La sconfitta di Napoli: quali significati?

Secondo quell’inguaribile e inossidabile buonista che è il nostro presidente Moratti, (leggi) “dopo un anno senza macchia era normale che prima o poi sarebbe arrivata una sconfitta in campionato, non mi sembra un dramma” e quindi non ci sarebbe da preoccuparsi più di tanto per la sconfitta di ieri a Napoli e per come è maturata.
Gli rende merito riconoscere che “ieri la squadra non ha giocato bene, al contrario del Napoli che invece è stato molto bravo“, mentre invece, cosa che non può fare, avrebbe piuttosto dire che ieri hanno fatto sincera pena, e che sebbene la colpa del gol subito sia di una papera di Julio Cesar, dobbiamo ringraziare il portierone brasilieiro non solo per il rigore parato, ma perché con una serie di grandi parate ha evitato un umiliante 4 a 0. Che ci sarebbe stato tutto, per come larga parte dei giocatori scesi in campo, sia i giovani che i più esperti, hanno, se così si può dire “giocato”.
Quello che preoccupa invece, oltre al consueto giustificazionismo del patron nerazzurro, e alla sua volontà di trovare delle scuse ad un comportamento che scusanti non ha, affermando ad esempio che “anche se chiunque dirà il contrario un po’ penso che la testa fosse al Liverpool. C’era una grinta diversa dal solito, ma bisogna tornare alla tensione che avevamo una volta“, è una valutazione sempre troppo ottimistica dello stato delle cose, che porta Moratti a sostenere “comunque credo che la squadra abbia la mentalità per affrontare le grandi sfide“.
Io questa certezza non l’ho. Io che sono solo un tifoso, e vagamente incazzato per la piega che stanno prendendo le cose a questo punto della stagione, due a zero secco all’andata a Liverpool senza manco fare un tiro in porta, eliminazione dalla Champions League alle porte, perché una squadra in queste condizioni un 3 a 0 non lo fa nemmeno con l’ultima delle squadrette, non i campioni inglesi, campionato vagamente riaperto (sei punti si fanno sempre in tempo a recuperare…), sento una strana arietta malsana di “solita Inter”, quella che al momento del dunque si squaglia, quella che a Roma con la Lazio perde uno scudetto già vinto e annunciato con troppo anticipo, che trova sempre pretesti e alibi (ieri gli arbitri, le malefatte della triade, oggi gli infortuni a catena).
Ma, mi chiedo, infortuni pesanti a parte (soprattutto quello di Samuel, che stava giocando alla grandissima, e poi quello di Matrix, da cui Materazzi, quello vero, non si è ancora ripreso e speriamo che Ibra ritorni in condizione e non debba operarsi), chi è, se non quell’allenatore fighetto e sopravalutato, dal capello e dal look curato, il responsabile di quella condizione atletica indecente che porta la squadra in questo momento topico della stagione a liquefarsi, a farsi soverchiare dal furore agonistico e dal dinamismo del Napoli di turno?
Non voglio fare la Cassandra ed il menagramo, ma se dovessimo uscire dalla Champions ed il campionato dovesse riaprirsi al punto da indurci a lottare sino all’ultima partita con la Roma, e magari a soccombere, chi avrà la faccia di tolla e l’impudenza di difendere ancora non solo l’allenatore (che spero tanto vada presto a fare danni altrove…), ma una dirigenza che si conferma una volta di più, dal presidente ai suoi collaboratori, inadeguata al blasone di quella grande squadra che è l’Inter?

0 pensieri su “La sconfitta di Napoli: quali significati?

  1. Ti ricordi qualche squadra che ha vinto lo scudetto senza perdere mai neppure una partita? A parte questo, perdere con il Napoli e’ un perdere bene. Napoli si sta riscattando a cominciare dal calcio e m’inchino alla squadra ed ai suoi onorati tifosi. Con quello che sta subendo la Campania per questa tragedia della mondezza, vedere una squadra ed una societa’ che era stata mutilata, vilipesa, giocare un bel calcio superiore a quello di una grande, per me che sono interista come te e’ stata comunque una bella sorpresa. Speriamo che si superino anche contro la Roma. Add’a passa’ a nuttata.

  2. Io invece ricordo benissimo il nome di una squadra che ha concluso il campionato senza MAI perdere…Il Milan nel campionato ’93/’94. Forse anche la Fiorentina negli anni ’50…ma all’epoca non c’ero! 😉

  3. Non me ne volere, Franco, se approfitto di questo spazio per fare outing sulla mia napoletanità. Ero bambino quando Maradona venne a Napoli. Per me è stato folgorante. Ieri ho visto la partita in tv ed ero sicuro che il Napoli avrebbe dato del filo da torcere all’Inter. Ma francamente non mi aspettavo di vedere i campioni d’Italia così malconci.
    Ad ogni modo, noi siamo per una sana equa distribuzione, per cui la Roma non speri di venir al San Paolo con la smania di vincere a tutti i costi…
    All’andata la squadra di Spalletti, solita affrontare gli avversari a viso aperto, lasciò molti spazi ai centrocampisti d’inserimento del Napoli e alla velocità di Lavezzi, e se finì 4-4, fu il Napoli a recriminare di più, per una traversa colpita e altre occasioni sprecate…

  4. Perdere una partita non è una tragedia, e a Napoli una sconfitta ci può anche stare. Ma come vado dicendo da mesi e ho già scritto due volte su questo blog il campionato lo vince la Roma, nonostante le sviste arbitrali e gli errori dei giallorossi a San Siro. Cari nerazzurri quest’anno lo scudetto non lo vincete, no way.

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