“Vino oggi. Ma domani?”- La finestra di Briscola

Briscola, sempre sagace e pungente, mi ha inviato questo apologo. Esagerazioni? Niente affatto, è proprio quanto accade “normalmente” nel disastrato e spudorato mondo del giornalismo del vino di cosa (pardon casa) nostra.
Un qualcosa che la fantasia ed il gusto dell’iperbole di Briscola farebbero apparire immaginario, oppure un incubo, ma che invece è assolutamente prassi quotidiana, realtà consolidata, storia di ordinario malgiornalismo. f.z.

“Gentile Signor Giornalista, sono il Direttore di una rivista del vino di prossima pubblicazione.La rivista si chiamerà: “Vino oggi. Ma domani?” e riguarderà i futuri scenari del mondo enologico e vitivinicolo italiano.
La nostra mission è quella di individuare i vini del domani e il nostro pool sarà composto esclusivamente da esperti del settore di comprovata esperienza e conoscenza, quale Lei è. Purtroppo non abbiamo un Euro bucato, va detto subito. Molti dei miei colleghi tendono ad aspettare la chiusura di bilancio o il fallimento per dirlo, ma noi siamo più onesti e anche, mi permetta, più spiantati già all’origine. Quindi, Le dichiaro da subito che non avremo modo di pagarla né ora né mai.
I nostri introiti deriveranno esclusivamente dalla vendita di pagine pubblicitarie, se mai dovessimo venderle.I commerciali che sinora abbiamo contattato chiedono infatti tendenzialmente almeno un rimborso spese, cosa che, come comprenderà, non possiamo permetterci.
Non puntiamo affatto sulla vendita dei giornali al pubblico, perché il pubblico è stufo di riviste del settore e non ne vuole più sapere di leggere articoli che in realtà sono pubbliredazionali camuffati da scoop.
Non riusciamo nemmeno ad allegare gadget, perché i gadget nel settore sono pochi (tappi, cavatappi, salvagocce, ecc.) e non abbiamo i soldi per comperarli, sebbene siamo convinti che i lettori comprerebbero più volentieri la rivista per il cavatappi allegato che non per la rivista.
Puntiamo invece sulla vendita a pacchetto, secondo i seguenti step:
individuazione dell’ente o dell’Azienda che per comodità chiameremo “l’Allocco”;
all’Allocco sarà proposto l’acquisto di tot numero di copie del giornale, sino alla copertura massima della tiratura e facendo coincidere, nel caso, l’intera tiratura alla numero di copie acquistate.
Spiegheremo all’Allocco che potrà distribuire la propria rivista a clienti, amici, soci e parenti, sia stretti sia alla lontana, facendo una gran bella figura.
In cambio della cifra concordata, dedicheremo un ampio servizio all’ente o all’Azienda, non escludendo di dedicare tutto il giornale all’Ente o all’Azienda.
All’Allocco chiederemo di inviarci articoli già pronti, corredati da fotografie e già visionati e approvati dal loro referente della Comunicazione. Non importerà la lunghezza, adatteremo il formato della pagina.
Ciò detto, sono a richiederLe cortesemente, date le Sue capacità degustative, di inviarci schede di degustazione su vini che sottoporremo alla Sua degustazione, fermo restando che spetterà a Lei acquistare i vini, secondo le annate indicate, e che non dovrà mai scrivere che un vino non è buono, anche qualora fosse moralmente desolante.
A noi manca il lessico adeguato, abbiamo chiesto anche in portineria, ma non c’è nessuno che sappia realmente definire un vino nelle sue varie caratteristiche, neppur mentendo.
Ora Lei mi chiederà: quale vantaggio? Apparentemente nessuno, ma in realtà potrà fregiarsi del titolo di Degustatore Ufficiale di “Vino oggi. Ma domani?”.
Le suggeriamo di introdurre talora una degustazione con esito negativo, affinché la Sua immagine di giudice obiettivo ne esca rafforzata. Sarà nostra cura fornirLe l’elenco dei vini e delle Aziende Intoccabili, relativamente ai quali non sarà mai pubblicata alcuna degustazione se non più che elogiativa.
Le preannuncio con orgoglio che la prima copia della rivista sarà presentata durante un evento mediatico, che si terrà a Roma o a Milano o a Cessole, non abbiamo ancora deciso, perché molto dipende da quanto ci chiederanno per affittare una sala.
Propendiamo per Cessole, che è pur sempre in Langa, ma non abbiamo ancora attivato seri contatti al riguardo. Durante l’evento, chiederemo a un numero consistente di Aziende di tutta Italia di inviare i loro vini in degustazione e per la cena (calcoliamo di chiedere circa 1200 bottiglie), congiuntamente a una quota di partecipazione sui 300 Euro. Mi pare il minimo per un’occasione di tale portata, anche perché, oltre all’affitto, dovremo pagare le spese della luce e bisognerà affittare i bicchieri.
Escludiamo di far svolgere il servizio di mescita a sommelier professionisti, per conferire all’evento un tocco di spontaneità. Riguardo al materiale di comunicazione, abbiamo appena comperato una fotocopiatrice.
Colgo l’occasione per invitarLa all’evento, segnalandoLe che sarà necessario comunicare conferma di presenza e versare il contributo di Euro 15 per la cena. Grazie.
AugurandoLe di trovare nel frattempo o di mantenere un lavoro che Le consenta di sfamare sé e la Sua famiglia, resto in attesa di Suo cortese riscontro, fiducioso nella Sua Risposta. Il Direttore di “Vino oggi. Ma domani?”
Many BrisKisses!

