Breaking (wine) news: arrivano i Rossi?

Non preoccupatevi, non ho fatto il salto della quaglia, non ho alcun intenzione di accogliere l’amichevole invito, fatto scherzosamente da lettori risolutamente di gauche come Marco Arturi e vignadelmar, di candidarmi con la Sinistra Arcobaleno, o con la Sinistra Democratica del ministro uscente Fabio Mussi e di Cesare Salvi.
Con tutto il rispetto per loro, per quel grande appassionato di vini rossi che è l’ex ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, per “cachemir” Fausto Bertinotti, per quell’interista tutto d’un pezzo che é Armando Cossutta, quando parlo di Rossi che arrivano non sto lanciando, nonostante la campagna elettorale in corso, nessun messaggio politico. Questo anche se ho detto e confermo che il mio voto il cavalier Ganassa ed i suoi sodali del cosiddetto centro “destra” se lo possono sognare.
Quando parlo di Rossi che arrivano non immagino guareschiane scene di cosacchi che si dirigono spargendo sangue morte e distruzione verso Piazza San Pietro, il Quirinale o Palazzo Chigi, né tantomeno a quel “rosso” all’acqua di rose e al profumo di sagrestia che è il leader del PD, Uolter, alias Valter Veltroni.
I Rossi che mi auguro arrivino copiosamente nelle cantine e soprattutto sulle tavole degli appassionati, in Italia e all’estero, provengono non da oltre cortina o da quel che resta delle Botteghe Oscure, ma molto più tranquillamente da Montalcino, e sono Rossi che riportano in etichetta la dicitura Rosso di Montalcino, annata 2006.
Come ho già annunciato, à la volée, nei giorni di Benvenuto Brunello, la vera grande attrattiva, il piatto più ricco proposto da Montalcino e dintorni non è rappresentato dal Brunello annata 2003, che lascia (salvo le debite eccezioni) piuttosto a desiderare, essendo espressione di un’annata particolarissima come quella torrida e tropicale che non potremo mai dimenticare, bensì dal Rosso di Montalcino della grande annata 2006.
I motivi di questa preferenza da accordare all’altro vino di Montalcino li ho spiegati, credo dettagliatamente e spero in maniera circostanziata e convincente in un ampio articolo (leggi qui) che ho pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S.
Arrivano i Rossi dunque, ma anche se non siete nostalgici della falce e martello e dell’ex Unione Sovietica, potete stare tranquilli ed esserne contenti!

0 pensieri su “Breaking (wine) news: arrivano i Rossi?

  1. Prima o poi i Cosacchi del Don abbevereranno i loro potenti destrieri alle fontane di San Pietro. Dopo una epica galoppata trans europea finalmente scacceranno l’uomo vestito di bianco ed il suo cupo oscurantismo di stampo medievale…..sarà un gran giorno per il progresso civile, morale e culturale dell’Italia !!!

    E poi caro Franco, come ti ho già detto più di una volta, la ricerca del piacere terreno, la lontananza dalle costrizioni morali tipiche del cattolicesimo bigotto, stanno a sinistra, anzi nell’estrema sinistra.
    Nelle Case del Popolo, alle feste, alle cene fra compagne e compagni si mangia tanto, si beve di più e spesso poi si cede al piacere….della carne 🙂
    Invece il tuo ex Cavaliere senza macchia e senza paura Silvio Berlusconi afferma che un uomo che dedichi ad ogni pasto più di 7 minuti non farà mai nulla di buono nella vita !! Non oso neanche immaginare cosa mangino e cosa bevano ad Arcore nelle famose cene del lunedì lui e Bossi !! 🙁

    Questo per dire che confermo che questi tuoi continui rimandi al Rosso, ai Compagni sono sintomatici di un desiderio represso di saltare la barricata. Freud ci sguazzerebbe nell’analisi dei meandri del tuo scrivere. Pensaci Franco, non reprimerti, dai libero sfogo alle voglie più represse !!!

    Dopo questo lungo e preambolo, vorrei finalmente complimentarmi per il bell’articolo che hai scritto e che così gentilmente ci hai messo a disposizione.

    Ciao

  2. e no caro fan del Giove Tonante dell’Enologia Italiana! Non tirare in ballo Freud: non ho alcuna intenzione, coscientemente o incoscientemente, di fare il salto della quaglia e saltare la barricata! Sono e resterò SEMPRE un uomo di destra, della mia personalissima idea di destra (che magari é molto più “a sinistra” e anarco rivoluzionaria della cosiddetta “destra” italica) e a sinistra, con rispetto di me stesso e di chi di sinistra é veramente, non potrò passare mai. Non scambiate la mia pubblica dichiarazione che il cavalier ganassa il mio voto non l’avrà più (a meno che arrivino davvero i cosacchi e con spirito guareschiano si tratti salvare il sacro suolo dall’invasione dei cinesi…) per un’intenzione di votare o passare a sinistra. Due cose (anzi tre, ma la terza non la dico altrimenti chissà quali accuse mi beccherei!) non sarò mai nella vita: juventino e comunista. La terza ve la lascio immaginare…

  3. Egregio Ziliani

    mai dire mai!Io non voto da 15 anni, sarà peccato, ma quel giorno non riesco ad andare. Farselo mettere in quel posto da i Di Pietro, i Bossi, i Calderoli, i Di Gregorio,i Giordano, tutta gente che in momenti diversi non avrebbe neanche fatto l’usciere al museo delle castagne. La fame dei mediocri non lascia niente agli altri neanche le briciole!

