo, per chi percorre la Traspolesana Verona-Rovigo può notare sulle piazzole cumuli di immondizia, per non parlare dei cavalcavia fatti sulla Superstrada di Isola della Scala con materiale di riporto radiottivo, le vongole al plutonio di Porto Marghera, le discariche occulte di Padova e dintorni.La stupidità da commare è peggiore dell’immondizia , l’una non c’è cura per guarirla , l’altra si può quantomeno portare in discarica!!

  35. Quando finalmente finirà questa scandalosa vicenda dell’emergenza rifiuti , spero vivamente che “quelli a nord del garigliano” , non ci rinfaccino a ” munnezza” per 30 anni , come hanno fatto per il colera del 73′ ( ” Colerosi ” e vesuvio ingoiali ” è un ritornello che si sente spessissimo in quasi tutti gli stadi di calcio del centro-nord ). Detto ciò , la campania non è solo illegalità e degrado, ma anche la regione dalle enormi potenzialità ; è quella che ha il grande patrimonio artistico e culturale d’italia ( oltre il 35% ) , quella ( insieme al trentino ) che ha più parchi e aree protette , tantissimi siti tutelati dall’unesco ; il cilento ha la più alta concentrazione di bandiere blu di lega ambiente, e , per restare in tema , la campania è una delle regioni che ha più vitigni autoctoni del mondo ( alcuni di essi importati dai greci ! ) Chissà perchè tutte queste cose non vengono mai enfatizzate . Eh già , chissà perchè…

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