Messaggio quasi in codice a chi vorrà capire…

Una persona seria e rispettabile, con la quale ultimamente sto dialogando e verso la quale ho cercato di avere un atteggiamento il più onesto e corretto possibile, rispettoso dei rispettivi ruoli, questa sera mi ha indirizzato un messaggio sms che tra l’altro riporta queste precise parole: “tu come persona sei infinitamente meglio del tuo blog”.
Sorvolo sul fatto che questa osservazione si pone, oggettivamente, in sintonia con la “scomunica” pronunciata ieri nei miei confronti da Slow Food, organizzazione golosa che, come scrivevo (leggi), mi pone “tra i cattivi del pianeta”.
Quel che maggiormente mi preme, con un messaggio in codice che lui o chiunque vorrà e potrà capire, è dire alla persona che così mi ha scritto che non esiste alcuna dicotomia tra Franco Ziliani persona e Franco Ziliani giornalista e conduttore di questo blog, tra uno Ziliani buono in forma di Henry Jekyll e un “cattivone” che quando si mette davanti al p.c. e redige le note per questo blog si trasforma nel malvagio Edward Hyde.
L’autore dell’sms ha conosciuto e ha trovato gradevole come persona (almeno così dice) non un alter ego buono del giornalista che si esprime anche su questo blog e che si diverte a dire le cose che scrive e che oggi avrebbe tanta voglia di dire la sua sul misterioso episodio (leggi) delle bottiglie di vino rubate ad un rinocerontesco produttore piemontese (confesso che non sono stato io e che ho un buon alibi per quella notte…).
La persona da lui incontrata è esattamente la stessa, nessuna metamorfosi, nessuna differenza, perché questo wine blog (fino a che non mi stancherò, cosa che sento potrebbe arrivare presto, di dedicargli tempo ed energie) rispecchia con fedeltà la mia personalità, quello che sono, i miei gusti e disgusti, il mio modo di vivere e di essere, i miei sogni e le mie emozioni e talvolta, come stasera, la mia stanchezza e la mia amarezza.
Pertanto o la persona, importante e autorevole, capisce e accetta questa semplicissima evidenza di un Vino al Vino specchio fedele del sottoscritto, e ritratto confessione in pubblico di quello che sento, oppure il nostro dialogo, la nostra frequentazione, il nostro ipotetico voler costruire insieme qualcosa per un mondo del vino di cui siamo entrambi, con forme diverse, espressione, è già finito, si esaurisce già alle prime battute, perché non ha ragione di esistere.
Perché forse è stato un errore o un equivoco pensare che fosse possibile, o forse perché, visti i tanti elementi che entrano in gioco, non può sussistere.
Questo anche se umanamente entrambi considerano l’altro migliore di quello che é o appare in questo gioco delle parti, in questa umana commedia che è il vino italiano di oggi, croce e delizia, luci e ombre, piacere dionisiaco e manifestazione commerciale dai molteplici interessi.
Questo a chi mi ha scritto dovevo dire, in pubblico, a cuore aperto, per onestà intellettuale e per rispetto di me stesso.

0 pensieri su “Messaggio quasi in codice a chi vorrà capire…

  1. Sig. Ziliani, purtroppo non ho ancora avuto il piacere di conoscerla, ma non ho mai avuto il minimo dubbio che il blog non rispecchiasse il suo modo di essere !
    L’unico dubbio, riguardo a quanto da Lei scritto, è se il rinoceronte fosse assicurato contro i furti, nè il link contribuisce a chiarirlo….
    Buona Giornata !!

  2. Pero’ una lancia a favore del misterioso scrivente la spezzerei. Di persona sei lo stesso che scrive qui nel blog come altrove, coerente, senza peli sulla lingua, verace. Ma dalle tue nude parole che si leggono sul web o sulla carta stampata non traspare pienamente anche quella notevole simpatia che di persona colpisce anche al primo incontro. Io lo ricordo benissimo, a Scanzorosciate, con un sorriso aperto, largo, fraterno. Ma anche a Milano, con un codazzo di ammiratori e ammiratrici. Chi ha la fortuna di conoscerti deve prima o poi dirti che sei meglio di persona che nel blog o negli altri scritti. Nella comunicazione non ci sono solo le parole, ci sono i gesti, le pose, gli sguardi, tutta una serie di cose che valgono (lo dicono gli esperti) per un 70% circa, mentre le parole valgono per il restante 30% o anche molto meno. Una cosa pero’ rimane certa. Quando scrivi ai cuori come in certi pezzi che hai scritto, pietre miliari del giornalismo del vino, mi ricordi Brera, Soldati, Montanelli (e Prisco, naturalmente… last but not least)

  3. Vecchio vizio del potere, quello di confondere i giornalisti con i maggiordomi…

    Grande dimostrazione di dignità, caro Franco. Hai il mio massimo rispetto. Se ricordi a suo tempo ti parlai di “poltrone in pelle umana”; se hai conservato la mail ti invito a rileggerla, così magari ti ci fai una bella risata (amara) sopra.