0 pensieri su ““Vino oggi. Ma domani?”- La finestra di Briscola

  1. MI-TI-CO!!! Fotografia perfetta.

    P.S. Comunicazione di servizio: Caro Ziliani, aspetto impaziente che trovi il tempo per le sue considerazioni sulle nuove mode del vino, sono curioso di sapere la sua.

  2. Un quadro sconsolatamente reale. Ci sarebbe da dire di molto peggio ma vorrei evitare denunce.
    Devo aggiungere anche che non è una gran novità per chi conosce un minimo l’ambiente dell’editoria (non solo di quella del vino). Buona giornata.

  3. nell’allegato alla lettera la redazione ricorda che, per la pubblicazione della guida sui vini migliori del mondo, sarà Sua cura prendere contatto con la tipografia, fare un preventivo, contattare le aziende,prelevare i vini, compilare le schede e affittare un furgoncino per consegnare direttamente una copia autografata della sopracitata guida. Il tutto, naturalmente, Le conferirà la qualifica del “degustatore con il miglior rapporto con il pubblico”!

  4. Grande Briscola!

    P.s.: Confermo quanto da te detto, trovandomi spesso dall’altro lato del fenomeno. Mi spiego: mi occupo come sai della comunicazione per alcune cantine, ed il mio lavoro ormai, consiste sostanzialmente nell’opporre un cortese diniego alle 10 “riviste” che giornalmente telefonano in cantina. Non avendo tempo e non riuscendo ad orientarsi nel marasma di pubblicazioni, il vignaiolo delega a me l’ingrato compito. A proposito: fai presente a Briscola che il fenomeno assume proporzioni preoccupanti in prossimità del Vinitaly!

  5. Mi limito a rimandare al mio post precedente in calce alla “non casuale” pubblicazione cui allude Ziliani.
    Comunque, e lo dico a ragion veduta, ag ha ragione: il quadro è realistico per qualunque tipo di editoria e di giornalismo.
    Saluti,

    Stefano

  6. Lettera-tipo di un aspirante-sedicente-disposto a tutto pur di scrivere giornalista o presunto tale al direttore di “Vino oggi. Ma domani?” (o qualunque altra testata di qualunque settore):

