Internet: connettività diffusa e prezzi da indagine della magistratura

Internet è ovunque, recita la pubblicità. Scopri com’è facile connettersi… ci dicono. Tutto verissimo, ma nell’epoca che definiscono della connettività diffusa, in cui dovremmo essere tutti collegati in rete, può accadere, com’è accaduto a me, che in un modernissimo hotel di quattro stelle a Firenze, l’AC Firenze, proprietà di una compagnia spagnola, dove una camera costa la bellezza di 432 euro a notte, collegarsi a Internet sia proibitivo.
Oddio, non che sia impossibile tecnicamente tutt’altro, ma per farlo, con il tuo notebook in camera, dove accettare di pagare l’incredibile balzello di 22 euro per 24 ore nella versione definita business o di 17 euro per la versione economy (che ti propone anche una proletaria soluzione di 10 euro per un’ora), reso possibile dall’accordo tra la compagnia alberghiera spagnola e la Swisscom (vedi sito) che ha l’appannaggio, ad un prezzo su cui vorremmo indagassero l’Unione consumatori, garanti della concorrenza, controllori vari, tanto è palesemente fuori mercato, assurdo, scandaloso. Per non dire altro.
Perché ha un bel parlare sul proprio sito la Swisscom di ““Connettività affidabile e veloce a banda larga: accesso e utilizzo semplici; Basata su un’infrastruttura di rete avanzata internazionale; I vostri ospiti possono ‘portarsi l’ufficio in viaggio’: accesso sicuro alle reti aziendali, possibilità di controllare la posta elettronica, navigare sul web, prenotare voli….; Un’alternativa più comoda, veloce ed economica rispetto ad altre possibilità di connessione disponibili negli alberghi – come la connessione tramite linea telefonica”, con la perla finale che definisce l’offerta “una situazione vantaggiosa per entrambi: gli ospiti ricevono i servizi di qualità superiore che desiderano a prezzi accessibili, mentre gli alberghi sono in grado di fornire un accesso a Internet gestito professionalmente”.
Questa cosa è scandalosa, per chi la pratica, ma anche e soprattutto per un albergo, bello ed elegante finché si vuole, ma che facendoti pagare la bellezza di 432 euro a notte (garantisco che in camera non c’era nessuna piacevole sorpresa, solo un ampio lettone comodo ed il frigobar gratuito: e chi se ne frega!) per la connessione ad Internet, che tanti oggi utilizzano per lavoro, e di cui hanno bisogno, non dovrebbe chiederti, come fa, di sborsare una cifra tanto allucinante. Posso condensare il tutto in una sola parola? Vergogna o verguenza, come dicono in Spagna!

0 pensieri su “Internet: connettività diffusa e prezzi da indagine della magistratura

  1. Anche lei vittima delle “connessioni” come Bonilli del Gambero, il quale ha sborsato 12 euro per un’ora? (NH hotels a Milano)
    E’ giunto il momento di dotarvi di un connettore WI-FI per i vostri notebooks !

  2. consiglio anche io non solo il wifi ma le chiavine usb con connessione mobile, 20 euro al mese e non ci pensi più
    (anche io in albergo non sono riuscito mai a trovare costi decenti, gli unici quelli con tin o telecom wifi)…

  3. Mah, nel nostro ristorante il wi-fi è di casa da tempo. Se non fosse per tutti i lacciuoli buco-cratici, potrebbe essere accessibile a tutti. Ma purtroppo a parte il discorso del costo, è la parte di normativa che rallenta, molto, la diffusione specie nei locali pubblici, Alberghi, ristoranti, bar, ecc. Certo in albergo ti registri, per cui una buona parte della buco-crazia è sistemata, ma ancora non siamo riusciti a fotocopiare la C.I. dei clienti che mentre consumano un piatto e un buon bicchiere di vino, potrebbero collegarsi alla rete.
    La prossima volta venga da noi, abbiamo una saletta defilata, dove senza chiedere alcunché potrà collegarsi alla rete. Basta che mangi qualcosa !
    Maurizio

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