Bellissima l’idea di AG, che appoggio in pieno. Domani, per Pasqua, qualsiasi cosa si sia scelto di mangiare, a casa o al ristorante, l’abbinamento sia ovviamente con il Brunello di Montalcino. “Di quello rosso, di quello fatto, potato, trattato, raccolto, aspettato, sudato, non di quello nero, un po’ di questo e un po’ di quello dentro e via, quello se le beva chi lo fa, ’sto……………..”.
Ieri ho scelto di pubblicare il post (leggi) sui rumors che vorrebbero parecchie cantine (il numero preferisco non farlo) a Montalcino indagate per il reato (non solo una discutibile, cialtronesca pratica enologica, un REATO) di taroccamento dei vini, per essere più precisi “frode in commercio e falso in atto pubblico”, ovvero “presunte violazioni sulle norme che regolano la protezione delle uve e i criteri per le denominazioni d’origine dei vini”, non perché spinto, come solo qualche imbecille potrebbe sostenere, a fare notizia, ma per il grande amore e rispetto che porto per Montalcino, i suoi produttori seri, ed il Brunello.
La cui immagine non può essere infangata – com’é accaduto con il colpevole silenzio di molti, anche della mia categoria, che ha spesso portato in palmo di mano e premiato i vini più inverosimili e chiaramente “arrangiati” – da qualche spregiudicato farabutto cialtrone, seppure potente, ricco e famoso, che ha creduto e crede ancora di poter fare i propri porci comodi e fare strame di una denominazione che é un bene collettivo, un patrimonio importante da difendere e tutelare con ferocia se necessario.
Il grande successo, come spesso accade, ha dato alla testa a Montalcino e al Brunello e come se non bastassero i numeri (ettari vitati e bottiglie prodotte) che sono cresciuti in maniera preoccupante, sono i vini, una serie di vini facilmente riconoscibili, prodotti da aziende che sono sotto l’occhio di tutti, i cui sistemi disinvolti a Montalcino tutti ben conoscono, a dire chiaramente che il Brunello oggi viene “interpretato” da molti con una disinvoltura, una sfacciataggine, una assoluta faccia di tolla, da gente senza vergogna e senza dignità, che gridano vendetta al cospetto di Bacco.
Ben venga dunque un’operazione Cantine Pulite, che parta da Montalcino e dal Brunello per poi estendersi a tante altre zone della Toscana e d’Italia, e separi il grano dal loglio, ovvero esalti l’onore e la pulizia morale di chi, nonostante il richiamo del business, ha continuato a produrre in maniera onesta, rispettosa dei disciplinari di produzione, del consumatore, e metta all’indice, impedendo loro di fare altri danni e facendo loro pagare, anche penalmente se necessario, i farabutti che hanno taroccato, sistemato, arrangiato, pasticciato, con ogni sistema, i loro vini, ingannando i colleghi produttori ed i consumatori e portando un danno incalcolabile alla credibilità del vino italiano nel mondo.
Chiedo questo, come ho fatto per anni lottando, ebbene sì, lottando, in solitudine, con caparbia e orgoglio, in difesa del vero Barolo (e del Barbaresco), per amore del Brunello di Montalcino, di un vino che quando é vero e sincero sa essere grandissimo, di un territorio che é tra i più belli (e noti) dell’intera Toscana. Un marchio fortissimo nel mondo.
Propongo quindi, per domani, come gesto simbolico, di stappare una bottiglia di Brunello di Montalcino di quello vero (di produttori di sicura onestà e qualità), di inviarmi il nome dell’azienda che godrà della vostra fiducia perché venga pubblicato in un ideale albo dei probi amici del Brunello, e di brindare a Montalcino e ad un comparto produttivo che uscirà comunque rafforzato, perché la verità ha sempre e comunque ragione e chi ha la coscienza pulita non deve temere nulla, da queste inchieste che, vivaddio, qualcuno (e mi piacerebbe tanto stringergli la mano e dirgli grazie) ha deciso di condurre e di portare a compimento. Senza guardare in faccia a nessuno, anche se ricchi, potenti e famosi.
A tutti una forte stretta di mano e l’augurio di una Pasqua serena e di un mondo del vino che si affacci al prossimo, incombente Vinitaly, con l’orgoglio di voler fare finalmente pulizia al proprio interno, per proporsi nel mondo a testa alta e senza timori. Auguri!
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0 pensieri su “E domani per Pasqua stappiamo Brunello, quello vero!”
