E il Franciacorta (Docg) convince anche gli inglesi…

Per ora, cari amici, accontentatevi di una cronachina, al volo, scritto con un computer che non conosco e senza pretese. Ottime notizie, per i colori italiani, dalla degustazione di 27 Franciacorta Docg, di annate varianti dal 2004 al 1999 (anche con vini di annata 2003, 2002, 2001 e 2000) fatta ieri mattina in redazione qui a The World of Fine Wine ( sito Internet qui e qui) da dove sto scrivendo in questo foggy and cloudy morning londinese. Anche assaggiati da due grandi intenditori e conoscitori supremi di Champagne come la simpaticissima wine writer Margaret Rand (donna di grande cultura e ironia) e da un espertissimo di tutto quanto fa Reims & dintorni come l’ottimo Tom Stevenson (mio editor per l’annuario Wine Report) i Franciacorta hanno fatto un figurone, ottenendo da loro punteggi importanti e in alcuni casi piu’ alti del vostro italico rappresentante nel panel tasting.
I vini che sono andati meglio hanno ottenuto un punteggio tra i 18 ed i 17/20 (not bad!) e sono stati abbondantemente promossi. Insomma che dire se non che il Franciacorta Docg, nella terra che e’ il primo mercato estero dello Champagne e si ciccia ogni anno qualcosa come 33-35 milioni di bottiglie, ha ottenuto un ideale “passaporto” e la dichiarazione di metodo classico dotato, nelle sue migliori espressioni, di peculiare personalita’ e stile?
Quanto ai nomi che sono andati meglio e che sono risultati i piu’ appealing, posso dirvi che “the winner is….” anzi, non ve lo dico, in attesa di dirvi domani o giovedi’ quali siano i Franciacorta che sono piaciuti di piu’ a me. Vi dico solo che sono andati molto bene sia grandi nomi di aziende storiche e di grande immagine, sia vini di aziende agricole piu’ piccole, sia vini di grande qualita’ e di prezzo adeguato, sia Franciacorta che hanno un rapporto prezzo qualita’ vincente. Che potrebbe anche, forse, renderli commercialmente interessanti e appealing anche per una scena della ristorazione, quella londinese, che meritera’ preso un’analisi e un racconto, resa possible dai contatti che anche ieri, grazie alla cara amica Luciana Girotto, sommelier italiana based in London, ho avuto, con una serie di personaggi, anche italiani, responsabili degli acquisti e delle scelte dei vini in diversi blasonatissimi locali della citta’.
Insomma, si danno da fare e si difendono e fanno spesso bella figura, the Italians in questa meravigliosa citta’ (che amo di piu’ ad ogni visita) che e’ Londra…

0 pensieri su “E il Franciacorta (Docg) convince anche gli inglesi…

  1. mi unisco alle lodi per il franciacorta ma anche l’altra sera dopo aver bevuto un ottima special cuveè brut di Ca del Bosco ho avuto un notevole mal di testa da solforosa e mi risulta che in Franciacorta in genere di solforosa se ne abusa un pochino…
    Non ha avuto niente da ridire Tom su questo?

  2. Mah mi pare molto strano francamente

    sono alquanto curioso di leggere tutti nomi delle bottiglie partecipanti per avere un’idea più precisa

    mi chiedo comunque quali possano essere i Franciacorta dal qualità prezzo vincente visto che in Champagne si trovano piccoli recoltant di livello più che buono a 12/13 Euro

    se poi parliamo di reperibilità in Italia è un altro paio di maniche, ma con un po’ si sforzo si trovano

    proprio sabato scorso ho visto in enoteca in pieno centro a Reims (quindi una delle più care) il base di Aubry a 15 Euro, sfido a trovare un Franciacorta migliore di quello

    cordiali saluti

    Gremul

  3. ho letto meglio non avevo capito che in degustazione ci fossero solo Franciacorta e non anche gli Champagne come paragone

    mi propongo quando volete di organizzare una degustazione di 10 Franciacorta e 10 Champagne a parità di prezzo franco cantina (anche sotto i 20 Euro tranquillamente, si può stare anche sui 12/15)

    voi scegliete i Franciacorta e io gli Champagne

    il tutto rigorosamente alla cieca naturalmente

  4. gia’ fatta tre volte..immancabilmente 5 a 1 per gli champagnes..se trovo ancora le note delle serate(rigorosamente alla cieca) mi ricordo che l’unico che si paro’ il culo fu un dosage zero della Ca’ del Bosco, che comunque costava piu’ di alcuni champagnes