    Un’ultima cosa la voglio scrivere indirizzandola all’autore del simpatico sms: guardi che scrivendo a Franco Ziliani “tu sei infinitamente meglio del tuo blog” offende indirettamente tutti coloro che di fatto “realizzano” questo blog commentando i post del padrone di casa e che, attraverso i loro stessi commenti, lo caratterizzano. L’interattività è anche questa, caro signore. E questo è il bello del web: anche chi non ha un sacco di soldi, tanti amici importanti o tanto potere può dire la sua liberamente e senza censure. E mi permetto di aggiungere a basso costo. Come dire, “libertà di espressione a un prezzo sostenibile” (ogni riferimento è puramente casuale). Come capita a me sul blog di Franco Ziliani, uno che la pensa in modo molto diverso da me ma che non si è mai azzardato a censurare una riga di ciò che ho scritto. E che, così a spanne, non mi sembra proprio un maggiordomo.

  4. Sig.Ziliani
    io mi auguro che lei non si stancherà presto di questo blog che mi tiene incollata tutte le mattine per leggere le novità, le storie,gli eventi a cui partecipa e di cui è promotore sul mondo del vino al quale sono molto affezionata! buon lavoro e buona giornata!!

  5. un doveroso aggiornamento. Il “messaggio in codice” che ho voluto mandare pubblicamente e non in privato é arrivato a buon fine. Ho ottenuto le risposte ed i chiarimenti che auspicavo e posso solo dire, ringraziando i lettori che mi hanno espresso solidarietà (fa sempre bene e riscalda i cuori riceverla) che la frase in oggetto non voleva essere la conferma della “scomunica” nei miei confronti espressa con scarso stile e poco coraggio da Slow Food, ma molto più semplicemente, testuali parole, che “preferisco parlare di persona con te che non attraverso il blog”.
    Prendo atto con gioia di queste parole e posso pertanto assicurare che il “dialogo” continuerà, con il rispetto delle reciproche parti, posizioni e opinioni. A questo bel rapporto umano nato da poco, evidentemente, ci teniamo entrambi e questa per me é la cosa più importante. buona giornata a tutti!

  6. Caro Franco,
    forse questo post è superato dalla risposta chiarificatrice che hai ricevuto e che illustri sopra. Questo mi consola sotto il profilo del tuo rapporto con il “misterioso” interlocutore.
    Il quale però, involontariamente forse, ha sollevato un più ampio problema, quello della coincidenza tra il blog e il suo titolare.
    Mi pare che sul punto Arturi abbia detto (viste le nostre frequenti divergenze, mi devo preoccupare?) cose giuste: il blog è, nel caso tuo non più che in altri casi, fatalmente un po’ diverso (il che non vuol dire incorente) dal titolare per la semplice ragione che sul blog i lettori “interferiscono”, dando con i loro interventi contenuti ulteriori che lo trasformano in qualcosa di “altro”. Nessun figlio sarà mai gemello del padre, appunto perchè è un figlio è non un gemello. Ma nessuno può mettere in dubbio la tua genetica “paternità” su “Vino al Vino”.
    Penso fosse questo il senso che il tuo misterioso amico/nemico voleva intendere.
    Per il resto tieni duro, visto che da un po’ devi sopportare anche me.
    Un abbraccio,

    Stefano

  7. ipotesi interessante la tua, di cui il misterioso interlocutore, che legge i commenti ma preferisce non intervenire direttamente (anche se una volta l’ha fatto…) terrà sicuramente conto. Quanto al tuo comune sentire con Arturi non preoccuparti: Marco stamattina mi ha “sorpreso”, ma non più di tanto, con una telefonata di solidarietà che mi ha scaldato il cuore e mi ha raggiunto mentre al mercato facevo la spesa. In un normale mercato non…

  8. Io non ti telefono perche’ costa tre dollari al minuto e poi sai che la solidarieta’ da parte mia non c’e’ bisogno nemmeno di telefonartela, ma invidio Marco che e’ riuscito a sentire la tua voce. Insomma non avevo torto quando ho scritto il commento…
    Stammi bene!

  9. Anche se non ho avuto il piacere di conoscerLa di persona, vorrei perlomeno esprimere il mio apprezzamento per il Suo blog e mi auguro che non si stanchi mai di dedicargli tempo ed energie come anche alle molte persone di talento giornalistico(e non) che vi contribuiscono .Per me il Suo blog resta un autentico punto di riferimento dove Lei coraggiosamente, a differenza dei suoi detrattori, non esita mai a mettersi in discussione anche quando la prudenza indicherebbe di fare il contrario.Capisco che spesso vengono sollevati problemi scottanti e scomodi che non possono che infastidire chi pensa di essere aldilà di tutti e tutto ed il fatto di trovarsi su alcune “black list“ dovrebbe essere preso come un grande complimento, ed è segno che è sulla strada giusta! Oggi spesso vi è uno scollamento tra la realtà e ciò che appare, occultato ai più sotto una patina di ipocrisia insopportabile e Lei certamente contribuisce spesso a gettare luce su aspetti spesso insospettabili contribuendo ad una maggiore consapevolezza. Grazie.

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