Nasce la non comunicazione nel mondo del vino

Magnifico Rettore, Esimi Colleghi, in apertura del nuovo anno accademico, il mio ringraziamento va a quanti hanno creduto nel progetto della nuova Facoltà e vi hanno investito in fiducia, tempo e denaro. Mi correrebbe obbligo di nominarli uno ad uno, ma trattandosi dell’istituenda “Facoltà della Non Comunicazione nel Mondo del Vino”, tacerò ogni nome, com’è logico che sia.
Anziché presentare l’ordinamento della Facoltà in cotesta prolusione, mi par d’uopo illustrare in sintesi i prodromi della giornata odierna.
Da tempo il mondo del vino è in crisi. Voi tutti sapete come crisi significhi, dal greco, rottura. In altre parole, il mondo del vino s’è rotto. E non si tratta di rottura di bottiglie o di sistemi, o, meglio, non solo. Si tratta di paradigmi. Per analogia, potremmo ipotizzare il mondo del vino come la linea del tempo:
verticale, per l’Occidente, circolare, per la cultura ellenica antica e per quella orientale. Se un cerchio si rompe, la sua area cambia di superficie ma non muta la circolarità del perimetro esistente e là dove viene a mancare un arco di cerchio, la mente immagina l’arco stesso, pur in sua assenza.
Se una linea verticale si spezza, il suo decorso successivo non è né certo né compensabile con l’immaginazione.
Il mondo del vino – linea verticale per eccellenza, tant’è che si dice “facciamo una verticale di Barolo”, ma mai s’è detto “Facciamo un cerchio di Barbera” – s’è spezzato nel punto della comunicazione. Comunicare il vino può essere un problema, ma non comunicarlo lo è ancor di più.
Per illustrarvi quanto accaduto, vi fornirò un esempio.
Ipotizziamo che l’Associazione XY, deputata alla promozione del vino, abbia improvvisamente un taglio nei finanziamenti, ma debba, per suo Statuto, promuovere. Che fare?
Questo è chiaro esempio di crisi, perché non solo pone in gioco la finalità di Statuto, ma anche gli stipendi di Presidente, Vicepresidente, Direttore, Segretarie.
E’ qui che nasce la non comunicazione.
Proseguendo con l’esempio, poniamo che l’Associazione XY organizzi una giornata di studi: da una parte, è indispensabile che arrivi pubblico ma, dall’altra, sarebbe altrettanto indispensabile che il pubblico non intervenisse in quanto prima o poi bisognerebbe fornirgli un assaggio dei vini di cui si parla, magari in abbinamento a prodotti del territorio. E il vino e i prodotti del territorio hanno un costo.
Ecco allora intervenire la prima tecnica della Non Comunicazione, la tecnica del DND, sigla che sta ad indicare “Dico Non Dico”: la giornata di studi sarà comunicata, ma senza indicare il luogo e l’ora di svolgimento. Dal punto di vista formale, l’Associazione XY sarà a posto; dal punto di vista sostanziale, pochissimi chiederanno informazioni, con notevole contenimento dei costi di formaggi e salumi.
E’ questo un semplice esempio, ma altamente chiarificatore delle difficoltà pratica alle quali il mondo del vino si trova a far fronte.
Veniamo ora al presente e al futuro.
La Facoltà della Non Comunicazione nel Mondo del Vino si articolerà in 4 anni di corsi accademici, al termine dei quali i Laureati si potranno fregiare del titolo di “Dottore nella Non Comunicazione”.
Il titolo di Dottore sarà riservato ai soli laureati, mentre la definizione di “Esperto nella Non Comunicazione” continuerà ad essere tollerata e a sussistere, essendo numerosi e non debellabili i casi in tal senso già all’opera nel settore vitivinicolo ed enologico, ormai da vari anni.
I corsi base della Facoltà, riguardanti il primo biennio, saranno distribuiti in Area Promozione e Area Propedeutica alla Non Comunicazione, comprendendo i primi le tecniche di non realizzazione di eventi e di non pianificazione di strategie di mercato, i secondi le tecniche di non comunicazione della non promozione.
Nel dettaglio, ecco i corsi del biennio:
Filosofia e tecnica del falso: Come non realizzare un evento, cosa rispondere a chi lo propone, come prender tempo, a chi / cosa addossare la colpa;
Gnoseologia della finta programmazione pubblicitaria I: come far credere a un pubblicitario che si acquisteranno pagine immagine, purché il giornale pubblichi intanto qualcosa;
Gnoseologia della finta programmazione pubblicitaria II: come salvare la faccia con il pubblicitario – tipologia delle catastrofi che impediscono di onorare la parola data.
Nel dettaglio, saranno prese in considerazione le seguenti calamità: esplosione di tutti i terminali dell’ufficio, invasione di cavallette, ormai prossime elezioni del nuovo Consiglio di Amministrazione, malattia protratta e umanamente preoccupante del funzionario referente, bomba atomica, peste, “il Presidente non c’è” o, in alternativa, “Lascio un appunto al Presidente”, oppure “Non esiste un Presidente”;
Elementi di realizzazione parziale: il corso si dedicherà alle tecniche di attuazione di partnership, che pongano l’accento su quanto possa contribuire un elemento estraneo.
Il corso monografico per l’anno accademico 2008 / 2009 verterà su “Ottenimento del finanziamento dell’intero evento in cambio di concessione alla pubblicazione del logo”.
Il biennio prevede vari stages in più strutture italiane, già specializzate nelle tecniche che sono materia di insegnamento.
Il secondo biennio comprenderà in particolare i seguenti corsi:
Glottologia e memorizzazione: come trasmette un Comunicato Stampa con la certezza che nessuno lo leggerà.
Il corso prenderà in esame i seguenti moduli: realizzazione di un pdf con chiave d’accesso protetta e impossibile da copiare – realizzazione di un testo con almeno 4 loghi per un totale minimo di 4 Mega di pesantezza file;
Assenza strategica e svista coatta: come trasmettere informazioni senza indicarne il contenuto. Il corso prenderà in esame i seguenti moduli: omissione della data – omissione del luogo – omissione dell’ora – omissione dello scopo dell’iniziativa (il corso sarà accompagnato dal laboratorio: come cambiare numero telefonico in meno di 24 ore). Ignoranza dell’avviso: come evitare di rispondere a richieste di interviste da parte di giornalisti. Il corso comprende le sessioni “Individuazione di una Segretaria che dica non sapere niente” , “Individuazione di una Segretaria che dica di non poter prendere nota della richiesta perché è martedì e il martedì non scrive per contratto”, “Individuazione di una Segretaria che realmente non sappia niente e non scriva nemmeno negli altri giorni della settimana, tanto la pagano lo stesso”.
Come potete notare, Esimi colleghi, nulla è stato trascurato.
Dalla nostra Università, fra 4 anni, usciranno dei perfetti Non Comunicatori del Mondo del Vino, imponente forza specializzata che il Mondo del Vino, costretto per ora a supplire con maldestri tentativi, sente come esigenza primaria.
Many BrisKisses!
(mi corre obbligo segnalare l’autore della magnifica illustrazione a questo post, perfetto contraltare grafico alle parole di Briscola: Piercarlo Carella – vedi sito Internet – f.z.)

0 pensieri su “Nasce la non comunicazione nel mondo del vino

  1. Buongiorno.
    Caro Franco,
    ho tirato un sospiro di sollievo….. pensavo questo post fosse diretta conseguenza del primo giorno di anteprime in terra di Toscana……
    Buona giornata

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