Benvenuto Brunello, ma il benvenuto ce l’ha dato il Rosso…

Notizia al volo, ad uso e consumo dei consumatori e degli appassionati al termine di due giornate intense di degustazioni di Brunello di Montalcino annata 2003 e di Rosso di Montalcino annata 2006 (oltre a qualche 2005) nel corso dell’anteprima del Benvenuto Brunello.
Il vino da comprare e copiosamente e con gioia e fiducia non é questa volta il celebratissimo “fratello maggiore”, che é uscito, com’era prevedibile, “sconfitto” dall’annata torrida, tropicale, eccessiva, 2003. Da acquistare, ed in buone quantità, e non da consumare entro uno due anni, ma in diversi casi da lasciare in cantina anche 5-6 anni per ottenere vini che abbinino piacevolezza a complessità é il Rosso di Montalcino, che trova nell’annata 2006, ancor più di com’era parso con il 2005, il millesimo della consacrazione.
Tanto é stata faticosa, poco godibile, impegnativa, con tante ombre e poche luci (intendiamoci, i vini buoni ci sono, ma sono una minoranza) la degustazione del Brunello 2003, così é stata divertente, gratificante, piena di allegria,  l’esplorazione dei Rosso di Montalcino 2006, davvero, nelle sue migliori espressioni, che sono parecchie, un vino da bere copiosamente, con gioia, ritrovando quella fragranza aromatica, quella freschezza, quella polposità (oddio che espressione quasi maroniana!) del frutto, quell’articolazione, quel dinamismo, quella sintesi felice di frutto-tannini-acidità, assente nella stragrande maggioranza dei Brunello 2003. Che o sono cotti e stramaturi, oppure presentano tannini verdi che non matureranno mai, eccessi di legno, ringiovanimenti (a base di 2004 e 2005) spudorati e che solo in rari casi (voglio citare innanzitutto i vini de Il Colle, di Gianni Brunelli, di Gorelli Le Potazzine, di Villa a Tolli, Fuligni, Capanna, Col d’Orcia, Uccelliera e altri che vi dirò in seguito) ti verrebbe voglia di bere, di acquistare e mettere in cantina.
Se amate il vero Brunello di Montalcino, dunque, di 2003 compratene poco e di pochi e selezionati produttori. Preparatevi a godere con il 2004 (che sarà una grande annata per il Brunello: alcuni campioni assaggiati in botte fanno sognare) e intanto rallegratevi, gioite per la fragranza, la succosità, la polpa, la ricca articolazione, l’immediatezza, il tannino giusto, la fresca acidità, dei tanti Rosso di Montalcino 2006 che i produttori hanno presentato. E dei quali conto di scrivere diffusamente a breve.
Qualche nome dei vini che mi sono piaciuti di più: Il Colle (l’azienda che ha piazzato un tandem Brunello-Rosso da applauso, come Gorelli Le Potazzine), Lisini, Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto, Uccelliera, Fuligni, Lambardi, Capanna, Brunelli, Villa a Tolli, Quercecchio, Sesta di Sopra, Pinino, ecc. ecc.).
A breve con riflessioni più approfondite, una volta tornato a casa, dopo questa faticosa, ma divertente (bei posti, begli incontri, amici, alcuni colleghi a me molto cari, situazioni divertenti, una Toscana che comunque é sempre un bel vedere) settimana delle anteprime nella terra di Dante.

0 pensieri su “Benvenuto Brunello, ma il benvenuto ce l’ha dato il Rosso…

  1. Pingback: Vino da Burde - » Benvenuto Brunello 2008: un’annata “didattica”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *