Cento di questi giorni “bicchierino”! Tanti cari auguri al Maestro del Sangiovese

Condivido in pieno, anzi rilancio con entusiasmo l’invito (leggi) rivolto dal bravissimo Andrea Pagliantini, dal suo bel “blog del Campino del Paiolo” (ovvero poesie, immagini, riflessioni enoiche, pensieri di varia umanità chiantigiana e toscana, scritti con cuore puro e con uno stile delizioso, spesso con accenti di lirismo toccanti – vedi) ad alzare idealmente il calice e brindare, oggi 24 marzo, a Giulio Gambelli, il Maestro del Sangiovese, che compie 83 primavere.
Chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo non può che volere un gran bene a “bicchierino” com’è simpaticamente soprannominato per lo straordinario dono di saper ”leggere” dentro ad un vino, soprattutto se si tratta del suo amatissimo Sangiovese, di saperne riconoscere origine, pregi, difetti, caratteristiche, con una capacità che hanno solo i grandissimi, e non può quindi, soprattutto oggi che da Montalcino giungono notizie fosche e preoccupanti sul Brunello e sulle inchieste in corso che coinvolgono svariate cantine, che guardare a Giulio come ad un ideale garante e ad una figura di riferimento.
Uno di quei personaggi che hanno dimostrato (collaborando con aziende completamente al di sopra di ogni sospetto come Case Basse – nella seconda foto qui a fianco é proprio con Gianfranco Soldera – Poggio di Sotto, Il Colle, ed in Chianti Classico Montevertine, Bibbiano, Rodano, Villarosa, Ormanni) non solo, come recita il libro del bel libro – vedi – che gli ha dedicato Carlo Macchi per la collana de I Semi di Veronelli editore, di “saper ascoltare il vino”, ma di onorare, con raro spirito di servizio, umiltà, e assoluta deontologia, rifiutando risolutamente ogni possibile scorciatoia e arrangiamento, il buon nome e l’immagine onesta dei vini di Toscana.
Non fosse altro che per questo, oltre che per la sua umanità e per il suo eccellente lavoro, come non stringerci idealmente attorno a Giulio e porgergli i nostri più sinceri, calorosi, riconoscenti auguri? Grazie di cuore Giulio e ancora cento di questi giorni!

0 pensieri su “Cento di questi giorni “bicchierino”! Tanti cari auguri al Maestro del Sangiovese

  1. Allora, ricapitoliamo un pò…
    Palmucci vorrebbe vendere Poggio di Sotto…nessuno si vede all’0rizzonte che possa continuare ad issare la stessa vela……Jacopo Biondi Santi non si può nemmeno presentare come successore dopo le sue ultime prove…Dietro il Maestro Gambelli…si vede il gruppo della barriccaia o, come lo definisce il signor Franco…il gruppetto dei dodici signori della vigna…l’unica speranza arriva dal Soldera nazionale, dicendoci in privato che il marito della moglie ha un bel naso e con tante probabilità potrà continuare la tradizione, ma, chi gli starà accanto quando le
    temperature di cantina si alzeranno? Insomma…che futuro per questo Brunello?
    Vedete qualcosa di solare all’orizzonte o sarà solo acqua acqua tempesta e vaniglia?

  2. Auguri a una persona speciale a il Palato per eccellenza….creatore di eccellenze…poche parole….ma molti gesti….anche molto eloquenti…sopratutto quando gli porti i vini all’isvea per un parere….

    Scusa Emilio,
    Perche’ Palmucci venderebbe Poggio di Sotto…….ora???

  3. Si mormora che nessuno della famiglia voglia continuare…si dice che sia stanco…
    …qualcuno ha anche sussurrato la cifra….sette milioni di euro…
    La voce viene da addetti ai lavori…potrebbero anche essere voci messe in giro ad arte.
    Chi manderebbe avanti Poggio di Sotto senza di lui?
    Scusate, avevo dimenticato…Tanti auguri Signor Gambelli!

  4. se davvero Palmucci vuole cedere, se davvero la cifra richiesta sarebbe questa (credo abbastanza ragionevole) dove sono gli imprenditori seri, di buona volontà e salda disponibilità economica, disposti a rilevarla e farla procedere come se nulla fosse cambiato, con la stessa esemplare impostazione qualitativa? Quasi quasi domani telefono al buon Farinetti e gli chiedo se anche un allargamento del suo impero a Montalcino potrebbe interessargli…

  5. Caro signor Franco…le malelingue di Montalcino dicono che gli imprenditori ci sono, diciamo non seri, che aspettano solamente che il tempo mini ancora di più il vecchio Palmucci.
    Quando ho sentito queste parole ho guardato male la persona che le pronunciava, ho visto lo schifo cinico,la logica di mercato che invadeva le gelosie di falsi brunellai nel mettere le mani in quelle vigne…
    io spero sempre che siano solo parole al vento, anche se hanno una propria logica evidente…

    P.S. Cosa ne pensi del 2002 assaggiato dalla botte del ” Cinese”?