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Caro Franco, condivido l’afflato epico del tuo post ed il desiderio di bere del vero e buon brunello….ma mi chiedo, ti chiedo e vi chiedo, di quali Produttori ci si possa ciecamente fidare ???
E’ per questo che i nomi andrebbero fatti, resi pubblici. Ma non necessariamente da te ma dai Consorzi, dai Produttori che sono sicuri di non fare pratiche delittuose in cantina e da quegli apparati dello Stato che hanno apposto i sigilli.
Ciao
ce ne sono tanti di produttori di cui ci si può “ciecamente” fidare a Montalcino, caro Luciano. Non voglio fare un elenco completo, che sarebbe lunghissimo, ma io ti dico che domani la mia scelta di Brunello di Montalcino possibili da stappare svarierà (non avendo sottomano una bottiglia di quello che considero il mio Brunello del cuore, Case Basse di Gianfranco Soldera), da nomi quali Lisini a Gianni Brunelli, da Gorelli Le Potazzine a Col d’Orcia, da Capanna ad Uccelliera, da Argiano a Poggio di Sotto, da Il Colle (il più indiziato di essere stappato domani) a Biondi Santi, da Il Poggione a Giulio Salvioni, da Salicutti a Villa Le Prata. Parlo solo dei produttori i cui vini ho in cantina, ma potrei anche elencare, come Brunello di riferimento (di cui non dispongo al momento) anche Il Marroneto, Vasco Sassetti, Pecci Celestino, Fuligni, Tenuta di Sesta e Sesta di Sopra. E qui mi fermo, perché sicuramente dimentico altri produttori di sicuro riferimento e di assoluta serietà. Sarebbe divertente dirvi i vini che sicuramente non stapperei, ma penso che siano ben noti a chi legge regolarmente questo blog e conosce il mio pensiero…
Accolgo l’invito con estremo piacere. Mi piacerebbe un Vasco Sassetti 98, ma sono convinto che sia ancora troppo giovane e allora sono curioso di provare un Angelini 2002, che proprio per l’annata “diversa” dovrebbe già andar bene con le salsicce, la pancetta ripiena e il paté che mi hanno fatto e appena portato dei contadini di Zywiec (loro ci bevono la birra, d’abitudine). Buona Pasqua, Franco, a te ed a tutta la tua famiglia, ma anche a tutti i tuoi amici ed agli ospiti del tuo blog.
Scusa se insisto Franco, non li stapperesti per assecondare il tuo personale gusto o perchè fortissimamente indiziati di taroccamenti vari ??
Ciao
Ci sono vini a Montalcino, che non stapperei perché non mi piacciono e non corrispondono alla mia idea di Brunello e altri che invece reputo “fortissimamente indiziati di taroccamenti vari”. E altri invece che sono entrambe le cose, cattivi, non corrispondenti al mio gusto e taroccati. Ad esempio non corrisponde alla mia idea di Brunello il vino di Siro Pacenti, molto moderno e molto “bordolese” (inteso in senso buono, ovviamente), ma sicuramente fatto, perché Giancarlo é una persona perbene ed un serio viticoltore e produttore, solo con uve Sangiovese di Montalcino.
“Propongo quindi, per domani, come gesto simbolico, di stappare una bottiglia di Brunello di Montalcino di quello vero”
Ok! Prendo al volo la tua proposta, sopratutto perchè è uno dei miei vini preferiti, ma come faccio a sapere che in cantina ho quello buono e non taroccato? Pechè con l’operazione Cantine Pulite non si pubblica ufficialmente una lista di chi ha truffato? Mi sa tanto che finisce tutto in palla , con il produttore falsario che continuerà con il suo lavoro e tra qualche anno, quando le acque si quieteranno si ricomincerà da capo.
Ciao a tutti e buona Pasqua.
Grazie dell’apprezzamento.
credo che almeno finchè non ci sono prove certe e condanne sia un pò prematuro fare nomi. Quindi penso che si voglia evitare panico e calunnie a vuoto
Pensa se chi ha fatto buone, se non ottime recensioni, o comunque buoni giudizi su alcune cantine sostenendole proprio come quelle vere che fanno buoni vini ( quindi di bere quelli ) e venisse fuori che sono proprio quelle ad essere sotto controllo perchè i vini sì sono buoni ma non sono rispondenti al disciplinare …….
Piccola curiosità da un’ignorante ad un maestro : Voi giornalisti date i giudizi ( quando degustate ) sul vino in generale o sulla rispondenza dello stesso al od ai vitigni che dovrebbe avere?