    Caro direttore,
    vorrei sottoporre alla sua attenzione la mia candidatura per una collaborazione con il suo giornale.
    Da oltre un anno faccio parte dello staff di redazione di “Godiamo: salute e benessere”, newsletter bimestrale di Acquafresca Wellness & Pilates spa, rinomata stazione termale dell’Agro Pontino. Non ho ancora il tesserino da giornalista, che vorrei ottenere collaborando appunto alla sua prestigiosa testata, ma a scuola l’italiano è sempre stata la mia materia preferita. Curo inoltre le pr della cantina sociale della mia città, ove sono impiegato comunale.
    Ho maturato ormai una certa esperienza in materia di vino: su “Godiamo” sono infatti il responsabile, tra l’altro, della rubrica “Bere bene”, per la quale redigo schede critiche sui vini sintetizzando le brochure aziendali che ci vengono inviate assieme alle bottiglie in omaggio e agli impianti grafici per la pubblicità.
    Sono pertanto certo che potrei dare un valido contributo.
    Ci tengo a precisare, in ogni caso, che la mia offerta è di tipo professionale e che pertanto non può prescindere da un adeguato compenso. La mia tariffa, a corpo o a cartella, andrà calcolata a suo piacimento, applicando però uno sconto del 15% sul minimo con cui lei remunera gli altri collaboratori. In tal modo la mia collaborazione le risulterà sempre la più conveniente. Qualora il compenso offerto fosse pari a zero, sarà invece indispensabile che il mio nome, come autore, sia posto con evidenza in testa e non in calce all’articolo.
    Resta inteso che l’avvianda collaborazione non potrà considerarsi in esclusiva, visto che sono impegnato come articolista anche con alcuni siti internet specializzati nel settore, per i quali seguo kermesse e degustazioni. Sarò tuttavia lieto di metterle a disposizione il materiale redatto per quest’ultimi visto che, non essendo gli stessi registrati come testate giornalistiche, non posso utilizzarli per chiedere l’iscrizione all’albo.
    Resta inteso anche che il costo di missioni e spostamenti effettuati per conto del suo giornale, vitto e alloggio inclusi, resteranno a mio esclusivo onere, ma che in cambio lei mi autorizzerà a fregiarmi della qualifica di collaboratore della testata e ad accreditarmi come tale presso enti pubblici, fiere, produttori, case vinicole e altro. Ne consegue che resteranno di mia esclusiva pertinenza inviti, omaggi, cartoni di vino, gagdet inviati al sottoscritto in quanto corrispondente e/o collaboratore.
    Sono infine a precisare che il mio impegno con “Vino oggi. Ma domani?” potrà essere espletato esclusivamente nei giorni di sabato e domenica, essendo per il resto del tempo impegnato in comune e nella mia parallela attività di consulente fiscale part time.
    Confidando in un gradito riscontro, porgo i migliori saluti.

    Adelchi Lapenna.

  7. Gent.Sig. Lapenna,

    nonché Adelchi e non mi par poco, trattandosi di tragedia.
    La Sua pronta risposta ci colma di goia e anche di più, ma alcune precisazioni sono d’obbligo.
    La prima: non possiamo indicare il Suo nome perché, qualora un giorno Le pungesse vaghezza di chiedere compensi arretrati, il nome farebbe fede della collaborazione. Non possiamo correre il rischio, sicuramente Lei mi comprenderà. Ritenga già un onore il veder pubblicate le sue notizie: le notizie, in fondo, non ci appartengono ma sono di chi le legge (può scolpire questa frase nel marmo, volendo. A sue spese, ovviamente).
    Le possiamo consentire l’uso di uno pseudonimo, preferibilemente monisillabico e senza attinenza alcuna con il Suo vero nome. Non si firmi “Ad”, ad esempio, e nemmeno “Lap”. Escludiamo anche “Lapade”, “Adela” e “Lapelchi”. Ugo?
    Colgo l’occasione per segnalarLe che, in questa fase organizzativa, stiamo raccogliendo patrocini di tipo economico perché ci mancano due scrivanie e 4 sedie. Se intendesse cortesemente contribuire all’allestimento della Redazione, Le invieremmo direttamente presso il suo domicilio un diploma stampato su un bell’A4 quale “Socio Fondatore di Vino oggi. Ma domani?”. Resta inteso che l’adesione economica comporta il titolo di socio a tutti gli effetti, compresi quelli di un eventuale fallimento dell’impresa.
    Stiamo pensando anche di costituire una cooperativa fra giornalisti: potrebbe interessarLe? Se ha qualche amico interessato, foss’anche idraulico, va bene lo stesso.
    Riguardo la Sua iscrizione all’Ordine, come Lei sa dipende anche dalle fatture di pagamento, quindi non se ne parla nemmeno sotto tortura. E, poi, creda a me: se diventasse pubblicista, tutti direbbero: “Toh, sei solo un pubbicista! Che lavoro fai per vivere?”; se diventasse professionista, poi (e sottolineo il poi) direbbero “Toh, era solo un professionista, non avrebbe potuto vivere”. Le conviene?
    Infine: se aggirandosi per degustazioni volesse cortesemente distribuire anche il nostro catalogo di offerte commerciali, gliene saremmo grati in pensieri, parole, non opere, ma sicuramente in omissioni.
    Distintissimamente,
    Il Direttore di “Vino oggi. Ma domani?”

