Un chiarimento importante: intervista con…

Settimana intensa questa che va concludendosi (ma per quelli come me che hanno girato all’inverosimile e devono recuperare parecchie cose da fare, con naturale appendice di scrittura anche sabato e domenica..).
Oltre al tentativo di riprendermi dopo la settimana delle Anteprime Toscane, mediante i vari articoli che sul sito Internet dell’A.I.S. (vedi), qui e altrove ho dedicato alle impressioni di degustazione e ai commenti, la settimana ha portato diversi interessanti trasferte di lavoro.
Martedì 26, come ho già raccontato (qui), a Modena per una bellissima Serata Barolo, ma nel pomeriggio, in transito da Bergamo verso la città della Ghirlandina, una sosta in Consorzio Franciacorta ad Erbusco, per un’interessante chiacchierata-intervista (che conto di pubblicare presto) con il presidente Ezio Maiolini. Non mi bastava però un incontro con il massimo responsabile del Consorzio della più importante zona spumantistica metodo classico italiana, questa settimana, giovedì 28, ho voluto anche suggellare uno “storico” incontro con un altro presidente di Consorzio con il quale, nel recente passato, sono stati fuochi e fiamme e polemiche al fulmicotone (mai dirette alla sua persona, ma alla sua funzione istituzionale) ma non ancora un diretto e salutare scambio di opinioni faccia a faccia.
Vi siete fatti un’idea, se siete lettori attenti di questo blog, di quale Presidente si tratti? In caso negativo voglio aiutarvi e dirvi che si tratta di un presidente-enologo (direttore tecnico dell’azienda di un celeberrimo e potente Gruppo Vinicolo italiano), e che la zona di produzione è la più settentrionale delle zone vinicole lombarde, una zona celebre anche per i suoi formaggi e per un salume purtroppo prodotto in larghissima parte con carne che arriva da molto lontano, nonché per vini che, nelle loro migliori espressioni, testimoniano anche in questa zona, l’assoluta grandezza del re dei vitigni italiani, il Nebbiolo.
Insomma, vi ho clamorosamente aiutato, anche senza fare ricorso alle parole magiche Bitto, Bresaola e Sassella che potrebbero essere altrettanti indizi per portarvi alla soluzione e aggiungo solo che il presidente-enologo in oggetto non è nativo del posto dove da tanti anni opera, ma trentino, e che nella cantina dove opera le “Cinque Stelle” (inteso come vino e non come giudizi generosamente elargiti dalle varie guide) sono di casa.
Avete dunque capito chi sia la persona di cui sto parlando (con la quale ieri mattina ho avuto un colloquio franco, illuminante e molto istruttivo, dove ognuno è restato delle proprie idee ma dove un accenno di possibile dialogo si è comunque aperto…) e siete curiosi di sapere cosa ci siamo detti e cosa mi ha dichiarato?
Bene, per ora, come in una sorta di svelamento a puntate, accontentatevi della sua foto (con la sua inconfondibile asciutta espressione da montanaro trentino splendidamente ambientato anche tra i vigneti terrazzati e la viticoltura di montagna), per leggere il testo dell’intervista, beh, pazientate ancora qualche giorno, il tempo di sbobinare l’intervista (debitamente registrata a scanso di equivoci e contestazioni) e di cucinarla a dovere.
Da parte mia sono molto soddisfatto di questo incontro e del chiarimento, schietto, senza ruffianerie, diretto, da una parte e dell’altra, che c’è stato tra noi. Era ora, in fondo, che ci parlassimo di persona e che sgombrassimo equivoci montati ad arte (con sottile arte speculatoria e rara ruffianeria) da qualche furbetto, in verità poi non tanto furbo…

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