Due giorni a Serralunga d’Alba: e naufragar mi è dolce in quel Barolo…

In attesa che a fine mese esca finalmente (più volte riscritto perché non ero mai contento ho quindi più volte rimandato la pubblicazione) un articolo, cui tengo particolarmente, dedicato ai terroir del Barolo di Serralunga d’Alba destinato alla più bella rivista del mondo, The World of Fine Wine (sito Internet) – alla quale vi ricordo che potete sempre abbonarvi con uno sconto del 15% mediante il link che appare qui in home page, torno nel bellissimo villaggio che conta su cru prestigiosissimi come Francia, Vigna Rionda, Lazzarito, Falletto, Gabutti, Margheria (per citare solo i primi che mi vengono in mente) per una quasi due giorni.
Sabato mattina mi aspetta un blind tasting di una cinquantina di vini, tutti di Serralunga, Barolo ovviamente, ma prevedibilmente anche Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba et alia, che farò grazie alla collaborazione degli amici della Bottega del vino, e questo pomeriggio ho pensato bene di portarmi avanti con due visite di quelle che promettono emozioni e libidine nebbiolosa allo stato puro.
Dapprima una degustazione verticale (e vai!) di un tot di annate (quante, lo scoprirò solo una volta arrivato in cantina) di uno dei vini che hanno fatto la leggenda di Serralunga, il Vigna Rionda, presso la pregiatissima azienda dei fratelli Franco e Roberto Massolino, poi, solo il tempo di spostarmi a Monforte d’Alba (ma come, non doveva assaggiare i vini di Serralunga d’Alba?) per un incontro con una persona che ha dimostrato nei fatti di aver raccolto con vigore, chiarezza e pari coraggio e indipendenza l’impegnativo testimone del padre Giovanni e del nonno Giacomo.
Sto parlando di Roberto Conterno, l’uomo che oggi regge i destini dell’azienda, con cantina in Monforte d’Alba e vigneti (e che vigneti!) in Serralunga d’Alba, che corrisponde al nome di Giacomo Conterno. Alias Barolo Cascina Francia e Monfortino. E non aggiungo altro.
E dopo un pomeriggio del genere, dopo una full immersion nel Vigna Rionda e nel Monfortino (ma conto di degustare anche la splendida Barbera d’Alba), cosa farebbe la sera, per di più sapendo che il sabato mattina lo aspettano 50 vini di Serralunga d’Alba, una persona ragionevole? Se ne andrebbe a dormire, magari dopo un brodino e un paio di litri d’acqua. E dopo la lettura di qualche pagina delle Confessioni di Sant’Agostino… Io che sono un peccatore e un impenitente goloso, stasera invece di starmene buono e tranquillo, cosa farò invece? Niente di speciale, mi regalerò una serata nel ristorante di Langa del mio cuore, quello dove mi sento a casa mia e dove ogni volta che vado vivo emozioni vere, quelle che danno un ambiente ospitale e amico, una cucina buona pulita e giusta, una cantina che non ha eguali per ricchezza di tesori in tutto il territorio della Langa del Barolo e del Barbaresco.
Sto parlando, siamo a Monforte d’Alba, del ristorante (oltre che comodo albergo e residence) Da Felicin (sito Internet), dove si esibisce quel geniaccio di un Nino Rocca (figlio di cotanto padre, Giorgio, e di cotanto nonno).
Volete sapere una cosa? Non é che forse quella della degustazione dei vini di Serralunga d’Alba costituisce un’occasione perfetta, un appuntamento professionale fantastico, un magnifico pretesto colto al volo proprio per aver il motivo per ritornare nel ristorante (dove sarò, e in che splendida compagnia, vedi, anche la sera del 29 marzo) dove l’essere goloso per me ha più significato?
Nino prepara i tajarin con le verdure e stappa una buta di Barolo di quello che piace a me, che arrivo!

0 pensieri su “Due giorni a Serralunga d’Alba: e naufragar mi è dolce in quel Barolo…

  1. Sempre caro mi fu quest’ermo colle…
    purtroppo questi di Serralunga d’Alba non sono ermi, caro Franco, ma ricchi di sensazioni e pieni di vita e di vite!!!
    Giorno arriverà nel quale anch’io dolcemente naugragherò in questo mare…
    Bello commento, megliori giornate!
    Complimenti
    Joan

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