    Many Briskisses!
    :-)

  8. Uno che le uve “…. sono accuratamente lavate ed asciugate con una esclusiva macchina lavauva” non ha bisogno di PR, avrebbe avuto bisogno di buoni maestri (e non intendo insegnanti). Buona serata.

  9. Gentile direttore,
    la ringrazio per le puntuali e ineccepibili precisazioni. Mi permetto tuttavia di rilanciare sulla sua già generosa proposta.
    Da tempo infatti, nelle ore lasciatemi libere in ufficio dalla pausa-cappuccino e dai permessi sindacali, oltre che come redattore opero come agente pubblicitario per conto della menzionata “Godiamo: salute e benessere”. Posso pertanto vantare un già ampio portafoglio di inserzionisti, ai quali proporre vantaggiose inserzioni sulla sua prestigiosa testata. Mi occuperò io stesso di redigere un tariffario combinato di pubblicità tabellare e redazionale, avendo poi cura di addebitare al committente la stesura dei testi (ovviamente da me realizzati), per consentire a lei ulteriori e cospicui risparmi di spesa sui costi di redazione.
    Quanto allo spiacevole nodo del mio nome sul giornale, nessun problema. Le propongo questo piccolo compromesso: gli articoli saranno firmati con il mio pseudonimo (Ad Libitum) o semplicemente siglati con le mie iniziali, A.L. (ci penserò io a far sapere ad amici, parenti, colleghi e produttori chi è l’autore dei pezzi), in modo tale che io possa essere ben riconoscibile senza che le mie generalità compaiano e lei quindi senza che lei sia esposto al rischio di pericolose rivendicazioni.
    In cambio, a consuntivo, lei attesterà che i medesimi articoli, e magari qualcuno in più, sono stati scritti proprio da me. Resta inteso che, come d’uso, alla fine dell’anno rimetterò, ad esclusivo beneficio dell’Ordine dei Giornalisti, una notula già quietanzata, provvedendo personalmente a versare di mia tasca anche la ritenuta d’acconto e gli oneri previdenziali spettanti all’editore.
    Confido tuttavia che, coerentemente alla prassi, nell’ambito dell’accordo ella vorrà indicare il sottoscritto come referente giornalistico per qualsiasi tipo di accredito a conferenze stampa, degustazioni e manifestazioni in genere. Le penne, i blocchi, gli zainetti distribuiti in quelle circostanze mi sono infatti utilissimi.
    Resta poi inteso che, senza che ciò minimamente impegni la testata, mi sarà lecito autoaccreditarmi come vostro inviato presso consorzi, studi di pr e case vinicole, anche per poter mettere pubblicitariamente a frutto le relazioni di volta in volta avviate.
    Qualora infine avesse la bontà di inserirmi anche tra i fotografi accreditati dal suo giornale, non avrei difficoltà a offrirle la copertura fotografica completa e gratuita degli eventi che fossi chiamato a seguire, a condizione che almeno una delle immagini pubblicate mi ritragga a fianco del produttore o di un vip presente alla serata.
    Molti cordiali saluti,

    A.D.
    (Adelchi Lapenna, alias Ad Libitum)

  10. Gent.mo Ad libitum,

    ma le facciamo il poster, non la foto!!!!!!!! Con chi vuole posare? Con Totti? Con Mastella? Con l’Alba Parietti? Dica Lei e si scateni, l’obiettivo è tutto suo! Ah, quanta soddisfazione dalle Sue parole, com’è bello veder crescere giovani virgulti così portati all’ideale e così smaniosi di dare! Lei farà molta strada nel mondo del giornalismo del vino, mi creda. (Ma non dimentichi che la benzina è a carico suo)
    Il Direttore di “Vino oggi. Ma domani?”

    Mani BrisKisses! :-)

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