Slavata
Caro Franco, io avendo solo il Poggio Banale di Le Poderine stapperò quello, sperando di fare cosa buona e giusta…
Buona Pasqua a tutti!!!
Gabriele
Caro Franco, per domani ho già da tempo in programma di stappare con gli amici qualche bottiglia di Gabutti Franco e Rupestris del caro Baldo Cappellano, un produttore del quale ci si può fidare ciecamente. E sono contento di aver deciso così, perché la faccia pulita, le idee e lo stupendo, complesso, delicato e poetico Barolo di questo grande vignaiolo sono forse l’antidoto migliore alla nausea che mi hanno causato le notizie provenienti da Montalcino. Ad ogni buon conto, aderirò quanto prima alla tua giusta proposta “sacrificando alla causa” l’ultima bottiglia di Ugolaia Riserva 2001 di Lisini, sangiovese senza se e senza ma.
Buongiorno sig. Franco io per domani mi aprirò, avendone comprate parecchie,un Biondi Santi Il Greppo 2001.Posso stare tranquillo con i miei ospiti? Auguro a Lei , alla sua famiglia e a tutti i lettori del blog i più sinceri auguri di Buona Pasqua.
ottima scelta, ma un Brunello del Greppo del 2001 é molto giovane per essere bevuto nel 2008. Io aspetterei e ripiegherei su altro vino
Bene vado in cantina dove riposano ancora alcune bottiglie di Case Basse Soldera 1988 o 1990 spero siano ancora perfette e due le stappiamo domani.
Auguri a tutti e salute.
Accetto molto volentieri il suo consiglio e “ripiego” su un Brunello riserva 1979 il Greppone Mazzi.Adesso incontro la sua approvazione? Grazie dei suoi preziosissimi consigli.
mario non Crosta, mio nipote ha fatto lo stesso errore con dei Biondi Santi aperti troppo giovani e ti posso giurare che non ne vale proprio la pena, anzi ti deluderebbero perfino. Aspetta una decina d’anni ancora.
l’anno scorso a battuta scrissi che “le anteprime erano andate bene, alla stampa estera il primitivo era piaciuto parecchio”… a parte la satira però, i nas in toscana stanno lavorando bene e questa ondata di pulizia farà meglio a montalcino di parecchi centesimi. e anch’io alzo il mio bicchiere con un brunello. buona pasqua, af
Ottima idea AG, e grazie Franco di averlo appoggiato qui. Sarà un piacere andare a frugare in cantina a trovare qualcosa di buono e leale, stapparlo e berlo con amici pensando (oltre alla ragione per cui Pasqua si celebra, naturalmente
ad un futuro pieno di diversità nei vini, dove la tradizione ha un posto sicuro, e dove un vino che dev’essere Sangiovese sa di… Sangiovese. Intanto Buona Pasqua a tutti!
Buongiorno.
Voglio cogliere l’occasione per fare a tutti gli auguri di una serena Pasqua da passare (bene) in compagnia di coloro ai quali si dà e si riceve del Bene sincero.
Queste sono, nel mio immaginario, le occasioni nelle quali certe persone e certe situazioni meritano certi piatti e certi vini (e viceversa, ovvio).
Per cui, sì apriamoci un Brunello oggi, ma, ripeto, uno di quelli dove si senta il Bene che si vuole a una vigna, si senta il Bene che si vuole all’uva, il Bene che si vuole al proprio lavoro e come detto il Bene che si prova per i propri cari siano amici o parenti, quello ognuno lo decida in cuore proprio.
Questa è vita.
Salute.
Io apriro’ un bello Schiena d’Asino 99
per la serie: Mastrojanni non è solo un attore…
non l’ho letto ma il Fossacolle 99 che ho bevuto a pranzo è notevole. Buona Pasqua a tutti.