  5. Se organizzate ditemelo che vengo anch’io perché sotto i 15 euro all’ingrosso dei recoltant non trovo niente, sono proprio curioso…

  6. per paolo:

    mi permetto di segnalarti/vi questa bella e nuova enoteca (se così possiamo chiamarla ma io la chiamerei più biblioenoteca, un po’ sulla falsariga delle cantine di Franciacorta che c’è vicino all’uscita dell’autostrada di Rovato, non so se avete presente) che ho scpoerto in centro ad Epernay

    http://www.c-comme.fr./Accueil

    vastissima scelta di piccoli produttori pressochè sconosciuti con possibilità di degustazione al tavolo di tutte le bottiglie e asporto a prezzi davvero commoventi
    partiamo dai 13 Euro se non ricordo male per arrivare massimo sui 25
    ripeto prezzi enoteca
    se passate da quelle parti vi consiglio vivamente un giro

    ripeto poi Aubry base in centro a Reims (davanti alla cattedrale l’enoteca sulla sinistra avendo la chiesa alle spalle) l’ho trovato a 15 Euro, prezzo enoteca non grossista nè privato cantina

    e mi permetto di aggiungere che i Franciacorta come prezzi non sono così regalati come sembra

    un saluto
    Gregorio

  7. ….se possibile mi aggrego anch’io alla degustazione/comparazione, (portando anche un curioso campione da assaggiare), anche se sarebbe molto interessante invitare anche qualche compiacente produttore franciacortino, così, tanto per vedere cosa dice…

  8. é una cosa che si può fare. sento gli amici del Consorzio anche per avere un’idea di quali vini rientrino nella fascia max 15-20 euro franco cantina. Il 26 dovrei vedere il presidente ma anche prima posso avere un’idea se si possa fare

  9. Ciao Franco,
    ritengo opportuno sottolineare che in questo tipo di degustazioni, la chiave della riuscita sta nella composizione del panel. La gran parte di assaggiatori professionali sanno discernere ad occhi chiusi uno champagne da un franciacorta e si comporteranno di conseguenza. Occorrono peranto assaggiatori che non abbiamo il risultato già precostituito.
    Francesco Bonfio

  10. Se vi dico che, proprio in questi giorni, ho trovato due Grand Cru a 16 Euro complessivi (che come prezzo equivalgono a Franciacorta che costano 13-14 Euro + IVA) non franco cantina ma con arrivo del vino a Milano… , poi magari si scopre che sono delle porcherie e allora mi butto nel Lambro.

  11. Buongiorno al padrone di casa e a tutti voi.
    Farebbe molto piacere anche a me, se possibile, partecipare alla degustazione.
    Offro anche ospitalità.
    Tenetemi aggiornata, grazie
    Lucia Barzanò

  12. carissima Lucia, che piacere e grazie per la sua squisita disponibilità! Mi aiuti anche lei (chiederò anche agli amici del Consorzio) ad individuare una rosa di Franciacorta che rientrino nella fascia di prezzo (dai 12 ai 18 euro massimo franco cantina) proposta da Gregorio che ha lanciato l’idea della sfida. Poi io sceglierò, come ho fatto con i 27 di Londra, i miei campioni per “sfidare” in singolar bollicinesca tenzone, gli Champagne…

  13. Diego, anni fa a Milano c’era un negozio di enogastronomia in via Palermo, la via di fianco all’Ufficio d’Igiene in zona Garibaldi, che aveva la miglior gamma di Champagne e a prezzi molto buoni. Ci andavo sempre di ritorno dall’enoteca N’ombra de vin che e’ vicina, in via San Marco, dove compravo invece tutti gli altri vini. Se qualcuno di voi e’ di Milano, potrebbe dirci se c’e’ ancora e se i prezzi sono ancora buoni?

  14. Grazie Gregorio, proverò!

    Segnalo per la degustazione una piccola azienda: Lantieri de Paratico di Capriolo. Brut, Satèn e Rosé rientrano nella fascia dei prezzi che ci interessa.

