Mancano una ventina di giorni a quando, dopo essere stato due volte a Londra, il 31 per l’iniziativa dell’Associazione Italiana Sommeliers e della Worldwide Sommelier Association (Concorso per il Miglior Sommelier d’Europa, banco d’Assaggio con la presentazione delle migliori etichette di 30 Aziende vinicole italiane, un Seminario sul vino italiano condotto da Angelo Gaja, una conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2008 della guida A.I.S. Duemilavini) e poi l’11 per una degustazione di 35 Franciacorta per The World of Fine Wines e aver fatto un blitz di un paio di giorni in Langa, tornerò in Toscana per la lunga settimana delle anteprime.
Partiremo da San Gimignano, con un’iniziativa del Consorzio della Vernaccia di San Gimignano, per proseguire poi in Chianti Classico, spostarci a Montepulciano per una full immersion nel Vino Nobile e quindi finire, in gloria, a Montalcino per Benvenuto Brunello.
Ho particolare curiosità, quest’anno, per l’assaggio, il 19 e 20, a Firenze, delle nuove annate di Chianti Classico, un vino che come ho più volte lamentato è pirandellianamente uno nessuno e centomila, un Mattia Pascal, che ha perso la propria identità, che é sempre in cerca dell’ identità ma non riesce mai a trovarla…
Consapevole che con ogni probabilità resterò deluso da tanti vini dove il carattere toscano dettato dal Sangiovese è da cercare con il lanternino, ho pensato di trovare un punto di riferimento ideale in un vino che giudico sempre paradigmatico, e che mi piacerebbe che fosse non un episodio ma una costante nella produzione di questa celeberrima zona vinicola italiana.
Il vino di cui sto parlando è l’ottimo, affidabilissimo, piacevole, Chianti Classico annata 2005 della Fattoria di Felsina di Castelnuovo Berardenga, sita in quell’angolo di Chianti Classico che guarda già verso Montalcino (da cui non è molto distante) e che è nota e giustamente celebrata soprattutto per il suo splendido Fontalloro, che definisco una Igt Toscana piuttosto che un Super Tuscan, anche se oggi potrebbe essere benissimo, a termine di legge, un fantasmagorico Chianti Classico. Prodotto con uve Sangiovese in purezza provenienti da vigneti anche di 50 anni d’età situati a Nord-Est di Siena nel Comune di Castelnuovo Berardenga, forma di allevamento a Guyot semplice con un massimo di 5/8 gemme per ceppo, altitudine da 420 a 350 metri, esposizione Sud-Ovest, collocazione delle vigne su un terreno definito “macigno di arenarie quarzose con sabbie stratificate, alberese misto a pillola alluvionale”, questo bel Chianti viene prodotto con una fermentazione che prevede una durata della macerazione variante da 12 a 15 giorni, con follature automatiche giornalmente programmate, svinatura a fine fermentazione e trasferimento a marzo-aprile in botti di piccola e media capacità dove sosta 12 mesi.
Cosa mi ha detto il mio assaggio? Che è il vino è come sempre buono e affidabile, con il suo colore rubino violaceo splendente, il naso dolce, cremoso, di grande impatto, inconfondibilmente toscano e sangiovesco, con le sue note di viola, lilium, ciliegia nera, macchia mediterranea, accenni di liquirizia e di selvatico, fresche, pimpanti, carnose, assolutamente appealing.
E poi, al gusto, con quell’attacco deciso, asciutto, maschio, con la sua salda struttura tannica terrosa, che piacere, che ricchezza di sapore, lungo e persistente, quale soddisfazione berlo in accompagnamento ad un arrosto di carne, a del pollo, a delle grigliate, e quale impeccabile beva, grazie a quella scattante acidità, calibrata, a quel nerbo da vino di carattere, orgogliosamente chiantigiano e tosco!
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0 pensieri su “Chianti Classico 2005 Fattoria di Felsina”
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Caro Franco;
Gran bel 2005 Chianti Classico, ne ho comprato una cassa, e ho anche alcune annate di Fontalloro. Molto impressionante e come invecchiano bene, alcune settimane fa ho aperto 2 bottiglie del C.C. 97, memorabili!
Poi il vigneto Rancia e superiore a tutti. Finche tuto sta sotto la supervisione del Dott. Giuseppe Mazzocolin, che conosco personalmente, continueremo a bere dei prodotti unici ! Grande uomo di vigna e grande comunicatore di stile e sapienza come pochi ormai sanno fare.
Un caro saluto ad entrambi.
Angelo
Buongiorno. Mi accodo alla messe di elogi. Ammetto però che il CC annata di Felsina non è tra i miei favoriti (un po’ troppo estratto – piacione per i miei gusti) pur riconoscendo una costanza qualitativa ineccepibile.
Il Vigneto Rancia è semplicemente grande, paradigmatico davvero(tanto per citare) e il Fontalloro è…. perfetto (il ’99 è uno dei miei vini preferiti).
Quindi, tanto di cappello a Felsina, al signor Mazzocolin e al suo staff con l’augurio di lavorare sempre così.
Buona giornata.
Mi avete fatto venire la voglia di assaggiarlo,anche perchè Felsina ha acquistato le vigne e la cantina nelle quali ho mosso i primi passi, la Fattoria di Pagliarese, sempre su Castelnuovo Berardenga.
Diamo dunque a Cesare quel che e’ di Cesare:
http://www.felsina.it/ita/chianti/rancia.htm
Ciao Franco.
Cosa intendi per “quell’angolo del Chianti Classico che guarda già verso Montalcino”?
Geograficamente? O per la tipologìa di sangiovese che troviamo a Castelnuovo?
Ciao,
Francesco
E’ molto buono ed e’ uno dei pochi Chianti Classico senza “ot” ed “et” che sono un autentico stupro alla definizione di chianti classico.
Certo tutto si può dire tranne che Ziliani pecchi di coerenza. Sì perchè ho appena letto un articolo dell’ormai lontano 2001, nel quale il nostro metteva a confronto due super sangiovesi. Ed uno dei due, manco a dirlo, era il Fontalloro ’97 (uscito poi vincitore contro il Sangioveto di Coltibuono). Certo fa strano vedere ancora i prezzi in lire…e credo che, nel caso del Fontalloro, siamo di fronte all’unico caso di arrotondamento verso il basso con il passaggio all’euro!
http://www.enotime.it/zoom/default_body.aspx?ID=12