  4. in effetti ogni tanto il compagno vignadelmar esagera! E lui dico da laico non papalino, ma rispettoso del magistero della Chiesa. E’ proprio per la permanenza, a livello inconscio, nella sinistra di simili riflessi condizionati, e anche per cultura e ricordi personali che risalgono ai tempi del liceo (12 punti di sutura doppia in testa…) che non potrò mai essere di sinistra e soprattutto comunista come orgogliosamente si definisce vignadelmar…

  5. Io ho parlato di scacciare, non di ammazzare.
    Farina la pregherei di non mettermi in bocca parole che non ho detto, ma forse è tipico del suo modo di affrontare una discussione distorcere a proprio piacimento il pensiero degli altri.

    W Garibaldi !!!

    Ciao

  6. Caro Franco, considero veramente un peso eccessivo per l’Italia la presenza fisicamente, ideologicamente e politicamente oppressiva del Vaticano all’interno della Repubblica Italiana….e giuro non è un riflesso condizionato ma un pensiero articolato e ragionato.

    Questo è uno dei tratti salienti che mi rende cara la figura di Garibaldi.

    Credo che pochi altri stati tollererebbero all’interno della propria Capitale la presenza di un altro stato, per giunta teocratico, che tenta ad ogni passo di condizionarne la vita politica e sociale.
    Il discorso comunque si farebbe lungo e magari anche interessante però credo fuori tema….a tua disposizione per continuarlo in caso ne abbiate voglia.

    Ciao

  7. Egregio Vignadelmar, liquidare la guida spirituale di un miliardo e mezzo di persone , anche scomodando Garibaldi, mi sembra un pò semplicistico. In questo Paese ci sono sempre state 2 Chiese: il Vaticano e i Comunisti. Io alle due preferisco la prima, ma non mi sognerei mai di annientare la seconda. Essendo un piccolo imprenditore e andando avanti con gli anni mi comincio a chiedere perchè in un Paese la cui economia è formata al 90% da piccole e medie imprese non ci sia un bel Partito Liberale con relativa cultura d’impresa e di visione sociale. Una grande terza forza che farebbe dell’Italia un Paese unico. Grandi contrasti ma anche tanta energia positiva che proprio dai contrasti potrebbe sorgere. Invece tutti appiattiti e genuflessi alle 2 Chiese.La globalizzazione economica, in questo Paese, sta mettendo a nudo una triste realtà, la parte produttiva, dinamica e intraprendente di questa Nazione è sempre meno rappresentata. Giuseppe De Rita direttore del Censis, ha valutato in un 25% la sua consistenza. Non vado a messa la domenica, non mi confesso se non con me stesso, non ho mai sopportato chi diceva che siamo tutti uguali e bastava un 6 politico per premiare il merito. Saluti

  8. Franco, i comunisti non sono una Chiesa, la Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica, come da Simbolo di Nicea… 🙂

    Comunque, l’oppressione vaticana la vede solo vignadelmar nella sua fervida fantasia.

  9. Egregio Farina

    la prossima volta la metto tra virgolette così: “Chiesa”. Resto un pò sorpreso che Tu giornalista ( non vorrei mettere tra virgolette pure la Tua professione)non hai capito la forzatura, che poi tanto forzatura non è ! Una persona giovane come Te può avere le sue idee e vanno rispettate, a me sembri più una guardia italiana di “nazionalita” svizzera.

  10. Farina dopo aver distorto “erroneamente” il mio pensiero mi accusa anche di vedere male.

    Ora, io sarò e sono anche dichiaratamente di parte ma definire come non oppressiva l’indebita ingerenza vaticana negli affari interni della Repubblica Italiana mi fa sorridere; sorridere amaro ma sempre sorridere.

    Vorrei vedere cosa succederebbe se, facendo un esempio, la Francia giudicasse o forzasse i parlamentari Tedeschi a legiferare in un dato senso a lei favorevole. Non una volta sola, ma tutti i giorni, tutti gli anni, da sempre !!!

    Caro ed intelligente Farina provi a proporre a qualsiasi altro Stato di prendersi in carico l’indiscusso onore di ospitare Sua Santità !! Vediamo cosa rispondono…….neanche in Germania lo vorrebbero; tantomeno nella cattolicissima Spagna o nell’adorata America Latina !!!

    Ciao

  11. invito tutti a tornare in tema, ovvero il Brunello di Montalcino 2003 ed il Rosso di Montalcino 2006, non il peso del Vaticano e della Chiesa nella vita politica italiana. Tema affascinante, che sarebbe anche interessante trattare, ma non é quello di cui si stava parlando…

  12. Esatto, non prima di dire all’altro Franco che ho messo una faccina sorridente apposta, e a Lucianone vignadelmar che si può discuterne anche altrove.

    Venendo a bomba sui Rossi: di Agostina Pieri che mi dici? E di Baricci?
    Grazie per l’ospitalità un poco abusata da me.

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