  15. x Mario,
    non ho presente il negozio di Via Palermo, non credo ci sia più, ad ogni modo quando riesco ci passo a dare un’occhiata! Se passo dalle tue parti ti avviso, magari quest’estate…
    Ma tu quando vieni a Milano???

    x Franco e Francesco Bonfio
    In effetti per chi è avvezzo alle bollicine non è difficile distinguere uno Champagne da un Franciacorta, soprattutto per l’acidità in bocca ma anche spesso subito dal naso, in effetti la degustazione potrebbe esserne influenzata…ad ogni modo ci si può provare.
    Attualmente dispongo nella mia misera cantina di un 4/5 bottiglie di Champagne, se non ricordo male, devo verificare, che rientrano in quella fascia di prezzo franco cantina, le altre che ho sono più care. Se qualcuno ha qualche altra bottiglia, sempre in quella fascia di prezzo, diciamo 12/20, e volesse partecipare sarebbe bene.

  16. Franco Ziliani, con tutto il rispetto per i Franciacorta, che mi piacciono moltissimo tanto che sto aiutandoli a penetrare nel mercato polacco scrivendo dappertutto in Polonia e consigliandoli agli amici, in una eventuale sfida con gli Champagne dubiterei perlomeno di una cosa: il gusto dei partecipanti alla degustazione. Se la sfida avvenisse in Italia, vincerebbero i nostri rose’ ed i saten piuttosto che i loro pas-dose’. Ma se la sfida avvenisse in Francia, vincerebbero i brut ed i demi-sec dei cugini. I Franciacorta hanno un gusto inequivocabilmente soddisfacente il palato che e’ andato consolidandosi in Italia, agli Inglesi piacera’ ma ai Francesi meno. E lo stesso gli Champagne in Italia (quelli normali, intendo, perche’ sulle riserve ne abbiamo ancora da camminare…). In una cosa comunque le grandi case francesi ci battono ancora. Hanno vini vecchi e cognac per fare la liquer che risalgono a duecento anni fa. Noi al massimo abbiamo qui e la’ alcuni vini vecchi, ma non certamente cognac, che risalgono al dopoguerra e non credo oltre. E’ questa la piccola, ma grande differenza, per i brut ed i demi-sec. Invece per i rose’, cari miei, e per i saten, la vedo molto combattuta ed una sfida in Italia credo che premierebbe i nostri. Sono pero’ prodotti di vera eccellenza tutti. Io credo che lo Champagne sia l’ottava meraviglia del mondo. Vogliamo dire che i Franciacorta sono la nona? Ci sto. Ma non l’ottava. Poi se qualcuno dice che la nona e’ la miglior sinfonia, mi va bene anche quello!

  17. Direi che sarebbe bello poter partecipare all’ennesimo confronto (suvvia, non chiamiamolo scontro,di vino si tratta), Franco facci sapere se se ne viene a capo e saremo in tanti a partecipare,magari proprio approfittando della gentile ospitalità di Lucia Barzanò.
    Per Mario Crosta: sicuro che si tratti solo dei cognac vecchi a far la differenza? E il clima? e il sottosuolo? e la storia? e quelle chiusure amare omnipresenti sui franciacorta?
    Un saluto a Guerrini Mirko.

  18. Ilchiaro, fai benissimo a precisare le principali delle differenze tra gli Champagne ed il Franciacorta, concordo pienamente, ci mancherebbe! Io ho preso ad esempio solo quella che mi bastava a sottolineare meglio le diversa abitudini al gusto che abbiamo noi rispetto ai Francesi, anche in una degustazione alla cieca. Spero che sarete davvero in tanti a partecipare!

  19. ciao franco,
    rieccoci a commentari i vari post sul tuo blog, di professione mi sà che commento più i post che gli articoli… volevo segnalarti che ovviamente ci sto anch’io alla degustazione champagne vs franciacorta docg. non faccio commenti sui prezzi… ho le mie idee che espongo volentieri a voce. approfitto dell’occasione per inviarti un dettaglio di ieri sulla stampa locale, cito testualmente: “per i terreni coltivati a pinot grigio si sono viste offerte fino a 23200 € per un affitto annuo di 10000 metri quadrati.” sempre a proposito di quanto ci siamo già detti la volta scorsa
    la solita enologa trentina in franciacorta

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