Ciao Franco, mi permetto di darti del “tu” anche se personalmente non ti ho mai conosciuto e spero di farlo quanto prima, magari al vinitaly, e sopratutto mi prendo questa licenza anche senza avere il tuo consenso, per il semplice fatto che ogni santo giorno ti leggo virtualmente e condivido appieno la tua linea di pensiero, corretta e priva di contaminazioni di qualsiasi tipo dalla barrique alle nuove invenzioni sulla vinificazione pensando di scoprire l’acqua calda dopo secoli di storia. Ma tornando al tuo invito cos’ altro ti potrei indicare come brunello per pasqua,solamente il mitico SOLDERA 1988 chiaramente da stappare per sognare e non da tenere in vetrina o in cantina per guardarlo come un reliquia ed ostentarlo magari con amici ed appassionati. BUONA PASQUA
caro Ziliani, l’importante è che non finisca tutto all’italiana – senza arrivare alla vera verità – lasciando un alone di sospetto su quell’appassionante vino che è il Brunello e sul lavoro dei (la maggior parte) produttori che con passione, con attenzione e rispetto per quella terra formidabile, coltivano il mitico ostico vitigno…
Prosit. Giorgia
Alla fine…come dice Giorgia…il problema è il modo di fare” All’Italiana”, come diciamo correttamente nel far intravedere quelli che sono i modi di fare che meno ci piacciono della nostra nazione e dei nostri ” Nazionali”.
Le varie schiere saranno così composte:
1) Facciamo pulizia pulizia e pulizia…ne va dell’orgoglio nazionale!
2) Calma; si, facciamo pulizia, ma silenziosa , dall’interno, senza fare troppo clamore e dare altri pezzi di Italianità all’estero, che par aspettare questi momenti per sbatterci in maniera denigratoria in prima pagina!
3) Questo non è il momento di fare le pulizie, proprio adesso, in questo trend di esportazione, con una nazione che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.Appuntiamoci il problema, allacciamo il fazzoletto a mò di striscia la notizia e quando le cose al governo saranno più calme faremo piazza pulita!
4) Questo è il momento perfetto per allargare i disciplinari , specie quello del Brunello. Facciamo come il Chianti, diciamo un minimo di 80 % di San Giove Grosso e il resto a vostra fantasia. Alla fine i Brunelli si vendono e se li bevono…non debbono essere così cattivi.
Questo siamo, questa è l’Italia.
Personalmente, avendo vissuto in terreno francese, una delle offese che non sopporto ( Il fu Biagi disse la stessa cosa) è l’espressione dei francesi nei nostri riguardi quando…Ah Les Italiens…
Siccome sto a Montalcino e ho intravisto un po’ l’andazzo (non produco, ma apprezzo molto il Brunello) pavento che si vada verso una delle opzioni citate da Emilio…
La maggior parte dei produttori (grandi, medi e piccoli) segue il disciplinare e ha un autentico legame (attaccamento) per questa terra e i suoi prodotti – Brunello in primis -.
Si tratta di fare chiarezza, senza creare inutili mostri, mettendo in luce, con onestà (strana parola, neh?)le devianze. Si tratta di non passare dalla cecità totale rispetto a pecche e peccati (che chi aveva palato riconosceva benissimo), alla demonizzazione animosa, magari coinvolgendo anche qualcuno che aveva un filare di colorino nella vigna, dai tempi dei nonni.
Ben altro sono le cisternate aliene…
Stiamo attenti: anche quando assaggiamo e distinguiamo l’eccellenza dalla menzogna.
Siamo fatti così, les italiens, o bene bene o male male; lasciamo che anche le papille gustative vadano all’ammasso…
Quanto all’allargare i disciplinari…sarebbe proprio una resa alla mediocrità!
Prosit. Giorgia
no, modificare il disciplinare del Brunello (ma c’é anche una delibera del Consiglio Comunale di due anni fa che ribadisce l’intangibilità del Sangiovese 100%), sarebbe un gesto di assoluta e totale imbecillità (un po’ come mettere il Syrah nel Barolo…) ed un modo di legalizzare le “furbate” che diverse aziende spregiudicate hanno fatto a Montalcino in questi anni
Salve. Leggo da molto, ma è la prima volta che scrivo.
Dico subito che alcuni recensori che leggo assiduamente avevano accennato a strane note che richiamavano certi vitigni del sud nei brunelli presentati alla recente manifestazione ilcinese, e la cosa mi aveva colpito…
A Pasqua, raccolto l’invito, sono andato sul sicuro: Ugolaia Lisini 1994…
Ora però, visto che devo riassortire la cantina, confesso che sul Brunello mi sono un po’ fermato. Prima della otizia avevo preso dei Biondi-Santi 2001, Silvio Nardi 2001, Mastrojanni “base” 2001, Caparzo Riserva 2001 e “La Casa” ’99, ’00 e ’01… Posso dormire tranquillo, seondo voi?
Grazie in anticipo.
A Capodanno comprai qualche bottiglia della tenuta CROCE di MEZZO.
Posso stare tranquillo?
Grazie a chi mi vorrà dare delucidazioni.
Mattia