E adesso, pover’uomo? I comprensibili travagli del Presidente Napolitano

Per nessun oro del mondo vorrei trovarmi nei panni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale dopo il fallimento del mandato esplorativo conferito al Presidente del Senato Franco Marini, teso non si sa bene se solo a modificare la (pessima) legge elettorale vigente o anche ad allontanare lo “spettro” delle elezioni, si troverà ora praticamente “costretto” a sciogliere le camere e ad indire, con data da precisarsi, elezioni anticipate.
Pensando al suo prevedibile e comprensibile travaglio, non deve essere piacevole ad 82 anni trovarsi a prendere una decisione tanto difficile sulle sorti di questa legislatura e su un futuro politico dell’Italia che appare, come osservano i commentatori, assolutamente incerto, mi é venuto in mente il titolo di un libro di un autore tedesco oggi piuttosto dimenticato, Hans Fallada, che ebbi modo tanti anni fa di trovare, in edizione italiana, tra i libri (preziosi per intelligenza di selezione e perché in grado di guidare la mia formazione culturale) di mio padre.
Un titolo che nell’edizione originale, del 1932, recita
Kleiner Mann, was nun? e che nella nostra lingua diventa E adesso, poveruomo?
Non posso certo dire di condividere il percorso e la storia politica di quest’uomo che oggi ha il difficilissimo compito di rappresentare tutti gli italiani (cosa che mi pare stia facendo bene, sicuramente meglio di qualche suo predecessore celebre per roboanti dichiarazioni televisive trasudanti retorica ad un tanto al chilo), ma umanamente non posso che sentirmi vicino e condividere la fatica e l’amarezza ed i mille dubbi di un Presidente che tanto avrebbe voluto un accordo tra le parti politiche, per modificare una legge elettorale vergognosa e pasticciona che puntualmente consegnerà nuovamente l’Italia all’arbitrio dei Mastella o dei partitini insignificanti di turno.
E che invece, ben sapendo a quale salto nel vuoto questa Italia senza pacificazione e degli interessi particulari vada incontro (voglio vederlo proprio il signor “mi consenta” replicare, non con il mio voto stavolta, i suoi fallimentari cinque anni di governo tesi a curare più le personali faccende che a fare quel bene dell’Italia che dice di voler perseguire…) si troverà costretto ad inviare gli italiani – ma sempre meglio andarci spesso, che non andarci mai… – al voto.
E adesso
povero Presidente Napoletano, che fare se non confidare, ancora una volta, nell’italico “stellone”?

0 pensieri su “E adesso, pover’uomo? I comprensibili travagli del Presidente Napolitano

  1. Caro Ziliani

    il problema non è più destra o sinistra il problema sono gli uomini.Attenzione non solo gli uomini politici.Quando senti parlare un Della Valle ti cadono le braccia per terra, quando un Montezemolo per farsi intervistare si mette davanti allo stand della poltrona Frau( di sua proprietà)ti rendi conto che la mente è quella di un salumiere non di un grande uomo politico o di un imprenditore. L’Italia attiva è silenziosa! Si è ritirata, circondata, in un fortino. La destra che ha fatto questa legge elettorale e che spinge al voto, in questo momento è il più squallido esempio che ci possa essere. Ci vorrebbe adesso che venisse fuori la maturità di un Paese, sarebbe da sovvertire tutti i pronostici. Un voto in massa al partito radicale o addirittura al Veltroni! Non tanto per cambiare qualcosa, ma soprattutto per dire ai Mastella, ai Di Pietro, ai Fini, ai Giovanardi, ai Bossi, ai Boselli etc.etc. che tutto possono fare ma non prenderci per i fondelli.

  2. Condivido 100% quanto scritto sopra. Ormai siamo tutti stanchi di questi politici, che credono di continuare ancora a lungo a prenderci per i ” fondelli “. Basta non se ne può piu’, sono stanco di vedere ogni sera in TV da oltre 30 anni sempre quelle facce :
    D’Alema, Fini, Mastella, Dini, Giovanardi, Mussi, ecc. ( e quel senatore siciliano lo avete visto e sentito, roba che nemmeno allo stadio si sente ! che vergogna e pensare che lo paghiamo noi molto lautamente ).
    Loro ci hanno diviso ed hanno imperato per oltre 30/40 anni, con la favola della destra e della sinistra, ma oggi alla gente che fa fatica ad arrivare a fine mese ed arranca, non gliene frega piu’ niente di dx e sx, contano le cose concrete e reali, i provvedimenti che questa classe politica non ha mai avuto il coraggio di varare, ed ora ci porta a sperperare altro fiume di denaro pubblico con queste assurde elezioni, che non ci porteranno da nessuna parte.

  3. Pezzo di una realtà inquietante il suo, caro Ziliani che sottoscrivo in pieno…la legge elettorale “porcata” quanto potrà far durare un altro governo, di qualsiasi colore esso sia? Lei dice “…ma sempre meglio andarci spesso, che non andarci mai… – al voto.” Io non sono daccordo, perchè un pò di stabilità (non certo come il quinquennio di quello là ed il biennio di questo quà) non sarebbe male per un Italia ormai all’ultimo stadio.

    P.S.:Prevedo, tra le altre schifezze, una campagna elettorale al limite della decenza e della rissa…peggiore dell’ultima sicuramente! Cosa che non ci farà guadagnare “punti” nei confronti degli osservatori europei e statunitensi. Speriamo mi sbagli!

  4. Forse anche nell’anagrafe va cercata questa crisi politica,
    Berlusconi 71 anni, Prodi 69, forse meglio un Fini 56 o un Veltroni 53.
    Ma che mancano secondo me sono i sindacalisti e i politici da “piazzetta”,
    quelli che parlavano nelle fabbriche e alla gente, non solo in TV.
    La politica secondo me va vissuta sulle piccole cose, non solo sui sondaggi.

    La politica odierna passando dai mass media è troppo guidata da TV, giornali,
    Confindustria e “Poteri Forti”.

    Gli unici coerenti in questa legislazione sono stati come diceva franco
    (l’ospite) i Radicali e I comunisti. Gli altri hanno svenduto gli ideali
    per il populismo, strumentalizzando il Papa e degli ideali non loro per
    raccimolare voti in più.

    Ma questo è solo il mio punto di vista.

    G

  5. “Gli unici coerenti in questa legislazione sono stati come diceva franco
    (l’ospite) i Radicali e I comunisti” .Attenzione Giulio io non ho esperesso giudizi su questo ( o quell’altro Governo) e mentalmente sono lontano anni luce da comunisti un pò meno dai simpatici radicali (troppo idealisti). Volevo intendere che se si va alle elezioni sarebbe da fare ( capisco che è utopico)un colpo di mano e lasciare tutti quelli sopra elencati con un palmo di naso, anche perchè andare a votare con queste regole e da incoscienti , criminali etc.etc.Ma quando penso che un consigliere di Circoscrizione può essere eletto con 70 voti mi rendo conto di quanto sia io ingenuo. Io sono convinto che oggi esiste un “Partito di schede bianche, astenuti e nauseati” che supera abbondantemente il 35% medio, in certe zone supera pure il 60%. Montanelli sosteneva che una qualsiasi votazione con un alta percentuale di astenuti o voti nulli avesse un valore minore in una democrazia sana. Ma vi immaginate fare questi discorsi a Mastella, Bossi, Di Pietro, e tutti gli altri, mi viene da ridere solo a pensarci. Franco(l’ospite)

  6. caro Ziliani
    parole assennate le sue, condivido e aggiungo: ma siamo sicuri che in tutto questo il Vaticano sia solo rimasto a guardare?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *