Joint venture in Alto Adige tra le Cantine produttori di Terlano e Andriano

Considerate le posizioni che ultimamente ho assunto sulla questione Alto Adige / Süd Tirol una reazione istintiva di fronte a questa notizia mi porterebbe a dire, bene, che le Cantine Produttori X e Y facciano quello che vogliono, che la questione non mi riguarda. Trattandosi però della Cantina che storicamente io ritengo la numero uno, soprattutto nella produzione di vini bianchi, di questa magnifica regione, ovvero di quella Kellereigenossenschaft di Terlano che quarant’anni di magistero di kellermeister di Herr Sebastian Stocker hanno consegnato alla storia del vino, penso che la notizia di un “Futuro comune per Terlano e Andriano”, così recita il titolo del comunicato stampa, meriti un pizzico di attenzione.
Non si parla di una fusione vera e propria, bensì di quella che in lingua inglese definiremmo una joint venture, ovverosia di “un futuro unico grande interlocutore nella zona classica dei vini DOC di Terlano”.
Walter Eisendle e Klaus Gasser, rispettivamente amministratore delegato e responsabile marketing e vendite della Cantina di Terlano, hanno così annunciato la “collaborazione strategica” che “in virtù dell’importanza di una collaborazione, ha portato a fine 2007 le assemblee plenarie della Cantina di Terlano e della Cantina di Andriano a decidere di unire le proprie forze in un unico comparto di produzione, con effetto giuridico a decorrere dal 1 settembre 2008.
Cosa ne sarà dei rispettivi marchi? Le due Cantine Produttori, Terlano e Andriano, “manterranno il proprio nome anche in futuro e predisporranno una gestione autonoma dei vigneti. In tal modo si riuscirà ad evidenziare ancor di più il carattere distintivo di due zone che si contraddistinguono per caratteristiche territoriali specifiche”.
Obiettivo strategico dell’accordo tra le due Cantine è “riuscire a produrre ad Andriano dei vini espressivi e con una certa complessità e mantenere bassa la resa, come è oramai pratica consolidata nella Cantina di Terlano”.
L’unica cosa che cambierà veramente sarà la struttura produttiva, con consegne e immagazzinamento in cantina che “avverranno anche in futuro nella Cantina di Terlano in cui, peraltro, per l’estate 2008 è prevista l’ultimazione dei lavori di ampliamento”.
Eisendle e Gasser sono dell’avviso che “grazie alle positive sinergie risultanti nei settori della produzione, della commercializzazione e dell’amministrazione sarà possibile ottenere significativi vantaggi, sia qualitativi che economici. Nel frattempo si inizierà a preparare il terreno per la tutela della qualità, per il rinnovamento varietale e verranno dati suggerimenti specifici per quanto riguarda la produzione. Successivamente, a partire da febbraio 2009 debutteranno sul mercato i primi vini di Andriano che porteranno la firma dell’enologo di Terlano, Rudi Kofler, e che si presenteranno in una veste tutta nuova”.
Va ricordato infine che le due Cantine contano su più di 200 membri (127 della Cantina di Terlano e 96 della Cantina di Andriano) e che le aziende coltivano circa 220 ettari di terreni adibiti a vigneti, cioè una gran parte della zona classica dei vini DOC di Terlano. La nuova cantina, di conseguenza, trasformerà circa 20 mila quintali di uva. Le superfici vinicole, viene affermato, “si differenziano nel terroir, ma presentano ottime possibilità per la creazione di sinergie per quanto riguarda la viticoltura di qualità e la successiva lavorazione in cantina”. Vedremo dunque cosa porterà questa joint venture la cui responsabilità tecnica tocca all’enologo della Cantina di Terlano Rudi Kofler.

 

0 pensieri su “Joint venture in Alto Adige tra le Cantine produttori di Terlano e Andriano

  1. Grazie per la segnalazione.
    Conosco discretamente anche i vini della Cantina di Andriano e devo dire che, di recente, mi è in particolare piaciuto, tra i bianchi, l’ ALTO ADIGE TERLANO PINOT BIANCO CLASSICO DOC- „SONNENGUT“ dell’annata 2005 più che dell’annata 2006. Potrebbe avvantaggiarsi della supervisione di Rudi Kofler soprattutto la linea dei rossi di punta “Tor di Lupo”, con grandi possibilità di espressione ma che, a mio parere, mancano di eleganza e finezza.
    Luciano

  2. Buongiorno.
    Conosco e apprezzo i grandi vini della Cantina di Terlano. Soprattutto ne AMMIRO la loro altissima qualità tecnica.
    Di conseguenza trovo che sia normale ( anzi auspicabile ) che due aziende vicine e concorrenti superino quella sottile, banale (misera ?) invidia di vicinato mettendo in comune i rispettivi complementari punti forza per traformarla in un ambizioso progetto tecnico e logistico-distributivo comune.
    “Ricercate, gente, ricercate”….
    Buona giornata.

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