In occasione dei festeggiamenti per la morte dell’illustre concittadino

“Il prossimo 13 marzo si svolgerà nel ridente paesino… no, nel pittoresco paese di… mah, diciamo che si svolgerà a TreVolteTanto la grande festa di celebrazione della morte… no, della nascita, ma cosa festeggiamo, la nascita o la morte?”.
Il Signor Uffa sospirò:”La morte, festeggiamo la morte”.
Il Presidente sorrise: “Sa com’è, mi confondo con questi anniversari. Va bene, allora: scriva che festeggeremo la morte del nostro illustre concittadino ampelografo”.
Il Signor Uffa sospirò di nuovo: “Non è una bella espressione”. Il Presidente s’irrigidì: “In che senso? Possibile che lei abbia sempre qualcosa da ridire su tutto ciò che propongo?”.
Il Signor Uffa pensò che le colline in inverno, quando nevica, sono una gran bella cosa e poi si accinse alla spiegazione: “Non si festeggia la morte di nessuno, non è etico, non sta bene. Nel nostro caso, poi, celebriamo il centenario della morte. Quindi sarebbe più corretto e più elegante scrivere che ricordiamo il nostro illustre concittadino ampelografo nel centenario della sua morte”.
Il Presidente sollevò un sopracciglio: “Lei avrebbe dovuto fare il maestrino, sa? Ma le concedo una parte di ragione, questa volta. Scriva quello che ha appena detto.
E poi prosegua: come accaduto nel centenario della nascita, verrà allestito per l’occasione un Banco d’Assaggio con i vini del territorio”. Scese un improvviso e improvvido silenzio fra il Presidente e il Signor Uffa.
“Qualcuno ha chiesto i vini alle Aziende?”, domandò infine il Presidente. “Lo escludo”, rispose il Signor Uffa. Invece che rabbuiarsi (il 13 marzo sarebbe stato da lì a 3 giorni), il Presidente si sfregò le mani: “Molto bene – commentò – così eliminiamo tutti i fondi di magazzino che ci sono rimasti dall’anniversario della nascita”.
Il Signor Uffa si mostrò perplesso: “Ma l’anniversario della nascita era 8 anni fa…”. Il Presidente non si scompose: “Il vino, come certe donne, più invecchia e più è buono”, disse. Il Signor Uffa preferì pensare alle colline e alla neve piuttosto di soffermarsi sull’ultima frase. “Alle Aziende partecipanti chiediamo un contributo, però!”, aggiunse d’impeto il Presidente.
“Come possiamo chiedere un contributo se non partecipano?”, domandò con ferrea logica il Signor Uffa. “Noi domandiamoglielo lo stesso: non dimentichi che dobbiamo pagare l’allestitore, comperare le tovaglie di carta, affittare i bicchieri e la lavastoviglie. Forse dovremo anche pagare un pranzo alle Autorità, se si fermano a pranzo. Vuole che ci rimettiamo noi per far pubblicità alle Aziende?
E, poi, sarà pur vero che non partecipano questa volta, ma l’altra volta hanno partecipato. Qui non vale la regola del compri due e paghi uno. Che venissero a riprendersi le bottiglie avanzate, invece di lasciarle nel nostro magazzino!”.
Il Signor Uffa assentì: in fondo, erano perlomeno due mesi che non nasceva una bella lite fra le Aziende, finalmente si profilava un lieve picco adrenalinico.
“Lei crede che dovremmo invitare dei giornalisti al Banco d’Assaggio?”, domandò il Presidente. Il Signor Uffa tentennò. “Forse dovremmo invitare qualche esperto.. alle Aziende piacciono i grandi nomi”, proseguì il Presidente fra sé e sé. “Consideri di inserire nella quota di partecipazione anche il costo dell’albergo per il critico esperto”, decise risoluto il Presidente.
Quel senso di principio etico che tante volte aveva impedito al Signor Uffa di vivere meglio di quanto vivesse, fece capolino: “Presidente, non per contraddirla, ma i vini sono in magazzino da 8 anni. Forse non è opportuno sottoporli a un critico esperto”.
Il Presidente si rabbuiò: “Lei pensa di saper fare il mio mestiere meglio di me?”, chiese con improvviso cipiglio.”Si fidi: l’importante è fare le cose per bene. Se invece di un critico esperto ne invitiamo due, magari che non stanno l’un l’altro molto simpatici, vedrà che se uno dice che i vini sono pessimi, l’altro dirà che sono straordinariamente formidabili. Preveda l’ospitalità di due critici, ma, mi raccomando, che non vadano d’accordo fra loro”.
Il Signor Uffa provò quasi un senso di ammirazione, immediatamente sopito della considerazione che, a volte, l’immane stupidità può sembrare astuzia abissale. E la circostanza rientrava in una di quelle volte.
“Bene, direi che ci siamo. Mandi il Comunicato e gli inviti, la lettera alle Aziende, chieda un cento euro ed esiga la loro presenza, preferibilmente con amici e parenti, durante il Banco d’Assaggio. Questa volta faremo un figurone”.I
l Signor Uffa assentì e pensò che, probabilmente, così sarebbe stato…
Many BrisKisses By Briscola

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