  6. caro Emilio, il “vecchio Palmucci” intanto é uno con gli attributi, che non se lo fa mettere in saccoccia da nessuno, nemmeno da squallidi “imprenditori” senza scrupoli, senza dignità e senza spina dorsale. Io ho una strana fiducia nel futuro, anche se questa operazione in corso dovesse risultare un clamoroso scandalo. I buoni e gli onesti continueranno a rimanere tali, il grano del vino buono e vero (buono pulito e giusto direbbe qualche furbetto…) si distinguerà dal loglio dei vini taroccati e senza vergogna. Un’operazione pulizia farà solo del bene al vero Brunello.
    Cosa ne penso del 2002 assaggiato dalla botte di Soldera (ma perché chiamarlo “Cinese”?)? Che é fantastico, che l’ho assaggiato 4-5 volte e ogni volta rimanevo sempre più meravigliato. Da poco quel vino é in bottiglia e qualche bottiglia di quel vino spero di averla, prima o poi, nella mia cantina. Un Brunello che profuma di Borgogna, ma di quella grande, che ha eleganza, carattere, freschezza, struttura, fragranza aromatica e tutto quello che un vero Brunello può regalare, é un vero dono degli dei…

  7. Buonasera.
    Come sempre, io sono per stappare……… e stasera allora Pergole 99 alla salute del signor Gambelli (e anche alla nostra, di noi lettori – scrittori di questo divertente blog, perchè no?).
    Caro signor Emilio, lei sembra piuttosto informato e saprà quindi che la situazione a Montalcino è molto meno allegra di quello che tutti si sforzano a mettere in mostra.
    Ma lei pensa sia facile fare azienda (la prego di notare il termine) con bottiglie che costano franco cantina dai 40 eur(i) ai 90 iva eslusa ovvio? Lei mi risponderà “è una nicchia al pari di tante altre eccellenze” ed è vero, ma ha lei un’idea di quanto sia il costo industriale di una quelle bottiglie? e di quante tasse si pagano sui profitti che se ne ottengono?
    E, grazie alle illuminate politiche del Consorzio, l’anno prossimo dove le mettiamo 11 milioni di bottilglie di squisito Brunello 2004 (perchè l’anno prossimo ci sono davvero…..)? e, a fronte di questi volumi, visto che i vini si annunciano davvero stupendi, come la mettiamo con aumenti di prezzo previsti nell’ordine del 10%? E, ancora, anche ammettendo che i retailer vogliano fare scorta di meraviglioso 2004, chi comprerà gli 11 milioni di bottiglie di “solo” buon 2005? E il meraviglioso 2006? e il buonissimo 2007? e il prossimo 15 stelle 2008?
    Ha per caso preparato una piscina? o meglio un laghetto……
    Buona serata.

  8. Beh, carissimo Ag, ieri mi sono bevuto due Pergole 2004 per provarle…comunque, un laghetto di brunello si trova nella mia isola che non c’è, se mai un giorno la trovassi, mi ci annegherei lentamente…
    però, più che altro, mi sfugge il concetto base…diciamo, gli inglesi direbbero ” Qual’è il punto?”.
    Così aspetto una “chiarificazione” del punto base, per poter lanciare la palla nel discutere dilettevolmente all’interno di questo blog.
    Anche io comprerò tanto 2004. Ho comprato tantissimo 2001, pochissimo 2002, quasi niente 2003!
    Aspetto impaziente.
    Perchè a Montalcino non fanno come a Bordeaux ?

  9. Allora di cuore un grande augurio al maestro Gambelli e veramente molti anni ancora di vini come quelli che “ha accompagnato” alla luce! Il libro di Macchi l’ho divorato in un ora, alla fine del quale senza esagerare non si può che amare, ammirare ed essere riconoscenti al Sig. Gambelli, folgorati e basiti dalla sua grandissima persona, e non solo per le alte qualità enoiche ma anche umane. Grato per quanto abbia rappresentanto per la nascita del grande vino toscano (italiano) nel mondo ,grazie e auguri ancora Sig. Gambelli.

  10. Buongiorno.
    Il punto è abbastanza semplice. E lo evidenzia lei stesso: un’azienda non può permettersi che “io comprerò tanto 2004. Ho comprato tantissimo 2001, pochissimo 2002, quasi niente 2003!”.
    Secondo me in questo contesto socio economico, non c’è mercato per 11 milioni di bottiglie a 20 euro di media franco cantina.
    Buona giornata.

  11. A Giulio Gambelli posso soltanto augurare di cuore che da bicchierino tanto meritato e stimato possa divenir bicchierone e possa finalmente godersela di lusso, senza risparmiarsi, che a quell’eta’ non c’e’ piu’ limite e il calice va sempre pieno e sempre vuoto. E poi e’ meglio dirglielo senza tante manfrine: grazie.

  12. Grazie Franco.
    conoscevo Gambelli, ma non tutte le aziende con cui ha collaborato, e così mi ritrovo a vedere che ci sono le 2 mie aziende preferite di Montalcino e molti dei Chiantigiani che adoro.
    Auguri Giulio!!!

  13. Ho fatto gli auguri di persona a Giulio; glieli rinnovo qui per dire ancora oggi quello che dissi dal palco del Politeama di Poggibonsi in occasione della presentazione del libro di Macchi.
    Ovvero che Giulio Gambelli è stato – e sarà ricordato – non solo come un vero professionista, ma anche e soprattutto come un importante testimone del Novecento enologico dove la testimonianza storica che ha reso nel corso di sessantasei vendemmie sono il suo stile e i suoi vini.
    I suoi vini appunto, che oltre ad essere eleganti e sobri, sono stati – grazie a lui – la naturale espressione del nostro territorio e quindi profondamente toscani come il loro artefice. Auguri Giulio !

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